Novembre 12th, 2010 Riccardo Fucile
CRESCE VENDOLA AL 5,7%, IN CALO PD AL 23% E LEGA AL 13%… STABILI IDV AL 5,7%, UDV AL 6%, LA DESTRA AL 2,3%… IN RISALITA IL MOVIMENTO 5 STELLE AL 3,1% E PRD-PDCI ALL’1,8%… GLI INDECISI SONO IL 36%….FIDUCIA NEL PREMIER AL 36%, NEL GOVERNO AL 39%… TRA I LEADER DI PARTITO FINI E’ PRIMO CON IL 43%
Il sondaggio settimanale di Crespi Ricerche sulle intenzioni di voto degli italiani segna un ulteriore passo indietro dei due principali partiti.
In Pdl sembra ormai in caduta libera e perde un altro punto in sette giorni, scendendo dal 27%% al 26%, ben lontano al 37/38% delle politiche 2008.
Da luglio ad oggi il Pdl ha perso il 6,7% di consensi.
Futuro e Libertà , dopo la convention di Perugia, registra un bel balzo in avanti, passando dall’8% al 9,2%, il miglior risultato fino ad oggi realizzato.
La Lega scende dal 13,5% al 13% di questa settimana, mentre La Destra dal 2,4% al 2,3%.
Il Pd cala dal 24,5% di sette giorni fa al 23%, l’Idv dal 5,8% al 5,7%, l’Udc dal 6,2% al 6%, tutti e tre i partiti a luglio raccoglievano maggiori consensi.
In crescita invece Sinistra e Libertà di Nichi Vendola che passa dal 4,8% al 5,7%, così come Prc-Pdci dall’ 1,4% all’ 1,8% e i radicali dall’1% all’1,2%.
Cresce nuovamente il Movimento 5 Stelle di Grillo che passa dal 2,2% al 3,1%.
Scende la percentuale degli indecisi dal 39% al 36%, segno che qualcuno comincia ad avere le idee più chiare.
La fiducia in Berlusconi, che a luglio era del 52,1%, è ora scesa al 37%, mentre il governo dal 47,4% di luglio si attesta ora al 39%.
Infine la classifica della fiducia nei leader di partito vede al primo posto Fini con il 43%, poi Bersani al 33%, Vendola e Casini al 32%, Pannella al 31%, Grillo e Di Pietro al 30%, Bossi al 29%.
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Novembre 5th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA STABILE AL 13,5%, IDV AL 5,8%, UDC AL 6,2%, SINISTRA E LIBERTA’ AL 4,8%, 5 STELLE AL 2,2%, LA DESTRA AL 2,4%, RIFOND. E C.I. ALL’ 1,4%, RADICALI ALL’ 1%…. LA FIDUCIA IN BERLUSCONI SCENDE DAL 40% al 37% , QUELLA NEL GOVERNO DAL 40% AL 38%
Futuro e Libertà festeggia il suo simbolo con un risultato di tutto rispetto: l’8%, in aumento rispetto al 7,6% di una settimana fa.
E’ quanto rivela il consueto Osservatorio Settimanale realizzato da Crespi Ricerche .
Continua il trend discendente del Popolo della Libertà , che crolla al 27%, rispetto al 27,8% precedente, tallonato dal PD, a quota 24,5%, in calo rispetto al 25% che aveva sette giorni fa.
Stabile la Lega al 13,5% (stessa percentuale).
In leggero aumento l’Udc al 6,2% ( aveva il 6%), tallonata da Di Pietro che guadagna quasi un punto in una settimana e si ferma al 5,8% (aveva il 5%).
Continua invece la marcia di Sinistra Ecologia e Libertà , che sale a quota 4,8 (rispetto al 4,5%).
Scendono al 2,2% il Movimento 5 stelle (aveva il 2,5%) e al 2,4% La Destra di Storace (dal 2,6%).
Primo partito d’Italia sempre quello degli indecisi, con il 39%.
Crolla la fiducia in Silvio Berlusconi, a quota 37% (aveva una settimana fa il 40%), distante ben tre punti dal governo al 40%, che comunque perde il 2% in una sola settimana.
E il caso Ruby deve ancora farsi sentire.
E’ invece Gianfranco Fini a guidare la classifica di fiducia nei politici italiani.
Il Presidente della Camera è a quota 41%.
Molto più indietro Nichi Vendola (32%), Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani al 31%.
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Ottobre 12th, 2010 Riccardo Fucile
LEGA AL 13,8%, UDC AL 6%, IDV AL 5,2%, SINISTRA E LIBERTA’ AL 3,8%, GRILLINI AL 3%… NELL’ULTIMA SETTIMANA L’INCREMENTO MAGGIORE E’ PER I FINIANI E IL PD…ASTENSIONE AL 40%
Il consueto aggiornamento settimanale del sondaggio di Crespi Ricerche, rivela alcuni
trend significativi nella posizione dei vari partiti.
Per quanto riguarda il Pdl, si scende al 28,2% (- 0,3% rispetto a una settimana fa, – 5,6% in sei mesi).
La Lega è al 13,8% (+0,3% rispetto a una settimana fa, stessa percentuale in primavera).
Futuro e Libertà sale ancora e dal 7,6% di una settimana fa arriva all’8% (segnaliamo che un sondaggio de La7 lo dà addirittura all’8,7%).
Era sceso a luglio al 5% in seguito ai dossieraggi, ora gli italiani hanno compreso tante cose e il dato è in costante risalita, a differenza dei mandanti dell’operazione.
Stabili Udc (6%) e Alleanza per l’Italia di Rutelli (0,5%), rispetto alla scorsa settimana.
Avanza invece il Pd che dal 24,2% arriva al 25%, mentre scendono Idv (dal 5,5% al 5,2%) , Sinistra e Liberta (dal 4% al 3,8%) e Grillini (dal 3,4% al 3%)
Scende la Destra (dal 3% al 2,8%).
Stabili Rifondazione (1%) , Pannella (1%) e Verdi (0,5%).
Il partito dell’astensione è sempre al 40%
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Settembre 22nd, 2010 Riccardo Fucile
UDC 6%, IDV 6,2%, SINISTRA E LIBERTA’ 4,2%, LA DESTRA 3%, GRILLINI 1,5%, RIFONDAZIONE 1,2%, MPA 1%, RADICALI 1%, ALLEANZA PER L’ITALIA 0,7%, VERDI 0,5%…. CRESCONO GLI INDECISI AL 38%
Il sondaggio di Crespi Ricerche viene effettuato con periodicità costante e pertanto segnala le
tendenze di crescita o di regresso a seconda delle varie fasi politiche e degli accadimenti che possono incidere sul giudizio degli elettori.
Intanto va segnalata la enorme massa di indecisi: il 38% degli italiani, se si dovesse votare a breve, dichiara di non aver ancora idea per chi votare e se recarsi alle urne.
Una tendenza in crescita e che corrisponde alla percentuale di elevato astensionismo cui si è assistito peraltro durante le Regionali di primavera e le Europee dell’anno scorso.
Esaminiamo ora i vari partiti e le linee di tendenza, da febbraio a settembre 2010.
Il Pdl in otto mesi è crollato dal 37,6% al 29%, perdendo quasi 9 punti, di cui 1 anche negli ultimi 12 giorni.
La Lega Nord è passata dall’11,3% di febbraio al 12,7 di settembre, ma aveva avuto picchi superiori in altri quattro mesi degli otto considerati.
Sicuramente pare essersi attestata appena sopra il 12% in media.
Futuro e Libertà è atipico, in quanto viene testato senza che sia ancora un partito, con relativa struttura, sedi e attività sul territorio.
In ogn caso è passato dal 5,1% di inizio settembre al 7,5% in soli 20 giorni: dato in crescita che porta a ritenere che la vicenda della casa di Montecarlo cominci a essere vista dall’elettorato come una montatura per diffamare Fini.
A questo punto Futuro e LIbertà può puntare a ritornare a quel 9,5% che gli era stato attribuito dai sondaggi prima dell’estate.
Cresce leggermente anche la Destra di Storace che ha avuto il premier come sponsor e che passa dall’1,7% di otto mesi fa al 3% attuale.
IL Pd che a febbraio contava sul 27,7% dei consensi, ora è sul 25% ma nelle ultime settimane sta risalendo dopo aver toccato anche quota 23%.
L’Idv aveva il 6,5%, ora il 6,2%, stabile.
L’Udc a febbraio contava sul 6,5% di intenzioni di voto, ora sul 6%, ma fino a qualche settimana fa era sul 6,5%/7%.
In netta crescita Sinistra e Libertà che in otto mesi passa dall’1,9% al 4,2%, ma ha pure toccato punte del 4,8%.
Rifondazione e Comunisti italiani dall’1,5% sono scesi ancora all’1,2%.
Tra i partiti minori emerge il Movimento 5 Stelle dei grillini, ora stabile all’1,5%, così come Mpa all’1%, Rutelli con Alleanza allo 0,7% e i Verdi allo 0,5%.
In discesa i radicali dal 2,4% all’1%.
Da segnalare che la distanza tra Pdl e Pd si è ridotta ad appena 4 punti percentuali, e che Futuro e Libertà , pur non essendolo ancora nella forma, è di fatto attualmente il quarto partito italiano, con ulteriori prospettive di crescita.
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Settembre 7th, 2010 Riccardo Fucile
HA CREATO “LA DESTRA” SU IMPUT DEL PREMIER IN FUNZIONE ANTI-FINI, POI E’ STATO SCARICATO, QUINDI RIPESCATO E RIAMMESSO A CORTE…UN GENERALE SENZA ESERCITO CHE PARLA DI ETICA POLITICA NONOSTANTE UNA CONDANNA A UN ANNO E SEI MESI PER ESSERE STATO PROMOTORE E ISTIGATORE DELLA INCURSIONE AL SISTEMA INFORMATICO DEL COMUNE PER DANNEGGIARE LA MUSSOLINI
Ogni tanto si fa ricevere a Palazzo Grazioli per “respirare” l’aria di corte: quando il premier ha bisogno di sentirsi caricare in funzione anti-Fini, chi meglio del battutista Francesco Storace riesce a fargli tornare il sorriso?
Solidarietà tra barzellettieri.
Non saprà guidare un partito (visto le ultime percentuali nazionali da prefisso telefonico raggiunte), non saprà tenere unita una comunità umana (visto la diaspora di quasi tutti i dirigenti con cui aveva iniziato l’avventura de “la Destra”), non sarà un grande stratega (si è fatto convincere da Berlusconi a fondare un partito che avrebbe dovuto portare via voti ad An, quando sembrava imminente la rottura dell’intesa tra il premier e Fini, poi è stato scaricato da Silvio quando An è entrata nel Pdl, salvo essere richiamato a corte qualche mese fa), ma è un uomo servizievole in fondo.
Chi ricorda malevolmente i suoi primi incarichi nel Msi, quale autista di Marchio, o chi non dimentica il suo ruolo di portavoce di Fini in An, non si stupisce che sia diventato ora il maggiordomo politico di Silvio.
Dopo aver detto peste e corna del premier per due anni e soprattutto nella campagna elettorale politica del 2008: da una parte la Danielona che denunciava i vizi di chi “le donne le vuole solo orizzontali”, dall’altra il pugnace Epurator che univa le fiamme tricolori contro il berlusconismo dilagante.
Per poi finire a scrivere comunicati stampa che giustificano ancora l’esistenza di un partito che solo a Roma, grazie alla mancanza del simbolo del Pdl, ha raccolto un minimo consenso.
Ma Storace è utile in fondo: chi meglio di lui, uomo coerente, può tutelare lo spirito delle ultime volontà della Colleoni e della sua casa di Montecarlo, mandando esposti in sintonia con Perdente Feltri?
Chi meglio di lui può dichiararsi indignato con Fini per aver tradito lo spirito del Msi?
Certo non io, che non ho mai aderito ad An e non ho mai fatto il portaborse di Fini, ma lui sì che è un esperto di quel mondo in cui ha avuto onori e prebende.
Non lo ha mai criticato dall’interno per decenni?
Che volete che sia, non sarà certo per convenienza.
Ora si erge a moralizzatore, ad esteta della “destra che non tradisce”, simbolo dei duri e puri e si ritrova i suoi compagni di merenda Gasparri e Alemanno.
C’eravamo tanto amati (e tanto odiati)…
Un bel teatrino della politica, direbbe Silvio.
Una bella comparsata televisiva e riecco Francesco in piena forma, tra ammiccamenti e battute, che accusa Fini di mancanza di etica politica e di cattivo esempio per l’ambiente di destra.
Beh c’è un limite a tutto.
E’ compatibile la carica di segretario di un partito con una condanna a un anno e sei mesi per aver “tramato” contro la Mussolini, esponente dello stesso mondo?
Riportiamo le agenzie del 5 maggio 2010, per chi ha la memoria corta. Continua »
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Agosto 5th, 2010 Riccardo Fucile
SU ESPOSTO DE “LA DESTRA” DI STORACE, LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN FASCICOLO, IN QUANTO ATTO DOVUTO, CON L’IPOTESI DI TRUFFA AGGRAVATA SULLA BASE DI QUANTO IPOTIZZATO DAGLI AMICI DI STORACE… FINI HA GIA’ PRESENTATO NUMEROSE DENUNCE PER DIFFAMAZIONE
La procura di Roma ha aperto un fascicolo, in quanto atto dovuto, tiene a precisare, in
seguito all’esposto presentato da due esponenti locali del gruppo La Destra.
L’ipotesi di reato segnalato dagli “esponenti” è quello di truffa aggravata – al momento contro ignoti – sulla vicenda dell’appartamento di Montecarlo, lasciato in donazione ad Alleanza Nazionale e poi venduto a una società off shore.
L’intenzione della Procura al momento è quella di acquisire tutta la documentazione relativa alla vendita dell’immobile.
ll fascicolo è stato affidato al procuratore aggiunto Pier Filippo Lariani.
A proposito delle illazioni sulla proprietà di quell’appartamento, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto “Ben vengano le indagini sul patrimonio An, anche se la denuncia proviene da avversari politici” e ha poi annunciato di aver presentato alcune denunce per diffamazione.
“Il presidente Fini non è titolare dell’appartamento, e non sono a lui riconducibili le società che hanno acquistato l’immobile – si sottolineava in un comunicato – del pari è falsa la notizia relativa alla cifra versata quale corrispettivo. Sarà l’autorità giudiziaria ad acclarare la totale infondatezza di quanto divulgato e ad accertare la condotta diffamatoria”.
Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si sofferma sulle inchieste partite dai giornali vicini a Berlusconi contro Gianfranco Fini: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio nei confronti del Presidente della Camera. Se uno è un delinquente, lo è sempre. Una persona non è delinquente se fa una scelta oppure santa se ne fa un’altra”. Continua »
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Marzo 30th, 2010 Riccardo Fucile
IL CENTRODESTRA HA PERSO CONTRO UNA SINISTRA CHE HA SAPUTO FARE GIOCO DI SQUADRA…LA LEGA RESTA CON LA MOSCHEA AL NASO, IL PDL COMPOSTO DA SOLI SOLISTI PERDE TUTTI I CANDIDATI DI AREA AN: “OCCORRE UN PARTITO CHE FACCIA POLITICA TRA LA GENTE, NON NEI SALOTTI”
Il candidato governatore del centrodestra Sandro Biasotti tornerà a Roma a fare il
deputato: anche questa volta Claudio Burlando lo ha battuto con un 52,14% contro il 47,85% da lui raccolto.
Nonostante i sondaggi li dessero sul filo di lana fino a qualche settimana fa, la capacità di “fare gruppo” del centrosinistra ha avuto la meglio sulle troppe individualità che albergano nella coalizione di centrodestra.
Rispetto alle elezioni europee di un anno fa, il Pdl è sceso dal 34,40% al 29,33%, un 5% però recuperato dalla lista Biasotti (6%) .
Ma la Lega in Liguria non ha sfondato, anzi ha sbattuto il naso contro le mura della moschea tanto contestata e che alla fine non ha reso elettoralmente un bel nulla: la Lega passa dal 9,9% al 10,2%, percentuali inferiori persino all’Emilia Romagna, con un misero 8,5 in Genova città .
Persino nel quartiere dove hanno contestato la costruzione di una moschea i leghisti hanno preso solo un 3% in più di consensi, mentre il centrosinistra raggiunngeva il 60% di voti.
Biasotti ha fatto l’errore di rincorrere la Lega su un terreno che di consensi non ne porta, ma al contrario contribuisce a consolidare l’immagine di una destra becera e reazionaria, priva di modernità e di sguardo al futuro.
Il sedicente “vicepresidente” Bruzzone, capolista leghista, rappresentante della lobbie dei cacciatori, a questo punto si ritroverà a sparare ai passeri, senza potersi fregiare dell’ambito titolo che incautamente aveva usato già in campagna elettorale.
Si consolerà con la considerevole diaria regionale e la solita oscura opposizione, mentre Biasotti che dieci anni fa vinse presentandosi come “l’uomo del rinnovamento”, tornerà alla Camera a fare il peones. Continua »
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Marzo 26th, 2010 Riccardo Fucile
DALLA SANTANCHE’ A STORACE, FINO ALLE SIGLE MINORI, E’ UN CORRERE PER PORTARE ACQUA AL CAPITANO CHE LI AVEVA MESSI FUORI SQUADRA…. ORA CHE HA PRESO LA “COTTA”, I GREGARI LO SPINGONO IN SALITA: SE VINCE IL GIRO FORSE HANNO UN GAZEBO GRATIS E UNA POLTRONA FRAU A TESTA
Una volta esisteva una destra, anzi diciamo varie destre: così potrebbe iniziare la fiaba della
nonna moderna.
Negli ultimi anni, alle varie scadenze elettorali, l’elettore di destra poteva scegliere tra quella nostalgica, ultracristiana, tradizionalista, sociale, anticapitalista, antagonista e chi più ne ha, più ne metta.
Spesso sulla scheda è capitato di trovarne anche tre, tutte o quasi destinate allo 0,5% dei voti.
Eppure la volta successiva riapparivano sempre con lo stesso fine di testimonianza.
Solo il cartello elettorale tra la Destra di Storace e la Fiamma tricolore aveva raggiunto il 2,6%, alle scorse politiche, rimanendo comunque vittima dello sbarramento.
Come in tutti gli ambienti dove conta più la dignità e la coerenza, iniziò subito una lenta diaspora, se non una fuga verso la vittoria (leggi poltrona).
Mirabile fu lo scatto immediato della Santanchè che dopo averci riempito la testa con le arringhe contro colui che le donne le vuole “solo orizzontali”, dopo pochi mesi già bussava al castello del sire, con il cipiglio della dama ferita in battaglia e pronta alla resa condizionata (dalla ammissione a corte con relative prebende).
Altrettanto ricca di contenuti ideali la tesi del sire che, a chi storceva il naso per la conversione, faceva notare: “la Daniela vale 800.000 voti”.
Un tot a peso la carne, un tot a peso la coerenza, insomma.
Storace non poteva ancora fare istanza di accesso al castello, ma le sue truppe, dopo l’umiliante 0,6% alle Europee dell’anno scorso, ormai mordevano il freno.
La biada per i cavalli stava finendo, come si sarebbe potuta affrontare un’altra battaglia?
Come un buon venditore sa, c’è sempre il momento adatto per vendere il prodotto, basta aspettare.
Ma invece che attendere che si creasse uno spazio elettorale per far crescere la sedicente destra sociale, peraltro già data in garanzia da Alemanno in passato come pass verso la Frau, Storace non è uomo capace di stare lontano troppo tempo dalle stanze che contano.
E i suoi referenti di periferia ancora meno.
Queste elezioni regionali sono cadute a fagiolo: in alcune regioni la differenza tra le due coalizioni è minima e un apporto anche modesto potrebbe essere determinante.
Basta indossare il saio del penitente, magari di ampia misura, ed ecco anche Epurator in pellegrinaggio a Palazzo Grazioli. Continua »
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Marzo 19th, 2010 Riccardo Fucile
ALEMANNO E BERLUSCONI APPOGGIANO IL RINVIO, LA POLVERINI E STORACE VOGLIONO ANDARE A VOTARE SUBITO…. MA SE IL PDL E’ ESCLUSO, A CHE TITOLO CI METTE BOCCA?… LASCINO DECIDERE LA POLVERINI, INVECE CHE METTERLE SEMPRE I BASTONI TRA LE RUOTE
Un pasticcio senza fine, ma non solo. Il caos delle liste nel Lazio rischia di arricchirsi di un nuovo capitolo: il critico d’arte Vittorio Sgarbi, alla guida di Rete Liberal, ha presentato oggi il ricorso per chiedere il rinvio del voto.
La lista di Sgarbi che sostiene la candidata del Centrodestra, Renata Polverini, è stata riammessa due giorni fa dal Tar, dopo che era stata bocciata in un primo momento: quindi Sgarbi può chiedere, in base alla legge, un supplemento di campagna elettorale e far slittare il voto di 15 giorni.
Fino a ieri la Polverini aveva chiesto al premier di convincere Sgarbi a non aggiungere ulteriore confusione a una situazione già difficile da gestire, dopo la esclusione della lista del Pdl dalla provincia di Roma.
“Sono nel pieno della campagna elettorale da tre mesi, voglio andare al voto e vincere” ha dichiarato Renata.
Tra l’altro non si è mai visto che una lista di appoggio decida in contrasto con la candidata governatore: dato che Sgarbi non porta certo milionate di voti, pur avendo ragione in punta di diritto, che interesse avrebbe a rinviare le elezioni di quindici giorni?
E perchè dovrebbe smarcarsi dal suo candidato governatore?
Stranamente ecco che oggi Sgarbi presenta la richiesta di rinvio e a sopresa Berlusconi dichiara: “la lista Sgarbi ha certamente diritto ad altri giorni di campagna elettorale ed è giusto che si rispetti questo diritto”.
E sempre caso strano ecco Alemanno che va oltre: “Penso che 15 giorni di ulteriore campagna elettorale, parlando dei problemi dei cittadini, siano molto utili”.
Replica gelida della Polverini: “Penso che si debba andare a votare alla data indicata”.
Con lei si schiera Storace, che precisa: “La Lista Sgarbi era già stata ammessa in 3 province su 5, al punto che ha partecipato alle tribune regionali Rai. un rinvio non avrebbe alcun fondamento. Alle politiche non si rinviano le elezioni se una lista viene riamessa in una circoscrizione: a noi capitò in Abruzzo, ma non avemmo il diritto a far spostare le elezioni in tutta Italia”.
Il centrodestra insomma si spacca anche su questa questione, tanto per continuare nelle belle figure. Continua »
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