ANCHE LA MAFIA SORRIDE: IN SENATO LA LEGGE “ALLUNGA PROCESSIâ€
GLI AVVOCATI POTRANNO CONVOCARE MIGLIAIA DI TESTIMONI E BLOCCARE DI FATTO I PROCESSI FINO ALLA PRESCRIZIONE
Una legge devastante per la giustizia sta per essere approvata in Senato la settimana
prossima.
Con un colpo di mano la maggioranza è riuscita a far mettere in calendario per martedì la votazione in aula del cosiddetto “processo lungo”.
Una normativa che salva mafiosi, delinquenti abituali e non, colletti bianchi corrotti.
Per le vittime, invece, sarà azzerato di fatto il diritto alla verità .
L’emendamento “allunga processi”, a firma di Franco Mugnai del Pdl (approvato in commissione giustizia del Senato ai primi di aprile), prevede, infatti, che la difesa possa presentare sterminate liste di testimoni. Di più.
Fa carta straccia della “norma Falcone” (articolo 238 bis del codice di procedura penale) perchè vieta in un dibattimento l’utilizzo come prova delle testimonianze già acquisite in altri processi con sentenza passata in giudicato.
Ogni volta, dunque, si può ripartire da zero e la prescrizione diventerà inevitabile per decine di migliaia di processi.
Le nuove regole rappresentano un mix fortunatissimo per il processo milanese a carico di Silvio Berlusconi per la corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills.
Al momento, la sentenza della Cassazione per il testimone corrotto (e prescritto) è stata acquisita in dibattimento e rappresenta una spada di Damocle per il presidente del Consiglio. Anche se, rispetto a quando l’emendamento è stato architettato, per scelte anche del collegio, la prescrizione scatterà comunque, quasi sicuramente, prima della sentenza di primo grado. Ma Berlusconi deve ipotecare gli altri procedimenti: quello per il caso Ruby, e quelli per presunti reati fiscali: Mediaset e Mediatrade.
E, come accade per tutte le leggi ad personam, al netto dei “lodi” Schifani e Alfano, l’effetto su tutti gli altri processi è catastrofico.
Un esempio: se allo stadio, durante una partita di calcio con 30 mila spettatori, è stato commesso un omicidio, l’accusa chiamerà in dibattimento, verosimilmente, solo pochi testimoni.
Quelli in grado di riferire elementi certi su quanto avvenuto.
Ma con la nuova legge, la difesa di chi è imputato può chiedere che vengano a testimoniare, in astratto, tutti e 30 mila gli spettatori.
Basta che sappia dare una buona motivazione e il giudice è obbligato ad accogliere la richiesta.
Gli viene quindi tolto il potere di determinare la lista testi in base all’attuale concetto di “superfluità ”. E se non accoglie le richieste il processo può essere annullato.
L’emendamento Mugnai prevede, infatti , che “Il giudice… a pena di nullità ammette le prove ad eccezione di quelle vietate dalla legge e di quelle manifestamente non pertinenti”.
Il trucco per obbligare il giudice all’ammissione dei testimoni è proprio in quella frase: “Non manifestamente pertinenti”, significa che se gli avvocati hanno una mezza giustificazione per la loro richiesta, sia pure abnorme, la spuntano.
Anche se l’intento è chiaramente dilatare il processo e arrivare così alla prescrizione.
Questa legge (che dovrà tornare alla Camera) vale non solo per i processi di primo grado in corso (altrimenti non servirebbe a Berlusconi) ma persino per i processi di mafia e per quelli con rito abbreviato, concepito, appunto, per durare poco grazie alla concessione dello sconto di un terzo della pena.
Pensare che il disegno di legge originario aveva tutt’altro scopo: “Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo”, prima firmataria la deputata della Lega, Carolina Lussana.
Dunque una legge scritta per impedire benefici a chi è accusato di reati gravissimi.
Nella versione originale è stato approvato alla Camera a febbraio.
Poi il blitz in Senato del Pdl, in aprile: l’approvazione in commissione giustizia dell’emendamento “allunga processi”.
Tra tra martedì e mercoledì il voto dell’aula. La Lega pare proprio che la legge, ormai stravolta, la voterà perchè non vuole rompere con Berlusconi.
Avrà , però, un problema in più con i suoi elettori, già in crisi con i vertici del Carroccio.
Dovrà spiegare loro com’è possibile che inneggia alle manette e poi dice sì a una norma che garantisce impunità .
Antonella Mascali
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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