Settembre 25th, 2012 Riccardo Fucile
IL SEGRETARIO GIOVANILE MARINIELLO CHIEDE CHE ANCHE FINI SI SOTTOPONGA ALLA CONSULTAZIONE DIRETTA: MAI VISTO UN DIPENDENTE CONCORRERE CON IL SUO DATORE DI LAVORO… SE NON SI FACESSERO, PUO’ SEMPRE PARTECIPARE A QUELLE DEL PD E VOTARE RENZI, IL NULLA FATTO PERSONA, CON CUI HA SICURAMENTE MAGGIORE ASSONANZA
Il dibattito sulle primarie agita anche il (defunto) Terzo polo. 
Mentre Fini e Casini preparano un listone comune con cui presentarsi alle prossime elezioni, i sopravvissuti di Generazione futuro, l’organizzazione giovanile di Fli, chiedono con insistenza ai vecchi leader di sottoporsi alla consultazione diretta con la base per scegliere il candidato premier.
“Per dare il buon esempio cominceremo noi, con delle primarie aperte, all’americana, per eleggere il nuovo coordinatore giovanile”, spiega Gianmario Mariniello, fedelissimo di Italo Bocchino, a capo del movimento under 30 dal 2010.
“Io a febbraio compirò 31 anni e non chiederò nessuna proroga (ma se insistono, magari si sacrifica e rimane…n.d.r.). Non ho mai sopportato chi fa il leader dei giovani fino a 36-37 anni, magari aggrappandosi a questa carica per avere un posto al sole nelle elezioni politiche” (in effetti basta anche solo avere un posto da dipendente a 3.000 euro al mese… n.d.r.)
Però le politiche ci saranno tra pochi mesi e nè Fini nè tantomeno Casini sembrano intenzionati a rimettersi in discussione.
Ecco perchè i giovani dirigenti del partito provano “disinteressatamente” a smuovere le acque.
Come a dire: nessuno è il capo per diritto divino.
“Noi intanto saremo l’unica organizzazione giovanile d’Italia a scegliere i propri quadri con questo strumento”, dice Mariniello.
Non dice la location, ma il pianerottolo di casa sua potrebbe essere sufficiente.
Ma al di là delle rivendicazioni di parte, l’obiettivo dichiarato è che la consultazione aperta tra i giovani apra il solco per quelle dei “senior”, “e che magari sia guardata con interesse anche dal Pdl, perchè il metodo migliore per fare nascere una classe dirigente rinnovata è una competizione aperta. Poi certo, se vincono i Fiorito, allora vuol dire che gli italiani se lo meritano”.
Infatti lui non ha mai mosso un dito quando sono stati nominati personaggi discutibili alle segreterie regionali di Fli, purchè compagni di merenda di Bocchino.
Poi Mariniello si sforza e cerca di parlare anche di politica: “Renzi è diventato Renzi non solo perchè è un amministratore in gamba, ma anche perchè ha un contesto in cui mettersi in gioco e misurare le proprie ambizioni”.
Da queste parti il sindaco di Firenze riscuote parecchio successo. “A me Renzi piace molto, anche se per ovvi motivi non lo voterò. Mia madre invece lo sosterrà alle primarie, e non viene certo dalla tradizione comunista”.
Una volta i giovani di destra avevano vari ma solidi riferimenti culturali, ora sappiamo che il modello di riferimento è Renzi, il nulla fatto persona.
Per i giovani finiani, lo sfidante di Bersani, udite udite, “rappresenta l’unica novità di una classe politica giunta al capolinea. Piace anche a tanti delusi del centrodestra e di Berlusconi”
“Fini ha fatto tanto, ma sa che c’è bisogno di energie fresche (solo energie, non cervello… n:d.r.), sia nel nostro partito che nel centrodestra del futuro. È ovvio che qualsiasi rifondazione passa da facce nuove”.
Una a caso? Fate voi .
Tutto chiaro?
In attesa della convocazione condominiale, vi consigliamo un bel sospiro “generazionale”.
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Settembre 22nd, 2012 Riccardo Fucile
NEI SONDAGGI RISULTATO “INECCEPIBILE” PER FLI , DATO AL 2% DOPO LA GRANDE OPERAZIONE DA PARACULI DI APPOGGIARE MICCICHE’ … CROCETTA AL 29% INCALZA ORMAI IL 29,5% DI MUSUMECI, MICCICHE’ SCENDE AL 18%, FAVA ALL’ 11,5%, CINQUESTELLE AL 7%
Il sondaggio settimanale di Datamonitor sulle elezioni siciliane del 28 ottobre vede
ormai un testa a testa tra il candidato del Pdl Nello Musumeci e quello di Pd.-Udc Rosario Crocetta che ogni giorno sta recuperando terreno.
Musumeci dal 30% è sceso al 29,5%, Crocetta è salito dal 28% al 29%.
In discesa dal 20% al 18% l’esperto in aeroporti da non dedicare a Falcone e Borsellino Gianfranco Miccichè, appoggiato coerentemente per i suoi principi, i suoi valori e i suoi precedenti dai vertici di Futuro e Libertà .
In salita Claudio Fava di Sel dal 10% all’11,5%, scende il grillino Giancarlo Cancellieri dall’8% al 7%.
Passiamo alle indicazioni di voto ai maggiori partiti: in testa il Pd con il 20%, poi il Pdl al 18%, Mpa — Partito dei siciliani al 12%, l’Udc all’11%, M5S al 7%, Grande Sud al 5,5%, La Destra al 5%, Sel al 4%, Pid al 4%, Idv al 4%, Rivoluzione siciliana al 2%, Fli al 2%, Forconi 1,5%.
Quanto alla lista Nuovo Polo per la Sicilia che appoggerà Miccichè come governatore e che vedeva insieme Mps , Fli e liberali con l’aiuto di candidati dell’Mpa per raggiungere il quorum, non ha fatto in tempo a presentare il simbolo che già si è persa i liberali per strada.
Ieri infatti il Partito liberale è uscito dall’alleanza del “Nuovo Polo per la Sicilia” e ha abbandonato Gianfranco Miccichè.
“La rottura – ha detto il segretario regionale, Grazio Trufolo – è stata determinata dalla violazione degli accordi e dal venir meno del rapporto di fiducia con gli alleati, rivelatisi inaffidabili”.
Dopo avere ottenuto all’unanimità l’approvazione della scelta da parte dei componenti la direzione regionale liberale, ha convocato per domenica a Palermo, la segreteria regionale, per ufficializzare la rottura del patto elettorale.
Trufolo accusa gli ex compagni di viaggio di avere “stilato un programma troppo sicilianista e comunque di facciata, mortificando il partito liberale anche nella sua collocazione grafica, troppo marginale, all’interno del simbolo elettorale del Nuovo Polo”.
I liberali si dicono poi “irritati” dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal candidato alla presidenza della Regione, Gianfranco Miccichè, da cui prendono nettamente le distanze.
“Non possiamo condividere – aggiunge il segretario liberale, Trufolo – l’uscita polemica ed infelice di Miccichè sulla intitolazione dell’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, che lui mette in discussione”.
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Settembre 14th, 2012 Riccardo Fucile
“CURRENTI ANDATO VIA PER RAGIONI NON POLITICHE, DI BETTA RAPPRESENTAVA SOL SE STESSO”… CI SARA’ UNA LISTA CON FUTURISTI, MPS, PLI E PEZZI DELL’MPA IN PRESTITO PER ARRIVARE AL 5%
Problemi con Granata? Macchè, “siamo veramente amici, e da una vita”.
I fuoriusciti dal partito? “Scelte dettate da calcolo, la politica non c’entra niente”.
Lo sbarramento del cinque per cento? “Organizzeremo le liste per superarlo comodamente”. Carmelo Briguglio, leader dei finiani siciliani, sprizza ottimismo da tutti i pori.
E ostenta calma olimpica dopo la maretta che ha agitato Futuro e libertà in questi giorni.
L’accordo di massima sulle liste a sostegno di Gianfranco Miccichè è raggiunto.
“Saranno tre liste, proprio come per Musumeci e Crocetta — spiega Briguglio -. Una del Partito dei siciliani, una di Grande Sud, e una di Fli e Mpa con altri autonomisti e i liberali”.
Insomma, i finiani correranno in tandem con Riccardo Savona e il suo movimento, ma non solo.
La lista ospiterà anche altri Mpa, nelle zone in cui i lombardiani sono ‘in sovrannumero’, come per esempio Catania.
L’obiettivo è cementare una coalizione che un domani, alle politiche dell’anno prossimo, possa entrare compatta, con garante Gianfranco Fini, nel progetto di nuova cosa centrista portato avanti da Pierferdinando Casini.
Onorevole Briguglio, prima domanda: perchè ha scelto di candidarsi alle regionali?
“Potrei dire, per dare l’esempio, visto che sono il coordinatore regionale del partito. Io sono un convinto sostenitore delle preferenze. È una battaglia che sto portando avanti anche al Parlamento nazionale. E il rischio me lo prendo tutto, mettendoci la faccia. Qui bisogna candidarsi, è il momento”. (anche perchè se non lo eleggono in Parlamento almeno acchiappa uno stipendio in Regione n.d.r.)
Però scendendo in campo ha fatto andare via l’uscente Currenti…
“Mah, non vorrei nemmeno commentare. Currenti, se avesse voluto, sarebbe stato candidato. Ha fatto altri conti. Non mi si dica che ha avuto ripensamenti politici dell’ultimo momento, tutti sanno come stanno le cose. Non c’è niente di politico nella sua scelta”
Ha chiesto anche a Fabio Granata di candidarsi?
“No, basta il coordinatore regionale. Può darsi che Granata pensi di faro in futuro. Non è certo uno che scansa il rischio”.
E l’addio del vostro ex assessore Di Betta come lo commenta?
“Di Betta non è stato mai iscritto a Futuro e libertà . È stato un innesto tecnico condiviso con Lombardo e non ha lasciato traccia in Fli, nessuno ne ha nostalgia. Di Betta rappresentava solo se stesso”
Avere come avversario un vostro ex compagno di partito come Musumeci può essere un problema? Può esercitare un fascino sul vostro elettorato?
“Con Nello Musumeci sono stato amico. Oggi è un avversario. Ma soprattutto è lo strumento per cercare di risuscitare il Pdl e preparare una improbabile sesta discesa in campo di Berlusconi. Il che chiaramente non può in nessun modo trovare interessato l’elettorato di Fli.
Siete soddisfatti dalla soluzione trovata sulle liste?
“Sì, perchè le stiamo organizzando in modo che tutte possano comodamente superare lo sbarramento”.
Ci sarà il simbolo di Fli nella vostra lista?
“Stiamo un po’ studiando con i grafici. Avremo degli elementi del nostro simbolo”.
I rapporti al vostro interno si sono rasserenati?
“Io amo che ci sia un momento di dibattito quando si devono prendere decisioni importanti, siamo un partito vero. Io e Fabio Granata siamo veramente amici, ma da tanti anni. Lui ha delle sue idee, io le mie, magari ci sono delle differenze, ma non sono mai state contrapposte. Il nostro è un partito a più voci, nel quale magari i giovani protestano, come sempre fanno i giovani, d’altro canto. Però questa è un’elezione che segna un passaggio storico”.
Perchè segna la fine dell’era del vecchio centrodestra?
“Perchè stanno succedendo delle cose che nessuno si aspettava. La prima è che nessuno pensava che Lombardo si dimettesse davvero. La seconda è che nessuno pensava che Miccichè rompesse veramente con Berlusconi” (infatti non ha rotto n.d.r.)
Miccichè può vincere?
“Non c’è dubbio che c’è una simpatia nell’area catanese per Musumeci, frenata in qualche modo dai panzer dell’Mpa. Ma se c’è una voglia della Sicilia occidentale, in particolare di Palermo, di volere dopo tanti anni un suo presidente, Miccichè è certamente una parte importante della storia di Palermo. Ad ogni modo, io credo che la campagna sia ancora fredda. Il meglio deve ancora arrivare” ( anche il peggio pensiamo noi…n.d.r.)
(intervista su “Live Sicilia”)
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Settembre 12th, 2012 Riccardo Fucile
UN SEGRETARIO REGIONALE CHE AFFIGGE MANIFESTI PERSONALI SENZA SIMBOLO DI PARTITO, CHI VA CON MUSUMECI E CHI CON CROCETTA… BRIGUGLIO E ARICO’ PARLANO DI LISTA UNICA CON LOMBARDO E MICCICHE’ MENTRE BOCCHINO DI LISTA DI PARTITO CON IL PROPRIO SIMBOLO
La Sicilia è sempre stata ritenuta dagli analisti di Palazzo un laboratorio politico per future
alleanze romane.
Ma che stesse diventando anche patria del pluralismo di Futuro e Libertà non era ancora cosa nota.
In effetti in questi giorni pare di assistere a un frenetico manifestarsi di fatti, dichiarazioni, prese di posizione, distacchi e attacchi da parte di esponenti locali di Fli, degni di un frullatore azionato al massimo della potenza.
Dove per una volta non assume rilevanza tanto “chi se ne va”, ma “i motivi addotti” per andarsene.
Tra i tanti, prendiamo quelli di un consigliere regionale e di un assessore uscente di Fli.
Il primo è Pippo Currenti, deputato regionale di Gallodoro, feudo elettorale del portavoce santateresino di Fli, Carmelo Briguglio.
La candidatura di Briguglio — in prima persona — alle regionali di ottobre ha definitivamente compromesso i fragili equilibri che lo legavano al dante causa di sempre.
Currenti che nell’ultima legislatura è stato eletto con quasi 12mila voti di preferenza ha visto insidiarsi, con la “discesa” in campo di Briguglio, il bottino che avrebbe dovuto garantire al deputato regionale da due legislature la riconferma.
In un comunicato stampa sostiene che a motivare le sue dimissioni siano state il tradimento delle “ragioni fondanti di Futuro e Libertà ”… “di chi tutela solo i propri interessi, con azioni contraddittorie e confuse che hanno sbandato il nostro elettorato e soprattutto di chi in buona fede voleva fondare una nuova destra e si ritrova invece a supportare di fatto una vecchia sinistra, con accordi sottobanco che tanto male fanno alla Sicilia”.
Insomma Currenti se ne va perchè Fli è troppo a sinistra, meglio approdare a Musumeci.
Il secondo è l’ex assessore regionale Sebastiano Di Betta che ha ritenuto invece la decisione della segreteria regionale di appoggiare Miccichè una scelta “assolutamente incomprensibile”.
Quindi che farà ?
“Sosterrò Crocetta, la Sicilia non può non voltare pagina e dunque non può non votare Crocetta. Il Pdl – commenta Di Betta – cui Miccichè è stato la massima espressione in Sicilia negli ultimi venti anni, ha già avuto modo di esprimersi e purtroppo il disastro in cui ci troviamo è sotto gli occhi di tutti. Nei prossimi giorni mi confronterò con il Segretario regionale dell’Udc, ed aderirò ufficialmente al partito di Casini”
Insomma, per Di Betta Fli è troppo di destra, meglio andarsene con Casini e Bersani.
Un po’ di confusione ideologica limitata a due politici uscenti in cerca di conferma?
Beh, passiamo ai vertici di Fli.
Parole di Italo Bocchino dopo la segreteria regionale: “Le elezioni siciliane sono centrali in questa fase perche’ faranno capire lo stato di salute dei grandi partiti e sara’ anche una verifica sul territorio (purtroppo…n.d.r.)”. “Il simbolo di Fli ci sara’ sicuramente alle elezioni, non c’e’ motivo per cui non debba esserci”.
Quindi lista di Fli con proprio simbolo, assicura Bocchino.
Ma che dice Briguglio al termine della stessa riunione?
“Saremo leali con Miccichè, ma serve una lista unica”. “L’invito a creare una lista unica nasce dalla “necessità — spiega Briguglio — di far parte di un’alleanza. Altrimenti, la pena sarebbe quella massima: l’irrilevanza”.
Insomma nessun problema a rinunciare al proprio simbolo,
L’opposto di quanto dichiarato da Bocchino che gli stava seduto accanto.
Avremo capito male?
Sentiamo un terzo soggetto dei presenti, il consigliere regionale uscente Aricò’: “Sono favorevole ad una lista unica con gli alleati purche’ sia garantita la nostra identita’ (leggi poltrone…n.d.r.) . Dobbiamo mettere in campo la nostra migliore classe dirigente in tutte le nove province, eleggere quanti piu’ deputati possibili ed essere determinanti nell’elezione del nostro candidato presidente”.
Quindi lista unica con tutti dentro e poi via alla battaglia delle preferenze, così si evita lo sbarramento del 5% e “la bella morte” temuta da Briguglio.
Ultimo particolare che lascia interdetti: per le strade di Messina campeggiano in gran quantità manifesti elettorali di un candidato senza alcun simbolo su uno sfondo blu acceso.
Che siano di un apolide ancora in cerca di un partito o di uno scappato di casa che i familiari vogliono ritrovare?
No, è il manifesto elettorale personale di Carmelo Briguglio, il segretario regionale e deputato di Futuro e Libertà , evidentemente in incognito.
Che sia incredibile che Briguglio preferisca non mettere il simbolo del proprio partito fa parte in fondo delle piccole miserie del laboratorio politico siciliano.
Avanti con Miccichè …
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Settembre 10th, 2012 Riccardo Fucile
RATIFICATO L’ACCORDO PER CANDIDARE MICCICHE’ ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE: “SAREMO LEALI CON MICCICHE’, MA SERVE UNA LISTA UNICA”… IL DILEMMA DI FLI: NON RAGGIUNGERE IL QUORUM DEL 5% O GIOCARSI LA POLTRONA NEL TERNO AL LOTTO DELLE PREFERENZE, ALL’INTERNO DI UN LISTONE SENZA SIMBOLO DI PARTITO?… E MICCICHE’ DIVENTA “INECCEPIBILE”
“Una lista unica a sostegno di Miccichè, insieme agli alleati di Grande Sud e Partito dei siciliani”. Carmelo Briguglio conferma l’intenzione di sostenere l’ex ministro di Berlusconi, ma rilancia: “Abbandoniamo i calcoli e gli accordi da retrobottega. Diamo vita a un nuovo progetto politico”.
Un invito che è anche, in un certo senso, dettato dalla necessità di “sopravvivere”.
Lo ammette con molta onestà , il coordinatore regionale di Fli: “Il nostro partito, al momento, è come un pulcino in autostrada, dobbiamo scansare macchine e autotreni”.
Una tesi che, alla fine, tutto sommato, ha accontentato lo scontento Fabio Granata: “Io avevo un’altra idea, ma se la maggioranza del partito la pensava diversamente da me, Briguglio ha fatto bene a decidere in questo modo”.
Cioè, a sostenere comunque Gianfranco Miccichè, verso il quale Granata lancia prima un invito a “redimersi” da alcuni atteggiamenti critici nei confronti della magistratura palermitana, poi una sorta di assoluzione politica: “La sua vicinanza a Dell’Utri è stata solo ‘aziendale’”.
Alla fine, come detto, Fli non solo decide di sostenere Miccichè, ma lancia l’idea di una lista unica, che lanci dalla Sicilia un progetto nazionale, come spiega Bocchino: “Quella che potrebbe chiamarsi ‘Lista Sicilia’ rappresenterà un esperimento di lista nazionale, una ‘Lista Italia’ che vada oltre i blocchi del centrodestra e del centrosinistra attuale”.
La linea, appunto, rivendicata da Briguglio che durante il suo intervento al coordinamento regionale ha spiegato che “lo sforzo più grande, anche in vista delle imminenti elezioni regionali, è stato quello di non far sbandare il partito nè verso il centrodestra che si ripresenta uguale al passato ma con la nuova maschera di Musumeci, nè verso il centrosinistra che sostiene Crocetta, persona che rispettiamo, ma che ha un’altra idea della Sicilia e della vita, anche a livello personale (forse perchè è omosessuale non va votato, Briguglio?…)
L’offerta politica — prosegue Briguglio – era questa. Stiamo costruendo con i mattoni che la Sicilia oggi offre. Abbiamo scelto Miccichè, che ci ha offerto questa possibilità di ‘non sbandare verso l’una nè verso l’altra parte. Sebbene con Gianfranco, diciamola tutta, non è che abbiamo molte ‘affinità elettive’”.
E al di là dell’effetto “sbandata”, il sostegno a Miccichè e l’invito a creare una lista unica nasce dalla “necessità — spiega Briguglio — di far parte di un’alleanza. Altrimenti, la pena sarebbe quella massima: l’irrilevanza”.
Ovvero, il rischio concreto di non superare lo sbarramento del 5% in molte province siciliane: “Per cortesia — aggiunge Briguglio — mettiamo da parte l’ideale della ‘bella morte’: qella di chi muore stringendo il proprio simbolo. Noi vogliamo e dobbiamo vivere”.
Un’idea, come detto, condivisa da Fabio Granata, indicato inizialmente come candidato alla presidenza dei finiani: “Partiamo da un dato di fatto: abbiamo tolto energie e voti importanti come quelli di Gianfranco Miccichè a una destra che stavaproponendo una nuova, preoccupante restaurazione. Questa è una grande operazione tattica e strategica, il cui merito è tutto di Carmelo Briguglio” .
Una dichiarazione buona, insomma, per mettere a tacere “divisioni che non sono mai esistite. Si discute, come è giusto che si faccia in un partito”.
Al di là della distensione, però, Granata rivendica la sua idea originaria, quella nella quale Fli, in un momento storico-politico come quello attuale, avrebbe potuto trovare forza e spinta da un candidato alla Presidenza che portasse con sè alcuni valori rappresentativi del partito.
“Ma voglio precisare — aggiunge Granata — che Gianfranco Miccichè è ineccepibile sul piano della legalità , e la vicinanza a Dell’Utri, in fondo, è stata solo ‘aziendale’”.
Già , il “male vero” è altrove: “C’è tutta quella zona grigia dell’ex centrodestra col quale ha rotto Fli,che adesso si nasconde dietro il dinamico pizzetto della destra catanese e di un partito rappresentato da un leader come Storace che ha solo operato operazioni di sciacallaggio nei confronti di Gianfranco Fini”.
E gli attacchi molto caustici agli avversari del centrodestra non finiscono qui: “Musumeci parla tanto di legalità , sono certo che su quel tema saranno in prima linea sia Saverio Romano che Rudy Maira. Poi c’è Pippo Scalia, noto per i suoi interventi in Aula da deputato nazionale e regionale quando, evidentemente, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ed è chiaro anche l’apporto in termini di voti da parte di Adolfo Urso che viene ricordato come l’uomo che, durante la traversata nel deserto di An è scappato portando via la borraccia”.
Adesso, però, Urso, Scalia, Musumeci sono tutti dall’altra parte. Fli ha scelto Miccichè.
“Imporremo un codice etico e liste di persone irreprensibili — puntualizza Granata — mentre i nostri assessori in giunta dovranno proporre la costituzione parte civile della Regione siciliana nel processo sulla trattativa. A cominciare dall’udienza prevista per il 29 ottobre”.
Quando anche il “pulcino Fli” saprà se è sopravvissuto agli autotreni.
(da “Sicilia Live“)
Il commento del ns. direttore
Prendiamo atto che ieri sera è stato ratificato il suicidio politico di Fli in Sicilia, con una alleanza in palese contrasto con i principi del manifesto di Bastia Umbra, ovvero accordandosi con un partito che vede indagato per concorso esterno per mafia il presidente uscente e con un candidato presidente consumatore di cocaina per sua stessa ammissione, oltre che berlusconiano fino a 15 giorni prima della sua candidatura.
Ma l’alleanza dei paraculi si basa sui reciproci interessi: Briguglio ammette che Fli in Sicilia non arriva al 5% della soglia di sbarramento e che lui non ama la “bella morte” (ma il brutto suicidio).
E arriva a giustificare la mancata naturale alleanza con Crocetta perchè costui ha un’altra “visione personale della vita” (non sapevamo che nel programma di Fli ci fossero concetti omofobi, anzi avevamo letto il contrario).
I tre consiglieri uscenti (uno è scappato ieri nel Pdl) hanno voluto l’alleanza con Miccichè sperando con le preferenze di sopravvivere, cosa che non gli auguriamo di cuore, visto lo squallore della loro operazione che butta al vento i riferimenti etici per cui avrebbero dovuto aderire a Fli.
Quanto alla affermazione di Granata sulla “ineccepibilità ” del personaggio Miccichè stendo un velo pietoso, sapendo quanta amarezza questa sua frase ha generato in tanti militanti onesti di Fli che vedevano in lui un punto di riferimento per il cambiamento.
Putroppo spesso si nasce rivoluzionari e si muore pompieri.
Senza aver neppure saputo azionare la sirena.
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Settembre 8th, 2012 Riccardo Fucile
C’ERA UNA VOLTA LA FESTA TRICOLORE ….SEMI-ABBANDONATO L’APPPUNTAMENTO STORICO DELLA DESTRA, ANCHE FINI RINUNCIA AL COMIZIO FINALE
La malinconia è anche nell’odore. Di letame.
Per carità , Mirabello è un piccolo paesino in campagna, questo è vero; la Festa Tricolore dei seguaci di Fli ha sempre avuto dei solidi legami con la terra, inutile negarlo.
Ma quando il futuro è nero, e il “colore” non indica vittoria, anche l’olfatto contribuisce a pennellare la situazione attuale di Gianfranco Fini e dei pochi adepti rimasti.
“La verità ?” sì, volentieri “è che della traversata del deserto immaginata nel 2010 dal presidente della Camera, rischia di salvarsi solo lui. Tutto il resto è finito, tutti gli altri sono politicamente scomparsi, o comunque in grossa crisi”, racconta un militante.
Altra storia nel 2010. Due anni fa l’attuale Presidente della Camera arrivava in provincia di Ferrara con l’aura dell’eroe, dell’uomo in grado di risvegliare l’orgoglio ferito da anni di berlusconismo.
Quindi banchetti improvvisati per accogliere magliette con sopra la sua effige warholiana e la scritta “che fai, mi cacci?”, spille, voglia di sottoscrizione, proclami dei vari Luca Bellotti o Ida Germontani che gridavano: “Siamo finalmente liberi” oppure “adesso quelli del Pdl vedranno cosa vuol dire fare politica seria, politica di destra”.
Eccome se l’hanno visto: pochi mesi, qualche fiducia, altrettanti abbocchi e tutti e due i parlamentari sono tornati sotto la benedizione di Cicchitto e company. “Altra era”, sorride amaro un secondo militante. Forse è vero.
Quella attuale, di era, racconta di Gianfranco Fini che ai suoi più stretti collaboratori ha manifestato la scarsa voglia di partecipare alla Festa, poche ore (in tutto quattro), nessun comizio ma un’intervista, qualche stretta di mano, altrettanti sorrisi, e via a casa.
Quest’anno, per lui, l’appuntamento è un altro: il 30 settembre ad Arezzo i fliniani hanno organizzato “I mille per l’Italia”, una sorta di assemblea costituente per abbracciare in maniera sempre più stretta la prospettiva di sciogliere Fli e proseguire verso un “raggio d’azione più ampio”.
Voti permettendo, la spiegazione semi-ufficiosa.
Vuol guardare sempre a Casini. Senza abbandonare quel che resta dell’Api, in attesa delle decisioni del Pd.
Esattamente ciò che un anno e mezzo fa ha portato alla rottura con l’ala destra, della destra, composta da Adolfo Urso e Andrea Ronchi, lesti a lasciare Fli, dopo aver capito qual era l’andazzo.
“Qui però il punto è un altro, quest’anno Mirabello nasce come forma di solidarietà per le popolazioni terremotate”, spiegano dalla Festa.
Di politica, poca. Per ammissione.
Tanto che dopo 31 anni dalla nascita, in molti ritenevano non ci fossero più le condizioni per andare avanti, nonostante la tenacia di chi l’ha voluta in un periodo, e in una zona, dove proclamarsi di destra era come bestemmiare in piazza San Pietro.
Altra era, appunto.
Alessandro Ferrucci
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 6th, 2012 Riccardo Fucile
A ROMA IN CORSO LE GRANDI MANOVRE TRA ESPONENTI DI FLI ED EX AN…. MELONI ED ALEMANNO SONDANO IL TERRENO E AL CAFFE’ SANT’EUSTACHIO TOCCA A MENIA E AUGELLO FARSI BECCARE
Sarebbe il caso che qualcuno avvertisse Alemanno che in questa città ormai il traffico s’è fatto insostenibile, a ogni angolo di strada c’è un ingorgo di finiani che inciucia con il Pdl, provi a svicolare per un vicoletto laterale e ti ritrovi un “gabbiano” a centro strada che inciucia con uno di Fli, entri nella ztl e finisci in un parcheggio di scambisti di voti tra ex An che tramano contro il sindaco.
E’ il caso che Gianni si dia una mossa, anche perchè con la ripresa dell’attività parlamentare le stradine intorno alla Camera si intaseranno di inciuciatori nazionali di altissimo cabotaggio, già immagino cosa potrebbe accadere nelle retrovie del Senato al primo voto sulla legge elettorale, poveri noi portaborse…
Ma veniamo al traffico di finiani.
L’altro giorno vi ho raccontato di quel vertice segreto e un po’ fantozziano di Flavia Perina e Umberto Croppi con Giorgia Meloni, in vista di un possibile sostegno alla sua candidatura, alternativa a quella di Alemanno.
Ovviamente Giorgia e i “gabbiani rampelliani”, gli unici che tra gli ex An a Roma possono muovere un bel pacchetto di voti insieme con gli “augelliani”, ribadiscono sostegno incondizionato al sindaco, nonostante i rapporti quasi gelidi.
Intanto, però, si guardano intorno, abboccando o fingendo di abboccare alle esche dei vecchi amici finiani, con la Perina che a Roma ha necessità di giocare un ruolo, per non scomparire del tutto dopo aver perso il Secolo, e Croppi che puntava a fare il Nicolini di destra e s’è ritrovato disoccupato e abbandonato dalle truppe finiane in rottura prolungata.
L’altro grande “elettore” di Alemanno, Andrea Augello, a sua volta smentisce trame contro il sindaco, ma ha ben presente, come tutti, del resto, che l’amico Gianni contro Zingaretti ha pochissime possibilità di vincere.
Ecco perchè a sua volta non rinuncia a fare incontri bilaterali e ad esplorare nuove strade.
E in questi casi, come detto, tutte le strade portano a quelli di Fli.
Ecco perchè ieri sera, verso le otto, ho aspettato una ventina di minuti prima che si sbloccasse l’ingorgo davanti al caffè Sant’Eustachio dove a un tavolino il finiano Roberto Menia e Andrea Augello cercavano di conciliare, con toni molto, molto amichevoli.
(da “Il Portaborse”)
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Settembre 4th, 2012 Riccardo Fucile
FLI ALLE PROSSIME COMUNALI DI ROMA PENSA A CROPPI, MA E’ TENTATO DI STRINGERE UN ACCORDO CON LA MELONI
I pranzi nella Capitale posso essere molto divertenti in certi giorni. 
Si fanno incontri curiosi, come quello di oggi.
Passo poco dopo le 13 per piazza di Pietra per andare verso Fontana di Trevi e vedo una bella coppia seduta su una poltroncina all’esterno del Salotto 42, noto locale al centro della Capitale dove di solito parte lo struscio al tramonto tra un aperitivo e un altro.
I due sono volti noti della politica romana.
Lui è Umberto Croppi, ex assessore alla Cultura che Alemanno ha accompagnato alla porta nel momento in cui si è legato a Futuro e Libertà . Lei è Flavia Perina, ex direttrice del Secolo d’Italia legata a doppio nodo a Fini col compito di occuparsi del coordinamento cittadino di Fli.
I due inciuciano, dico io lanciando un tweet mentre li supero.
Parlano di politica, del futuro del Campidoglio e mangiano un’insalata (come mi racconterà Alessandro Bolis, rispondendo al mio tweet, che dice di averli sentiti al telefono).
Di sicuro parlano del Comune di Roma che verrà , perchè Fli vuole un suo candidato (probabilmente proprio Croppi) magari presentato attraverso una lista civica.
Ma queste sono cose note, non c’è nulla di strano se due romani dello stesso partito mangiano un’insalatina al centro di Roma.
E infatti il punto non è questo.
A pasto finito, Umberto e Flavia si alzano per una passeggiata.
Non sarà lunga.
Passano per Montecitorio e s’infilano in via degli Uffici del Vicario dove c’è la famosa gelateria Giolitti. Vogliono prendere lì il caffè.
Ma attendono, prima di entrare.
Pochi minuti e arriva Giorgia. Sì, avete capito bene, Giorgia Meloni.
Che trio, ragazzi!
L’ex ministro della Gioventù, la romana del Pdl che tutti vedrebbero candidata a sindaco al posto di Alemanno, se ne va in pieno centro storico a prendere un caffè con due “pezzi grossi” di Fli a Roma.
Non deve essere proprio un incontro casuale.
Infatti non lo è.
A quanto pare Croppi e Perina si sarebbero visti con la Meloni per capire se l’ex ministro ha veramente in mente di candidarsi.
I due avrebbero fatto capire a Giorgia che, qualora facesse il grande passo, Futuro e libertà sarebbe dalla sua parte.
Insomma, i finiani della Capitale appoggerebbero ben volentieri la Meloni sindaco e stringerebbero con lei, e tutti i “Rampelliani” (l’area legata a Fabio Rampelli), un accordo elettorale.
Del resto, se per Umberto e Flavia un Pdl guidato da Alemanno sarebbe insostenibile, al contrario un Pdl guidato da Meloni sarebbe la chiave per provare a salire al Campidoglio.
(da “il Portaborse.com”)
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Settembre 3rd, 2012 Riccardo Fucile
IL COORDINAMENTO FLI SICILIA RINVIATO E BLINDATO… E’ RIBELLIONE IN SICILIA CONTRO IL DIKTAT DEI VERTICI DI FLI DI APPOGGIARE IL VICE-MINISTRO DI BERLUSCONI… CENTINAIA DI MILITANTI PROTESTANO SUL WEB E NEL TIMORE DI CONTESTAZIONI (E DI NON AVERE LA MAGGIORANZA) VIENE RINVIATA LA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO
Sembrava tutto scontato: ancora una volta i vertici nazionali di Futuro e Libertà avevano deciso sulla base dei loro giochetti di potere e di convenienza.
Mentre la base dei militanti aveva scelto Fabio Granata come candidato presidente per la Regione Sicilia, magari attraverso un ticket con il magistrato antimafia Russo, o in subordine una trattativa con Crocetta, all’improvviso Fini, Bocchino e Briguglio hanno dirottato il partito verso un appoggio al berlusconiano Miccichè, divenuto ora autonomista e dal passato ben poco confacente ai principi del manifesto di Bastia Umbra.
Un golpe che ha scatenato l’ira dei militanti sul web, dei giovani dirigenti di Fli e di tanti elettori che avevano scelto Fli per le sue battaglie per la legalità , non per appoggiare un personaggio che i siciliani conoscono fin troppo bene.
Domani avrebbe dovuto tenersi il coordinamento regionale per “ratificare” la cocca sul nome di Miccichè, ma ecco la prima sopresa.
“La riunione del Coordinamento regionale di Fli, in vista delle elezioni regionali in Sicilia, e’ stata rinviata a lunedi’ prossimo, 10 settembre, alle 17, e si terra’ presso l’Hotel Cristal, in via Roma a Palermo”.
E’ quano si legge in una nota di Futuro e Liberta’ per l’Italia.
All’ordine del giorno, prosegue la nota, “la relazione del coordinatore regionale Carmelo Briguglio sulle elezioni regionali; gli interventi dei coordinatori provinciali su liste e candidature”.
Dopo il dibattito, le conclusioni saranno tenute dal vicepresidente nazionale di Fli Italo Bocchino.
La riunione e’ riservata ai membri del coordinamento.
La paura di non avere la maggioranza fa sì che la riunione venga rinviata e “blindata”: solo pochi autorizzati potranno intervenire.
La presenza di Italo Becchino testimonia la volontà di celebrare le esequie del partito, visto che Miccichè non verrà mai votato dalla base futurista.
Commenta Granata: “Il rinvio del coordinamento regionale e la sua “perimetrazione”rigida non rappresentano una soluzione alle questioni politiche che Fli deve affrontare e risolvere con equilibrio ma anche con coerenza. La Sicilia poteva rappresentare il rilancio di Futuro e Liberta’, evitiamo che diventi il suo capolinea”.
Ma non è certo l’unico: Alberto De Luca, Costanza Messina e David Migneco, dirigenti nazionali di Generazione Futuro, movimento giovanile di Fli, insieme con i Coordinatori Provinciali eletti del movimento giovanile Damiano Cerami (Ct), Simone Digrandi (Rg), Marco Meloni (Sr) e Simone Cusimano (Cl) affermano in una nota che “Gianfranco Miccichè non può essere il volto di Fli per le elezioni regionali del 28 ottobre, non rappresentando il profilo politico-programmatico e i valori di Futuro e Libertà ”.
“Di conseguenza — prosegue la nota — chiedono a nome dei propri iscritti, al coordinatore regionale di FLI On Carmelo Briguglio, di riconsiderare l’argomento in occasione del prossimo coordinamento regionale, verificando la possibilità di soluzioni alternative che già erano state prospettate a partire dall’On Fabio Granata, esempio di acclarati requisiti morali e politici e già da tempo ufficialmente designato quale candidato di FLI alla Presidenza della Regione Siciliana”.
Viene anche organizzata una petizione via web, mentre si levano proteste da tutte le province siciliane contro una scelta suicida.
Solidarietà ai “contestatori” stanno pervenendo da tutta Italia.
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