ALTA VELOCITA’: COSTI RADDOPPIATI DA 15,5 A 32 MILIARDI DI EURO IN 14 ANNI
DENUNCIA DELLA CORTE DEI CONTI: I COSTI SONO LIEVITATI IN MODO ABNORME.….IN ITALIA IL COSTO E’ DI 45 MILIONI A KM, CONTRO I 13 DI FRANCIA E SPAGNA… TERZO VALICO E MILANO-VENEZIA NEL MIRINO, SERVONO RIMEDI TEMPESTIVI …
Così non si può andare avanti, occorre mettere ordine negli appalti per i lavori e nel sistema dei finanziamenti.
E questo vale anche per il Terzo valico, la Genova-Milano per la quale il governo ha trovato solo una parte dei finanziamenti: 500 milioni su 4,9 miliardi.
Il campanello d’allarme arriva dalla Corte dei Conti, nel cui mirino c’è in particolare l’asse orizzontale, ovvero la Milano-Genova e la Milano-Venezia-Padova.
Il progetto è salito dai 15,5 miliardi di euro fissati nel 1992 al livello, per la parte realizzata e a fine 2006, di 32 miliardi di euro, secondo i dati delle Fs.
Si è assistito, secondo la Corte, a “una lievitazione dei costi notevole” e la situazione rischia di diventare “ancora più difficoltosa” a causa della scelta del governo di ripristinare le convenzioni stipulate senza gara con i “general contractor”.
Una procedura secondo molti esperti che sta all’origine del raddoppio dei costi dell’Alta velocità ferroviaria italiana.
Va bene che in Italia l’Alta velocità è anche alta capacità (ovvero è usata anche per il trasporto merci), ma i costi per dotare il nostro Paese di treni rapidi non hanno proporzione con quello sostenuto nel resto d’Europa.
Da noi il costo è di 32 milioni a km di Alta velocità che diventerà di 45 milioni di euro per le linee in corso di progettazione, mentre in Francia e in Spagna sono fermi a 9-10 milioni a km che diventeranno 13-15 milioni di euro per le nuove linee.
Il governo Prodi aveva cancellato i rapporti coi “general contractor” che, nel caso del Terzo Valico, è il Cociv (controllato da Impregilo al 90%).
La norma, contestatissima, era stata bocciata dal Tar del Lazio e poi riabilitata dal Consiglio di Stato, con altro allungamento dei tempi e risarcimenti milionari.
Con il governo Berlusconi, altro colpo di scena: ritornano i “general contractor”, con sospiro di sollievo dei costruttori, ma non mancano altri ricorsi, incertezze amministrative-operative e i finanziamenti sono stanziati a “macchia di leopardo”.
La Corte dei Conti si riferisce in particolare alla delibera Cipe del 6 marzo 2009 con cui il governo ha messo da parte 2 miliardi e 750 milioni destinati all’alta velocità Treviglio-Brescia, Milano-Verona e Genova-Milano.
Il valore di realizzazione delle opere è però molto più alto, ma i soldi saranno stanziati man mano che proseguono i lavori.
I giudici pertanto parlano di “estrema incertezza operativa che si riverbera inevitabilmente sull’attuazione del piano degli investimenti”.
Si inizia in pratica un’opera con un governo e non si saprà se e quando verrà portata a termine con quelli successivi. L’Italia così diventa un cantiere permanente, oggi aperto e domani chiuso, e i lavori durano decenni e spesso non finiscono mai.
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