LE VIGNETTE SATIRICHE DI NATANGELO CHE HANNO FATTO INFURIARE GIORGIA MELONI
ALLA MELONI DA’ FASTIDIO CHE LA DIPINGANO COME E’ IN REALTA’: PRONA AI VOLERI DI TRUMP… NON E’ BODY SHAMING COME FA INVECE PUCCI CON ELLY SCHLEIN, MA CRITICA POLITICA
Giorgia Meloni si è schierata con Andrea Pucci perché non sopporta «il doppiopesismo. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto». Ma dice che il comico che ha rinunciato a Sanremo «a stento sapevo chi fosse». Mentre sul body shaming nei confronti di Elly Schlein da parte di Baccan (il suo vero nome) ha una risposta pronta: le vignette di Natangelo sul Fatto Quotidiano. E le cita oggi nel retroscena del Corriere della Sera. Quella in cui lei inginocchiata lecca il didietro di Trump. Quella in cui si piega in avanti con la battuta «noi saremo vicini all’Ucraina a 360 gradi, ma ne bastano 90». E la terza in cui ha la gonna alzata dal vento e sugli slip la scritta «FdI -1,3% e il titolo “È cambiato il vento”».
Meloni, Natangelo e il body shaming
Il body shaming è la pratica di criticare, deridere o umiliare qualcuno per il suo aspetto fisico, e per caratteristiche come peso, altezza, forma del corpo. Per esempio, se un comico tipo Andrea Pucci prende una foto di Shlein e ci scrive sopra
«Già che ci sei dentista e orecchie no???? Ridicolaaa», fa body shaming oltre che umorismo da terza elementare. Se invece sopra un’altra foto di Schlein scrive «Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme», fa body shaming e insieme spiega in poche parole quali sono i suoi riferimenti culturali massimi.
Quando invece Natangelo ritrae Meloni mentre “lecca il culo” a Trump non fa che rendere in vignetta un’espressione metaforica che nell’italiano contemporaneo significa che il personaggio Meloni è appiattito sulle posizioni politiche di Trump. Allo stesso modo quando fa la battuta sui 90 gradi, che anche qui ha un significato metaforico.
La differenza tra body shaming e critica politica
Quindi Natangelo non deride o umilia qualcuno per il suo aspetto fisico ma fa una critica politica in forma di metafora. Ovvero fa satira. Che possa piacere o non piacere è assolutamente lecito, anzi: la satira serve proprio a esprimere giudizi.
C’è differenza tra satira ed umorismo da terza media.
(da agenzie)
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