Settembre 18th, 2010 Riccardo Fucile
Settembre 18th, 2010 admin IL NOSTRO PAESE E’ ORMAI ASSENTE NELLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI: PERSE LE BATTAGLIE PER LA PRESIDENZA E IL MINISTERO DEGLI ESTERI UE, PER LA PRESIDENZA DELL’EUROGRUPPO, PER LE SEDI ESTERE UE: ORA ANCHE DRAGHI RISCHIA ALLA BCE… L’IMMAGINE DEL PAESE E’ DETERIORATA E PRESENTIAMO SEMPRE I SOLITI NOTI
L’Italia conta sempre meno in sede internazionale: questa purtroppo è ormai una constatazione su cui meditare.
In poco tempo abbiamo inanellato una serie di sconfitte cocenti.
Massimo D’Alema sembrava lanciato verso il ministero degli Esteri europeo quando fu bruciato dall’inglese Catherine Ashton.
Mario Mauro era il candidato favorito come presidente del Parlamento europeo, ma è stato battuto dall’outsider polacco Jerzy Buzek.
Berlusconi voleva Tremonti alla presidenza dell’Eurogruppo che invece è rimasta a Juncker.
E pochi giorni fa l’ultima sconfitta: dalla riorganizzazione degli ambasciatori Ue abbiamo ottenuto solo due sedi minori (Albania e Uganda) su 29, contro le 5 ottenute dalla Spagna e i pezzi pregiati Cina e Giappone) sono finiti a Germania ed Austria.
Secondo molti osservatori la nostra diplomazia è arrivata al punto più basso degli ultimi 65 anni. Senza contare che quando ha uomini di livello internazionale da proporre, come Mario Draghi per la Bce o il Fondo monetario internazionale, provvede a silurarli il fuoco amico.
Se ricordiamo gli anni a cavallo del 2000 non si può dimenticare che eravamo riusciti a piazzare Prodi al vertice Ue, Monti e la Bonino su poltrone pesanti a Bruxelles, Ruggiero come numero uno del Wto, l’organizzazione del commercio internazionale, Arlacchi all’Onu come responsabile della guerra alla droga.
Siamo rimasti con Tajani all’industria e basta, il nostro peso specifico è diminuito enormemente.
Dove vanno ricercati i motivi di questa crisi?
Per molti dipende innanzi tutto dal fatto che da venti anni presentiamo sempre gli stessi candidati per gli incarichi di rilievo.
In secondo luogo la nostra immagine all’estero è deteriorata e finiamo marginalizzati nei posti chiave.
La prossima battaglia sarà nel 2011: quella per la nomina del numero uno della Banca Centrale europea., dove candidiamo Draghi a parole, salvo poi mettergli i bastoni tra le ruote, favorendo così la candidatura di Axel Weber, a causa della scarsa simpatia che corre tra Draghi e Tremonti.
Anche questa volta faremo il gioco dell’asse franco-tedesco, accontentandoci delle briciole?
Intenti a flirtare con Putin e Gheddafi, l’Italia sembra essersi dimenticata del suo ruolo europeo.
E se ne pagano le conseguenze.
argomento: Berlusconi, denuncia, economia, emergenza, Esteri, Europa, governo, PdL, Politica | Commenta »
Settembre 18th, 2010 Riccardo Fucile
IL NOSTRO PAESE E’ ORMAI ASSENTE NELLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI: PERSE LE BATTAGLIE PER LA PRESIDENZA E IL MINISTERO DEGLI ESTERI UE, PER LA PRESIDENZA DELL’EUROGRUPPO, PER LE SEDI ESTERE UE: ORA ANCHE DRAGHI RISCHIA ALLA BCE… L’IMMAGINE DEL PAESE E’ DETERIORATA E PRESENTIAMO SEMPRE I SOLITI NOTI
L’Italia conta sempre meno in sede internazionale: questa purtroppo è ormai una constatazione su cui meditare.
In poco tempo abbiamo inanellato una serie di sconfitte cocenti.
Massimo D’Alema sembrava lanciato verso il ministero degli Esteri europeo quando fu bruciato dall’inglese Catherine Ashton.
Mario Mauro era il candidato favorito come presidente del Parlamento europeo, ma è stato battuto dall’outsider polacco Jerzy Buzek.
Berlusconi voleva Tremonti alla presidenza dell’Eurogruppo che invece è rimasta a Juncker.
E pochi giorni fa l’ultima sconfitta: dalla riorganizzazione degli ambasciatori Ue abbiamo ottenuto solo due sedi minori (Albania e Uganda) su 29, contro le 5 ottenute dalla Spagna e i pezzi pregiati Cina e Giappone) sono finiti a Germania ed Austria.
Secondo molti osservatori la nostra diplomazia è arrivata al punto più basso degli ultimi 65 anni. Senza contare che quando ha uomini di livello internazionale da proporre, come Mario Draghi per la Bce o il Fondo monetario internazionale, provvede a silurarli il fuoco amico.
Se ricordiamo gli anni a cavallo del 2000 non si può dimenticare che eravamo riusciti a piazzare Prodi al vertice Ue, Monti e la Bonino su poltrone pesanti a Bruxelles, Ruggiero come numero uno del Wto, l’organizzazione del commercio internazionale, Arlacchi all’Onu come responsabile della guerra alla droga.
Siamo rimasti con Tajani all’industria e basta, il nostro peso specifico è diminuito enormemente.
Dove vanno ricercati i motivi di questa crisi?
Per molti dipende innanzi tutto dal fatto che da venti anni presentiamo sempre gli stessi candidati per gli incarichi di rilievo.
In secondo luogo la nostra immagine all’estero è deteriorata e finiamo marginalizzati nei posti chiave.
La prossima battaglia sarà nel 2011: quella per la nomina del numero uno della Banca Centrale europea., dove candidiamo Draghi a parole, salvo poi mettergli i bastoni tra le ruote, favorendo così la candidatura di Axel Weber, a causa della scarsa simpatia che corre tra Draghi e Tremonti.
Anche questa volta faremo il gioco dell’asse franco-tedesco, accontentandoci delle briciole?
Intenti a flirtare con Putin e Gheddafi, l’Italia sembra essersi dimenticata del suo ruolo europeo.
E se ne pagano le conseguenze.
argomento: Berlusconi, Bossi, emergenza, Europa, governo, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »
Settembre 15th, 2010 Riccardo Fucile
SOPRANNOMINATO AL’ESTERO V.P. (VUOTO PNEUMATICO), SI DISTINGUE IN ITALIA PER DIFENDERE GLI INTERESSI DI GHEDDAFI, GIUSTIFICANDO PERSINO CHE I NOSTRI CONNAZIONALI VENGANO MITRAGLIATI…. E’ RIUSCITO A SOSTENERE DUE BUGIE: CHE I LIBICI AVEVAVO SPARATO IN ARIA E CHE GLI ITALIANI PESCAVANO… I GLORIOSI PRECEDENTI
Chissà che nei colloqui riservati tra Silvio e Gheddafi nella tenda beduina, i due leader non
abbiano trattato anche la compravendita di ascari, cammelli e ministri degli esteri in esubero.
In tal caso l’operazione sarebbe fattibile: la cessione senza diritto di riscatto di Franco Frattini alla Libia a titolo gratuito.
In fondo è quello che già fa.
Definito in ambito internazionale V.P. (Vuoto Pneumatico) , il buon Frattini non ci ha stupito più di tanto quando, nei giorni scorsi , in seguito all’attacco libico al nostro peschereccio, dimenticando che la sua cessione alla Libia non era stata ancora perfezionata, ha difeso le presunte ragioni del governo di Tripoli. Arrivando a sostenere persino il falso, ovvero che dalla motovedetta libica erano partiti solo colpi sparati in alto e che il peschereccio italiano “pescava illegalmente”, quando è invece risaputo che non pescava affatto e che si trovava in ogni caso in acque internazionali.
Che Frattini sia predisposto a figure miserrime lo ha dimostrato persino il suo nuovo datore di lavoro: quando il 29 agosto Gheddafi è sceso dall’aereo a Roma e Frattini gli era andato incontro per porgergli il benvenuto, dopo pochi secondi il leader libico gli aveva già girato la schiena per andaresene per i fatti suoi.
Il meglio di sè Frattini lo ha dato quando Gheddafi ha avanzato la richiesta, non pago dei 5 miliardi che gli ha regalato l’Italia, che anche l’Europa metta mano al portafoglio: 5 miliardi l’anno per controllare l’emigrazione clandestina.
Mentre piovevano critiche verso questo assurdo ricatto da tutto il mondo civile, ecco l’ineffabile Frattini ergersi a difesa del diritto di Gheddafi a non fare il gendarme gratuitamnete.
E come dimenticare certe sue esibizioni nel recente passato?
Quando vi fu la persecuzione contro “Emergency” in Afghanistan, Frattini si affrettò a prendere le distanze dalla struttura sanitaria, dichiarando che “non è riconducibile alle attività italiane finanziate dalla Cooperazione”, in pratica segnando una possibile fine della presenza di Emergency a Lashkar.
Quando Bertolaso, dopo una visita ad Haiti, si permise di criticare l’efficacia dei metodi di soccorso americani, Frattini scattò come una molla a difesa della politica americana di intervento.
Anche se gettavano i soccorsi a casaccio dagli aerei generando solo risse, per Frattini era la cosa giusta.
Ora si è pure esibito contro degli italiani innocenti, invece che contestare alla Libia il fatto di avere unilatarmente portato a 50 miglia il limite delle acque internazionali, ivece delle 12 miglia vigenti in tutto il mondo (e il peschereccio che non pescava stava oltre le 30 miglia).
Non ci resta che augurarci che Frattini compia il suo destino a breve e salpi per Tripoli (possibilmente non a bordo di una nostra motovedetta), certi che Gheddafi saprà apprezzare le doti del suo umile servitore.
In fondo farebbe un affare anche Silvio: si libererebbe di un anti-italiano e vi sarebbe un posto da ministro libero per qualche ascaro da comprare.
argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, emergenza, Esteri, Europa, governo, Libia, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »
Settembre 12th, 2010 Riccardo Fucile
SONDAGGIO IPR: BOCCIATO IL PORCELLUM, IL 42% DEGLI ITALIANI SCEGLIE IL SISTEMA TEDESCO, IL 22% QUELLO FRANCESE, IL 18% IL MATTARELLUM, SOLO IL 12% QUELLO ORA IN VIGORE… APPENA IL 20% PER LE LISTE BLOCCATE, GLI ITALIANI VOGLIONO SCEGLIERE I PARLAMENTARI
Porcellum? No, grazie.
La legge Calderoli è all’ultimo posto tra le preferenze elettorali degli italiani. Non solo. La maggioranza vuole dire addio al sistema delle liste bloccate.
E’ quanto emerge dal sondaggio Ipr Marketing : una serie di interviste che certificano l’allergia alle norme elettorali in vigore.
Il modello preferito? Quello tedesco, il proporzionale con sbarramento, con il 41% dei consensi.
Sulle preferenze, poi, lo scontento è bipartisan: tra gli elettori di Pdl e Lega solo il 19% accetta le liste bloccate.
Ipr ha chiesto a un campione statistico di indicare il sistema elettorale preferito.
Quattro le opzioni: un sistema proporzionale con sbarramento sul modello tedesco; un sistema maggioritario uninominale a doppio turno sul modello francese; il Mattarellum ovvero la legge in vigore in Italia fino al 2005; e infine la Legge Calderoli.
L’esito è chiaro, e dice che il maggioritario non è poi così nel cuore degli italiani.
In testa alle preferenze, infatti, c’è il modello tedesco (41%), seguito da quello francese (22%), dal Mattarellum (18%).
Solo il 12% degli italiani dichiara di gradire l’attuale legge elettorale.
I dati che riguardano il gradimento del Porcellum parlano da soli.
E se nel centrosinistra il gradimento è prossimo alla zero (1%), il dato che sorprende è quello che riguarda il centrodestra: tra gli elettori di Pdl e Lega solo il 31% dice di voler confermare l’attuale legge.
Più equilibrata la ripartizione del 41% in favore del modello tedesco.
Lo sceglierebbe il 51% degli elettori Pd-Idv e il 27% dei cittadini che votano Pdl-Lega.
Anche tra gli elettori degli altri partiti la quota è molto alta, il 46%.
Il sistema tedesco è un modello proporzionale puro – a tanti voti corrispondono tanti seggi – con sbarramento al 5%.
Analogo equilibrio sul modello francese.
Nel centrosinistra il tasso di gradimento è del 21%, mentre nel centrodestra è del 19%. Tra gli altri partiti il 32%.
In questo sistema, per essere eletti c’è bisogno della maggioranza assoluta dei voti espressi in un collegio.
Il secondo turno scatta se nessuno dei candidati supera la metà più uno dei voti validi.
Per l’opzione Mattarellum, infine, si esprimono il 25% degli elettori di Pd-Idv e il 20% degli intervistati di centrodestra. Continua »
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Settembre 11th, 2010 Riccardo Fucile
FINI LO GELA: “ALL’ESTERO NON SI PARLA DI QUESTIONE NAZIONALI, SE NON IN TERMINI POSITIVI, NE VA DELL’IMMAGINE DEL NOSTRO PAESE”… IL COLLEZIONISTA DI BRUTTE FIGURE NON RIESCE A MANTENERE UN IVELLO INTERNAZIONALE ADEGUATO
Silvio Berlusconi arriva al World Political Forum in Russia e si porta dietro i contrasti che agitano il suo governo e le sue ormai personali e patologiche ossessioni.
Dallo scontro con Fini alla Lega che chiede a gran voce il voto anticipato.
Il premier, forse anche consigliato dai sondaggi che danno in vistoso calo il Pdl, frena: “Il governo andrà avanti per tre anni, i problemi sono solo piccole questioni, la governabilità non è intaccata”.
Ma è contro Fini che il Cavaliere alza i toni.
Senza citarlo lo definisce “un professionista della politica”, che vuole “fare la sua aziendina” (parla lui che ha fatto diventare aziendalista un governo).
Nulla di serio, assicura il premier, che liquida le mosse del presidente della Camera come “cose che non toccano la governabilità “.
Il governo, giura, “andrà avanti per i tre anni di legislatura”.
Secca la replica di Fini: “Quando si è all’estero non si parla di questioni nazionali, se non in termini positivi”.
Anche a Mosca il premier è poi tornato ad attaccare la magistratura “che in Italia ha un potere senza limiti” e che mette a rischio “la governabilità “.
“La magistratura – scandisce Berlusconi- ha ritenuto di poter ancora svolgere una sua opera, mettendo sotto accusa, con accuse assolutamente inventate, i protagonisti della vita politica e quindi mettendo a rischio la governabilità del Paese”.
Questa, insiste “è una situazione di oppressione della vita del cittadino ed è qualche cosa che in una democrazia non può essere accettato e non deve avvenire”.
Il premier cita quello che, a suo giudizio, sarebbe un esempio dello strapotere delle toghe. “Nel 1993 ‘Mani Pulite’ portò alla dissoluzione di tutti i partiti democratici e la magistratura politicizzata e di sinistra aprì la strada al potere del partito comunista”.
Cosa possa interessare ai russi questa questione non ci è dato sapere.
“Affermazioni che non meritano una risposta – dice Italo Bocchino – è buona abitudine non parlare di questioni interne nel momento in cui il Paese è impegnato in vertici internazionali”.
E speriamo che per oggi sia tutto.
argomento: Berlusconi, Esteri, Europa, Fini | 1 Commento »
Settembre 10th, 2010 Riccardo Fucile
FINI LO GELA: “ALL’ESTERO NON SI PARLA DI QUESTIONE NAZIONALI, SE NON IN TERMINI POSITIVI, NE VA DELL’IMMAGINE DEL NOSTRO PAESE”… IL COLLEZIONISTA DI BRUTTE FIGURE NON RIESCE A MANTENERE UN IVELLO INTERNAZIONALE ADEGUATO
Silvio Berlusconi arriva al World Political Forum in Russia e si porta dietro i contrasti che agitano il suo governo e le sue ormai personali e patologiche ossessioni.
Dallo scontro con Fini alla Lega che chiede a gran voce il voto anticipato.
Il premier, forse anche consigliato dai sondaggi che danno in vistoso calo il Pdl, frena: “Il governo andrà avanti per tre anni, i problemi sono solo piccole questioni, la governabilità non è intaccata”.
Ma è contro Fini che il Cavaliere alza i toni.
Senza citarlo lo definisce “un professionista della politica”, che vuole “fare la sua aziendina” (parla lui che ha fatto diventare aziendalista un governo).
Nulla di serio, assicura il premier, che liquida le mosse del presidente della Camera come “cose che non toccano la governabilità “.
Il governo, giura, “andrà avanti per i tre anni di legislatura”.
Secca la replica di Fini: “Quando si è all’estero non si parla di questioni nazionali, se non in termini positivi”.
Anche a Mosca il premier è poi tornato ad attaccare la magistratura “che in Italia ha un potere senza limiti” e che mette a rischio “la governabilità “.
“La magistratura – scandisce Berlusconi- ha ritenuto di poter ancora svolgere una sua opera, mettendo sotto accusa, con accuse assolutamente inventate, i protagonisti della vita politica e quindi mettendo a rischio la governabilità del Paese”.
Questa, insiste “è una situazione di oppressione della vita del cittadino ed è qualche cosa che in una democrazia non può essere accettato e non deve avvenire”.
Il premier cita quello che, a suo giudizio, sarebbe un esempio dello strapotere delle toghe. “Nel 1993 ‘Mani Pulite’ portò alla dissoluzione di tutti i partiti democratici e la magistratura politicizzata e di sinistra aprì la strada al potere del partito comunista”.
Cosa possa interessare ai russi questa questione non ci è dato sapere.
“Affermazioni che non meritano una risposta – dice Italo Bocchino – è buona abitudine non parlare di questioni interne nel momento in cui il Paese è impegnato in vertici internazionali”.
E speriamo che per oggi sia tutto.
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Settembre 9th, 2010 Riccardo Fucile
I SERVI DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA, INVECE DI PROMUOVERE NUOVI METODI DI RICERCA, VOTANO AL PARLAMENTO EUROPEO UNA NUOVA DIRETTIVA CHE ALLARGA LE MAGLIE DELLA SOFFERENZA ANIMALE… ESPERIMENTI INUTILI E RIPETITIVI INVECE CHE QUELLI IN VITRO E CON SIMULATORI DEL METABOLISMO UMANO.. HANNO VOTATO CONTRO SOLO MUSCARDINI (FINI), RIVELLINI (PDL), MOTTA (UDC) MASTELLA (UDEUR)….ECCO I NOMI DI CHI HA VOTATO A FAVORE
La lobbie farmaceutica ha colpito ancora: dopo due anni di dibattito, della nuova normativa europea
che avrebbe dovuto rafforzare i metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione sugli animali resta ben poco: solo dichiarazioni ipocrite di principio, un apparente e virtuale rafforzamento dei controlli e mille scappatoie.
Da un lato si afferma la volontà di applicare solo procedure che provochino “il minimo del dolore” e sofferenza, dall’altra si lascia la porta aperta all’uso di animali in via estinzione, alla cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di deroghe per “prolungati livelli di dolore”, all’uso di cani e gatti randagi, all’utilizzo dello stesso animale per più esprimenti.
Se avete un cane o un gatto e perde il collarino identificativo, se si smarrisce rischia di finire in qualche laboratorio, in base all’art. 11 della nuova legge. Con la nuova direttiva si potrà fare ricorso alla soppressione delle cavie per inalazione di anidride carbonica, una procedura che provoca altissimi livelli di sofferenza.
Si potranno altresì effettuare esperimenti dolorosi senza anestesia ed è stato eliminato il divieto si arrivare al livello più alto di sofferenza.
Siamo arrivati all’assurdo che con la vecchia direttiva nessun Stato poteva fare di meno, ma tutti potevano fare qualcosa di più a tutela degli animali, oggi è il contrario.
Dopo il trattato di Lisbona che indicava tra gli obiettivi di un’Europa moderna il rispetto degli animali, la direzione avrebbe dovuto essere quella della promozione di nuovi metodi di ricerca.
Si è invece andati nella direzione opposta: non bastano 12 milioni di animali sacrificati ogni anno alla presunta ricerca scientifica, ora aumenteranno le esecuzioni per foraggiare la lobbie delle aziende farmaceutiche e gli studi ben finanziati di qualche ricercatore.
A questa direttiva si sono opposti solo una quarantina di parlamentari europei, tra gli italiani la finiana Cristiana Muscardini, Rivellini del Pdl, Motta dell’Udc e Mastella dell’Udeur.
La Muscardini ha lottato a lungo e ancora adesso chiede che venga rivista la norma per “smettere di esercitare esperimenti inutili e ripetitivi, quando è risaputo che con esprimenti in vitro o con simulatori del metabolismo umano si possono raggiungere obiettivi più certi”.
Contrari anche i Verdi europei e l’Idv che hanno parlato di legge insensata e Rita Borsellino del Pd.
Voci contrarie in Italia anche da parte di Michela Brambilla e Umberto Veronesi.
Ecco l’elenco di chi ha votato a favore, così ve li ricordate Continua »
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