CASAPOUND RISCOPRE CHE IL PROBLEMA DELLE OCCUPAZIONI “NON SI RISOLVE BUTTANDO LE FAMIGLIE PER STRADA”
“NON FAREMO PIU’ PICCHETTI PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI, E’ UNA GUERRA TRA POVERI: LA GENTE HA VOTATO SALVINI? CI METTA LUI LA FACCIA”… MEGLIO TARDI CHE MAI, NOI LO DICIAMO DA SEMPRE
Mentre è partito l’iter per sfrattare CasaPound dallo stabile in via Napoleone III l’organizzazione
annuncia che si opporrà a tutti gli sgomberi: «Noi siamo contrari a tutti gli sgomberi. Non c’è differenza tra l’occupazione di Casapound e quelle “rosse”, laddove ci siano cittadini italiani o immigrati regolari. Il problema non si risolve buttando in strada le famiglie, ma mettendo a punto un piano di edilizia residenziale pubblica e costruendo le case per chi ne ha bisogno».
Concetto da noi sempre espresso, non è mai troppo tardi per capirlo.
Scrive La Stampa:
Simone Di Stefano è l’ormai ex segretario di Casapound, l’organizzazione di estrema destra che un mese fa, incassato l’ennesimo risultato elettorale deludente alle Europee, ha deciso di abbandonare l’esperienza di partito per tornare alla dimensione «associativa e culturale».
Una svolta: «Non andremo neppure più fuori dai centri di accoglienza nè nelle periferie a fare i picchetti contro i nomadi, a fare la guerra fra poveri con il pugnale tra i denti per le case. La gente ha votato Salvini, ci pensi lui se ci sono ingiustizie a impedirle».
Nonostante la comune matrice sovranista, l’impulso impresso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini non trova terreno fertile nel campo di Casapound: «Gli sgomberi sono operazioni a costo zero che hanno un ritorno elettorale — dice Di Stefano — ma legalità è una parola vuota se non c’è soluzione sociale. Una stagione di sgomberi potrebbe dare il via a una nuova stagione di occupazioni, anche se Salvini ha inasprito le pene per chi le promuove».
Ed ecco la strategia per fermare lo sgombero dello stabile:
«Quando arriveranno qui saranno cambiati sindaco, governo e presidente della Repubblica», dice Di Stefano.
Eppure la denuncia presentata dal Demanio potrebbe velocizzare le procedure. In caso di sequestro da parte dell’autorità giudiziaria, in particolare, come ha spiegato il prefetto Gerarda Pantalone, «la posizione di Casapound sarà valutata come tutti gli altri».
Il movimento non esclude un ricorso al Tar: «Occupanti abusivi sì, ma qui tutti hanno la residenza, pagano le tasse e sono anche pronti a saldare il conto dell’energia elettrica, circa 300mila euro: 100mila subito, il resto a rate. Acea ha detto no».
Aggiungiamo noi: date l’esempio, fuori dalla sede chi si può permettere di pagare un alloggio, (compresi i dirigenti del Movimento) e dentro altrettanti senzatetto senza guardare al colore della pelle.
Questa è destra sociale, prima gli ultimi e poi noi.
Il resto è opportunismo e demagogia.
(da agenzie)
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