Destra di Popolo.net

GRILLO: “FACCIO SALTARE IL M55, STATE SABOTANDO IL VOTO SU ROUSSEAU?”

Settembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile

IERI BEPPE FURIOSO: TEEFONATE CONCITATE A CASALEGGIO E DI MAIO

Dopo anni di voti leggermente orientati (eufemismo) e di curiose scelte lessicali e sintattiche nella formulazione di quesiti, ieri Beppe Grillo si è improvvisamente svegliato dal Letargo del Garante per scagliarsi contro i suoi “ragazzi” con un’accusa piuttosto grave: state per caso tentando di sabotare il voto su Rousseau?
Racconta oggi il Messaggero in un articolo di Simone Canettieri che nel mirino di Beppe sono finiti il quesito e l’inversione tra No e Sì nella “scheda di voto” che verrà  presentata agli attivisti:
«Ragazzi, faccio saltare il Movimento: state sabotando il voto su Rousseau?». Il più inferocito di prima mattina è Beppe Grillo e il suo umore non cambierà , soprattutto quando scopre che una «manina» ha invertito l’ordine delle risposte: prima «no» e poi «sì» al Conte-bis con il Pd. Da domenica notte, d’altronde, il Garante è un fiume in piena.
Legge alle 23 il quesito — neutro e quasi respingente per l’iscritto medio della piattaforma — e capisce di quanto «i suoi ragazzi» stiano giocando, ancora, un’altra partita,opposta alla sua.
E così partono una serie di telefonate concitate a tutti i big del Movimento: da Luigi Di Maio, a Paola Taverna, passando per Pietro Dettori e Davide Casaleggio, i responsabili tecnico-politici della piattaforma che oggi è chiamata al verdetto.
E così ieri è arrivato il dietrofront, ma soltanto parziale:
Sono le ore in cui matura un passo indietro per il ruolo di vicepremier. Ma sempre nello stesso video Di Maio apre al voto, ma non si espone. Forte della rassicurazione, almeno questa, di Di Battista che non dovrebbe sabotare oggi la conta con un post per il «no».
La resa di Di Maio arriva nel pomeriggio, intorno alle 18. E a poco a poco,anche i fedelissimi, dal capogruppo Ciccio D’Uva alla viceministra all’Economia Laura Castelli escono con l’endorsement: «Voteremo sì». Oggi la conta, destinata a cambiare comunque vada, seppur con diverse gradazioni, la storia del Movimento.

(da agenzie)

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GRILLO ALLA BATTAGLIA FINALE: “INCAZZATO CON LUIGI, BASTA CON I PUNTI CHE RADDOPPIANO COME ALLA STANDA”

Settembre 2nd, 2019 Riccardo Fucile

IL FONDATORE DEL M5S: “DI MAIO INCAPACE DI CAMBIARE LE COSE”

Beppe Grillo utilizza ancora oggi uno spazio sul Fatto Quotidiano per spiegare meglio il senso del suo intervento in video di sabato scorso, quando ha aperto all’alleanza, sollecitando sia i giovani del Partito Democratico sia, implicitamente, Luigi Di Maio.
Il fondatore del Movimento 5 Stelle afferma che il suo intervento era rivolto a tre persone o categorie di persone.
La prima era proprio Luigi Di Maio con cui Grillo si dice ‘incazzato’: «Una era rivolta a Luigi — scrive Beppe Grillo a proposito delle sue parole nel video pubblicato sul suo blog -, incazzata e ancora stupefatta per l’incapacità  di cogliere il bello del cambiare le cose. Con i punti che raddoppiano come alla Standa».
Quest’ultimo passaggio si riferisce all’ultimatum che Luigi Di Maio aveva lanciato venerdì scorso, all’uscita dalle consultazioni con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In quella circostanza, i dieci punti che il M5S aveva messo come paletti per un’alleanza possibile con il Partito Democratico erano diventati 20.
Raddoppiati, esattamente come alla Standa. E anche la citazione di questa catena di negozi non sembra casuale: il franchising, che ora non esiste più, è stato a lungo controllato da Silvio Berlusconi. Le parole di Beppe Grillo non sono mai lasciate al caso.
Non solo: il comico ha affermato di essersi rivolto anche alle altre persone che sanno solo spettegolare perchè influenzate dai media.
Infine, ha detto di essersi immedesimato nei panni di Giuseppe Conte e della sua stanchezza: «Una persona eccezionale — la definisce Grillo — perchè capace di rimanere normale».
Il garante M5s, poi, riprendendo il suo video di sabato scorso, parla di “depressione, incapacità  di cogliere con ironia quello che ti capita e brama di potere”.
Dei media, infine, scrive che “non resistono e riecheggiano l’urlo dell’Elevato: non resterà  altro da fare che inseguirlo. Esercitare la leadership facendosi inseguire, anche, ridendo”.

(da agenzie)

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NESSUNO LO DICE MA IL VERO SCONTRO E’ TRA GRILLO E DI MAIO E LO STA VINCENDO IL FONDATORE

Settembre 1st, 2019 Riccardo Fucile

TUTTI GLI INTERVENTI DI GRILLO PER BLOCCARE LE SCELTE DI DI MAIO

Chiunque assista dall’esterno, comune cittadino o addetto ai lavori della politica, alle vicende del Movimento 5 stelle resta disorientato: cosa sta succedendo?
Eppure la realtà , sia pure indicibile per iscritti e eletti, si staglia evidente davanti agli occhi di tutti: la crisi dell’alleanza con la Lega ha portato allo scoperto una forte divergenza tra Luigi Di Maio e il fondatore del Movimento, Beppe Grillo.
Uno scontro vero e proprio, inimmaginabile da quando Di Maio era stato eletto capo politico e Beppe si era di fatto ritirato dopo il trionfo elettorale e la nascita del governo gialloverde, come a lasciare al suo destino la creatura ormai in grado di badare a se stessa senza padri o tutori.
Per fatalità  scoppia tutto nella data delle stelle cadenti, il 10 agosto.
Alle 10.49 Di Maio pubblica sulla sua pagina Facebook un post con cui “dà  la linea” al Movimento. Non a caso comincia con queste parole: «Da leggere tutto, per la verità ». E la verità  di Di Maio è che «gli italiani stanno affrontando una crisi di Governo assurda voluta dalla Lega». Il governo ha fatto cose eccezionali, è la sua tesi, andando contro lobbies e poteri forti. E la Lega «forse lo ha fatto cadere proprio per questo: quando i sondaggi gli hanno detto che poteva staccare, lo hanno fatto. Così la Lega potrà  tornare a difendere gli interessi di Autostrade e simili».
Ma qui vengono le affermazioni politiche impegnative: «Ora, siccome la Lega è in difficoltà , ha iniziato a buttarla in caciara con un fantomatico inciucio Pd-M5S. È sempre stato così, credo ve lo ricordiate. Lo hanno sempre fatto, per tentare di screditarci agli occhi delle persone deluse da loro. La destra diceva che eravamo di sinistra, la sinistra diceva che eravamo di destra. Non avevano null’altro da fare o da proporre e provavano a colpirci con questi mezzucci Oggi non è cambiato nulla e, come al solito, da ieri qualche quotidiano (non tutti, per fortuna) in malafede dà  respiro alla nuova bufala del dialogo con il Pd. Del resto basta andare a ritroso di 24-48 ore per capire chi la sta diffondendo. Ad ogni modo, noi siamo stati chiari. Il M5S non ha paura delle elezioni, anzi. Anzi, in questo momento siamo ancora più uniti, con Alessandro, Davide, Max Bugani, Paola Taverna, Nicola Morra, i capigruppo, i nostri ministri e tutti coloro che per il MoVimento hanno dato l’anima. Andiamo a votare subito».
Come dire: siamo tutti d’accordo, e la citazione dei personaggi più lontani da Di Maio nel M5s lo certifica. La linea è e resta: mai al governo col Pd, subito al voto.
Una linea ferma, che però dura solo tre ore.
Alle 14 sul blog di Beppe Grillo appare il post della svolta: «Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni». Bastano queste tre righe, in un testo comunque di rottura definitiva con la Lega, a ribaltare la linea-Di Maio.
L’apertura di Grillo troverà  la altrettanto imprevedibile sponda di Matteo Renzi, e in 48 ore diventerà  la posizione del Pd. Ma non di tutto il M5s.
Sarà  infatti necessaria la riunione nella villa al mare di Grillo, a Bibbona, per allineare tutti almeno sull’idea di provarci, e di dire definitivamente addio a Matteo Salvini. In realtà , come i fatti ci ricordano, a dare il benservito al leader leghista con toni di inattesa, ricercata, durezza sarà  il 20 agosto il premier Conte, in mezzo al silenzioso Luigi e al furioso Matteo.
Seconda scena: il governo si è dimesso, Mattarella ha avviato le consultazioni, l’ultima delegazione a essere ricevuta al Quirinale è quella del M5s. E all’uscita Di Maio dedica solo poche parole al governo possibile: «Sono state avviate interlocuzioni per una maggioranza solida», dice, senza citare il Pd, e senza vincolarle al nome di un premier. Le voci dicono che potrebbe essere un tecnico, con Di Maio stesso vice premier, sacrificando Conte e non lui sull’altare della “discontinuità ” pretesa da Zingaretti.
Ma ancora una volta Grillo non ci sta, e lo scrive sul blog, tutto dedicato all’altro Giuseppe: «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità  persa di fronte al mondo intero. Se dimostreremo la capacità  di perdonare le sue virtù sarà  un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l’esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati».
Detto, e fatto. Imperturbabile Di Maio pone al Pd la condizione preliminare: o Conte premier o niente governo. Zingaretti vorrebbe andare a vedere il gioco, ma a sua volta nel partito è solo: una solida maggioranza vuole il governo col M5s a tutti i costi. E semmai a pagarne le spese sarà  Di Maio, ok al premier, ma no al vice 5 stelle.
Qui Di Maio si muove con durezza, ricordando di essersi già  sacrificato le due volte in cui il premier avrebbe potuto essere lui, e ponendo molti altri punti di sbarramento, all’uscita del secondo colloquio al Quirinale, e soprattutto venerdì scorso, dopo l’incontro con Conte. Una durezza incomprensibile, a meno di non pensare a una guerra furibonda per preservare quel ruolo di vice premier. Lo dicono a mezza voce i suoi, lo comprende bene anche Conte.
E qui arriva l’ultima scena, con il terzo colpo di Grillo a Di Maio, quello del kappaò. Questa volta con in video, in apparenza giocato su altri registri.
Ma a un certo punto Beppe va diretto all’obiettivo:   «Questa pena che vedo, questa mancanza di ironia, dovete sedervi a un tavolo e essere euforici perchè appartenete a questo momento straordinario di cambiamento. Abbiamo da progettare il mondo, invece ci abbruttiamo, e le scalette e il posto lo do a chi e i dieci punti, i venti punti, basta»
Anche il più distratto degli osservatori non può non vedere il riferimento diretto al discorso di 24 ore prima: fate l’accordo senza pregiudiziali sui punti inderogabili o sulle poltrone…
Così il fondatore del Movimento toglie di mano al capo politico anche le ultime carte, e dal Pd hanno buon gioco nel completare l’opera, rinunciando a loro volta al vice premier.
Ora Luigi Di Maio, fino a un mese fa vice premier e dioscuro del governo, ministro del Lavoro e dello Sviluppo industriale, e capo politico del M5s, rischia di perdere quasi tutto, e di essere al massimo un ministro non di primo rango nel governo guidato da un Elevato all’empireo grillino.
La politica ci ha abituato ai colpi di scena, e non è ancora detto che finisca così. Ma se così fosse, l’avrebbe deciso l’uomo senza il quale nè Di Maio nè Conte nè tutti gli altri del M5s sarebbero mai arrivati sulla scena pubblica.
Perchè l’ha fatto? Forse per punire Salvini, e anche un po’ chi ha permesso che si prendesse tanta parte della scena, prima di questo fatidico agosto

(da Open)

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GRILLO FURIOSO, ESPLODE IN MESSAGGIO VIDEO IN SERATA: “BASTA POLTRONE E SCALETTE, SONO ESAUSTO”

Agosto 31st, 2019 Riccardo Fucile

DURISSIMO ATTACCO A DI MAIO: “DOBBIAMO PROGETTARE IL MONDO E PARLATE DI POSTI E SCALETTE”

«Sono esausto!», si intitola l’ultimo durissimo intervento di Beppe Grillo, spettatore sempre più critico della nascita del governo M5S-Pd.
«Dovete sedervi a un tavolo ed essere euforici perchè appartenete a questo momento storico di cambiamento!», è l’esortazione del fondatore del Movimento 5 Stelle. «Questa pena che vedo – continua – questa mancanza di ironia. Abbiamo da progettare il mondo, invece ci abbruttiamo, e le scalette e il posto lo do a chi e i dieci punti, i venti punti, basta! Mi rivolgo alla base del Pd, ai ragazzi.
È il vostro momento questo, abbiamo un’occasione unica, Dio mio, unica. E allora cerchiamo di ricompattare i pensieri, di sognare un attimo a dieci anni con la visione. Abbiamo un’offerta di tecnologia immensa, dobbiamo decidere che tipo di società  vogliamo».
Beppe Grillo chiama, di fatto, M5S e Pd a deporre le armi e siglare un’intesa. Rinnovabili, urbanistica, tecnologia, idraulica, medicina, agricoltura: sono diversi i temi toccati da Grillo nel video. «Oggi ogni quartiere è diverso, facciamo discussioni stupide sulla Tav o sul Tap quando ormai le sinergie devono collegarsi tra loro: il camion è forse più conveniente del treno, i camion senza camionisti….», spiega Grillo che attacca: «vedo mancanza di euforia, di divertimento abbiamo da progettare il mondo, dobbiamo abbassare il consumo di energia e di materie prima, passare da 40 ore settimanali a 20 ore. Voglio che comprendiate che questa è una nazione meravigliosa».
«Veramente non ci accorgiamo del momento storico, del momento straordinario che è questo? C’è da rivedere i paradigmi della crescita, capire cosa deve crescere e cosa no. C’è da rivedere i sistemi industriali, le materie prime, la mobilità …»

(da agenzie)

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LA MAZZATA DI GRILLO A DI MAIO: “C’E’ POLTRONOFILIA. MINISTRI COMPETENTI FUORI DALLA POLITICA”

Agosto 28th, 2019 Riccardo Fucile

“L’IDEALE E’ UN GOVERNO DI MINISTRI COMPETENTI DOVE I POLITICI FACCIANO SOLO I SOTTOSEGRETARI”

Governo, nel nuovo che sarà  targato M5S-Pd serviranno ministri al di fuori della politica e sottosegretari con ruolo politico.
Lo chiede Beppe Grillo con un nuovo post sul sul blog dopo la fine dell’ultima giornata di consultazioni.
«Oggi è l’occasione di dimostrare a noi stessi ed agli altri che le poltrone non c’entrano nulla: i ministri vanno individuati in un pool di personalità  del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica. Il ruolo politico lo svolgeranno i sottosegretari», aggiunge.
«È assolutamente normale ed atteso che ogni accenno ad un ministero si trasformi in una perdita di tempo condita da cori di reciproche accuse di attaccamento alla poltrona. Questo perchè un pò di poltronofilia c’è – aggiunge – ma, sopratutto, non ci sono i tempi nè per un contratto e neppure per chiarirci su ogni aspetto, anche fintamente politico, delle realtà  che i ministeri dovranno affrontare».
«Questa crisi somiglia sempre di più ad un guasto dell’ascensore: quello che conta è mantenere la calma, non fare puzze e non dimenticare chi siamo – continua – Non facciamoci distogliere dalle incrostazioni che la realtà  ha lasciato sui nostri scudi, è assolutamente normale ed atteso che ogni accenno ad un ministero si trasformi in una perdita di tempo condita da cori di reciproche accuse di attaccamento alla poltrona. Questo – aggiunge Grillo – perchè un pò di poltronofilia c’è ma, sopratutto, non ci sono i tempi nè per un contratto e neppure per chiarirci su ogni aspetto, anche fintamente politico, delle realtà  che i ministeri dovranno affrontare».

(da agenzie)

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GRILLO TORNA IN CAMPO E SI SCHIERA CONTRO LE ELEZIONI: “SALVIAMO L’ITALIA DAI NUOVI BARBARI”

Agosto 10th, 2019 Riccardo Fucile

“NO AL VOTO E SI’ A NUOVE ALLEANZE”… DOPO DUE ANNI SI E’ ACCORTO DI AVER CONSEGNATO L’ITALIA AI RAZZISTI, BENVENUTO NEL MONDO REALE DOVE LE ONG NON SONO I TAXI DEL MARE COME DICEVA CHI HAI NOMINATO PORTAVOCE

“Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo! Come un serpente che cambia la pelle”.
È un messaggio chiaro quello lanciato da Beppe Grillo tramite il suo Blog.
Il comico irrompe nella crisi di governo mandando due messaggi: niente voto subito e apertura a un cambiamento di alleanze da parte del Movimento.
Con chi interloquire Grillo non lo dice chiaramente, tuttavia basta scorrere il suo post per trovare indizi concordanti: archiviati Berlusconi e Salvini, sullo scenario politico non resta che il Pd e la sinistra.
Scrive infatti il comico: “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il paese in mano a della gente del genere solo perchè crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione. Lasciamoci quindi alle spalle Psiconani, Ballerine e Ministri Propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile”.
Poi continua: “Il mondo politico europeo ha un ‘punto Fisso rispetto alle stelle’: il Movimento 5 stelle è biodegradabile, e ci contano così tanto che non resta da fare altro: deluderli. Perchè non sanno neppure cosa significhi biodegradabile. La vita scorre per cicli: prima eri uno che tentava di tenere duro con Salvini e adesso, solo perchè lui è nel pieno del suo ciclo di vuoto intamarrimento tu devi morire?”.
“Questa mattina- prosegue Grillo- me ne stavo lì, in mezzo a un cespuglio, a quasi cento metri dall’acqua fresca, assordato dalle cicale, come fossero il sentore di un nuovo pubblico. Cosa fate tutto il giorno? con quel suono ritmico, ipnotico. Una vocina ripetitiva ha preso subito forma dal cicaleccio: ‘sopravviviamo, sopravviviamo… Sopravviviamo’. Io non vorrei che la gente abbia confuso la biodegradabilità  con l’essere dei kamikaze. Noi ci muoviamo sinuosi nel mondo e i nostri nemici pregano che la coerenza, solo la nostra, sia una sorta di colonna vertebrale di cristallo: ‘non vi preoccupate, sono talmente coerenti che si spezzano piuttosto che sopravvivere’. Questo pensano, pure molti sprovveduti al nostro interno. Le lavatrici buttate nei fiumi cosa sono nella loro essenza? Coerentemente in attesa di arruginirsi? Ed è così che pregano e sperano che sia il M5s. C’è Matteo Salvini che immagina il Movimento come qualcosa che vive solo grazie a lui. Ma siamo diventati scemi? lo so, non dovrei mettere troppi punti interrogativi perchè qualcuno potrebbe anche rispondere, tipo: siamo diventati scemi? ‘siiiiiiiiiiiiiiii’”

(da agenzie)

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DOPO AVERLI TRADITI, ORA GRILLO FA L’OFFESO CON I NO TAV

Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile

SE IL M5S AVESSE VOLUTO EVITARE LA TAV BASTAVA INSERIRLO NEL CONTRATTO DI GOVERNO, SE LA LEGA NON FOSSE STATA D’ACCORDO SI TORNAVA A VOTARE… BASTAVA PAGARE DUE MILIARDI DI PENALI (UN QUARTO DI QUANTO QUESTO GOVERNO HA REGALATO AGLI EVASORI FISCALI

Era il 9 dicembre 2018 quando Beppe Grillo assicurava a un ragazzo di Potere al Popolo che gli chiedeva conto delle voci sull’Alta Velocità :
Niccolò si affaccia dal muro di braccia che alla fiera Più libri più liberi di Roma tengono alti gli smartphone per rubare ogni sospiro del comico e gli urla contro: «Come mai non sei a Torino alla manifestazione No Tav? Adesso che siete al governo non ve ne importa più niente?».
L’indifferenza di Grillo dura pochi secondi, poi lo affronta: «Mi sono beccato 4 mesi di condanna io per la Tav, tu?». «La Tav non si farà . Te lo garantisco io. Dobbiamo finire questa analisi costi-benefici, ma sono certo che non si farà ».
Oggi Beppe Grillo dimostra a tutti di che pasta è fatto uscendo dalla tana in cui si era rinchiuso in questi giorni per evitare di incontrare il ragazzo dell’epoca o qualsiasi altro No TAV che aveva coglionato e sulla sua pagina Facebook, nel giorno dello sputtanamento grillino sulla TAV, va all’attacco di Alberto Perino, che a sua volta prima del 4 marzo 2018 andava in giro a dire di votare M5S e non Potere Al Popolo così avrebbero avuto la sicurezza che la TAV non si sarebbe fatta
“La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il MoVimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, il Movimento No TAV e sopratutto tradito e deluso Alberto Perino. Tradire, anche se non è un termine di moda, significa qualcosa come passare dalla parte dell’avversario. La sua è una pacatezza ipocrita che fa l’occhiolino a chi si è dimenticato cosa significhi quella parola. Non avere la forza numerica per bloccare l’inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene. Il mainframe che vuole la TAV come feticcio di un sole dell’avvenire lo conosco bene, ma non avrei mai immaginato che lei avrebbe provincializzato, anche cerebralmente, la lotta contro queste opere inutili e dannose.
In Val di Susa ho rimediato un candelotto in faccia e 4 mesi di condanna, ma il peggio è essere stato al fianco di uno che oggi (solo per il fatto che questo è un paese democratico) mi da del traditore. Questa è una delusione, non perchè abbiamo mai mangiato insieme, piuttosto per averla così sopravvalutata. I suoi sforzi per insultare me ed il movimento, con tarda pacatezza, esprimono la dinamicità  di un fermacarte, incapace di farsi delle nuove domande, mentre l’avversario ha già  cambiato pelle moltissime volte.”
Ora, Beppe Grillo che dà  del lei è ancora più comico del fatto che alla sua età  non abbia ancora capito come si scrive “soprattutto” e “dà ” quando è verbo, ma questo è il minimo.
La cosa più drammatica è che sì, invece, Beppe Grillo ha tecnicamente tradito la fiducia di Perino e di tutti quelli a cui ha assicurato qualcosa che non poteva assicurare perchè non dipendeva nè da lui nè dal M5S in via esclusiva.
Ma la faccia di palta ha pure il coraggio di prendersela se lo chiami per quello che è. La TAV che il M5S di Di Maio gli ha appena alzato in faccia gli ha proprio dato alla testa.
Ps: se uno avesse voluto davvero bloccare la Tav nel contratto di governo avrebbe preteso il No alla Tav, altrimenti nessun accordo con la Lega e si tornava a votare, pagando due miliardi di penali ( un quarto di quanto questo governo ha regalato agli evasori fiscali)

(da agenzie)

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GRILLO BOCCIA LA TAV: “LE STESSE MEDIE SENZA L’ALTA VELOCITA'”

Agosto 5th, 2019 Riccardo Fucile

“LA FLAT TAX E’ MOLTO RISCHIOSA”

Beppe Grillo è arrivato in piazzetta a Portofino con la moglie e alle domande dei passanti sull’alta velocità  ha risposto bocciando la Tav.
Ha ricordato che esiste già  un sistema ferroviario che permette “250 all’ora senza assetto variabile sul binario normale. Hanno eliminato un capolavoro – ha detto – per fare del cemento dritto,   l’alta velocità  è un cemento dritto,   le medie sono le stesse. Infatti le littorine le hanno prese svizzeri e svedesi, si chiama x2000, fanno le stesse medie nostre senza l’alta velocità , fanno eliminare una tecnologia straordinaria   già  pronta”. Ha anche aggiunto che comunque alla fine la Tav si farà .
Rispetto alla flat tax infine ha ribattuto con la sua proposta precisando che “è una proposta, poi vediamo se l’accettano, perchè una diminuzione al 15% è molto rischiosa. Fare quello che dico io potrebbe essere molto interessante,   vai a prendere i redditi delle persone, e fai una media degli ultimi tre anni con qualche modifica”.

(da agenzie)

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BEPPE GRILLO: “NON E’ PIU’ IL MIO MOVIMENTO”

Luglio 24th, 2019 Riccardo Fucile

DOVEVA PENSARCI PRIMA DI AFFIDARE A DI MAIO E AI POLTRONISTI LA GUIDA DEL M5S… LAMENTARSI ORA SENZA AVER MOSSO UN DITO PER CACCIARE UN PLETORA DI REAZIONARI E’ TROPPO FACILE

I No TAV della Val di Susa saranno contenti di sapere che mentre Luigi Di Maio piscia loro in testa Beppe Grillo gli dice che piove.
Il Garante del M5S infatti fa sapere a mezzo stampa che quello che dice sì all’Alta Velocità  “non è più il mio MoVimento”, dimenticando che è stato proprio lui a dare tutto il potere all’attuale classe dirigente del M5S e mai, mai, mai, nè nel caso dell’ILVA nè il quello della TAP, nè sugli F-35 nè sulla Diciotti eccetera ha mosso un dito mentre i grillini si rimangiavano promesse, impegni e programmi.
Adesso però Beppe “prende le distanze”, qualunque cosa ciò voglia dire, mentre arriva la marea di melma nei confronti di quelli che ha mandato avanti a governare.
Racconta Ilario Lombardo sulla Stampa:
«Non è più il mio movimento» ripete ogni volta, per scacciare il fastidio di chi gli rinfaccia le promesse. Il Tap, l’Ilva, la regola del secondo mandato e ora la Tav. Una bandiera che viene incenerita assieme a migliaia di ricordi, di emozioni e di preoccupazioni. Per la Tav Grillo si è beccato una condanna a 4 mesi nel 2014, finita in prescrizione, per aver rotto i sigilli dei cantieri della Val Susa.
Sia chiaro, il garante era stato avvertito. In serata, Di Maio, allarmato per le notizie di un Grillo furioso per «l’ennesimo tradimento», ha fatto sapere che aveva informato il comico via telefono.
Ma tanto già  a marzo, quando Conte si ingegnò per trasformare i bandi in avis de marchè, sperando di guadagnare tempo con questa trovata semantica, Grillo aveva capito come sarebbe finita.
Beppe quindi sta semplicemente cercando di smarcarsi da una responsabilità  che politicamente poggia tutta sulle sue spalle così come su quelle di Alessandro Di Battista, che non a caso ieri si è provvidenzialmente dato alla macchia filandosela dai social network per non dover dare imbarazzanti spiegazioni.
Eppure l’ideona di conquistare voti promettendo cose impossibili da realizzare per poi scappare al momento giusto è la cifra stessa del M5S da quando è nato: basta vedere le aspettative delle promesse grilline su Roma e la realtà  di una città  che è riuscita incredibilmente a peggiorare su rifiuti e trasporti per capirlo.
Prima o poi qualche PM ravviserà  il reato di circonvenzione di elettore incapace. In attesa, meglio la fuga.

(da “NextQuotidiano”)

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