LEPENOSI SPUTTANATI: IL FURTO DI DOCUMENTI DELLO STAFF DI MACRON E LE BUFALE DELLE BAHAMAS OPERA DEI RAZZISTI USA DI “ALT RIGHT” IN COLLABORAZIONE CON HACKER RUSSI PER CONDIZIONARE IL VOTO
IL VICEPRESIDENTE DEL FRONT NATIONAL PHILIPPOT PUBBLICA UN FALSO SMS ATTRIBUENDOLO AI FANS DI MACRON MA VIENE SMASCHERATO
Secondo Nicolas Vanderbiest, ricercatore specializzato in fake news sui social network, la massima
autorità in materia, dietro l’operazione di furto delle mail dello staff di Macron ci sarebbe la comunità virtuale trumpiana della destra radicale “Alt Right”
In particolare, Vanderbiest ha indicato come responsabile Jack Posobiec, militante trumpiano già autore di diverse informazioni false durate le ultime presidenziali americane, tra i primi a rilasciare la notizia su Twitter, per poi essere ripresa anche da altri account di origine russa.
Sempre secondo il ricercatore belga, questo network sarebbe lo stesso che pochi giorni fa ha diffuso nel web una serie di fake news riguardanti presunti conti offshore di Macron.
Notizia ripresa dalla stessa Marine le Pen durante l’ultimo dibattito televisivo di giovedì, quando ha insinuato che il suo rivale potrebbe avere conti nascosti nel paradiso fiscale delle Bahamas.
Un’uscita che le è costata una denuncia da parte del leader di En Marche!
L’operazione di pirataggio ai danni di En Marche! non resterà “senza risposta” ha assicurato il presidente Hollande, aggiungendo che c’è un’inchiesta in corso che farà luce sull’accaduto.
Ieri, ultima giornata della campagna elettorale, il Front National è andato all’attacco del suo avversario postando sui social network una serie di false notizie, immediatamente smentite dalla rete e da alcuni media francesi.
Il vicepresidente del partito, Florian Philippot, ha twittato nel primo pomeriggio uno screenshot con degli sms attribuiti a militanti di En marche!. “La Le Pen sarà alla cattedrale tra pochi minuti. Venite a fischiarla e a spintonarla!” si legge nel messaggio, che continua con un invito a “distruggere” l’immagine della candidata rendendola “diabolica”. Secondo Philippot le immagini postate sarebbero la prova evidente che le dure contestazioni rivolte a Marine Le Pen durante la sua visita a Reims sarebbero state organizzate da alcuni sostenitori di Macron.
Il tweet è stato condiviso da quasi tremila utenti, tra cui anche David Rachline, direttore della campagna di Marine le Pen.
Ma come al solito sono stati smascherati, avevano fatto un fotomontaggio: a smentire questa notizia ci ha pensato il sito di Buzzfeed, che attraverso l’account Verifiè ha dimostrato che l’immagine postata dall’eurodeputato è un fake, visto che il sistema iOS dovrebbe segnare l’orario con 9h32 e non 9:32.
Un errore grossolano che dimostra a che livello di associazione a delinquere sono arrivati i lepenosi.
Anche il deputato Gilbert Collard si è reso protagonista di un episodio analogo, twittando un fermo immagine preso durante l’ultimo dibattito tra i due candidati. Nella foto si intravede quello che viene fatto passare come un auricolare all’orecchio di Macron, anche se da altre angolazioni risulta evidente che il candidato di En marche! non aveva nulla all’orecchio.
Uno squallore disgustoso di loschi figuri a cui domani il popolo francese darà la risposta che meritano.
(da agenzie)
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