BRUXELLES BOCCIA IL “MODELLO ALBANIA” FIRMATO MELONI: “QUESTA OPZIONE AL MOMENTO NON È LEGALMENTE POSSIBILE PER LA UE”
“BISOGNA PRIMA CHE L’UE AFFRONTI IL PROBLEMA SU COME REGOLAMENTARE IL RIMPATRIO FORZATO IN UN PAESE TERZO”
Il modello Albania non è un modello per l’Europa. Semplicemente perché non è legale. Almeno non lo è per le norme europee.
Nel giorno del trasferimento di soli 16 migranti dall’Italia in territorio albanese, l’Ue fa sapere in maniera formale che questa modalità non è compatibile con le regole comunitarie. E gli auspici proposti l’altro ieri dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sono stati male interpretati.
«Attualmente — ha sottolineato una portavoce dell’esecutivo europeo — non è legalmente possibile per la Ue avere questa opzione. Per rendere possibile un simile modello la legge Ue deve regolamentare il rimpatrio forzato in un Paese terzo, che non sia il Paese di origine ed è qualcosa che stiamo ancora esaminando».
Gli uffici di Palazzo Berlaymont si limitano ad osservare che «coloro che non hanno il diritto legale di restare devono essere rimpatriati». Del resto da Bruxelles un via libera all’idea di estendere l’accordo tra Roma e Tirana non c’è mai stato.
L’altro ieri, nella missiva inviata da von der Leyen ai leader europei, la presidente ha insistito sulla opportunità di «esplorare possibili strade da percorrere riguardo all’idea di sviluppare centri di rimpatrio al di fuori dell’Ue, soprattutto in vista di una nuova proposta legislativa sui rimpatri”
Non a caso sul capitolo migranti, il Consiglio europeo che si riunirà domani è profondamente spaccato. Sulla bozza di conclusioni non si registra alcuna intesa. Gli “sherpa” (i consiglieri dei governi) hanno inserito quella parte tra parentesi quadre: il modo diplomatico per dire che si tratta di una formula controversa. Ed è anche molto vaga.
Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, vorrebbero indicazioni più dettagliate, molti altri una formulazione fumosa e alcuni escludere in toto il capitolo dalla dichiarazione finale. Un gruppo limitato poi invita ad anticipare l’applicazione del nuovo Patto sull’Asilo e migranti su cui è già stato eretto un muro. Tra cui quello dell’ungherese Orban.
A questo proposito, poi, i socialisti europei sono stati netti: «Siamo contrari — ha detto la capogruppo di S&D, Iratxe Garcia Perez — alla creazione di hub di rimpatrio e a qualsiasi forma di esternalizzazione della politica di asilo»
(da agenzie)
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