Destra di Popolo.net

BISIGNANI E GLI SPOT MILIONARI PER LA SANTANCHÈ: “TI HO TROVATO LA PUBBLICITA'”

Giugno 21st, 2011 Riccardo Fucile

INCHIESTA P4, LETTA: “SAPEVO DELL’INDAGINE”….INDAGATO MORETTI DELLE FS…..LA SOCIETA’ PUBBLICITARIA DELLA SANTANCHE’ HA RACCOLTO 10 MILIONI DI EURO NEL 2009 GRAZIE ALLE ENTRATURE DI BISIGNANI NELLE SOCIETA’ PUBBLICHE

“Estroverso, brillante e ben informato, ed è possibile che qualche volta dica più di quel che sa… Con lui ho rapporti di amicizia che io gestisco in modo istituzionale… Lui è amico di tutti, è l’uomo più conosciuto che io conosca. Bisignani è uomo di relazioni”.
Firmato Gianni Letta, che osì lo scorso 23 febbraio davanti ai pm di Napoli descriveva i suoi rapporti con il gran faccendiere della P4.
Un uomo che sapeva muoversi dietro le quinte, le cui relazioni sono al centro dell’inchiesta che qui sotto viene riassunta.
Che aveva a sua disposizione della carta intestata di Palazzo Chigi, in bianco. Gliel’hanno trovata gli inquirenti: “In un incartamento relativo alla trattativa per l’acquisizione di un immobile in leasing da parte della Presidenza del Consiglio in persona del Ragusa (alto dirigente della presidenza, ndr), immobile nella disponibilità  della società  ‘B.B. Parlamento di Farina Vittorio’ (legatissimo al Bisignani e titolare della Ilte, società  di cui Bisignani è dirigente), venivano rinvenuti fogli in bianco di carta intestata alla Presidenza del Consiglio” .
“Nulla di più – concludono i pm – poteva rendere l’idea di una sorta di ruolo ombra svolto dal sodalizio e dal Bisignani”.
“Non escludo che Bisignani mi abbia potuto dire che era oggetto di attenzioni da parte dell’autorità  giudiziaria — ha proseguito invece Letta – : sicuramente non mi ha detto che era intercettato”.
Ancora il sottosegretario: “No, non ho mai cenato con Bisignani e il procuratore generale di Roma, tanto meno per festeggiare il nuovo giudice della Corte costituzionale Lattanzi, che ho conosciuto solo al Quirinale al momento del giuramento”.
Gli investigatori della Finanza di Napoli annotano quasi con stupore che “non sono emersi rapporti e/o collegamenti tra le società  riconducibili alla Santanchè e a Luigi Bisignani relativamente alle attività  di raccolta pubblicitaria” ma subito aggiungono: “Tuttavia, in tale contesto, si rappresenta che sono state intercettate alcune conversazioni telefoniche tra Bisignani e Santanchè dalle quali emergeva l’interesse del Bisignani a favorire le attività  imprenditoriali della stessa”.
Per esempio tra il 22 e il 25 febbraio del 2010. Bisignani chiama Santanchè e afferma: “Ma dimmi un po’ se io ti devo trovare la pubblicità !… Sì l’ho trovata stavi cercando da un po’ di tempo”.
Santanchè: “Che bella notizia!”.
“In questo scenario politico”, dice Bisignani a verbale “si innesta la mia attività  collaborativa, ripeto, senza fini di lucro, a fà vore della Santanchè per le sue attività  nel settore della raccolta di pubblicità . In pratica, feci stringere i rapporti fra la Santanchè e la famiglia Angelucci, che aveva difficoltà  a raccogliere pubblicità  per il giornale Libero di cui erano editori. Dopo un periodo iniziale, nel corso del quale, la Santanchè operava come free lance, portando molti clienti a Libero soprattutto nel settore della moda, in seguito “istituzionalizzò” questo suo rapporto con gli Angelucci con una iniziativa che io stesso le consigliai, e cioè con la costituzione di una vera e propria concessionaria di pubblicità , denominata Visibilia”. …In seguito, infatti, i rapporti fra gli Angelucci e la Santanchè si sono incrinati e in particolare, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata la circostanza che la Visibilia ha iniziato a raccogliere pubblicità  con il Giornale in concomitanza del passaggio di Vittorio Feltri da Libero al Giornale”.
Grazie alla Santanchè, Libero ha raccolto 10 milioni di euro di pubblicità  nel 2009. Tra gli investitori principali ci sono le società  pubbliche.
Al riguardo Bisignani ha dichiarato: “Sono amico dell’Eni perchè sono molto legato a Paolo Scaroni. Ribadisco che ho facilitato – come ho già  detto – la costituzione di rapporti commerciali tra Vibililia e Eni, Enel e Poste”.
Il principale committente di pubblicità  istituzionale è la Presidenza del Consiglio.
Il dipartimento che se ne occupa è diretto da un funzionario stimato, Elisa Grande. Sentita il 22 febbraio Grande dichiara: “So che la Santanchè ha a che fare con la Visibilia. La Presidenza del Consiglio compra pubblicità  su tutti i giornali; … qualche tempo fa il Bisignani, mi disse che mi avrebbe chiamato la Santanchè; successivamente mi chiamò una prima volta la Santanchè lamentando che i miei uffici non compravano pubblicità  da Visibilia, cosa non corrispondente al vero; successivamente, una seconda volta, nel 2010 la Santanchè mi chiamò di nuovo per chiedere al Dirigente dell’Ufficio Stampa del Ministero del Lavoro perchè non acquistavano pubblicità  da Visibilia”.
Favoreggiamento personale. È questo il reato per cui l’ad di Fs Mauro Moretti risulta indagato per la P4.
La circostanza emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Bisignani.
Moretti viene tirato in ballo dall’imprenditore Arcangelo De Martino, arrestato per la P3, che racconta di una denuncia che intendeva presentare per presunti illeciti a suo danno commessi da persone in Fs legate all’ad, denuncia che sarebbe stata bloccata da un intervento di Alfonso Papa.
Il top manager è stato ascoltato dai pm e ammette “non solo di conoscere Bisignani e Papa”, ma anche di essere stato contattato da Papa.
Riferisce però che si tratta di una lamentela “per il trattamento ricevuto su un treno da un controllore”.
“Appare evidente – si legge nell’ordinanza – che, mentre appare una vera e propria presa in giro l’ipotesi che un uomo come Papa potesse incomodare il Moretti per una vicenda tanto banale, il Papa, dopo aver ‘stoppato’ la denuncia del De Martino, abbia contattato il Moretti…per vantare, per rivendicare il credito derivante dall’avvenuta surrettizia sottrazione alla cognizione dell’autorità  giudiziaria di una vicenda che comunque avrebbe coinvolto il Moretti stesso”.
Papa telefona a Bisignani: Martedì sera sarò pronto ho fatto tutto è tutto a posto ci avevo un pettegolezzo su Vietti enorme
B: ah.
P: ti ho mandato pure il messaggio per Dagospia… Allora praticamente giovedì sera al ristorante “I Pazzi” a Trastevere ha offerto una serata a quattro avvenenti ragazze che risultano lavorare all’ufficio legale di Poste Italiane. Hanno organizzato per settimana prossima una festa privata in casa Vietti dove ogni ragazza dovrà  cucinare una pietanza
B: bravo, fantastico
P: va bene i dettagli della serata possono essere pure quelli interessanti? Che cosa si sono detti però ah no
B: con la scollacciata insomma
P: si, si scollacciata con avance… promesse di interessamento e per qualcuna ci uscirà  pure una promessa di inserimento nel suo staff al Csm.
La vicenda viene ricostruita poi anche dagli interessati.
Vietti ammette la cena (“eravamo in otto”), ma smentisce tutto il resto: con l’avvocato Roberta Darsena delle Poste — che viene utilizzata da papa come “corvo” – “escludo che si sia parlato di un inserimento della stessa presso il Csm; così come escludo che si sia svolta una cena privata con la stessa a casa mia. Escludo che la cena abbia mai assunto toni che non fossero assolutamente corretti.
Notano i magistrati: “La notizia in esame viene proposta e presentata al Bisignani per Dagospia, e ciò a conferma della cogestione occulta da parte del Bisignani medesimo del noto sito scandalistico, al quale lo stesso Bisignani – come lui stesso ha ammesso – ha fatto ottenere dall’Eni pubblicità  per oltre 100.000 euro all’anno”.
La notazione dei magistrati ieri ha fatto reagire Dagospia: “Quella notiziola non è mai comparsa sul sito. Ma lo scandalo per Woodcock è Dagospia che ottiene un contratto dall’Eni per pubblicità  per 100mila euro l’anno. Pure poco per un sito che ha 600mila pagine viste al giorno. Bisignani non cogestisce questo sito, scrivere una castroneria va bene, diffamare già  meno”.
Panico Prestigiacomo: se mi beccano mi rovini!
Il 2 dicembre 2010 Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
B: dobbiamo stare attenti ai telefoni perchè a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui
P: come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?
B: e che ne so…
P: mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!
Nomine Atac: anche Alemanno ubbidisce
“La capacità  di influenza di Bisignani veniva in rilievo anche con riferimento al sindaco di Roma Alemanno”.
Lo scrivono i pm . I magistrati fanno riferimento in particolare alla testimonianza resa da Maurizio Basile, ad dell’Atac: “Nella primavera del 2010 Bisignani mi ha presentato al sindaco Alemanno e dunque Alemanno mi ha nominato suo capo di gabinetto dal luglio a novembre 2010. Dopodichè sono stato nominato amministratore delegato dell’Atac cumulando le due funzioni per un mese. (…) Non c’è dubbio che Alemanno ascoltasse le indicazioni di Bisignani comprese la mia nomina. Tuttavia non so spiegare come mai Bisignani potesse vantare tale indubbio potere contrattuale su Alemanno”.
A detta di Basile “Alemanno ha partecipato anche a due riunioni-cene a casa della madre di Bisignani”.
Basile risponde poi sul contenuto di una intercettazione telefonica e spiega che “il sindaco doveva designare il direttore del Teatro Stabile di Roma e Luca Barbareschi era interessato: nella telefonata – dice – Bisignani mi chiede informazioni; in proposito il sindaco ha poi nominato un altro, e cioè Gabriele Lavia”.
L’amico americano e il parco giochi di Rovati.
Nelle intercettazioni emerge il ruolo di Enzo De Chiara, già  consigliere del partito Repubblicano uomo che ha accompagnato nel suo viaggio italiano nel 2002 l’allora presidente statunitense George Bush e che si è fatto notare quando ha dichiarato: “Negli Stati Uniti tutto è lobby e la democrazia non può esistere senza lobby”.
Fu uno dei protagonisti della celebre inchiesta Phoney money.
Ecco quello che dice a verbale il 23 febbraio del 2011: “Ho conosciuto Bisignani, nel 2004, quando ero Capo della Segreteria del Capo della Polizia De Gennaro, nel contesto di una colazione organizzata dal dottor Enzo (Crescenzo) De Chiara, consulente dell’Ambasciata Americana”.
Nell’ottobre 2010 è sempre il prefetto di Roma a chiedere un incontro ai due per ottenere, dirà , “un favore per un amico”. Quattro giorni più tardi un’altra telefonata di Pecoraro viene spiegata così. “Si fà  riferimento ad una vicenda legata ad un progetto riferito alla costruzione di un parco giochi a Valmontone vicino all’outlet di Valmontone; io chiamai il Bisignani chiedendogli chi fossero i proprietari del suddetto parco giochi, e Bisignani mi fece sapere che dietro c’era anche Angelo Rovati; io chiamai Angelo Rovati facendogli presente che c’erano dei problemi di viabilità  legati all’apertura del predetto parco…ritenni di chiamare il Bisignani perchè è un imprenditore che conosce tutti”.
Ascoltato nel febbraio scorso, Massimo D’Alema affermò: “Ho incontrato l’ultima volta il Bisignani poichè accompagnò il generale Santini – già  direttore dell’Aise – che chiese di incontrarmi; sono certo che Santini era già  direttore dell’Aise, lo ricordo bene perchè avrei ritenuto inopportuno incontrarlo prima della nomina a direttore dell’Aise; in quell’occasione il Santini fu accompagnato dal Bisignani, non so a che titolo; Bisignani lo accompagnò e restò fuori” . Queste dichiarazioni non coincidono con quelle di Santini, che afferma che li data “certamente prima della mia nomina a Direttore delI’Aise avvenuta il 23.2.2010”.
D’Alema risponde: “Ribadisco che incontrai il Santini che chiese di incontrami lui e chiese un appuntamento con la mia segreteria; ribadisco che tale incontro avvenne dopo la nomina dei Santini a direttore dell’Aise da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri; certamente quando l’ho incontrato c’era già  stata la sua designazione ed è stato dopo il 4.2.2010 (ritengo tra il 9 e il 10 febbraio).
Alfonso Papa, giudice in aspettativa e deputato Pdl è temuto per le sue relazioni, vere o ostentate, con uomini della Finanza e dei servizi segreti.
Con il Generale Poletti, ex Capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza ed attualmente vice direttore dell’Aise.
L’imprenditore Alfonso Gallo testimonia: “Ho visto più volte il Papa incontrarsi con il generale Poletti dell’Aise con il quale so che il Papa si incontrava sistematicamente presso la libreria Feltrinelli di Roma; una volta li ho visti anche io e i due si sono appartati a parlare e non so cosa si siano detti”.
Italo Bocchino è amico di Bisignani. Lo stesso lobbista ammette: “Un giorno l’onorevole Bocchino, mio caro amico mi disse di avere appreso che Papa era indagato e che a Napoli c’era una indagine e delle intercettazioni che riguardava alcune schede procurate e diffuse dal Papa”.
Nelle telefonate intercettate emerge come Papa volesse raccogliere informazioni giudiziarie contro Caliendo, finito nell’inchiesta P3.
A telefono con Enrico La Monica
P: tu nel frattempo devi acquisire tutti, tutti, tutti gli elementi, così lo mettiamo un pochettino … hai capito! Mettiti insomma questo ramo Napoletano P 3 così… tiriamo in ballo pesantemente anche Caliendo.
Scrivono i pm che Caliendo è “inviso al Papa dal momento che ha ottenuto quella nomina a Sottosegretario alla Giustizia cui avrebbe aspirato lo stesso Papa, diventando da quel momento in poi anche lui destinatario e obbiettivo dell’attività  di dossier aggio del Papa e dei suoi sodali”. Papa ce l’aveva anche con l’altro indagato della P3 Lombardi.
Un carabiniere racconta che indicandolo un giorno disse: “Vedi quello lo fotterò”.

Marco Lillo e Antonio Massari
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Alemanno, Berlusconi, Costume, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

SONO STATI RICATTATI DALLA LEGA PER TRE ANNI SENZA MAI REAGIRE: ORA NEL PDL RISCOPRONO LA DIGNITA’ ORMAI PERSA

Giugno 20th, 2011 Riccardo Fucile

EX SOCIALI ED EX SINDACALISTE, PROPRIETARI DI CASE A LORO INSAPUTA E PATACCARI: SI SVEGLIANO SOLO ORA CHE QUATTRO CIALTRONI VOGLIONO TOGLIERE I MINISTERI A ROMA…. MA DOV’ERANO QUANDO LA LEGA FACEVA PASSARE LEGGI VERGOGNA SUGLI IMMIGRATI O QUANDO BOSSI SOSTENEVA CHE COL TRICOLORE SI PULIVA IL CULO?

Il Pd presenterà  domani, durante l’esame del decreto sviluppo alla Camera su cui il governo ha posto la fiducia, un ordine del giorno contro la richiesta della Lega di spostare la sede di alcuni ministeri al Nord su cui la Camera dovrà  pronunciarsi.
Lo ha annunciato il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, nel corso della conferenza del partito sulla sicurezza a Roma.
Franceschini ha definito “patetica” l’immagine di un governo che pensa di spostare i ministeri. La proposta della Lega del trasferimento delle sedi ministeriali, secondo il dirigente democratico, è “una patetica operazione di immagine che noi porteremo al voto”.
“Pontida 2011 e i discorsi che si sono sentiti mi sono sembrati quelli di Abatantuono nel film Attila e gli Unni”, ha sottolineato Franceschini.
“Su questa vicenda – ha aggiunto – li porteremo al voto domani in occasione del decreto sullo sviluppo. Visto che i ministri leghisti hanno tanta voglia di tornare al Nord lo possono fare e lo faranno, dopo il risultato delle amministrative e dei referendum, ma senza i loro ministeri, che resteranno nella capitale”.
Valutazioni simili a quelle del Pd arrivano anche da Cei e Confindustria. “La chiesa deve da un lato frenare queste mire secessionistiche, dall’altro deve rimotivare dall’interno, con forte valenza biblica, la passione dell’intraprendere dei cristiani”, dice Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace.
Secondo il vescovo, intervistato da Radio vaticana, la proposta di spostare i ministeri al nord sarebbe inoltre “un gesto di grandissimo disprezzo del sud”.
“La Lega paradossalmente – conclude Bregantini – ripete gli errori che rimprovera a Roma”.
Quanto agli industriali, secondo la presidente dell’associazione di categoria Emma Marcegaglia, “questi non sono temi veri del Paese”.
“I temi veri – osserva – sono il bilancio a posto, la riforma fiscale, le liberalizzazioni, investire in ricerca e innovazione. Il resto mi sembra un po’ propaganda”.
L’argomento continua comunque a rimanere centrale nel dibattito politico, alimentando nuove tensioni all’interno della maggioranza.
Il duro confronto tra Lega da una parte e la componente romana e meridionalista del Pdl (Gianni Alemanno e Renata Polverini su tutti) dall’altra, preoccupa in particolare il capoguppo alla Camera Fabrizio Cicchitto.
“E’ in atto un confronto . afferma – ma è sbagliato drammatizzare sia da parte di chi è al Nord e sia per chi è a Roma che dovrebbe occuparsi di governare la Regione e il Lazio. Va detto che non riteniamo possibile rompere l’unità  dello Stato, ma è possibile ragionare sul decentramento di alcune sedi sulla base di alcune esperienze passate”.
Dpo tre anni in cui il governo ha vissuto sotto ricatto costante della Lega, dopo aver assistito a vergognosi cedimenti a politiche razziste da parte del nostro governo, censurate a livello internazionale da tutti i massimi organismi preposti, ora nel Pdl si svegliano gli ex sociali e le ex sindacaliste,gli   ex proprietari di case pagate a loro insaputa e i pataccari vari: tutti uniti per difende due ministeri da Disneyland.
Quello del Paese dei balocchi che si è inventato Calderoli per giustificare la sua esistenza (nonchè gli stipendi di 70 suoi dipendenti, pagati dal contribuente italiano) e quello del federalismo patacca che sarà  causa solo di un aumento delle tasse locali.   Fosse per noi vorremmo che fosse già  in vigore ora e non tra 10 anni: per non perderci la scena dei padagni che inseguono con il forcone i leghisti che gli hanno imposto il federalismo.
Ma dategli quei due ministeri a Monza, così passano il loro tempo a giocare con le cartine, i soldatini, le merendine della mamma,   il fac-simile del libretto degli assegni e il bavaglino per chi sbava.
In fondo le specie in via di estinzione vanno tutelate.

argomento: Alemanno, Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, destra, emergenza, federalismo, governo, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

RICCARDO MUTI RIFIUTA LA CITTADINANZA ONORARIA DI ROMA DAI PATACCARI DEL CENTRODESTRA CHE LUNEDI AVEVANO FATTO MANCARE IL NUMERO LEGALE PER LE LORO SQUALLIDE BEGHE INTERNE

Giugno 10th, 2011 Riccardo Fucile

“PATETICO E DESOLANTE, NO GRAZIE” : IL MAESTRO RIFIUTA L’ONOREFICENZA CHE L’ASSEMBLEA CAPITOLINA, AL SECONDO TENTATIVO, ERA RIUSCITA A CONFERIRGLI… IL PDL E’ RIUSCITO ANCHE QUESTA VOLTA A SPUTTANARE L’ITALIA NEL MONDO

Sembrava aver raggiunto finalmente un lieto fine la vicenda Roma-Riccardo Muti.
Invece a sorpresa, il direttore d’orchestra non sarà  cittadino onorario della Capitale.
«No grazie» ha detto, anzi ha scritto, in un fax inviato al sindaco Gianni Alemanno da Salisburgo dove il Maestro si trova in questi giorni.
E al quotidiano romano “Il Messaggero” racconta che «gli echi che mi sono arrivati da Roma sulla questione li ho trovati patetici e desolanti».
«Mi ha fatto sorridere un’associazione di idee – afferma Muti – la vicenda della cittadinanza fa il paio con l’incredibile storia della laurea honoris causa conferitami diversi anni fa, ero ancora il direttore musicale della Scala, dall’università  La Sapienza di Roma».
Il maestro ricorda che in occasione del conferimento da parte del mondo accademico, dopo un concerto, nell’ateneo ci fu una diatriba tra gli studenti e il rettore e l’università  non portò a termine la cerimonia di conferimento della laurea.
«Dopo anni c’è stato un tentativo di allestirla durante le recite del marzo scorso all’Opera, in occasione del Nabucco: ho preferito, dopo tanto tempo, lasciar cadere la cosa».
Muti   spiega che la storia della cittadinanza onoraria di Roma «si è arenata in pastoie di un livello che ho definito basso solo per il mio ostinato spirito di collaborazione».
Lui che ha «ricevuto tante cittadinanze onorarie, in Italia e all’estero. Credo una quindicina. L’ultima, di poco fa, dalla città  di Trieste. Organizzazione e cerimonie di consegna sono tutte avvenute nel segno del rispetto, della felicità  e dell’amicizia».
L’ex sociale sindaco di Roma Alemanno, invece che andarsi a nascondere dall vergogna ha commentato: «Credo che quello che conta sia il voto unanime del Consiglio comunale che mostra il vero consenso attorno al maestro”.
Alemanno esclude uno smarcamento del maestro dall’Opera: «Direi proprio di no, l’episodio è stato enfatizzato, ma Muti ha solo detto che non vuole una cittadinanza onoraria contestata ed ha ribadito la sua collaborazione con l’Opera di Roma».
Il caso Muti era scoppiato lo scorso lunedì 6 giugno, quando l’Aula Giulio Cesare non aveva potuto votare perchè saltato il numero legale per il gruppo dei Rampelliani pidielllini che avevano lasciato l’Aula per le solite liti interne alla maggioranza.
Poche ore fa Muti ha fatto capire loro cosa significhi rispetto, serietà  e classe.
Quando non ci pensa direttamente il premier a sputtanare l’Italia a livello internazionale, c’è sempre qualche pataccaro locale del partito degli accattoni che riesce a farne le veci.

argomento: Alemanno, Costume, denuncia, emergenza, Muti, PdL, Politica, Roma | Commenta »

FIGURACCIA DEL CENTRODESTRA A ROMA: SALTA LA CITTADINANZA ONORARIA A MUTI PER MANCANZA DEL NUMERO LEGALE

Giugno 8th, 2011 Riccardo Fucile

SI E’ RAGGIUNTO IL FONDO IN CAMPIDOGLIO: LA GUERRA PER BANDE DEI PIDIELLINI FA UNA VITTIMA ILLUSTRE…I RAMPELLIANI ERANO FUORI DALL’AULA…L’IRA DI AIUTI: “MI DISSOCIO DA QUESTO MODO DI FARE POLITICA, SONO AMAREGGIATO”

Manca il numero legale, in aula Giulio Cesare al momento della votazione della delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria al maestro Riccardo Muti.
A far cadere il numero, poco prima della votazione della delibera, è stato il gruppo dei rampelliani, interno alla maggioranza, che con il consigliere comunale Federico Mollicone (Pdl) si era detto in disaccordo con la decisione di «votare a conclusione di una seduta di assemblea capitolina e senza un adeguato dibattito, una delibera così importante, che meriterebbe una discussione appropriata e allargata anche al futuro del teatro dell’Opera».
A conclusione del suo intervento, Mollicone ha comunque sottolineato di essere «favorevole al conferimento della cittadinanza onoraria al maestro Muti».
Dopodichè, ha fatto sapere di non voler partecipare al voto della delibera e ha annunciato di lasciare l’aula.
Lo hanno seguito i rampelliani Andrea De Priamo e Lavinia Mennuni, oltre ad altri consiglieri di maggioranza e opposizione.
«Come uomo di cultura e scienza mi sento amareggiato per la pessima figura fatta dal Consiglio comunale di Roma nei confronti del maestro Muti. C’era una proposta del sindaco Alemanno per dare la cittadinanza onoraria al maestro, ma il presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, non era d’accordo. L’opposizione ha quindi chiesto la verifica del numero legale che alla fine è mancato».
Lo afferma il presidente della Commissione consiliare Speciale Politiche Sanitarie del Comune di Roma. «Ritengo che non su queste cose – aggiunge – si debba consumare la lotta intestina del Pdl. Io mi dissocio da questo modo di fare politica».
E pensare che Muti è osannato in tutto il mondo: solo a Roma la sciatteria politica della nostra classe dirigente può arrivare al punto di esporre l’Italia a una figuraccia internazionale

argomento: Alemanno, Costume, Muti, PdL, Politica, radici e valori, Roma | Commenta »

LA “GRANDE FAMIGLIA”: ALEMANNO SI RISCOPRE SOCIALE E SI ALLEA CON LA POLVERINI, MA CON GLI EX AN ROMANI RAMPELLI E MELONI E’ LITE CONTINUA

Giugno 3rd, 2011 Riccardo Fucile

ALEMANNO: “CAMBIAMO IL SIMBOLO DEL PDL”, MA PER RAMPELLI: “NON SERVE”… IL SINDACO DI ROMA AUSPICA UN’INTESA CON I FINIANI: “LE PORTE SONO APERTE A TUTTI”   E RISPOLVERA LA CORRENTE “SOCIALE” PER SGANCIARSI DA SINDACO E RIENTRARE NEL GIRO NAZIONALE CHE CONTA

Appuntamento da Berlusconi, a palazzo Grazioli.
Dopo la disfatta elettorale e i veleni nel Lazio, i «litiganti» hanno appuntamento dal premier per l’ufficio di presidenza del Pdl dove per la prima volta si rivedranno tutti insieme Gianni Alemanno, Renata Polverini (che ieri ha detto: «Città  Nuove non diventerà  un partito: forse ci siamo concentrati troppo su Sora e Terracina»), ma anche il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il deputato ex An Fabio Rampelli, protagonisti con sindaco e governatrice dello scontro fratricida nel sud pontino.
Il clima, nel centrodestra, è incandescente.
Alemanno ha acceso un’altra miccia: «Cambiare il simbolo e il nome del Pdl è quasi obbligatorio», ha detto il sindaco.
E poi ha aggiunto: «Bisogna riaggregare le forze che si sono staccate dal Pdl. Fini e Fli? Le porte sono aperte a tutti. Alcuni esponenti si sono già  distaccati e cercano un luogo politico». Il riferimento è ad Andrea Ronchi e Adolfo Urso, incontrati dallo stesso Alemanno qualche giorno fa in Campidoglio».
E il rapporto con la Polverini?
Sulla pagina Facebook del sindaco c’è una sua foto con la governatrice: «Questa è la mia destra, la destra sociale e di popolo che nei mercati e nelle periferie si rende conto che con una pensione da 500 euro, arrivare alla terza settimana non è un modo di dire!».
Alemanno spiega: «Il mio rapporto con Renata è consolidato e andrà  avanti».
Le frasi del sindaco sul cambio di simbolo del Pdl non sono piaciute a Rampelli: «La gente ci chiede altro: di governare e non litigare. E l’asse tra sindaco e governatrice non si capisce cosa sia».
L’opposizione ironizza: «Stavolta – dice Umberto Marroni, Pd – sono d’accordo con Alemanno. È necessario cambiare simbolo del Pdl, togliendo il nome di Berlusconi».
Dopo i ballottaggi, è partita la «caccia» all’Udc. «Colpa loro se abbiamo perso Pomezia e Ariccia», ha attaccato Francesco Giro (Pdl).
La replica di Luciano Cicchitto: «È male informato».
Mentre secondo Francesco Carducci, consigliere regionale dei centristi, «l’Udc è fondamentale per governare il Lazio».
Un avvertimento alla Polverini?

Ernesto Menicucci
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Alemanno, AN, Berlusconi, Costume, Futuro e Libertà, governo, la casta, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

IL VECCHIO TEATRINO DELLA POLITICA, BOSSI PROMETTE DUE MINISTERI A MILANO MA ALEMANNO GLI SPEGNE SUBITO LO SPOT: “BALLE, I MINISTERI RESTANO QUA”

Maggio 21st, 2011 Riccardo Fucile

LA SORPRESA CHE AVREBBE DOVUTO RISERVARE BOSSI E’ LA SOLITA PATACCA LEGHISTA RICICLATA…IL SINDACO DI ROMA NON MOLLA I SUOI FEUDI, MENTRE FAMIGLIA CRISTIANA ATTACCA “L’ARROGANTE OCCUPAZIONE TELEVISIVA” DI BIN BERLUSCOKEN

E’ durata poco l’attesa per la sorpresa annunciata ieri da Roberto Calderoli per ribaltare il voto delle elezioni amministrative a Milano.
In un’intervista alla Padania il ministro leghista ha scoperto le carte svelando quelle che secondo il Carroccio saranno le novità  in grado di confermare Letizia Moratti a sindaco del capoluogo lombardo.
Decentramento dei ministeri, riforma del fisco e Senato federale: ecco, afferma Calderoli, le “prossime mosse” del governo.
L’uscita di Calderoli ha fatto venire allo scoperto lo stesso Umberto Bossi. Decentrare alcuni ministeri a Milano e intervenire sulla pressione fiscale, secondo il leader del Carroccio, “sono tutte e due cose possibili”, certo è che “dobbiamo portare i ministeri a Milano e penso ne arriveranno due”.
Parole che dopo il disimpegno della prima fase della campagna elettorale fanno ora da prologo all’annuncio di una partecipazione in prima persona a sostegno di Letizia Moratti. “Sì, mi impegnerò contro Pisapia, perchè rischia di trasformare Milano in una zingaropoli”, ha affermato Bossi.
“Farò almeno un comizio”, ha precisato.
Il leader leghista è intervenuto anche sulle indiscrezioni sui possibili scenari futuri delal maggioranza. “Tremonti è molto amico di Berlusconi, non gli farebbe mai uno scherzo del genere, non accetterebbe”, ha sostenuto Bossi rispondendo alla domanda dei giornalisti se il ministro dell’Economia potrebbe sostuire Berlusconi nel ruolo di premier.
l clima all’interno del centrodestra resta comunque teso e la promessa di portare due ministeri da Roma a Milano sembra preludere a nuovi conflitti. L’annuncio di Bossi e Calderoli è stato subito bocciato come “telenovela” dal sindaco della capitale Gianni Alemanno.
“Ribadisco che sono pure balle – ha tagliato corto Alemanno – i ministeri da Roma non si muovono. La Lega può fare tutti gli annunci che vuole ma Roma è capitale secondo la Costituzione e tutti i ministeri e le agenzie che hanno sede a Roma non si spostano e il Pdl – e lo stesso premier – sono garanti di questa situazione”.
Intanto anche il settimanale cattolico Famiglia Cristiana esprime oggi tutta la sua indignazione per l’occupazione televisiva compiuta l’altra sera da Silvio Berlusconi. Ieri, scrive in un editoriale sul suo sito internet il periodico, “sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l’altra da un giornalismo tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette”.
Se già  il titolo del commento rivela gli umori del giornale (“L’arroganza a reti unificate”), il testo scritto da Giorgio Vecchiato è ancora più duro.
Sulle “cinque interviste in un colpo solo” Vecchiato osserva che “è stato lui a imporle. Un primo pacchetto ai tre tg di mediaset, che sono cosa sua sebbene Berlusconi sostenga da sempre di non interessarsi alle sue aziende, almeno in prima persona.
Evidentemente ci sono altre persone cui basta ricevere una telefonata, pronte a obbedir tacendo. Poi i due maggiori tg della Rai, primo e secondo: e qui il discorso, già  parecchio delicato, ulteriormente si complica”.

argomento: Alemanno, Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, LegaNord, Milano, PdL, Politica, radici e valori | 2 commenti presenti »

I “GABBIANI” ROMANI COME AVVOLTOI CONTRO ALEMANNO: I PICCOLI EX AENNINI CRESCONO (NELLE AMBIZIONI)

Aprile 30th, 2011 Riccardo Fucile

GLI UOMINI DI RAMPELLI ALLA CONQUISTA DELLE CARICHE: DALL’EX MATTATOIO ALL’AUDITORIUM E SOGNANO GIORGIA MELONI SINDACO… DALLA MILITANZA MISSINA DOVE C’ERANO DA DIVIDERE SOLO I RISCHI ALLA SPARTIZIONE DELLE POLTRONE TRA CORRENTI

Più che una fronda è una guerriglia.
Dall’uso dell’ex Mattatoio alle nomine all’Auditorium, dal restauro del Colosseo fino alla gestione del teatro Elsa Morante al Laurentino 38, ogni giorno il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è sotto botta.
Ad attaccarlo sono soprattutto i suoi, o almeno quelli che sulla carta dovrebbero essere i suoi, i “rampelliani”, cioè gli amici e i seguaci di Fabio Rampelli, ex missini ed ex aennini conosciuti a Roma anche con il nome di “Gabbiani”, dall’uccello bianco stilizzato ad ali spiegate che hanno scelto per i manifesti.
L’attacco dei Gabbiani al Campidoglio è concentrato sulle faccende della cultura e dell’urbanistica, materie predilette dal capo, un architetto che fa parte della commissione Cultura della Camera.
Nell’urbanistica i rampelliani stanno lasciando appena le briciole al sindaco e fanno cappotto con la fondazione Cesar grazie a un approccio meticoloso e mercantile, basato sulla cattura di risorse pubbliche da elargire a soggetti considerati affidabili, sull’esempio di Comunione e Liberazione.
In ambito più strettamente culturale hanno due punti di riferimento: il capo delle biblioteche romane, Francesco Antonelli, e Federico Mollicone, attivista del Colle Oppio, presidente della Commissione cultura del Campidoglio. Proprio per Mollicone i Gabbiani avrebbero voluto molto di più da Alemanno, la nomina ad assessore alla Cultura al posto di Umberto Croppi che se n’era andato sbattendo la porta al momento del titanico scontro Fini-Berlusconi. L’esito del rimpasto di giunta è stato, però, di segno opposto alle aspettative rampelliane e ha innescato la guerriglia che covava dal 2008, quando in campagna elettorale i Gabbiani furono emarginati da Alemanno, poi estromessi al momento delle decisioni per la nuova giunta e infine tacitati con due soli assessorati, a Laura Marsilio (Giovani e scuola) e Fabrizio Ghera (Lavori pubblici), più una sfarinata di nomine nel sottogoverno delle municipalizzate.
Dal recente rimpasto i Gabbiani si attendevano se non un risarcimento, quanto meno la conferma delle poltrone.
E la delusione è stata forte quando hanno constatato che i seguaci del senatore Andrea Augello, l’amico-nemico storico, potevano brindare avendo conservato le posizioni grazie ad una accesa riunione notturna con il sindaco, mentre loro, i rampelliani dovevano rinunciare al posto della Marsilio.
Da quel momento è partito l’attacco a testa bassa: per esempio il Gabbiano Mollicone per fermare Della Valle al Colosseo non ha esitato a sparare direttamente sul traditore Alemanno, mentre per bloccare il rinnovo dell’amministratore dell’Auditorium, Carlo Fuortes, considerato un veltroniano, ma non inviso ad Alemanno, si è spinto fino a fornire alla stampa dati fallimentari ma fasulli sulla gestione della struttura, poi smentiti dalla Siae.
In aperto contrasto con il sindaco, l’assessore Ghera si è invece mobilitato per allontanare dalla Città  dell’Altra Economia al Mattatoio i negozianti e i gestori di bar e ristoranti equo-solidali considerati poco amici.
Con l’ausilio di Francesco Coccia, direttore del dipartimento, Ghera si è inventato un bando per cacciarli, senza nascondere la volontà  di sostituirli con gente di “area”.
Lo stesso Ghera ha inoltre preteso da Alemanno che la gestione del teatro Elsa Morante fosse affidata ai Lavori pubblici da lui diretti, anche se ovviamente con il teatro questo assessorato non ha niente da spartire. L’attacco dei Gabbiani al sindaco punta a risultati immediati, ma anche a obiettivi strategici.
Il più importante è il nome del futuro candidato a sindaco di Roma.
Nella testa dei rampelliani il logoramento di Alemanno dovrebbe essere propedeutico all’ascesa di Giorgia Meloni, attuale ministro della Gioventù, rampelliana di ferro, anche se proprio la sua nomina ministeriale procurò a suo tempo momenti di acuta tensione nella corrente.
Ossessionato dal rispetto ferreo delle gerarchie, Rampelli ci rimase male a vedere una “sottoposta” che lo sopravanzava in carriera ed ebbe modo di farlo presente con parole assai aspre all’autore della scelta, Gianfranco Fini, allora capo del partito.
Oltre al culto della gerarchia, i Gabbiani hanno un forte senso della comunità  e della famiglia.
Nonostante molti viaggino in auto blu, ogni tanto si ritrovano nella grotta-sede di Colle Oppio, il covo in cui nacquero negli anni Ottanta protetto da una cancellata e da una porta in ferro che lo fa sembrare un bunker.
Per la sua famiglia Rampelli ha tatto quel che poteva inserendo la sorella nella lista per le Regionali del 2010, un elenco poi manomesso all’ultimo istante su ordine di Berlusconi.
Dopo Rampelli, il secondo del gruppo è Marco Marsilio, anche lui deputato Pdl ed anche lui assai devoto alla famiglia avendo fatto assumere all’Atac la sua compagna Stefania Fois e avendo spinto la sorella Laura come assessore.
Sempre in onore della famiglia e dei Gabbiani, Laura attraverso il suo assessorato fece arrivare un bel po’ di contributi all’associazione culturale del marito.

Daniele Martini
(da “Il Fatto Quoridiano“)

argomento: Alemanno, AN, Costume, denuncia, la casta, PdL, Politica, Roma | Commenta »

VICENDA NOMADI A ROMA, LA DESTRA DEI VALORI ( SOLO A PAROLE): ALEMANNO ALLISCIA LA CHIESA MA NON NE SEGUE I PRECETTI

Aprile 26th, 2011 Riccardo Fucile

IL PAPA PARLA E LA DESTRA ACCATTONA ANNUISCE E SE NE FREGA… SI FANNO IL SEGNO DELLA CROCE PER ABBINDOLARE UN ELETTORATO CHE VUOLE ESSERE A POSTO CON LA COSCIENZA PER POI FARSI GLI AFFARI PROPRI

Una cosa è parlare (o sparlare) di valori e un’altra è viverli nella quotidianità ; una cosa è sproloquiare di “Dio, patria e famiglia” e un’altra è declinarle seriamente, quelle parole, nel proprio impegno pubblico.
Una cosa è cercare di allisciarsi la Chiesa e un’altra è seguirne davvero i precetti.
Ecco, in sostanza, cosa insegna la vicenda dei nomadi a Roma.
Quel che è successo è una lezione di buona politica: l’occupazione pacifica della basilica di San Paolo da parte dei rom, sgomberati dal Comune da un campo abusivo a Casal Bruciato, ai margini della capitale, si è conclusa grazie all’intervento della chiesa.
I nuclei familiari, tra applausi e abbracci, si sono tutti ricongiunti,, sono usciti da un ingresso laterale della basilica e, a bordo di autobus, sono partiti per raggiungere il centro dalla Caritas.
«I rom che in questi giorni hanno trovato riparo nel chiostro della basilica saranno trasferiti presso una struttura di accoglienza in città », ha reso noto nel tardo pomeriggio l’ente assistenziale del vicariato di Roma sottolineando che nella sistemazione dei rom saranno rispettati i nuclei familiari.
Quasi contemporaneamente la sala stampa vaticana ha fatto conoscere i sentimenti di Benedetto XVI sulla vicenda.
Il Vaticano ha auspicato che la disponibilità  della Caritas «preluda a una sistemazione stabile adeguata».
Non stiamo qui a discutere sul merito.
Quel che interessa è mettere in risalto la vuota retorica di una destra che, a corto d’idee e d’ideali, in piena crisi d’identità , cerca disperatamente di appoggiarsi a una qualsiasi autorità  “altra”: che sia Berlusconi o la Chiesa poco importa.
Quel che importa è prendere la scorciatoia, dando in appalto il cervello e sacrificando i residui di autonomia intellettuale, di vera “autorità “.
Senza accorgersi delle infinite contraddizioni a cui si va incontro.
E così la destra alemannian-papalina si trova a tradire i valori fondamentali della Chiesa cattolica.
L’accoglienza? Chi se ne frega!
La solidarietà ? L’altruismo? Roba da comunisti.
Tutto gettato nel cestino in nome di un populismo disperato e perdente.
In nome di un’antipolitica degna del peggior estremismo di destra.
Ascoltano le parole del papa, dicono.
Eccole, le parole del papa: «Ogni scelta politica sia ispirata dal rispetto per la persona umana. Bisogna accogliere con solidarietà  profughi e rifugiati che, in questi giorni, arrivano dall’Africa. A loro arrivi la solidarietà  di tutti; gli uomini di buona volontà  siano illuminati ad aprire il cuore all’accoglienza, affinchè in modo solidale e concertato si possa venire incontro alle necessità  impellenti di tanti fratelli».
Il papa parla, la destra valoriale annuisce e se ne frega.
Quel che è successo a Roma dimostra quanto sia bugiarda e ipocrita la propaganda di chi si fa il segno della croce solo per nascondere la propria anima nera, di chi parla di valori solo per abbindolare – così credono – un elettorato che vuole sentirsi a posto con la coscienza e poi farsi, amabilmente, i fatti propri.

(da “Il Futurista”)

argomento: Alemanno, Comune, Costume, denuncia, PdL, Politica, radici e valori, Roma, zingari | Commenta »

NEL PDL E’ GUERRA TRA I COLONNELLI E PISANU AMMETTE CHE STA PENSANDO DI ANDARSENE

Aprile 17th, 2011 Riccardo Fucile

BERLUSCONI, ESPERTO IN MATERIA, PARLA DI “PATOLOGIE” NEL PARTITO E IPOTIZZA ANCHE UN CONGRESSO ANTICIPATO… REGOLAMENTO DI CONTI TRA EX AN ED EX FORZISTI

Silvio Berlusconi le chiama «patologie».
Nel suo intervento fiume all’Eur non ne ha solo per magistrati e sinistra, ma anche per il partito.
Un segnale forte a ministri, colonnelli e fazioni tutte interne al Pdl ormai in guerra.
Basta, dice il premier: «Dobbiamo togliere tutti gli elementi negativi», afferma di fronte ai nuovi adepti di Michela Vittoria Brambilla.
Per continuare a vincere, aggiunge, «abbiamo bisogno di nuove forze e di entusiasmo».
Insomma, il Cavaliere per stoppare le lotte (nemmeno più) sotterranee ancora una volta si appella a quello spirito del ’94 che fu di Forza Italia e che da tempo lamenta essersi perduto nel Pdl.
Non a caso aggiunge che «chi si occupa delle cose di Roma è lontano da quello che accade in periferia, ma un partito vero deve radicarsi sul territorio». Dunque basta arroccarsi al potere: «Vogliamo spalancare la porta a chi vuole impegnarsi per migliorare il Paese».
Il nuovo è la creatura affidata alla Brambilla, a metà  tra Tea Party e sindacato, con mille sedi in tutta Italia: “Il Pdl al servizio dei cittadini”. Entusiasmo contro potere.
«Chi entra in un partito con entusiasmo con il tempo, appena acquisisce un po’ di potere locale, guarda con sospetto gli altri».
È questo che sta accadendo anche nel Pdl.
Hanno lasciato il segno le cene degli ultimi giorni tra ministri e le guerre tra ex azzurri ed ex An (fazioni a loro volta non omogenee).
E la tregua fino alle amministrative sancita all’hotel Valadier non deve avere rassicurato più di tanto il premier.
Il fedelissimo Osvaldo Napoli conferma «la tendenza a costituirsi in oligarchia».
Il pensiero di Berlusconi è interpretato anche dalla fidata Santanchè, «è il momento di lavorare tutti insieme per le elezioni». Poi però aggiunge: «Squadra che vince non si cambia».
È qui che un fedelissimo del premier spiega che se il centrodestra vincerà  la tornata elettorale il premier si intesterà  il trionfo.
Se dovesse andare male a Milano e Napoli, invece, «scaricherà  tutto sul partito, accelerando il suo cambiamento con il coordinatore unico e l’azzeramento delle quote tra azzurri e An».
E la tentazione che il Cavaliere ha esternato privati è proprio quella di «anticipare il congresso» che aveva genericamente promesso entro il 2012. Un passo deciso verso il repulisti interno.
Chi il Pdl lo vuole cambiare davvero è invece Beppe Pisanu.
Attaccato dal centrodestra per aver proposto con Veltroni «un governo di decantazione», il presidente dell’Antimafia risponde così alla domanda di uno studente.
«Cosa ci faccio nel Pdl? Cerco di cambiarlo, finchè ci rimarrò».
Il senatore ricorda Socrate che accetta la condanna a morte perchè «giusta o sbagliata, quella era la legge».
Poi un richiamo alle norme ad personam ancora più chiaro: «La legge deve essere uguale per tutti e la sua violazione da parte di un rappresentante dello Stato è molto più grave in quanto ciò che viene consentito al semplice cittadino può non esserlo per lui».
Non a caso aggiunge che «moralità  pubblica e privata coincidono».
Vedi Arcore, Rubygate e bunga bunga.
Insomma, per Pisanu «senza limiti all’esercizio del potere non vi è democrazia ma assolutismo e arbitrio».

Alberto D’Argenio
(da “La Repubblica“)

argomento: Alemanno, AN, Berlusconi, Brambilla, Costume, Gelmini, governo, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.592)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (41)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SONDAGGIO BIDIMEDIA: E’ SILVIA SALIS LA CANDIDATA DEL CAMPO LARGO CHE PUO’ BATTERE GIORGIA MELONI
    • SONDAGGIO BIDIMEDIA: ORA PER VINCERE LE ELEZIONI MELONI HA BISOGNO DI ALLEARSI CON VANNACCI
    • PIANTEDOSI VOLEVA MOLLARLA E CLAUDIA CONTE HA FATTO COMING OUT. ORA SONO IN LITE
    • “FINANCIAL TIMES”: “IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI SEMBRA AVER COMPIUTO L’IMPRESA QUASI MIRACOLOSA DI UNIRE I VESCOVI AMERICANI, STORICAMENTE DIVISI TRA PROGRESSISTI E CONSERVATORI, IN UNA COMUNE OPPOSIZIONE ALLE POLITICHE PORTATE AVANTI DA UNA DELLE AMMINISTRAZIONI STATUNITENSI CON IL PIÙ ALTO NUMERO DI CATTOLICI DI SEMPRE”
    • NIGEL FARAGE, LEADER DEL TRUMPIANO REFORM UK, SILURA SIMON DUDLEY, PORTAVOCE PER LE POLITICHE ABITATIVE DEL SUO PARTITO. PARLANDO DEL ROGO DELLA GRENFELL TOWER DI LONDRA IN CUI, NEL 2017, MORIRONO 72 PERSONE, DUDLEY IN UNA INTERVISTA HA DETTO CINICAMENTE: “PURTROPPO, SAPETE, ALLA FINE TUTTI DEVONO MORIRE”
    • CASO ALMASRI: LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE HA DEFERITO L’ITALIA ALL’ASSEMBLEA DEGLI STATI MEMBRI PER “INADEMPIENZA A UNA RICHIESTA DI COOPERAZIONE” SUL CASO DEL TORTURATORE LIBICO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA