Febbraio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“IL CALO DEI CONTAGI SI E’ ARRESTATO, SITUAZIONE DESTINATA A PEGGIORARE”
Da una parte c’è chi, come Matteo Salvini, chiede di cominciare a riaprire l’Italia. Dall’altra c’è chi lavora sul campo che, dati alla mano, spiega che non è ancora tempo di ripartire.
E che, anzi, negli ospedali iniziano a esserci i primi segni di un aumento dei casi più seri di Covid. “Gli ospedali italiani tornano ad avvertire i primi, nuovi, segnali di stress”, con l’aumento dei ricoveri per Covid in reparto e in terapia intensiva, afferma all’Agi Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri.
“Il calo dei contagi iniziato dopo il picco di ottobre-novembre si è arrestato e oggi siamo in una situazione critica destinata a peggiorare, con le stime che prevedono 25 mila casi giornalieri nelle prime settimane di marzo”, ha detto Palermo. In 10 regioni, ha continuato, “i ricoveri in terapia intensiva hanno superato il 30%: l’Abruzzo è quasi al 40% (38%) mentre l’Umbria è addirittura al 57%”.
Per il segretario di Annao, “siamo di fronte a numeri allarmanti da tenere bene in considerazione quando si propone di allentare le misure”. Ad oggi, infatti, “non ci sono le basi per aprire”.
Non solo: “Se si innesca una nuova risalita causata anche dalle varianti che hanno un tasso di contagiosità più alto, la capacità del Ssn verrà presto saturata. E si ripiomberà nella situazione della prima ondata”. Molte regioni “che oggi non se la passano benissimo, rischierebbero di finire in una situazione davvero critica. Penso ad esempio al Lazio, all’Emilia Romagna, alla Lombardia”
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
NEI GIORNI SCORSI ERA STATA GIA’ DISPOSTA LA CHIUSURA DELLE SEZIONI MATERNA E ELEMENTARE DELLO STESSO ISTITUTO PER LA VARIANTE INGLESE
Un caso di variante ‘brasiliana’ del Covid è stato scoperto in una scuola media a Roma. Si tratta della
Sinopoli, in via Pietro Mascagni, che fa parte dell’Istituto comprensivo Sinopoli-Ferrini del quartiere Africano, II municipio, che nei giorni scorsi, per l’emergere di un caso di quella ‘inglese’ aveva già disposto la chiusura delle sezioni della materna e della elementare. Si tratta del primo caso della variante, che da inizio mese sta assediando l’Umbria, a Roma e nel Lazio. L’assessore alla Salute Alessio D’Amato ha spiegato che il caso ha un link con l’Umbria.
“Il sospetto di variante brasiliana è stato confermato dall’istituto Lazzaro Spallanzani – dichiara il Direttore generale della ASL Roma 1, Angelo Tanese -. La ASL Roma 1 ha posto in essere tutte le misure previste dal protocollo covid, ivi comprese le indicazioni in caso di sospetto o accertata variante. L’Istituto è attualmente chiuso per 5 giorni e verrà riaperto solo al termine di tutti i controlli ed in piena sicurezza”.
Oltre alla sanificazione straordinaria dell’edificio tra viale Somalia e circonvallazione Salaria, saranno sottoposti a tampone molecolare tutti gli studenti e i lavoratori dell’intero istituto comprensivo, inclusi gli alunni del plesso Ferrini in via di Villa Chigi 20, chiuso nel week-end dopo che era emerso un caso di positività alla variante inglese. “I
Interdetta da ieri anche la scuola elementare Rodano di Isola Sacra, nel Comune di Fiumicino, dove sono stati riscontrati 19 casi di positività al Covid-19, sia tra il personale che tra gli alunni, “di cui due di variante inglese”.
A renderlo noto è stato Esterino Montino, sindaco della cittadina sul litorale a pochi chilometri da Roma. Il plesso rimarrà chiuso per 14 giorni: il tempo della quarantena, mentre la Asl locale procederà con tutti i tracciamenti e i controlli del caso. In quarantena anche classi dello stesso istituto e di una scuola a Ponte Galeria dove alcuni prof della Rodano risultati positivi insegnano.
Chiusi anche il plesso Alonzi dell’Ic Damiano Sauli alla Garbatella, un plesso dell’Ic Villaggio Prenestino e la Donatello, oltre alla Carotenuto di Acilia dove due tamponi su tre inviati allo Spallanzani hanno dato dei risultati molto chiari: il virus è mutato e sono tutt’ora in corso accertamenti per capire a quale variante appartenga. La situazione, dunque, si fa preoccupante. Se doppia mascherina o mascherine FFP2 non dovessero bastare, “è necessario mettere le classi in quarantena e ricorrere alla Dad, con tutti i problemi che ne conseguono”, dice Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi – Lazio.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SCUOLE CHIUSE E DIVIETI… “SIAMO DI FRONTE ALLA TERZA ONDATA”
Via a una zona arancione ‘rafforzata’ in tutta la provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona.
Ad annunciarlo la vicepresidente e assessora al Welfare di Lombardia, Letizia Moratti, in una comunicazione al Consiglio Regionale a Palazzo Pirelli a Milano.
L’ordinanza che sarà firmata dal governatore Attilio Fontana ed entra in vigore dalle 18 di oggi prevede “oltre alle normali misure di zona arancione anche la chiusura scuole elementari, infanzia e nidi, divieto di recarsi presso le seconde case, l’utilizzo obbligatorio di smart working ove possibile; l’utilizzo delle mascherine chirurgiche sui mezzi di trasporto; chiusura delle attività universitarie in presenza”.
“Considerata l’ultima accelerazione – ha aggiunto Moratti – nella provincia di Brescia, con l’aggravante delle varianti che nell’area sono presenti al 39% del totale dei casi, abbiamo concordato con Ministero della Salute una strategia di mitigazione e contenimento del contagio”. E Guido Bertolaso parlando al Consiglio ha detto: “A Brescia evidentemente di troviamo di fronte alla terza ondata” spiegando che il direttore dell’assessorato al Welfare Giovanni Pavesi “ha elevato il livello di attenzione delle rianimazioni da tre a quattro”.
Cambia anche il piano vaccinale: da giovedì priorità alle zone più colpite per le vaccinazioni di forze dell’ordine e personale della scuola. Gli over 80 invece proseguono con il vecchio schema su tutta la regione.
Infine, per altri 15 giorni viene prorogata l’ordinanza che istituisce la zona rossa nei comuni di Bollate, Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese)
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 21st, 2021 Riccardo Fucile
SARANNO 35.000 I MEDICI DI BASE A DISPOSIZIONE, L’85% DI LORO HA GIA’ RICEVUTO LA SECONDA VACCINAZIONE… PERCEPIRANNO 6,70 EURO A VACCINAZIONE
Una campagna vaccinale più capillare, più “forte” per il ministro della Salute Roberto Speranza che
affida a un post su Fb il suo “grazie a tutti i medici di medicina generale del nostro Paese che hanno sottoscritto l’intesa con governo e Regioni per somministrare il vaccino Covid. La loro capillarità e il loro rapporto di fiducia con le persone sono un valore aggiunto importante che ci consentirà , quando aumenteranno le dosi a disposizione, di rendere più forte la nostra campagna di vaccinazione”.
Nel delineare i primi confini dell’accordo, subito dopo il via libera al protocollo d’intesa tra governo, sindacati medici e Regioni, che definisce a livello nazionale le modalità di partecipazione dei medici di base alla campagna vaccinale, Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg (la Federazione italiana dei medici di medicina generale) ha spiegato di stimare “che almeno 35mila medici di famiglia in tutta Italia sarebbero pronti ad effettuare le vaccinazioni anti-Covid nei propri studi partendo da subito: ciò, ovviamente, avendo a disposizione le dosi e sulla base di accordi regionali già presenti o che verranno a breve definiti”.
Il segretario ha poi aggiunto che c’è “l’impegno delBgoverno ad adottare uno o più provvedimenti di urgenza per lo stanziamento delle risorse necessarie alla copertura degli oneri derivanti dall’esecuzione della vaccinazione quantificati sulla base del trattamento economico riconosciuto dal vigente accordo collettivo nazionale”.
E per quanto riguarda le tariffe che verranno corrisposte ai medici di famiglia, a carico del Servizio sanitario, per ciascuna vaccinazione effettuata “saranno definite a livello regionale”, ha rimarcato Scotti: i medici sono quindi “pronti e la maggioranza è stata vaccinata, come previsto nella fase uno. Al momento, circa l’85% ha ricevuto anche la seconda dose”.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 21st, 2021 Riccardo Fucile
“ENTRO FINE MARZO SPARIRA’ LA VERSIONE STANDARD”
Un algoritmo chiamato “Scova-varianti”, elaborato dal Cnr, dà un quadro preoccupante dell’aumento dei casi di Covid: nelle regioni dove i contagi sono in forte crescita, tra il 40 e il 50% delle nuove infenzioni sarebbe da attribuire alle varianti. “Nelle Regioni dove si è registrato un rapido aumento dei casi come Abruzzo, Marche, Toscana e Umbria, oltre che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, le varianti di Sars-Cov-2 sarebbero, secondo le simulazioni sull’andamento dei ricoverati, già tra il 40 e il 50% del totale dei positivi. Questo trend è in aumento”. A dirlo è il fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia del Cnr.
Spinella riferisce i dati di una simulazione basata su un algoritmo che definisce “Scova-varianti” di Sars-Cov-2, sviluppato dal suo team del Consiglio nazionale delle ricerche e che aggiorna il sistema di calcolo da loro stessi realizzato per monitorare l’evoluzione della malattia.
Spinella sottolinea che “in Abruzzo, nell’arco di un mese da oggi, se non dovessero esserci misure contenitive, i casi della variante potrebbero raggiungere la quota del 90%” e che “senza altre misure di contenimento dei contagi di Sars-Cov-2, nelle Regioni che si trovano già ad avere il virus variato almeno al 50%, la variante a maggiore contagiosità sostituirà pressochè totalmente la versione ‘standard’ nell’arco di un mese e mezzo a partire da oggi. Dunque, a fine marzo”.
Dal calcolo differenziale, secondo il fisico, emerge che “le varianti sono comparse su una frazione molto piccola di positivi già nei primi giorni di dicembre del 2020”. In riferimento sempre alla presenza delle varianti che si notano dalle curve realizzate grazie all’algoritmo, Spinella sottolinea: “l’Emilia-Romagna e la Lombardia iniziano a esibire un trend di aumento dei casi ospedalizzati riconducibile alla presenza delle varianti a maggiore trasmissibilità “.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 21st, 2021 Riccardo Fucile
NEW YORK TIMES: “PIU’ AMERICANI DECEDUTI PER COVID CHE SUI CAMPI DI BATTAGLIA DI PRIMA E SECONDA GUERRA MONDIALE E DEL CONFLITTO IN VIETNAM”
La pandemia ha provocato oltre 2,45 milioni di vittime e 111 milioni di contagi in tutto il mondo. Gli Stati
Uniti sono il Paese più colpito (497.568 morti), davanti al Brasile (245.977) e al Messico (178.965).
“Negli Usa più morti che in tre guerre”
Quasi un anno dopo il primo decesso accertato per Covid-19 negli Usa (era il 29 febbraio e la vittima era stata registrata nello stato di Washington), il New York Times dedica la sua prima pagina al triste bilancio della pandemia nel Paese: “Gli Usa verso mezzo milioni di morti per Covid in un anno, più che in tre guerre”.
L’articolo è accompagnato da un grafico che fotografa la rapida e letale progressione della pandemia. “Una nazione paralizzata dalla tristezza e dalla perdita affronta un numero che ha ancora il potere di scioccare: 500mila”, si legge nel pezzo in prima pagina, “nessun altro Paese ha registrato così tanti morti nella pandemia. Sono morti più americani per il Covid-19 che sul campo di battaglia nella Prima e Seconda guerra mondiale e in quella del Vietnam tutte e tre insieme”. Secondo l’ultimo bilancio diffuso dalla Johns Hopkins University le vittime negli Stati Uniti sono 497.568.
Fauci, “Possibili mascherine anche nel 2022″
E’ ”possibile” che gli americani indossino ancora le mascherine per proteggersi dal coronavirus nel 2022, ma verranno comunque allentate le restrizioni man mano che verranno somministrati i vaccini. Lo ha dichiarato il virologo Antony Fauci alla Cnn, affermando che gli americani utilizzeranno ancora questo strumento di protezione per ”diversi” mesi e che ci stiamo ”gradualmente avvicinando alla normalità ”. Adesso ”la diffusione del contagio è ancora eccessivamente alta” per fare una previsione diversa.
Brasile, superata la soglia dei 10 milioni di contagi
Il Brasile ha superato la soglia dei 10 milioni di casi accertati di Covid-19. Oggi ha registrato 57.472 nuovi positivi al coronavirus per un totale dall’inizio della pandemia di 10.139.148 contagiati. I morti sono 1.212 e il totale delle vittime in Brasile è di 245.977.
Argentina, vaccini ai vip: giura la nuova ministra della Salute
Il presidente argentino Alberto Fernandez ha ufficialmente insediato oggi nel suo incarico la nuova ministra della Salute, Carla Vizzotti, dopo le dimissioni di Ginès Gonzalez Garcàa al centro di uno scandalo riguardante vaccinazioni VIP segrete contro Covid-19 negli uffici ministeriali. Vizzotti, 48 anni, era la ‘numero due’ del ministero, e presentava quotidianamente il rapporto delle autorità sanitarie argentine sull’andamento della pandemia. Laureata in Medicina, la neo-ministra è specialista di malattie immunitarie ed infettive. Il suo giuramento è avvenuto nella residenza presidenziale di Olivos in presenza del capo dello Stato, del coordinatore del governo, Santiago Cafiero e del presidente della Camera dei deputati, Sergio Massa.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 21st, 2021 Riccardo Fucile
“I NOSTRI SACRIFICI RESI VANI DA COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI”
È da poco passata la mezzanotte, quando in Italia viene confermato il primo caso di Covid-19. Mattia Maestri, 38 anni, diventa così il paziente uno.
Nel giro di poche ore, Codogno, un piccolo paesino della provincia lodigiana, attira su di sè l’attenzione mediatica, l’interesse dei curiosi e la preoccupazione degli operatori sanitari e del governo.
Quello che sembra un focolaio locale è solo la punta dell’iceberg di un’epidemia che — si scoprirà poi — circola ormai da mesi su tutto il territorio. Sono due dottoresse — Annalisa Malara e Laura Ricevuti — a intuire per prime che Mattia può essere affetto dal virus Sars-CoV-2. Così, rompendo ogni protocollo procedono a effettuare il tampone. Il risultato: positivo.
L’Italia si scopre così vulnerabile e un virus che fino a qualche settimane prima sembrava relegato alla Cina entra nelle nostre vite. L’ospedale di Codogno diventa così il primo a sperimentare i procedimenti per i tamponi, a imporre l’uso della mascherina, e a far indossare agli operatori sanitari quelle tute bianche che con i mesi diventeranno familiari. Fuori dall’ospedale però tutto si ferma, e un intero paese viene messo per la prima volta in quarantena. La parola lockdown inizia a entrare nelle nostre case e pochi giorni dopo, l’11 marzo, la chiusura di negozi, scuole, e attività non essenziali riguarderà tutta l’Italia
«Quel 21 febbraio siamo stati catapultati in una realtà diversa»
«Quel 21 febbraio siamo stati catapultati in una realtà diversa». Ada De Maggio lavora come infermiera all’ospedale di Codogno e il suo reparto, quello di chirurgia, è il primo, in quelle settimane, a essere convertito in reparto Covid. «Non esistevano più reparti, non c’erano più ruoli, ci siamo fin da subito adattati a quella situazione», racconta De Maggio a Open.
Un anno dopo, le emozioni e le paure sono le stesse di quei giorni: «Ci pensiamo ancora oggi, ogni giorno. Inizialmente non riuscivamo a crederci che stesse succedendo a noi, a Codogno», dice De Maggio. E infatti in pochi giorni la provincia Lodigiana diventa il centro del mondo, tutte le reti televisive internazionali si fermano a Codogno: «È stato molto traumatico».
Ma fin da subito quella che gli operatori sanitari hanno davanti è una corsa contro il tempo: «Abbiamo dimesso i pazienti che potevano essere dimessi e nel giro di pochi giorni l’ospedale è stato interamente riconvertito». Gli interventi non urgenti vengono sospesi, e i lunghi processi di sanificazione prima e dopo, diventano la norma. Per la prima volta gli operatori sanitari sperimentano il distanziamento imposto dal Coronavirus e la solitudine: «Abbiamo creato aree all’interno dell’ospedale in cui mettere colleghe positive perchè non potevano tornare a casa. E per un po’ non ho visto mia figlia e anche a casa cercavo di starle lontana». Quelle prime settimane il caos dominava, dice De Maggio: «Era tutto sottosopra».
«Gli infermieri si riammalano, i reparti tornano a riempirsi. Siamo molto stanchi di lavorare in questa situazione»
Passano tre mesi e a maggio l’Italia inizia con piccoli passi a uscire dal lockdown totale: «In estate sembra che la situazione si fosse stabilizzata ma a ottobre e novembre abbiamo dovuto riaprire un reparto Covid». Per De Maggio quello che stanno vivendo è un loop infinito: «Gli infermieri si riammalano, i reparti tornano a riempirsi. Siamo molto stanchi di lavorare in questa situazione». Un anno dopo, mentre le linee guida ospedaliere anti contagio fanno parte della quotidianità , lo sconforto per De Maggio arriva dai dati: «Sono numeri che non possono aiutarci a tornare alla normalità ».
Una normalità verso cui — da infermiera — De Maggio nutre poche speranze: «Gli ospedali stanno ancora lavorando in condizioni critiche. Dispiace vedere che il comportamento delle persone fuori non è coerente con quello che succede dentro agli ospedali. Le persone non stanno attente e tutto allora diventa un controsenso. Continueremo a portarci avanti questa situazione per molto finchè faremo un passo avanti e uno indietro».
(da Open)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL RACCONTO DEL BROKER FARMACEUTICO BRESCIANO JURI GASPAROTTI: “NESSUNA TRUFFA, UNA CASA FARMACEUTICA PUO’ OPZIONARE UN CERTO QUANTITATIVO DA ASTRAZENECA, IO COME BROKER CERCO DI PIAZZARLE E SI PAGA SOLO ALLA CONSEGNA AVVENUTA”
“Sì, sono io che ho offerto le dosi AstraZeneca all’Emilia Romagna. Non sono un truffatore, i vaccini li
posso far arrivare. Ora vi spiego come”.
Esordisce così nell’intervista a Repubblica Juri Gasparotti, broker farmaceutico bresciano, la cui società , la J.& G., è a Novigrad, regolarmente registrata in Croazia.
Racconta Gasparotti: “Ho inviato una mail ai dirigenti della sanità il 5 febbraio. Era una proposta di vendita: un milione di dosi di AstraZeneca al prezzo di 3,50 dollari a unità ”: E spiega: “Sono un broker, un promotore, e lavoro con una grossa casa farmaceutica estera che ha opzionato da AstraZeneca un certo quantitativo di dosi di vaccino” di cui “non posso fare il nome. Posso dire però che è una delle più grosse e non è in Europa”.
Il sistema delle opzioni, per Gasparotti funziona così: “Nel mercato dei farmaci, le aziende possono opzionare l’acquisto di stock di medicinali da chi li produce. Vale anche per i vaccini anti Covid. È tutto legittimo. La casa farmaceutica X che ha opzionato le dosi AstraZeneca sta cercando di piazzarle attraverso broker come me” ma “nessuno si tiene le fiale in magazzino”, afferma.
“Rimangono al produttore fino a quando il broker non stipula un contratto di vendita. Solo in quel momento si esercita l’opzione e le fiale escono dal sito di produzione di AstraZeneca per essere consegnate all’acquirente”.
Chi garantisce che non vi sia un tentativo di truffa ai danni della Regione, chiede il giornale.
Risposta di Gasparotti: “Perchè nella mia proposta di vendita ci sono due condizioni fondamentali: che la genuinità del prodotto sia certificata da una società tipo Sgs, che fa trasporto, ispezioni e controlli. E che il pagamento sia effettuato solo a consegna avvenuta. Non c’è un mercato parallelo, c’è ‘il’ mercato” dove tutto avviene “in modo tracciato e con i numeri di lotto indicati”, assicura il broker.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
I SOLITI PROVVEDIMENTI SOFT CHE NON SERVONO A NULLA
Una delle ipotesi allo studio del governo per limitare la circolazione delle varianti del virus è quella di istituire la zona arancione in tutta Italia come fatto durante le vacanze di Natale: si tratterebbe di un lockdown più leggero di quello proposta da Walter Ricciardi ma che potrebbe far mantenere stabile la curva dei contagi.
L’idea è giunta dopo la constatazione che la mutazione inglese stia correndo ad una velocità superiore del 39 per cento rispetto alla versione originale dell’infezione e che sia presente nel 17,8 per cento dei casi riscontrati. Percentuale che potrebbe raddoppiarsi dato che secondo gli esperti tra un mese il ceppo britannico sarà quello prevalente.
Il nuovo governo di Mario Draghi, che entro il 5 marzo dovrà varare il prossimo Dpcm, avrebbe dunque davanti a sè due strade.
Una è quella di rivisitare i parametri che fanno scattare una zona piuttosto che un’altra abbassando gli indici per cui una regione entra in fascia arancione e rossa di 0,1-0,2. L’altra è quella di far diventare tutta l’Italia arancione con misure ancora più incisive da fascia rossa nei fine settimana. Non si tratta del lockdown generale invocato da diversi virologi ma una formula più leggera potrebbe avere una durata al massimo di tre settimane.
L’attuale sistema dei colori viene infatti messo in discussione non solo dal cambiamento di scenario determinato dalle varianti ma anche da alcuni amministratori locali. L’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini ha per esempio affermato che “così non funziona, perchè passiamo continuamente da giallo ad arancione e viceversa, senza risolvere il problema. Di fatto il virus si sposta, semplicemente, da un’area all’altra del Paese“.
Una tesi rilanciata anche dal governatore Bonaccini che, d’accordo con i colleghi Giani (Toscana), Fontana (Lombardia) e De Luca (Campania) ha chiesto ai ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini di valutare restrizioni omogenee per respingere i contagi.
La data chiave sarà quella del 25 febbraio, quando scade il divieto di spostamento tra le Regioni e il governo dovrà decidere se prorogarlo con un nuovo provvedimento oppure consentire la libera circolazione in tutto il Paese. Quel giorno si capirà di più sulla strategia che Mario Draghi viole attuare per contrastare la pandemia.
(da TPI)
argomento: emergenza | Commenta »