IL VERO OBIETTIVO DI GIORGIA È RISCRIVERE LA COSTITUZIONE SENZA PASSARE DAL REFERENDUM! . MARCELLO SORGI STRONCA LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE TARGATA MELONI (“UNA DEI TANTI TESTI SCRITTI MALE USCITI DA PALAZZO CHIGI”) E LANCIA L’ALLARME PERCHÉ LO “STABILICUM” AGGIRA LE INDICAZIONI DELLA CONSULTA ASSEGNANDO UN PREMIO DI MAGGIORANZA ESAGERATO
“IL PUNTO PIÙ DISCUTIBILE DI QUESTA IPOTETICA SUPER MAGGIORANZA TRUCCATA NON È TANTO L’AUTOSUFFICIENZA PER ELEGGERE LE ISTITUZIONI DI GARANZIA, DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AI GIUDICI COSTITUZIONALI. MA L’EVENTUALITÀ DI ARRIVARE AI DUE TERZI PER MODIFICARE LA COSTITUZIONE SENZA REFERENDUM”
Diciamo la verità: giovedì non c’è stato neppure bisogno di attendere il deposito del testo
dello “Stabilicum” per accorgersi che si tratta di una legge scritta male. Una delle tante, verrebbe da dire, se solo si presta attenzione a tutte le volte in cui testi che provengono da Palazzo Chigi o comunque dalla maggioranza s’imbattono in difficoltà che rendono assai difficile, se non impossibile, adagiarle nel tessuto giuridico dell’ordinamento italiano.
Mette le mani avanti l’onorevole Donzelli di Fratelli d’Italia, coordinatore del gruppo di lavoro che ha scritto materialmente la legge e perciò responsabile del testo condiviso da Meloni, Tajani e Salvini: stavolta non ci beccherete, abbiamo seguito le indicazioni della Corte costituzionale.
E invece no, il trucco c’è e si vede. E il prof. Ceccanti, quanto a dire uno dei maggiori esperti di leggi elettorali, ci ha messo un minuto a svelarlo. La Corte, accettando il principio della governabilità, aveva ammesso il meccanismo dei premi: 15 per cento di seggi in più a chi conseguiva il 40 per cento dei voti (e degli eletti). 15 più 40, come massimo 55. Più chiaro di così. E invece lo Stabilicum prevede che il 15 possa sommarsi a qualsiasi percentuale superiore al 40.
Per dire: 15 più 42 (se questo sarà il tetto dei voti raccolti dal centrodestra) uguale 57 per cento, che tradotto in seggi diventa 230 deputati e 114 senatori, proprio ciò che la Corte intendeva evitare.
Si dirà che se una legge delicata come quella elettorale viene scritta durante una riunione notturna rallegrata da pizze e birre e con televisori accesi su Sanremo o su un’imperdibile partita di calcio, non ci si poteva aspettare un risultato diverso.
Donzelli dopo Calderoli, che tra l’altro sedeva al tavolo in rappresentanza della Lega. Il “Donzellum” dopo il “Porcellum”, com’ebbe a definirlo il suo autore. E il punto più discutibile di questa ipotetica super maggioranza truccata non è tanto l’autosufficienza per eleggere le istituzioni di garanzia, dal Presidente della Repubblica ai giudici costituzionali. Ma l’eventualità di arrivare ai due terzi per modificare la Costituzione senza referendum. Questo è il vero obiettivo, neppure più nascosto
Marcello Sorgi
per “La Stampa”
Leave a Reply