Settembre 2nd, 2010 Riccardo Fucile
IERI UN CRONISTA DEL “SECOLO XIX” HA PROVATO A CHIAMARE LA SEDE DI MILANO: LA STRANA RISPOSTA RICEVUTA… CONFERMATA LA DENUNCIA DEI FINIANI: E’ FRANCESCA PASCALE, CONS. PROV. DI NAPOLI, AD AVER CHIESTO A VITALE MATTERA, LEADER AN DI SOCCAVO: “RIESCI A ORGANIZZARMI UN PULMANN PER ANDARE A FISCHIARE FINI? PAGA IL PARTITO”
La notizia che ambienti del Pdl stessero organizzando la contestazione di Fini a
Mirabello non desta meraviglia in chi conosce l’ambiente, i metodi e le finalità di sputtanamento che stanno alla base del comportamento di troppi soggetti che, al confronto delle tesi politiche, preferiscono anteporre l’agire dietro le spalle.
Lo diciamo sommando tutta una serie di particolari che si sono verificati nell’ultima settimana e che hanno un solo scopo: la delegittimazione di Fini e l’esigenza di far passare in secondo piano il contenuto del discorso che terrà domenica a Mirabello.
Un centinaio di fischiatori o una rissa tra “opposte fazione” sarebbe il massimo per i vari “scondinzoli” dei Tg di regime per poter far veicolare il messaggio che Fini è contestato dalla sua stessa base e non conta nulla.
Vediamo i particolari: in una intervista alla Rai, pochi giorni fa, Marcello Dell’Utri si lascia scappare “anche noi sappiamo organizzare contestazioni”. Sempre qualche giorno fa, il direttore di LIbero, Belpietro, annuncia: “manderemo qualcuno a Mirabello per consegnare a Fini le migliaia di fax che chiedono le sue dimissioni”.
Una squallida provocazione: se uno volesse solo consegnare delle lettere potrebbe farle pervenire alla Camera, non va a Mirabello sperando di ricevere due schiaffi (meritati) in faccia, per poi imbastirci l’ennesima speculazione. Non a caso il finiano Raisi ha già chiamato “Libero”: “vogliono portarci la busta? Bene la prenderemo, ma non si aspettino di venire qui a fare piazzate”.
E arriviamo al tassello dell’organizzazione delle squadre di contestatori, denunciate ieri da Generazione Italia e smentite dalla Brambilla, con minacce di querela.
Il fatto inoppugnabile è il seguente: Vitale Mattera, storico militante di An del quartiere di Pianura, ha ricevuto una telefonata dalla cons. prov. Pdl Francesca Pascale, ex show girl, una delle ragazze fotografata nel 2006 all’aeroporto mentre si dirige a un “seminario politico” a Villa Certosa, residenza sarda del premier.
La Pascale è nota per aver cantato in una Tv locale, prima di darsi alla politica, il pezzo intellettuale: “Se abbassi la mutanda si alza l’auditelle…”
La Pascale al telefono dice a Mattera: “Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini, appena inizierà a parlare a Mirabello. Riesci a riempirmi un pulmann con 50 persone?”
Mattera, che pur l’aveva aiutata nella sua campagna elettorale, rimane attonito, poi preoccupato avvisa Bocchino che fa altre verifiche che convergono su quella ipotesi (con nomi e cognomi).
Altro tassello lo fornisce involontariamente la Brambilla quando replica che “i finiani mettono le mani avanti in previsione di una contestazione a Fini”.
Ma quando mai, quale contestazione?
A Mirabello uno ci deve andare apposta, non è a 10 metri dalla fermata del Metro di Cordusio: chi non condivide le scelte di Fini sta a casa, non va a fare l’ospite sgradito a casa altrui.
E viceversa, lo dice la logica.
Ultimo elemento: un cronista in incognito del quotidiano “Secolo XIX” di Genova ieri alle 16 chiama la sede nazionale dei Promotori della Libertà della Brambilla Continua »
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Agosto 8th, 2010 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA RISPONDE IN OTTO PUNTI ALLA CAMPAGNA DIFFAMATORIA DEI GIORNALI DEL PREMIER…”BEN VENGANO LE INDAGINI, IO NON SONO ABITUATO A STRILLARE CONTRO I MAGISTRATI COMUNISTI” …”L’AFFITTO A TULLIANI? LA MIA SORPRESA E IL MIO DISAPPUNTO POSSONO ESSERE INTUITE”
«In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di
sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere nè tantomeno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità nella politica è meglio che si rassegni».
Lo afferma Gianfranco Fini in una lunga nota nella quale spiega nel dettaglio la vicenda della casa di An a Montecarlo.
Ma fa anche trasparire la propria contrarietà quando ha saputo dell’affitto dell’appartamento a Tulliani: «La vendita dell’appartamento è avvenuta il 15 ottobre 2008 dinanzi al Notaio Aureglia Caruso e sulla natura giudica della socieà acquirente e sui successivi trasferimenti non so assolutamente nulla – scrive Fini – Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite».
«Un’inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. È la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indaginì. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti…».
Inizia così una lunga nota del presidente della Camera Gianfranco Fini, in merito alla vicenda della compravendita dell’appartamento di Montecarlo che era stato lasciato in eredità ad An. «Secondo molti la rilevanza che il caso ha assunto dovrebbe spingermi a chiarire rapidamente, senza attendere interrogatori e rogatorie internazionali, alcuni punti non facilmente comprensibili per l’opinione pubblica.
Premesso che il caso è diventato tale per l’ossessiva campagna mediatica dei giornali berlusconiani, che fingono di ignorare che la vicenda non ha ad oggetto soldi o beni pubblici ma solo la gestione di una eredità a favore di A.N., sento comunque il dovere di fare chiarezza per cio» di cui sono a conoscenza».
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, con una lunga nota fa il punto sulla casa di An a Montecarlo.
1) L’appartamento di Montecarlo (peraltro di modeste dimensioni) fu valutato, quando venne in possesso di A.N., circa quattrocentocinquanta milioni di lire e per tale valore fu regolarmente iscritto a bilancio. La stima fu fatta dalla societa» che amministra il condominio ed è stata spontaneamente esibita agli inquirenti insieme con gli altri documenti richiesti.
2) Chi ebbe modo di visitare l’appartamento, l’On. Lamorte e la Sig.ra Marino, mia segretaria particolare, riferirono che esso era in condizioni fatiscenti, inabitabile senza cospicue spese di ristrutturazione. Continua »
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Agosto 5th, 2010 Riccardo Fucile
SU ESPOSTO DE “LA DESTRA” DI STORACE, LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN FASCICOLO, IN QUANTO ATTO DOVUTO, CON L’IPOTESI DI TRUFFA AGGRAVATA SULLA BASE DI QUANTO IPOTIZZATO DAGLI AMICI DI STORACE… FINI HA GIA’ PRESENTATO NUMEROSE DENUNCE PER DIFFAMAZIONE
La procura di Roma ha aperto un fascicolo, in quanto atto dovuto, tiene a precisare, in
seguito all’esposto presentato da due esponenti locali del gruppo La Destra.
L’ipotesi di reato segnalato dagli “esponenti” è quello di truffa aggravata – al momento contro ignoti – sulla vicenda dell’appartamento di Montecarlo, lasciato in donazione ad Alleanza Nazionale e poi venduto a una società off shore.
L’intenzione della Procura al momento è quella di acquisire tutta la documentazione relativa alla vendita dell’immobile.
ll fascicolo è stato affidato al procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani.
A proposito delle illazioni sulla proprietà di quell’appartamento, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto “Ben vengano le indagini sul patrimonio An, anche se la denuncia proviene da avversari politici” e ha poi annunciato di aver presentato alcune denunce per diffamazione.
“Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile – si sottolineava in un comunicato – del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si sofferma sulle inchieste partite dai giornali vicini a Berlusconi contro Gianfranco Fini: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio nei confronti del Presidente della Camera. Se uno è un delinquente, lo è sempre. Una persona non è delinquente se fa una scelta oppure santa se ne fa un’altra”. Continua »
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Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
“IL GIORNALE” SOSTENEVA CHE LA CASA A MONTECARLO ATTRIBUITA A FINI ERA STATA VENDUTA PER 67.000 EURO…. IL PREZZO DI VENDITA E’ STATO INVECE DI 322.980,24 EURO: 40 MQ IN CONDIZIONI PIETOSE VALUTATA DA UNA SOCIETA’ MONEGASCA ESPERTA IN PERIZIE IMMOBILIARI PER 250.000 EURO… IL CECCHINO DALLA MIRA STORTA HA SBAGLIATO TRA PLUSVALENZE E PREZZO DI VENDITA
Oggi per “il Giornale” e “Libero” suona la campana a morto, niente più fuochi artificiali
a tutto tondo, ma messa da requiem con visi funerei di convenienza. Dopo aver sostenuto per giorni che la famosa casa lasciata in eredità da una facoltosa contessa ad An in quel di Montecarlo e che attualmente vede come affittuario, con regolare contratto, il cognato di Fini, era stata venduta a un prezzo irrisorio e ridicolo, ovvero per 67.000 euro a una società estera, oggi sono costretti ad ammettere che hanno scritto il falso.
Il cecchino che si era appostato sui tetti per impallinare il cofondatore del Pdl, ha sbagliato penosamente mira, confondendo, nel bilancio di An, la plusvalenza con il prezzo di vendita.
La cifra di 67.000 euro corrisponde infatti alla plusavalenza ricevuta dalla differenza tra la valutazione dell’appartamento e il reale prezzo di vendita che risulta agli atti.
I 40 metri quadri erano infatti ridotti in uno stato pietoso, dopo anni di abbandono, e quando i tesorieri di An ricevettero il lascito, fu loro cura farli periziare da una società specializzata per conoscerne il reale valore, affidandosi a una società specializzata del luogo.
Il valore presunto di stima fu di 250.000 euro, considerando la mole di lavori necessari per ristrutturare l’appartamento, ma gli amministratori di An riuscirono ugualmente a venderla per 322.980,24, come risulta da atto ufficiale di cessione.
Facendo quindi un affare, con relativa plusvalenza indicata a bilancio del partito.
Ovviamente da parte dei cecchini c’è stata una cauta ritirata, anche perchè la Bongiorno non scherza e la querela per aver dichiarato il falso costerà cara all’ufficiale pagatore. Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE BERLUSCONI IMBARCA TRE EX DINIANI PROMETTENDO POSTI DA VICEMINISTRO E PERSINO L’INQUISITO GRASSANO, SCARICATO DALLA LEGA, I FINIANI STANNO SELEZIONANDO LE ADESIONI… ENTRO UNA SETTIMANA OTTO EX FORZISTI ENTRERANNO IN “FUTURO E LIBERTA'”…. SI PARLA ORMAI DI 50 ENTRO FINE AGOSTO…E SUL TERRITORIO 322 CIRCOLI E 1.000 AMMINISTRATORI
Dai corteggiamenti ai consigli, dalle proposte di poltrone alle minacce: dando per
scontato che i finiani attualmente dichiarati ala Camera sono 33, alla maggioranza serve recuperare almenoo otto voti per non schiantarsi contro il muro della caduta del governo.
E’ così iniziata la “campagna acquisti” dei deputati mancanti che stavolta Berlusconi intende gestire personalmente, non fidandosi più (giustamente) di La Russa, Gasparri, Alemanno e Matteoli, rei di avergli sottovalutato le truppe finiane.
Dove pescarli?
Nei gruppi misti, nei piccoli raggruppamenti, persino tra gli inquisiti.
Ricevuta la porta in faccia sia da Casini che da Rutelli, ecco il premier incassare l’adesione, sicuramente “sofferta”, di tre apparentemente sconosciuti diniani: Daniela Melchiorre che ha già cambiato tre partiti, Italo Tanoni, Riccardo Villari, ex Uduer e Pd, e persino di Maurizio Grassano, subentrato a Cota, espulso dalla Lega e sotto processo ad Alessandria per truffa al Comune.
Porta in faccia dalla Poli Bortone che ha commentato: “Pdl partito della Libertà ? Certo, quella vigilata”.
Altrettanta chiusura dal Mpa di Lombardo.
Dietro la battuta di Roberto Menia di ieri : “C’è la coda per entrare in “Futuro e Libertà “, a tanti stiamo dicendo di no, ci teniamo a far entrare solo gente perbene”, c’è una realtà che si nota anche a livello locale. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
BRUTTA FIGURA DI BERLUSCONI CHE PARLAVA DI APPENA 10 SEGUACI DI FINI TRA CAMERA E SENATO…. IN ATTESA DELLE DECISIONI DEL VERTICE PDL DI STASERA, I FINIANI SI SONO GIA’ ORGANIZZATI …IL GOVERNO AL COMPLETO AVREBBE SOLO 25 VOTI IN PIU’, A QUESTO PUNTO NON PASSERA’ PIU’ NULLA SENZA IL VOTO DEI FINIANI….E ORA SCATENERANNO LA BATTAGLIA IN TUTTA ITALIA
I “finiani” alla Camera si stanno organizzando per formare un nuovo gruppo
parlamentare, fuori dal Pdl, se dall’Ufficio di presidenza di questa sera a Palazzo Grazioli scatterà qualche espulsione.
A quanto si apprende, stamane i deputati vicini al presidente della Camera, hanno avuto una riunione nell’ufficio di Italo Bocchino per sottoscrivere la richiesta al presidente di Montecitorio per costituirsi in un gruppo autonomo. Uno dei sottoscrittori, dice che le firme raccolte, al momento, dovrebbero essere oltre una trentina.
Ma il documento è in ‘stand-by’ in attesa di capire le decisioni della maggioranza del partito.
Stamane Bocchino ha avuto un colloquio con Gianfranco Fini nel suo studio, probabilmente per aggiornarlo dell’iniziativa.
Sarebbe infatti Fini, in qualità di presidente della Camera, a dover dare l’autorizzazione per il nuovo gruppo.
Da regolamento, a Montecitorio, bastano almeno venti firme per formare un gruppo autonomo.
Secondo quanto si apprende dalle stesse fonti, gli aderenti sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia.
Secondo quanto riferiscono le fonti parlamentari, ci sarebbero poi altri deputati finiani, che non aderiscono a Generazione Italia, che stanno per firmare il modulo. Fra questi, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino.
«Questi numeri mettono la golden share del governo nelle mani di Fini», ha detto convinto una fonte parlamentare che partecipa al progetto.
Questa è una prima risposta a chi, come il premier, sosteneva che “i finiani saranno al massimo una decina tra Camera e Senato” e che “non ci sarà alcuna ripercussione sul Governo”. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
COME CON BOFFO, ALLA FINE SARA’ COSTRETTO ALLE SCUSE PER EVITARE LA RADIAZIONE DALL’ALBO: LA CASA DI 40 MQ LASCIATA AD AN E’ STATA VENDUTA CON ATTO REGISTRATO E MESSA A BILANCIO DEL PARTITO… IL COGNATO DI FINI HA UN REGOLARE CONTRATTO DI AFFITTO REGISTRATO
Due giorni di serrate indagini e un pugno di mosche in mano: sul circuito di Montecarlo
è andato in onda il solito “gran premio dello sputtanamento” ad opera di Perdente Feltri, longa manus del padrone del vaporetto.
Per mesi è andata in onda la farsa dell’armatore che non sa mai la rotta che segue il capitano, ora i giochi sono evidenti.
Dopo aver killerato il direttore dell’Avvenire Boffo con accuse e documenti tarocco, salvo poi dover esprimergli pubbliche scuse per evitare la radiazione dall’albo dei giornalisti, dopo essersi guadagnato una raffica di querele da Fini e Bocchino, tanto paga il fratello del premier, ora “il Giornale”, in coincidenza con un attacco politico a Fini (che strane queste coincidenze…), ha provato lo scoop.
Che consisterebbe , in sintesi, nel sostenere o far intendere quanto segue:
che un appartamento lasciato in eredità ad An a Montecarlo e quindi facente parte del patrimonio immobiliare del partito, sia stato sottratto da Fini per farvi abitare Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, moglie del presidente della Camera, che non avrebbe quindi titolo a starci.
Questa la sintesi della prima puntata di ieri.
Peccato che il tesoriere di An e attuale responsabile della fondazione che gestisce il patrimonio di An, Donato La Morte, abbia ieri precisato:
1) L’appartamento di 40 mq (e non 75 come sostenuto da il Giornale), lasciato in eredità da Anna Maria Coleoni nel 1999 ad An, fu tenuto fermo per ben 6 anni, tanto è vero che (lo dice annche il Giornale) era in pessime condizioni.
Alla fine è stato venduto a una società monegasca e il relativo introito è stato regolamente iscritto a bilancio del partito.
Non solo: è servito per l’attività politica di quegli anni, contribuendo all’attivo: come confermato da La Morte e come risulta a bilancio.
Quindi Fini non si è fregato un bel nulla.
2) La società Timara Ltd che ha acquistato l’appartamentino ha fatto dei lavori di ristrutturazione minimi e poi lo ha affittato.
Probabilmente il Tulliani, che era a conoscenza dell’opportunità , ma non certo il solo a saperlo, visto che lo sapeva tutta Alleanza nazionale, si sarà precipitato a fare un’offerta per averlo in affitto.
I suoi legali ieri, annunciando querela a Feltri; chiariscono infatti che “Tulliani ha un regolare contratto di locazione registrato e versa regolarmente il canone”.
Contratto a disposizione quindi in sede giudiziaria.
Crolla pprtanto l’accusa di viverci, per compiacenza di Fini, gratuitamente. Continua »
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Luglio 26th, 2010 Riccardo Fucile
FINI E’ TRANQUILLO: “CLIMA DA INQUISIZIONE, NON CADRO’ NELLA TRAPPOLA”: HA IN MANO SONDAGGI CHE LO DANNO AL 15% … IL PREMIER “NON POSSO ROMPERE, LA GENTE NON CAPIREBBE, NEANCHE FARE UN NUOVO PARTITO, COME FACCIO POI A SPIEGARLO?” … FINI : “E ORA ANDIAMO ALL’ASSALTO DELLA LEGA: PONIAMO IL PROBLEMA DEL MEZZOGIORNO, SILVIO SARA’ COSTRETTO A VENIRMI DIETRO”
Pochi contro tutti o più di quelli che voci interessate tendono ad accreditare? Per chi
conosce bene Fini, come gli ex colonnelli “buttiglione”, non resta molto tempo e non a caso il loro nervosismo cresce di giorno in giorno.
O riescono a far fuori Fini a breve, o per loro sarà la fine.
Il sentore non è tanto in parlamento, dicono, ma sul territorio, dove non riescono più a tenere le truppe ex An.
Uno di loro ha dichiarato alla stampa che “nelle province i rapporti di forza stanno mutando, non avremmo mai immaginato una cosa del genere: pidiellini delusi e incazzati, gente che era stata emarginata, ex An, hanno trovato un riferimento nazionale per le loro battaglie. Il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio e Fini sta guadagnando spazi impensabili”.
Ecco perchè premono sul premier per regolare i conti ed escono con frasi sconnesse.
La Russa che propone a Fini il ministero di Scajola, per sentirsi rispondere con ironia da Bocchino: “Fini semmai potrebbe prendere un ministrero della legalità , magari la “Difesa”, quello che Ignazio è riuscito ad avere solo grazie a lui”.
Matteoli ricorda che i partiti hanno bisogno di leadership e a chi non l’aveva (riferimento a Fini in An) “l’abbiamo costruita noi”: chissà quando Altero ci spiegherà quali interessi avrà avuto per costruire una leadership a Fini, a che scopo l’ha fatto, invece di pensare in grande in proprio.
Alemanno ha attaccato Granata consigliandogli di “farsi un giro fuori”: ma come, se quando era tuo vice i giri li facevi insieme a lui, non ricordi quando eri rautiano, poi sociale, poi finiano per poi passare ora al viale del “tremonti”? Continua »
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Luglio 21st, 2010 Riccardo Fucile
IL SONDAGGIO DI CRESPI MOSTRA UN AUMENTO DI UN “PARTITO DI FINI” DEL 2% IN UNA SOLA SETTIMANA…BELPIETRO: “INUTILE GIRARCI INTORNO: SULLE INTERCETTAZIONI HA VINTO FINI, ORMAI E’ IN GRADO DI MODIFICARE OGNI PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO”… CALA IL PDL (33,5%) MENTRE SINISTRA E LIBERTA’ DI VENDOLA SALE AL 5%
Il clima che si respira nel centrodestra, dopo le modifiche apportate alla “legge
bavaglio” sulle intercettazioni, è simboleggiato non solo dalla delusione manifesta del premier, ma anche da quanto scrive stamane su “Libero” il direttore Maurizio Belpietro: “Inutile girarci intorno: ha vinto Fini. Al di là del naufragio della legge, appare evidente che d’ora in poi la corrente che fa capo all’ex presidente di An è in grado di fermare o modificare ogni provvedimento del governo: tutte le ritorsioni minacciate contro i finiani si sono rivelate cartucce con le polveri bagnate. Se Berlusconi non fa qualcosa in fretta siamo spacciati, Ci tocca morire finiani”.
Per la prima volta ieri Berlusconi ha certificato la sua sconfitta su un tema che gli stava a cuore, ribadendo la sua ossessione: “non si può stare al telefono senza il timore di essere intercettati”.
Poco importa che in Italia gli intercettati siano solo 6.000, l’unica cosa che gli interessa è non essere intercettato lui.
Non ha compreso che basterebbe evitare di fare pressioni al telefono su esponenti di Agcom o parlare con procacciatori di escort, per evitare conseguenze sgradevoli.
Ha voluto insistere su una legge invisa alla maggioranza degli elettori di centrodestra che avrebbe limitato la libertà di stampa e di indagine, spacciandola per “riforma della giustizia” e ora ne paga le conseguenze, insieme al suo entourage di miracolati di corte.
La retromarcia di ieri è una vittoria di Fini, ma ha trovato ampi consensi anche tra la corrente pidiellina di Liberamente che esulta per la brutta figura dei coordinatori.
I più preoccupati sono ora gli ex An Gasparri e La Russa: avevano garantito al premier che avrebbero isolato Fini, ora si ritrovano con le truppe in subbuglio, pronte a disertare. Continua »
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