SE QUESTO E’ UN PARLAMENTARE: DANIELA MELCHIORRE, HA CAMBIATO CASACCA 4 VOLTE IN 5 ANNI
DALLA MARGHERITA AI LIBERALDEMOCRATICI, DAL PDL AL GRUPPO MISTO, DAL TERZO POLO AL PDL: UNA GIRANDOLA CONTINUA… IERI ERA ASSENTE E IL PDL ERA GIA’ NEL PANICO: IL GOVERNO APPESO A UN FILO DEVE SODDISFARE OGNI RICHIESTA, ALTRIMENTI CADE
Dopo aver cambiato quattro schieramenti negli ultimi cinque anni, ieri la
neo-berlusconiana Daniela Melchiorre non ha partecipato alla prima votazione sulla prescrizione breve mandando in fibrillazione la maggioranza e alimentando nuovi sospetti sulla compravendita.
“Era assente perchè non ancora soddisfatta dalle garanzie ricevute” mormoravano nel lato destro dell’emiciclo di Montecitorio.
La scorsa settimana i suoi Libdem (Liberaldemocratici) hanno abbandonato il Terzo Polo al quale avevano aderito appena a novembre e la Melchiorre, accompagnata dal collega Italo Tanoni, è salita dal premier a palazzo Grazioli, accompagnata dal coordinatore Pdl Denis Verdini, una sorta di padre di spirituale per tutti i parlamentari in continua crisi di coscienza.
Ha 40 anni, Daniela Melchiorre.
Laureata in legge a Bari. Magistrato militare, prima a Verona e poi a Torino. “La parlamentare più sexy” per i camionisti italiani.
Nasce nella Margherita, della quale è presidente a Milano, poi il primo cambio di casacca: va con Lamberto Dini, nei Liberal Democratici.
Nel 2006 viene nominata come tecnico sottosegretario alla giustizia nel governo Prodi.
Naufragato il centrosinistra decide che è meglio allearsi con il Pdl. La prima giravolta.
Viene eletta con il centrodestra alle politiche del 2008.
Passano appena tre mesi ed ecco la seconda giravolta: trasloca dal Pdl al gruppo misto, dove crea una micro-frazione.
Perchè uscite dal centrodestra?, le chiedono. “Siamo preoccupati per una linea che in più di un caso ha trascurato i valori liberaldemocratici”.
Si piazzano in una specie di limbo parlamentare, nè maggioranza, nè opposizione: il partito delle mani libere.
A fine luglio del 2010, dopo la cacciata dei finiani dal Pdl, si scatena la campagna acquisti.
La Melchiorre incontra il premier il 28 luglio.
La finiana Flavia Perina denuncia che la Melchiorre è un “obiettivo di mercato” del presidente Berlusconi: per lei sarebbe pronto un posto di sottosegretario.
Una trattativa difficilissima. Il 29 settembre si vota la fiducia.
Che fanno i Libdem? “Stiamo riflettendo” dice Tanoni, “siamo su una linea politica di astensione”.
La riserva sarà sciolta solo dopo il discorso del premier in aula.
Il discorso di Berlusconi “è a metà tra il libro dei sogni e il programma elettorale” dice la Melchiorre.
La trattativa è fallita. Lei vota no alla fiducia al governo. E’ il passaggio formale all’opposizione. La terza giravolta.
A novembre ha un incontro con Fini e la direzione dei Libdem sancisce il passaggio al Terzo Polo.
Fino all’ultimo circolano voci di un loro ritorno in extremis in maggioranza. Voci calunniose! A dicembre la Melchiorre vota la sfiducia a Berlusconi.
Dai banchi di Pdl e Lega piovono insulti e fischi: “Vergognati!” “Vergognati!”
E’ una donna inquieta, l’onorevole Melchiorre.
A febbraio i giornali sono di nuovo pieni di rumours circa un ritorno di fiamma verso il centrodestra.
Lei, il 17 febbraio, smentisce fieramente: “Non siamo interessati ai corteggiamenti”.
E attacca la prescrizione breve come legge ad personam: “Non è il caso di danneggiare una moltitudine di persone, magari vittime o parti civili, per risolvere i problemi di Berlusconi”.
Ma il virus dell’inquietudine le rode dentro.
Ai primi di aprile Melchiorre e Tanoni lasciano il Terzo Polo (“il progetto non è decollato”) e tornano nelle braccia di Berlusconi.
La quarta giravolta. I due prima vedono il premier, poi votano a favore del conflitto di attribuzione per Ruby. E le belle parole di un mese prima? Dimenticate!
In questo preciso momento, mentre scriviamo, la Melchiorre è sicuramente della maggioranza, solo che ieri non si è fatta trovare in aula.
E’ in vista una quinta giravolta?
(da “Ritagli“)
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