ALEMANNO, TRA PARENTOPOLI E CALO NEI SONDAGGI, GIOCA LA CARTA DI SCIOGLIERE LA GIUNTA DEL COMUNE DI ROMA
REVOCATE TUTTE LE DELEGHE E AZZERATA LA GIUNTA: “INIZIERA’ UNA NUOVA FASE”…ENTRO GIOVEDI’ I NUOVI ASSESSORI: FATTI FUORI I COINVOLTI IN PARENTOPOLI DE LILLO E MARCHI, OLTRE A CAVALLARI… L’UDC RESTA FUORI, I NOTABILI ROMANI DEL PDL CERCANO DI SALVARE LA FACCIA, MA L’EX SOCIALE NE ESCE MALE
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha firmato due ordinanze con cui ha revocato tutte le
deleghe alla giunta capitolina e ai consiglieri delegati.
È quanto si legge in una nota del portavoce del sindaco, Simone Turbolente. La decisione arriva dopo un vertice tra il primo cittadino di Roma e i capigruppo Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.
«Si è conclusa una prima fase del governo comunale – dice ancora Alemanno in una nota – che ha ottenuto importanti risultati come l’approvazione del piano di rientro dal debito ereditato dalle precedenti amministrazioni, l’avvio della trasformazione del Comune in Roma Capitale e la definizione dei progetti più importanti del Piano Strategico di Sviluppo».
«Ora – prosegue il sindaco – è necessario lavorare per fare in modo che questi progetti e i nuovi poteri di Roma Capitale vengano rapidamente calati sul territorio con una grande attenzione alla qualità della vita dei cittadini e dei quartieri».
«Per questo motivo è necessario avviare un cambiamento della giunta – aggiunge Alemanno – che fissi per ogni assessore, le deleghe, gli obiettivi prioritari, secondo un preciso cronoprogramma e le regole politiche che garantiscano la piena sintonia con le categorie sociali e produttive della città . «Tutto questo – conclude – in vista della riunione degli Stati generali della città convocati per il 9 e 10 febbraio presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur e in cui sarà presentato il piano strategico di sviluppo e il Comitato promotore della candidatura alle Olimpiadi del 2020».
«La Giunta capitolina – si legge nel comunicato sullo scioglimento – a norma di statuto, dovrà essere nominata nuovamente entro il più breve tempo possibile. Obiettivo del sindaco è quello di nominare i nuovi assessori e i nuovi consiglieri delegati entro giovedì 13 gennaio».
«Per giungere a questo obiettivo – conclude la nota – il sindaco ha chiesto al vicesindaco Mauro Cutrufo, all’on. Alfredo Antoniozzi e al capogruppo del Pdl Luca Gramazio, oltre ai vertici del Pdl, di affiancarlo nelle consultazioni e nelle valutazioni».
E in una nota Gianni Sammarco, deputato e coordinatore di Roma del Pdl, e Marco Di Cosimo, vicecoordinatore vicario fanno sapere che «nonostante gli ottimi risultati raggiunti in questi anni dalla prima giunta Alemanno erano maturati i tempi per aprire una fase due dell’amministrazione di Roma in vista degli importantissimi appuntamenti cui è chiamata la città . Nei prossimi giorni verranno avviati degli incontri per calibrare la squadra e ridefinire le deleghe, in modo da riprendere immediatamente a lavorare sugli obiettivi prioritari che saranno fissati».
Secondo indiscrezioni in uscita ci sarebbero almeno tre assessori: Fabio De Lillo (delega all’Ambiente, sfiorato dalla Parentopoli sia per l’Ama che dipende dal suo assessorato, sia per l’assunzione in Atac della cognata e moglie del fratello Stefano, senatore Pdl, Claudia Cavazzuti), Sergio Marchi (responsabile della Mobilità , il più coinvolto nella Parentopoli all’Atac: assunti diversi amici e suo parenti tra cui la fidanzata, la segretaria, la figlia della segretaria più altri parenti del suo staff) ed Enrico Cavallari (assessore al Personale).
Sostituzioni di cui in realtà già si parlava da mesi, ma che ora potrebbero concretizzarsi.
Diversa la situazione di Umberto Croppi e Alfredo Antoniozzi.
Sul primo, dal suo entourage fanno sapere di sentirsi «tranquilli», anche se più volte l’assessore alla Cultura è stato messo in discussione per la sua vicinanza al leader di Fli, Gianfranco Fini. A
ll’assessore alla Casa, invece, potrebbe essere cambiata la delega.
Non dovrebbero correre pericoli, invece, Fabrizio Ghera, Marco Corsini, Sveva Belviso e Laura Marsilio.
Se in uscita, quindi, il quadro sembra delineato, più difficile capire chi entra.
I nomi circolati maggiormente sono quelli di Marco Visconti e Antonello Aurigemma.
A sorpresa, però, potrebbe essere inserito tra i papabili il capo della Protezione civile di Roma, Tommaso Profeta.
«Non esiste nel novero delle cose che noi possiamo entrare nella Giunta comunale di Roma».
Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, ospite della trasmissione di La7 ‘Otto e mezzò. «Noi – ha aggiunto il Leader dell’Udc – restiamo all’opposizione perchè abbiamo un giudizio completamente negativo sul governo di Alemanno».
Nel primo pomeriggio il sindaco della Capitale aveva incontrato per circa un’ora, negli uffici del gruppo alla Camera i capigruppo Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.
Diversi i temi al centro dell’agenda politica capitolina che potrebbero essere stati trattati nell’incontro: dai provvedimenti attesi per il 2011 su Roma Capitale, a questioni politiche come il possibile rimpasto della giunta guidata da Alemanno.
A pesare sulla decisione molto probabilmente il caso «Parentopoli» con le assunzioni facili nelle società partecipate del Comune di Roma, Atac e Ama che ha travolto l’amministrazione capitolina chiamando in causa collaboratori molto vicini al sindaco Alemanno.
E anche i risultati del sondaggio del Sole 24 Ore pubblicato lunedì mattina sui sindaci più amati d’Italia magari non sono passati inosservati al primo cittadino di Roma che in un solo anno ha perso il 5 per cento del gradimento.
«L’azzeramento della Giunta deciso dal sindaco Alemanno è la dimostrazione più lampante del fallimento di questa gestione della destra romana. A questo punto per coerenza si dovrebbe dimettere anche il sindaco visto che l’incapacità totale di questa Amministrazione è soprattutto colpa sua».
Lo afferma Marco Miccoli, segretario del Pd Roma. «Non era mai successo – conclude Miccoli – che dopo appena due anni e mezzo una Giunta della Capitale d’Italia fosse revocata in questo modo. La città allo sbando è ora ufficialmente anche senza governo».
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