SEMBRA UN SEQUEL DI “INDIANA JONES”: GIULI E I TEMPLARI DI SOLIERA! IL “DANDY CARIATO”, CHE PER UN INCIDENTE DELLA STORIA FA IL MINISTRO DELLA CULTURA, INCONTRA IN LUNIGIANA I DISCENDENTI (SCOMUNICATI) DEI CAVALIERI DI TERRASANTA
E’ L’ULTIMO GESTO DI UNA BIOGRAFIA FANTASMAGORICA CHE ANNOVERA UN’AQUILA TATUATA SUL PETTO, RITI CELTICI E UN DEBOLE PER I SERPENTI
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli possiede una forza prodigiosa che gli consente di
finire sui giornali con titoli fantasmagorici. Intendiamoci: per noi che ci lavoriamo nei giornali, è una benedizione. Bisogna riconoscere che tra lui e Genny Sangiuliano, la premier Giorgia Meloni non ne ha sbagliato uno. Poi ricorderemo anche di quella volta che Giuli dava bacini a un serpente. Intanto direi però di soffermarci sulla notizia dell’altro giorno: con lui, il ministro, che è andato in missione dai templari. Esatto: dai templari.
Ci sono le foto, c’è un video. Si vede Giuli — sempre molto dandy, doppiopetto e magnifico papillon — che posa accanto a certi tipi vestiti come se stessero partendo per una crociata. In realtà, per adesso, si limitano a presidiare il santuario della Madonna dei Colli nell’ex convento di Soliera: siamo in Lunigiana, tra boschi di struggente bellezza, crocefissi e spade (più una bella brace allestita in cortile, perché è sacro anche il culto della bruschetta).
Se ne è accorto Il Fatto . Che però ha pubblicato la notizia a pagina 13 — hanno preferito giocarsi meglio un’intervista ad Alfonso Bonafede, critico sulla riforma della Giustizia ed ex leggendario dj alla discoteca Extasy di Mazara del Vallo, poi due volte Guardasigilli, nel Conte I e nel Conte II, noto soprattutto per aver confuso il 41-bis (carcere duro) con il 416-bis (associazione a delinquere di stampo mafioso), e la «colpa» con il «dolo». Errori che Giuli non avrebbe mai commesso. È colto. Elitario. È stato condirettore del Foglio (coccolato a lungo — raccontano — da un fuoriclasse assoluto come Giuliano Ferrara). Però anche ex ultrà della Roma, tra gente che menava. Ed ex camerata di Meridiano zero, sempre tra gentiluomini che menavano.
Sicuri, insinuano, non sia ancora fascista? Ha un’aquila, a dimensione naturale, tatuata sul petto (lui, buono, sorride: «Smettetela: è solo la riproduzione di un’insegna del primo secolo dopo Cristo»). E, comunque, ha pure scritto un libro per spiegare che “Gramsci è ancora vivo”. Un irregolare. Inaugurando la Buchmesse di Francoforte, disse: «Spazio alla libertà del dissenso, anche contro il governo» (quel giorno, il potente sottosegretario Giovanbattista Fazzolari vuotò un bottiglione di Maalox).
Così, forse, si spiega anche l’incontro con l’Associazione Templari Oggi. Un gruppo assai controverso. Si definiscono «laici» e giurano di non essere massoni. Però vanno in giro per chiese, camminano nella penombra di una religiosità cupa e sospetta, in maschera, seducente.
Nella scorsa primavera, con una lettera riservata inviata a tutti vescovi italiani, monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, fu costretto a mettere in guardia sull’attività «della realtà nota come “Templari Oggi”», precedentemente denominata “Templari Cattolici d’Italia”, soppressa ufficialmente nel 2022.
La loro militanza genera — avvertì monsignor Baturi — «confusione e scandalo tra i fedeli», inducendoli erroneamente a pensare che il presunto lavoro pastorale sia in qualche modo autorizzato dalla Chiesa. Monsignor Baturi invitò perciò i vescovi a esercitare la massima vigilanza e l’opportuna prudenza. Nei fatti, una scomunica.
Giuli, ovvio, se ne frega ( cit ). Del resto, le sue passioni culturali sono un cubo magico. È cresciuto tra l’osservanza del magistero di Julius Evola e i giorni in cui, a destra, si celebravano i solstizi. La religione e l’antropologia dei popoli antichi trattate come una verità atemporale e immutabile. Un debole per i riti celtici. «Il processo di mostrificazione nei miei confronti è stato facile, perché ti antipatizza in un attimo — ha spiegato, più volte, Giuli — Una volta mi è stato addirittura chiesto: “È vero che mangi fegato crudo?”. Ma Santo Cielo… è una cosa che fanno i salafiti dopo avere squartato gli infedeli. Io sono solo uno studioso, un appassionato di riti religiosi».
Infatti: per Rai2, con Vitalia-Alle origini della festa , Giuli si mise — a spese nostre, di noi che paghiamo il canone — sulle tracce degli Etruschi, dei Sanniti e, appunto, dei Celti. Nella prima puntata del programma (abbastanza dimenticabile) seguì il viaggio di un serpente giunto a Roma sull’isola Tiberina nel III sec. a.C. per salvare i Romani da una terribile pestilenza: il serpente di Asclepio, dio greco della medicina, che si stabilì sull’isola, tutt’oggi luogo di cura.
Da lì, Giuli arrivò poi fino a Cocullo, in provincia dell’Aquila, dove ogni anno, il primo di maggio, si festeggia San Domenico Abate: il santo portato in processione per le vie della città e ricoperto da serpenti. Giuli non resistette. E un piccolo esemplare se lo fece scivolare sul braccio mettendosi, addirittura, muso a muso (allora però quasi meglio Genny che almeno scapocciava per certe pericolose bionde di Pompei).
Comunque: all’incontro con i discendenti dei cavalieri di Terrasanta era presente anche il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese, che è della zona, e che — in lampi da campagna elettorale — ha promesso restauri vari, rilancio economico, più soldi e benessere per tutti.
(da “Corriere della Sera”)
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