CONTE E TRAVAGLIO, LA PAURA FA NOVANTA: SILVIA SALIS HA ROVINATO I GIOCHETTI DI POTERE E POLTRONE, INIZIA LA CAMPAGNA DI DENIGRAZIONE PER FAR VINCERE LE ELEZIONI A GIORGIA MELONI
L’ACCUSA: “LA POSSIBILE NOMINA DI ELENA PUTTI ALLA DIREZIONE DEL MUSEO DEL MARE”, IN QUANTO SUA EX COMPAGNA DI LICEO (INDUBBIAMENTE UN GRAVE REATO)… PECCATO CHE LA CANDIDATA ABBIA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER AMBIRE A QUEL RUOLO: LAUREA IN GESTIONE DEI BENI CULTURALI, MASTER DI RICERCA, DOCENTE ALL’UNIVERSITA’ DI GENOVA, VARIE ESPERIENZE IN DIREZIONI MUSEALI
Colpi bassi. Il Fatto Quotidiano, considerato molto vicino al Movimento Cinque Stelle, torna a colpire la sindaca di Genova Silvia Salis. Un’offensiva mediatica che, secondo diversi osservatori, potrebbe avere l’obiettivo di indebolirne il profilo in vista di una possibile, futura corsa nazionale.
Dopo l’articolo firmato da Selvaggia Lucarelli – che aveva definito la prima cittadina “un androide da laboratorio” vicino all’area riformista del Pd – oggi il giornale diretto da Marco Travaglio torna a insinuare dubbi sull’operato della sindaca. Nel mirino, questa volta, c’è il bando per la guida del Mu.Ma – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, che comprende anche il Galata Museo del Mare, uno dei principali poli culturali cittadini.
Secondo il quotidiano, tra le ipotesi di nomina – ventilate dalle opposizioni – ci sarebbe quella di Elena Putti, ex esponente Pd, uscita dal partito sbattendo la porta e vicina a Salis durante la campagna elettorale.
L’articolo insiste sul rapporto personale tra le due, sottolineando come fossero compagne di scuola, e si sofferma anche sulla vita privata della candidata, citando il marito, l’imprenditore portuale Martinoli, che avrebbe contribuito come tanti alla campagna elettorale della sindaca.
Putti in realtà ha tutte le carte in regole per ambire a quel ruolo, con una laurea magistrale in gestione dei beni culturali e un master di ricerca, ha insegnato all’Università di Genova (polo di Imperia) e ha già maturato esperienze nella direzione museale. Nelle settimane precedenti alla scelta del candidato progressista, era inoltre tra le presenze più assidue agli eventi organizzati da Acquarone, promotore di un profilo civico alternativo alle logiche di partito.
Al momento, poi, non esistono indicazioni ufficiali: la decisione verrà ovviamente resa nota solo a iter concluso. Tra i possibili candidati compare anche il giornalista Marco Ansaldo. Il tono dell’articolo – dal titolo al contenuto – lascia poco spazio a interpretazioni. Un attacco che non passa inosservato e che potrebbe rappresentare uno dei primi segnali di tensione in vista del lungo avvicinamento alle Politiche 2027.
Sul fondo resta una domanda: quanto pesa l’ascesa mediatica di Salis? Un’esposizione che, secondo alcuni, non sarebbe gradita ai vertici nazionali, a partire dal leader del Mov5s Giuseppe Conte.
(da agenzie)
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