LA VERGOGNA DEL CONVEGNO A MODENA “LA RINASCITA DI MARIUPOL”, L’EVENTO FILORUSSO CHE CELEBRA I CRIMINALI DI PUTIN CHE HANNO UCCISO MIGLIAIA DI CITTADINI INNOCENTI
SE IL SINDACO PD NON REVOCA LA CONCESSIONE DELLA SALA COMUNALE, DIVENTERA’ UN GROSSO PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO , IN PIAZZA CI SARANNO CENTINAIA DI PATRIOTI VERI (NON QUELLI TAROCCO)
Dopo averla rasa al suolo e conquistata, la Russia vuole ricostruire la città ucraina di Mariupol e l’associazione culturale “Russia Emilia-Romagna” porta a Modena un evento con un ricco panel di invitati (tra cui il console generale russo a Milano, Dmitry Shtodin) per mostrare come avverrà la “rinascita della città dopo la guerra”.
L’ambasciata ucraina in Italia ha chiesto giovedì alla città di Modena di ritirare l’autorizzazione all’uso di una sala civica per ospitare l’incontro. Mariupol, città portuale sul Mar d’Azov, nel sud dell’Ucraina, è stata teatro di alcuni dei più pesanti combattimenti nelle prime fasi dell’invasione di Mosca nel 2022 compreso il famoso assedio dell’acciaieria Azovstal durato circa un mese. La città era stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti quando la Russia l’ha conquistata a maggio 2022.
Il convegno
La conferenza, accompagnata da una mostra, si terrà a Modena il 20 gennaio. L’iniziativa viene presentata descrivendo Mariupol «città-simbolo della rivolta popolare del Donbass contro la giunta di Kiev, città martire dell’occupazione banderista durata 8 anni che affronta ora un veloce processo di ricostruzione sotto l’egida delle Istituzioni della Federazione Russia di cui è divenuta parte integrante».
Tra i partecipanti, oltre il console generale russo, il presidente dell’Associazione “Russia Emilia-Romagna” Luca Rossi, il rappresentante italiano del Movimento Internazionale dei Russofili (Mir) Eliseo Bertolasi e il giornalista indipendente Andrea Lucidi.
La rabbia dell’Ucraina
«Consideriamo questo evento di grande cinismo, un insulto alla memoria di migliaia di vittime civili, un evento incentrato sulla propaganda russa e una violazione di tutti i principi e le basi morali», ha dichiarato l’ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in una lettera. Ha aggiunto che Modena dovrebbe fare tutto il possibile per proteggere i suoi residenti dalla disinformazione.
Da Kiev il consigliere del ministro degli Affari interni dell’Ucraina, Anton Gerashchenko grida allo scandalo spiegando che «non si deve permettere alla Russia di farla franca raccontando bugie sui suoi crimini contro gli ucraini». «La Russia», commenta Gerashchenko sui social, «ha distrutto la città ucraina di Mariupol, uccidendo decine di migliaia di persone e costringendone altre decine di migliaia a fuggire, salvando loro la vita. Ora vogliono mostrare i loro omicidi come ‘”liberazione” dalla “giunta di Kiev”».
Le reazioni della politica italiana
Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, del Partito Democratico, respinge «ogni tentativo di strumentalizzazione dell’appuntamento in una sala civica di un Quartiere della città noleggiata per l’occasione da un’associazione culturale». «Non c’è alcun patrocinio del Comune – aggiunge Muzzarelli – e nessuna forma di sostegno, tantomeno economica, a questo appuntamento per il quale l’associazione ha sottoscritto l’impegno previsto dal regolamento comunale a condividere i valori sanciti dalla Costituzione e dalla Repubblica Italiana e, segnatamente, il divieto di professare e/o praticare ideologie e comportamenti fascisti e razzisti. Un impegno che auspichiamo venga rispettato pienamente».
Il sindaco Mazzurelli, dopo che il senatore del Pd, Filippo Sensi, aveva espresso la sua indignazione sui social, ha ricordato come l’amministrazione comunale sia impegnata «nell’accoglienza dei profughi ucraini e, insieme a tante associazioni del territorio, in iniziative a favore della pace».
Anche i Radicali Italiani hanno inviato al sindaco di Modena una lettera in cui lo invitano a «ripensare la concessione della sala civica, anche a fronte del disciplinare che regola la concessione». «Si tratta, con evidenza, di un evento non di pace, non di verità, ma di propaganda di guerra – si legge nel testo dei Radicali italiani. Una conferenza apertamente in sostegno alla guerra d’aggressione russa ci sembra il contrario dell’affermazione dei diritti della persona, nonché dei valori di giustizia, libertà, democrazia e pace. La guerra d’aggressione russa va condannata, non celebrata, e i suoi responsabili meritano semmai il giudizio del Tribunale penale internazionale dell’Aja».
(da agenzie)
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