Ottobre 20th, 2010 Riccardo Fucile
MENO FIDUCIA NEL PREMIER (37%) E NEL SUO GOVERNO (30%), TRA I MINISTRI IN CALO DI CONSENSI SACCONI, LA RUSSA E GELMINI… TRA I PARTITI SCENDONO PDL, UDC E IDV, STABILE LA LEGA, SALGONO FUTURO E LIBERTA’ E PD
Crolla il Pdl, tiene la Lega e sorridono i finiani che consolidano il consenso. Le tensioni che agitano il partito del Cavaliere fanno sentire i loro effetti.
Con un Silvio Berlusconi in calo sempre più costante e che si può consolare solo grazie alla tenuta del governo.
Il sondaggio realizzato da Ipr Marketing fotografa un premier sempre più in difficoltà e un Pdl che risente pesantemente delle tensioni interne con i finiani.
Un logoramento che mette in circolo dinamiche che premiamo il Carroccio, sempre più convinto della necessità del voto, i centristi dell’Udc e la loro scelta “autonomista” rispetto ai poli, e i finiani che, nell’attesa di trasformarsi in partito, vedono crescere il loro grado di fiducia.
Premier e governo
Lontanissimo quel 53% di fiducia fatto segnare a metà 2009, distante anche il 45% del gennaio 2010, Silvio Berlusconi si aggrappa ad un 37% che testimonia tutte le sue difficoltà .
Solo un mese fa, il premier era a quota 39. Dopo 30 giorni, la caduta è di due punti percentuali.
In aumento, ovviamente, chi la fiducia nei suoi confronti la sta perdendo: dal 55% di settembre al 58% di oggi.
Se il premier va male, il governo resiste.
La sfiducia nell’esecutivo è immutata rispetto ad un mese fa: un 64% che sovrasta il 30% di chi dice di nutrire speranze nell’esecutivo.
Ministri
In testa resta il titolare del Welfare Maurizio Sacconi, reduce da uno scontro frontale con Cgil e Fiom. Contrapposizione che non pare aver pagato, visto il calo di tre punti percentuali nella fiducia registrato questo mese (dal 64% al 61%).
Piazza d’onore per il Guardasigilli Angelino Alfano e il titolare del Viminale Roberto Maroni (60%).
Calano, invece, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (dal 54% al 52%), il titolare delle Riforme Umberto Bossi, reduce dalla pajata riparatrice con il sindaco di Roma.
Scende a picco il gradimento del ministro della Difesa Ignazio La Russa: dopo la morte dei quattro alpini in Aghanistan, il coordinatore del Pdl cala di quattro punti percentuali (dal 42% al 38%).
Stessa percentuale negativa per il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini che scende al 36%.
Da segnalare che nessuno della squadra di governo guadagna posizioni.
Fiducia nei partiti (cosa diversa dalle intenzioni di voto)
Marcatissima, la flessione del Pdl, dal 34% al 29% (-5%), ed è significativo anche il 2% in meno (dal 29% al 27%) dell’Italia dei Valori (forse legato all’estandersi del movimento di Beppe Grillo).
Il Pd, invece, resta inchiodato al 27% di fiducia dell’elettorato.
Buono, inoltre, il risultato dei finiani che guadagnano consensi toccando quota 22% (dal 20%).
La fiducia nella Lega e nell’Udc rimane alta e stabile (33%).
Infine un dato generale che accumuna i due grandi partiti: ovvero un generale calo di fiducia.
Un segno meno costante che testimonia quanto la disillusione degli elettori sia marcata.
Troppe voci e troppa confusione, insomma, non pagano.
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Ottobre 12th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA AL 13,8%, UDC AL 6%, IDV AL 5,2%, SINISTRA E LIBERTA’ AL 3,8%, GRILLINI AL 3%… NELL’ULTIMA SETTIMANA L’INCREMENTO MAGGIORE E’ PER I FINIANI E IL PD…ASTENSIONE AL 40%
Il consueto aggiornamento settimanale del sondaggio di Crespi Ricerche, rivela alcuni
trend significativi nella posizione dei vari partiti.
Per quanto riguarda il Pdl, si scende al 28,2% (- 0,3% rispetto a una settimana fa, – 5,6% in sei mesi).
La Lega è al 13,8% (+0,3% rispetto a una settimana fa, stessa percentuale in primavera).
Futuro e Libertà sale ancora e dal 7,6% di una settimana fa arriva all’8% (segnaliamo che un sondaggio de La7 lo dà addirittura all’8,7%).
Era sceso a luglio al 5% in seguito ai dossieraggi, ora gli italiani hanno compreso tante cose e il dato è in costante risalita, a differenza dei mandanti dell’operazione.
Stabili Udc (6%) e Alleanza per l’Italia di Rutelli (0,5%), rispetto alla scorsa settimana.
Avanza invece il Pd che dal 24,2% arriva al 25%, mentre scendono Idv (dal 5,5% al 5,2%) , Sinistra e Liberta (dal 4% al 3,8%) e Grillini (dal 3,4% al 3%)
Scende la Destra (dal 3% al 2,8%).
Stabili Rifondazione (1%) , Pannella (1%) e Verdi (0,5%).
Il partito dell’astensione è sempre al 40%
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Ottobre 7th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA AL 13,5%, UDC AL 6%, IDV AL 5,5%, VENDOLA AL 4%, GRILLINI AL 3,5%….IL PRIMO PARTITO E’ QUELLO DEGLI INDECISI CHE SALE AL 41%
Un dato in crescita, dopo la lieve flessione della settimana scorsa: Futuro e Libertà arriva al 7,6%, il dato più alto da quando Crespi Ricerche tiene sotto osservazione FLI, il movimento ispirato da Gianfranco Fini.
Un dato positivo, che conferma la felice intuizione del Presidente della Camera e che offre numerosi spunti di riflessione.
Così come sono da sottolineare le pessime performance del Popolo della Libertà (28,5%) e del Pd, in picchiata al 24,2%.
Due dati certamente non positivi per i principali partiti italiani, che confermano un trend negativo ormai in atto da mesi.
Bene invece la Lega Nord, a quota 13,5, che in una settimana guadagna più di un punto percentuale.
Dato stabile per l’Udc, fermo al 6%, mentre perde addirittura un punto percentuale l’Italia dei Valori, crollata al 5,5%.
In questo quadro, Futuro e Libertà si pone come quarta forza del panorama politico italiano, con una centralità nemmeno lontanamente immaginabile qualche settimana fa.
Da evidenziare anche il 4% di Vendola — con Rifondazione Comunista ormai scomparsa a quota 1% — e il 3,5% di Beppe Grillo.
Crescono gli indecisi, sempre più primo partito con il 41% degli intervistati.
Silvio Berlusconi guadagna due punti di gradimento e supera il Governo: 45 a 44, dopo che la scorsa settimana per la prima volta il gradimento dell’Esecutivo era superiore rispetto a quella del premier.
Fu a suo modo una notizia.
Ricordiamo, per chi volesse consultare la tabella che pubblichiamo, che Crespi aggiorna settimanalmente il sondaggio: l’ultima colonna a destra indica il dato più recente, sulla base del quale è possibile studiare il trend rispetto ai mesi passati.
Da aprile ad oggi ad es. il Pdl ha perso il 5,3% di consensi.
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Settembre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
UDC 6%, IDV 6,2%, SINISTRA E LIBERTA’ 4,2%, LA DESTRA 3%, GRILLINI 1,5%, RIFONDAZIONE 1,2%, MPA 1%, RADICALI 1%, ALLEANZA PER L’ITALIA 0,7%, VERDI 0,5%…. CRESCONO GLI INDECISI AL 38%
Il sondaggio di Crespi Ricerche viene effettuato con periodicità costante e pertanto segnala le
tendenze di crescita o di regresso a seconda delle varie fasi politiche e degli accadimenti che possono incidere sul giudizio degli elettori.
Intanto va segnalata la enorme massa di indecisi: il 38% degli italiani, se si dovesse votare a breve, dichiara di non aver ancora idea per chi votare e se recarsi alle urne.
Una tendenza in crescita e che corrisponde alla percentuale di elevato astensionismo cui si è assistito peraltro durante le Regionali di primavera e le Europee dell’anno scorso.
Esaminiamo ora i vari partiti e le linee di tendenza, da febbraio a settembre 2010.
Il Pdl in otto mesi è crollato dal 37,6% al 29%, perdendo quasi 9 punti, di cui 1 anche negli ultimi 12 giorni.
La Lega Nord è passata dall’11,3% di febbraio al 12,7 di settembre, ma aveva avuto picchi superiori in altri quattro mesi degli otto considerati.
Sicuramente pare essersi attestata appena sopra il 12% in media.
Futuro e Libertà è atipico, in quanto viene testato senza che sia ancora un partito, con relativa struttura, sedi e attività sul territorio.
In ogn caso è passato dal 5,1% di inizio settembre al 7,5% in soli 20 giorni: dato in crescita che porta a ritenere che la vicenda della casa di Montecarlo cominci a essere vista dall’elettorato come una montatura per diffamare Fini.
A questo punto Futuro e LIbertà può puntare a ritornare a quel 9,5% che gli era stato attribuito dai sondaggi prima dell’estate.
Cresce leggermente anche la Destra di Storace che ha avuto il premier come sponsor e che passa dall’1,7% di otto mesi fa al 3% attuale.
IL Pd che a febbraio contava sul 27,7% dei consensi, ora è sul 25% ma nelle ultime settimane sta risalendo dopo aver toccato anche quota 23%.
L’Idv aveva il 6,5%, ora il 6,2%, stabile.
L’Udc a febbraio contava sul 6,5% di intenzioni di voto, ora sul 6%, ma fino a qualche settimana fa era sul 6,5%/7%.
In netta crescita Sinistra e Libertà che in otto mesi passa dall’1,9% al 4,2%, ma ha pure toccato punte del 4,8%.
Rifondazione e Comunisti italiani dall’1,5% sono scesi ancora all’1,2%.
Tra i partiti minori emerge il Movimento 5 Stelle dei grillini, ora stabile all’1,5%, così come Mpa all’1%, Rutelli con Alleanza allo 0,7% e i Verdi allo 0,5%.
In discesa i radicali dal 2,4% all’1%.
Da segnalare che la distanza tra Pdl e Pd si è ridotta ad appena 4 punti percentuali, e che Futuro e Libertà , pur non essendolo ancora nella forma, è di fatto attualmente il quarto partito italiano, con ulteriori prospettive di crescita.
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Settembre 13th, 2010 Riccardo Fucile
SFIDUCIA RECORD PER IL PREMIER, NEL PD SALGONO VENDOLA E CHIAMPARINO… FINI PESCA TRA I 30-55ENNI CON ISTRUZIONE SUPERIORE E VIENE GIUDICATO POSITIVAMENTE DA UN ELETTORE PDL SU TRE…IL GOVERNO PERDE 11 PUNTI IN TRE MESI
Analizzando le rilevazioni di DemosÎ , pubblicate oggi, emerge un primo dato: rispetto alle politiche del 2008, i due principali partiti subiscono una flessione molto grande, derivante in parte dai delusi che scelgono l’astensionismo.
Il Pdl dal 37,4% della Camera scende rovinosamente al 29,8%, il Pd dal 33,2% al 26,5%.
Ma è interessante seguire anche la linea di tendenza: il Pdl scende costantemente, il Pd galleggia su quella percentuale da tempo.
Per la Lega, invece, che nel 2008 aveva l’8,3% e che era arrivata poche settimane fa intorno al 12,3%, iniziano segnali allarmanti di logoramento: in discesa all’11%, segno che non vengono apprezzate le ultime mosse del Carroccio.
A sinistra emerge invece il fenomeno “grillini” che raggiungono un 3,6% praticamente dal nulla, portando però a una riduzione delle intenzioni di voto per l’Idv che dall’8% di cui godeva nei sondaggi scende ora al 5,5%.
Trainata dalla candidatura di Vendona, cresce anche Sinistra è Libertà fino al 4,7%.
Stabile l’Udc che oscilla tra il 6,5% e il 7%.
Veniamo all’ipotetico partito di Fini: avrebbe già ora un 6,1%, ma il dato è in crescita, con flussi di entrata dal Pdl, dal’astensionismo e persino dagli insofferenti di sinistra.
Ha un nucleo già ora di elettori di destra insofferenti al berlusconismo, ma anche molti nuovi affascinati dal nuovo progetto politico di Fini.
La nuova formazione è guardata con interesse da persone con buon livello di istruzione, tra i 30 e i 55 anni, è già radicata nel Mezzogiorno, ma non solo.
Nella lista di gradimento verso i leader nazionale, a sinistra la classifica è guidata da Vendola, poi Chiamparino, chiudono Bersani, Veltroni e Di Pietro.
Nel centrodestra Tremonti precede Fini, seguono Berlusconi e chiude Bossi.
Cresce la fiducia in Napolitano al 79,5% e anche quella nella magistratura al 51,6%.
Se si andrà a una crisi, di chi sarà la colpa? Di Berlusconi per il 30,1% degl iitaliani, di Fini per il 19,2%, del governo genericamente per il 13,9%.
Chi esprime un giudizio positivo su Fini, all’interno del Pdl, è il 34% degli elettori pidiellini.
In rpatica uno su tre, dato che fa ben sperare i finiani.
Un rapporto di tal genere si tradurrebbe, nel caso il Pdl avesse il 29% dei consensi, in un ipotetico 12-14% per Futuro e Libertà .
In pratica il Pdl tornerebbe ai dati di Forza Italia, Fini a quelli di An.
Da segnalare però che Fini gode di un giudizio positivo dal 57,6% degli elettori el Pd, del 45,3% di quelli dell’Idv, del 38,7% di quelli dell’Udc e persino del 20% dei leghisti e raggiunge così la media del 54,4% totale.
Un dato foriero di ulteriori aggregazioni, anche perchè un terzo polo comincia ad essere dato intorno al 22%.
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Settembre 6th, 2010 Riccardo Fucile
DOVREBBE RINGRAZIARE FINI CHE GLI OFFRE UN PATTO DI LEGISLATURA E UN SALVACONDOTTO…UN TAVOLO A TRE RIDURREBBE LO STRAPOTERE LEGHISTA E BILANCEREBBE IL GOVERNO… AL VOTO CI SI ANDRA’ SOLO DOPO LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE E UN GOVERNO TECNICO: PER BERLUSCONI SARA’ LA DISFATTA
Il teatrino della politica berlusconiana ha vissuto ieri lo psicodramma: da Mirabello, Fini ha evidenziato chi è il vero traditore del centrodestra italiano, chi non ha attuato il programma, piegandosi ai diktat della Lega, chi spaccia per riforme gli spot pubblicitari, chi confonde garantismo con immunità , chi si ostina a voler comandare e non governare.
E nei palazzi pidiellini sono andate in onda scene isteriche: colonnelli disarcionati dai loro ronzini, cortigiani in preda a convulsioni, peones che temono di perdere la poltrona.
Come Fini elargiva schiaffoni mediatici ricordando semplici verità , saliva la pressione dei traditori sbugiardati.
L’ordine di scuderia era di non commentare, ma non tutti hanno retto al clistere mirabelliano: ci sono stati casi di incontinenza evidente, specie tra chi trattiene a stento i propri umori politici.
Così, mentre Bonaiuti inviava smentite preventive, altri sparavano alla luna.
Poveretti, quando a breve gli sarà tolta dalla magistratura anche l’arma spuntata della casa di Montecarlo, potranno rivolgere la loro attenzione verso ben altre (e molto più vicine) società offshore su cui indagare.
Magari Gasparri potrebbe intanto spiegare come mai la ‘ndrangheta calabrese tempo fa indirizzò il proprio voto verso di lui.
Letta e le colombe sono sicuramente i più lucidi: dichiarare la crisi non vuol dire automaticamente andare al voto, lo sanno bene tutti.
Se si formasse un governo tecnico per cambiare la legge elettorale, evitando di dare il premio di maggioranza, per il Pdl sarebbe il deprofundis.
E questa maggioranza già c’è alla Camera e basta poco per vederla materializzata anche al Senato.
Se anche si andasse a votare col sistema attuale, l’ultima rilevazione Ispo per il Corriere della Sera (prima del discorso di Fini a Mirabello) dà il Pdl in discesa al 29,7%, la Lega stabile all’11,5%, il Pd in risalita al 26,7%.
Poi tre forze, Udc, Idv e finiani tutte con il 6,4% a testa, Vendola al 4,5%, Prc al 2,1%.
In pratica Pdl + Lega al 40%, contro il 40% di Pd+Idv+Sinistra radicale.
In mezzo Fini e Casini.
E con un Fini in crescita dopo Mirabello che tornerà presto intorno al 10%.
Se andasse bene al Pdl, avrebbe giusto una risicata maggioranza alla Camera, ma non l’avrebbe al Senato. Continua »
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Agosto 26th, 2010 Riccardo Fucile
NONOSTANTE UN MESE DI CAMPAGNA DIFFAMATORIA CONTRO ANCHE LA PORTINAIA DEI FINIANI, UN PARTITO DI FINI SAREBBE IL QUARTO PARTITO ITALIANO…. E QUANDO LE FALSE ACCUSE SI RIVOLTERANNO CONTRO CHI HA ORCHESTRATO IL TUTTO?…ORA TOCCA AL PROCESSO BREVE: SE QUALCUNO DOVRA’ ANDARE UN TRIBUNALE NON SARA’ CERTO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA
Finito il vertice dell’aperitivo, dei dignitari di corte e di qualcuno senza dignità
(parliamo di Verdini che si è seduto al tavolo insieme a chi lo aveva definito una settimana fa “democristiano di merda” senza approfittare dell’occasione per prenderlo a calci nel culo), si torna al solito gioco dell’oca.
Almeno ora nessuno potrà smentirci sul fatto che Berlusconi abbia paura delle elezioni più di tutti, sia perchè non ci sarebbero (deve indirle Napolitano, non lui), sia perchè non avrebbe una maggioranza al Senato.
I giornali di oggi riportano una sua frase che la dice lunga: “le elezioni sarebbero una disgrazia per l’Italia e oltretutto rischieremmo pure di perderle”. Non perchè le vinca la sinistra, semplicemente perchè le perderebbe il centrodestra, impossibilitato poi a governare: si aprirebbe solo la strada a un governo Tremonti, longa manus leghista.
Ieri il ministro dell’Economia era talmente sempre schierato con Bossi che a un certo punto Verdini gli ha chiesto: “Ma tu, per chi stai parlando?”, creando il gelo nel salone con vista sull’imbarcadero.
Il vertice si è concluso con uno scambio da teatrino della politica: Bossi ha ottenuto che non si cerchi di far entrare l’Udc al governo e in cambio ha garantito il suo appoggio sul processo breve.
Peccato che l’Udc non avesse mai chiesto di entrarvi e che abbia pure già annunciato che voterà no al processo breve, ma fa nulla.
I finiani gongolano: “dovranno abituarsi a trattare con noi”, dicono Bocchino e la Perina, “i titoli dei temi politici sono nel programma, ma lo svolgimento dovremo scriverlo insieme: Pdl, Lega e Futuro e Libertà , non si scappa” rincara Della Vedova.
Persino Bossi vorrebbe ricucire con il presidente della Camera e si offre come mediatore: “con Fini parlo io”, suscitando le scosse nervose del premier, che non ammette che qualcuno possa averlo contraddetto.
Settembre si avvicina e tra poco saremo alle solite, ma l’arma della minaccia di elezioni è ormai un’arma spuntata.
Passiamo ai finiani: ieri è stato reso pubblico un sondaggio di Crespi Ricerche che dà un eventuale partito di Fini al 7%, in leggero calo rispetto al 9,5% di fine luglio.
Si tratta di un risultato straordinario se si considera la campagna diffamatoria portata avanti dai giornali vicini al premier, da un mese a questa parte, sulla casa ex An di Montecarlo e amplificata da 5 Tg su 6 in mano al premier.
Da settimane assistiamo all’osceno spettacolo di una sfilata di falsi testimoni, di accusatori anonimi, di testimoni che ritrattano, di avvocati che lasciano i propri assistiti per decoro.
Ma per i media controllati dal Cavaliere, Fini è un ladro, questo il messaggio che deve passare. Continua »
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Agosto 25th, 2010 Riccardo Fucile
CONCLUSO IL VERTICE DELL’APERITIVO TRA BERLUSCONI E I DUE LEGHISTI BOSSI E TREMONTI: NON HANNO CONCLUSO NULLA, COME AL SOLITO…”PER ORA NIENTE ELEZIONI, AVANTI SENZA L’UDC”, BONFONCHIA BOSSI…MA L’UDC NON AVEVA MAI CHIESTO DI ENTRARE
La maggioranza va avanti così, senza l’Udc. Niente elezioni anticipate. E’ l’esito del
vertice di Villa Campari, tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e lo stato maggiore leghista.
Esclusa la possibiltà di allargare la maggioranza ai centristi e almeno per il momento anche il ritorno alle urne.
”Si va avanti così – ha detto Bossi lasciando la villa – senza Casini e senza l’Udc per realizzare il programma”.
Ad una domanda dei cronisti su possibili elezioni anticipate Bossi ha risposto: ”no, al momento non si fa niente”.
In precedenza sui problemi del governo era intervenuto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ospite del meeting di Cl a Rimini. ”Io non sono certo che si riesca a ricomporre la situazione politica”, ha detto Maroni, “credo anzi che ci sia un’operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci”.
“Non è un complotto – ha detto Maroni – ma un progetto che a me non piace, ma che è sostenuto da molti”. Il ministro dell’Interno ha ribadito la posizione sul Carroccio su un esecutivo diverso da quello attuale.
‘La Lega – ha aggiunto Maroni – la sua indicazione l’ha già data, se non c’è una maggioranza certificata, bisogna andare subito a nuove elezioni”.
La notizia di agenzia sull’esito del vertice, conferma quanto avevamo scritto sull’evolversi della crisi politica in atto nel centrodestra.
1) Berlusconi non vuole le elezioni, sia perchè se si dimette non è certo che si vada a votare, in quanto spetta al presidente Napolitano la gestione della crisi, sia perchè il Pdl è in caduta libera e non avrebbe la maggioranza al Senato, sia perchè se perde la corona rischia di doversi presentare ai processi.
2) Il suo tentativo di cercare il voto dell’Udc su particolari provvedimenti che gli stanno a cuore, ovvero solo il processo breve, in cambio del quoziente familiare, è stato stoppato dal duo leghista Bossi e Tremonti.
In realtà era solo un’ipotesi del premier, in quanto Casini non si era mai dichiarato disponibile. Continua »
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Agosto 25th, 2010 Riccardo Fucile
LA LEGA E TREMONTI BLOCCANO IL QUOZIENTE CHE SGRAVEREBBE LE TASSE DELLE FAMIGLIE CON FIGLI: COSTA 3 MILIARDI CHE E’ MEGLIO SPUTTANARE NEL FEDERALISMO… EPPURE IL QUOZIENTE FAMILIARE ERA NEL PROGRAMMA DEL PDL, VERO SILVIO? … BOSSI CHIEDE LA TESTA DELLA MORATTI E DI GALAN, MA NEI SONDAGGI NON VA OLTRE L’11% CONTRO IL 12,3% DI QUESTA PRIMAVERA
E’ in programma stamane all’ora dell’aperitivo, non a caso a Villa Campari, residenza
non monegasca del premier sul Lago Maggiore, sita a Lesa, in provincia di Novara, il solito vertice tra Berlusconi e Bossi.
E come sempre, invece che un “vis a vis” tra i due, Bossi avrà il solito seguito di badanti (Cota e Calderoli in primis) e potrà contare anche sulla presenza da lui richiesta del suo infiltrato nel Pdl, il ministro Tremonti.
Il premier a questo punto ha esteso il vertice anche a qualche suo uomo di fiducia, per non sentirsi accerchiato.
L’incontro verte sul futuro delle sorti del governo ed è stato preceduto da una settimana tesa, con Silvio molto irritato nei confronti del Carroccio (chi è causa del suo mal, pianga se stesso).
Si stanno scontrando due interessi contrapposti, con il Pdl che non vuole elezioni anticipate e cerca semmai di allargare la propria maggioranza e la Lega che invece le invoca al più presto.
E’ risultato evidente che come Berlusconi ha cercato una sponda in Casini, per lo meno su qualche singolo provvedimento che gli sta a cuore ( uno a caso? il processo breve, ovvio), Bossi abbia iniziato un fuoco di sbarramento a base di insulti nei confronti dell’Udc, onde far fallire questa ipotesi.
Qualcuno sostiene che lo scopo della Lega sia quello di ottenere un forte successo elettorale: una favola metropolitana, perchè se si vanno a vedere i sondaggi, il Carroccio è dato tra il 10% e l’11%, ben lontano dal 12,3% delle regionali di promavera 2010 e dall’11,5% delle europee.
Un risultato certamente superiore all’8,3% delle politiche 2008, ma che invertirebbe il trend degli ultimi due anni.
In realtà il fine di Bossi è quello di far fuori Berlusconi e di spianare la strada all’infiltrato Tremonti.
Se al Senato non dovesse certificarsi, come dicono i sondaggi elettorali, una maggioranza di centrodestra, Silvio dovrebbe fare un passo indietro e favorire un governo tecnico con Tremonti premier.
E a Silvio non rimarrebbe che la promessa, tra due anni, di una candidatura a Capo dello Stato.
Con tutti i rischi che comportano promesse di questo genere.
Ma Bossi così facendo sta anche mostrando il vero volto della classe dirigente leghista nei confronti degli interessi degli italiani tutti.
Perchè nel programma del Pdl era ben segnata l’introduzione del quoziente familiare, ovvero la detassazione dei nuclei familiari numerosi, un cavallo di battaglia anche dell’Udc di Casini. Continua »
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