“NESSUNO MI CONSIDERA FESSO”: LA FURIBONDA REAZIONE DI TRUMP ALLE CRITICHE DEL “WALL STREET JOURNAL” SECONDO CUI GLI IRANIANI LO AVEVANO DEFINITO “SUCKER”, UN “BABBEO FACILE DA GABBARE”
IL NERONE DELLA “CASA BIANCA” DEFINISCE “IDIOTA” L’AUTORE DELL’ARTICOLO ACCUSATO DI AVERLO ATTACCATO SOLO PERCHE’ IL SUO EDITORE, RUPERT MURDOCH, GLI HA ORDINATO DI FARLO – IL TYCOON MINACCIA DI PUNIRE GLI ALLEATI “CATTIVI” NELLA NATO
La parola usata dal Wall Street Journal per descriverlo è “sucker”, ossia un babbeo facile
da abbindolare, e prevedibilmente il presidente Donald Trump non l’ha presa bene. Ha reagito sul suo social definendo un «idiota» l’autore dell’articolo, il membro dell’Editorial Board del giornale Elliot Kaufman, accusato di averlo attaccato senza tenere conto della realtà dei fatti, solo perché il suo editore Rupert Murdoch gli ha ordinato di farlo.
Insulti a parte, la reazione del capo della Casa Bianca attira l’attenzione sulla tesi dell’articolo, uscito proprio mentre Politico ha rivelato che l’amministrazione sta stilando una lista degli alleati della Nato buoni e cattivi, per punire quelli giudicati poco ubbidienti e meno disposti ad aiutare nella guerra contro la Repubblica Islamica.
Kaufman ha scritto che gli iraniani considerano Trump un “sucker” perché per ben tre volte ha pagato per un bene, la riapertura dello Stretto di Hormuz, senza mai ottenerlo davvero. La prima è stata il 7 aprile, quando aveva annunciato che tutte le navi potevano passare liberamente nel Golfo Persico.
Le petroliere però erano rimaste bloccate e il greggio non era tornato a scorrere. La seconda è stata dopo il cessate il fuoco di due settimane fa, quando Teheran ha chiesto come condizione la fine delle operazioni militari israeliane in Libano, e il capo della Casa Bianca ha fatto pressione sul premier Netanyahu affinché si fermasse.
La terza è stata ieri, quando la Repubblica islamica ha avvertito che Hormuz sarebbe rimasto chiuso finché il Pentagono avesse continuato il suo blocco. Poi gli ayatollah hanno attaccato tre navi, dimostrando che le loro forze armate non sono state demolite come vanta Trump. La conclusione dunque è che l’Iran ha tolto agli Stati Uniti sue leve: «La diplomazia può essere usata per consolidare le conquiste militari. In questo caso è stata impiegata per darle via».
Trump si è infuriato, scrivendo che nessun presidente americano prima di lui aveva messo così nell’angolo il regime di Teheran. Si capirà chi ha ragione dall’esito dei negoziati di Islamabad, ammesso che riprendano. Nel frattempo però, secondo Politico, l’amministrazione si prepara anche a punire i suoi stessi alleati. Tra i buoni ci sono Polonia, Romania, i paesi baltici e faticosamente la Germania; tra i cattivi la Spagna, ma anche Francia e Gran Bretagna.
L’Italia non è citata, ma considerando il messaggio sui social con cui il presidente ha minacciato di non stare dalla sua parte, perché Roma non si è schierata con lui in Iran, non è difficile presumere che anche noi rischiamo le sue ritorsioni
(da Repubblica)
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