Destra di Popolo.net

ILVA TARANTO, SEQUESTRO CONFERMATO: “FACOLTA’ D’USO PER IL RISANAMENTO”, I RIVA RESTANO AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Agosto 7th, 2012 Riccardo Fucile

IL RIESAME CONVALIDA LA MISURA DECISA DAL GIP PER L’IMPIANTO SIDERURGICO, IL FINE DEVE ESSERE LA MESSA A NORMA DEGLI IMPIANTI

Il tribunale del Riesame di Taranto ha confermato il sequestro delle aree a caldo dello stabilimento Ilva concedendo la facoltà  di uso esclusivamente per la messa a norma impianti.
I giudici hanno anche confermato la misura degli arresti domiciliari per Emilio Riva (ex patron dell’Ilva), per il figlio Nicola (ex presidente del consiglio d’amministrazione) e per Luigi Capogrosso (ex direttore dello stabilimento).
Il tribunale ha invece disposto la revoca degli arresti e la rimessa in libertà , invece, per Marco Andelmi, Angelo Cavallo, Ivan Di Maggio, Salvatore De Felice e Salvatore D’Alò, dirigenti e funzionari dello stabilimento.
Il collegio di giudici — presidente Antonio Morelli, a latere Rita Romano e Benedetto Ruberto — ha deciso che sia il presidente Bruno Ferrante e non il dottor Mario Tagarelli, nominato dal gip Patrizia Tudisco, a risolvere le problematiche occupazionali relative al personale impiegato nelle 6 aree coinvolte dal sequestro.
Il tribunale ha nominato Ferrante anche custode e amministratore di aree e impianti sotto sequestro in aggiunta ai tre ingegneri nominati dal gip per le procedure tecnico-operative.
Intanto la Camera dei deputati, questa sera o domani, potrebbe essere riconvocata per l’annuncio del decreto legge ad hoc.
E’ quanto è emerso dalla riunione dei capigruppo di Montecitorio, mentre a Bari si lavorava per impedire la chiusura dello stabilimento perchè – aveva spiegato stamani il ministro Passera – “se fermi quegli impianti non si riaprono più”.
L’Ilva da parte sua sembrerebbe intenzionata ad attuare le misure necessarie per ridurre l’impatto ambientale, con misure adottate “spontaneamente” (chissà  come mai non lo ha fatto prima n.d.r.)
I fondi per la bonifica e i tempi per raggiungere standard diversi “sono dati che tutti insieme portano a evitare la chiusura”.
Sulla vicenda dello stabilimento siderurgico colpito dai provvedimenti della magistratura è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera: L’alternativa pane-veleno “è inaccettabile”.
“Non possiamo però neppure dire che gli impianti dell’Ilva vanno   tenuti aperti a qualsiasi condizione – ha puntualizzato Passera – in quanto i criteri salute pubblica devono essere considerati”.
“Ci deve essere l’impegno di tutti a non chiudere, ne va di mezzo – ha detto il ministro – non solo il gruppo Riva ma tutta la filiera”

argomento: Ambiente, Lavoro | Commenta »

L’AVVOCATO CON LO SPOT E LA PUBBLICITA’ PER CONQUISTARE CLIENTI

Agosto 6th, 2012 Riccardo Fucile

CON LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI VI SARA’ CONCORRENZA SULLE TARIFFE

La pubblicità  sarà  anche l’anima del commercio ma con le professioni ordinistiche non ha mai avuto un buon rapporto.
Adesso, con l’approvazione della riforma delle professioni, la questione si ripropone: il testo chiede che la pubblicità  informativa venga «consentita con ogni mezzo e abbia ad oggetto, oltre all’attività  professionale esercitata, i titoli e le specializzazioni del professionista, l’organizzazione dello studio e i compensi praticati».
Questa chiara presa di posizione ha definitivamente sdoganato la pubblicità  presso il mondo professionale. In realtà  già  altri testi normativi avevano aperto le porte al messaggio commerciale ma in molti casi gli Ordini guardavano con diffidenza queste iniziative.
Non sono stati pochi, in questi anni, i casi di provvedimenti disciplinari verso professionisti che si erano lasciati andare a spot un po’ più arditi o «creativi». – Insomma finora in Italia non abbiamo assistito di frequente a inserzioni pubblicitarie, spot o passaggi radiofonici che decantassero le abilità  o i costi stracciati di un notaio, un commercialista o un ingegnere. In realtà  esistono già  studi professionali che appartengono all’Associazione low cost che fa dei prezzi competitivi il suo cavallo di battaglia; ce ne sono altri che hanno tentato qualche timido approccio alla cartellonistica ma si tratta di casi sparuti, nulla a che vedere con le grandi campagne promozionali a cui si assiste nei paesi anglosassoni. Inutile nascondere però che nelle intenzioni del nuovo testo c’è la volontà  di vivacizzare la concorrenza tra i professionisti che si confrontano sul mercato evitando accordi di cartello.
Per questo la riforma potrebbe cambiare radicalmente lo scenario e anche categorie tradizionalmente contrarie alla pratica commerciale (notai su tutti) adesso sembrano ben disposte anche perchè il testo raccomanda che la pubblicità  informativa deve essere funzionale all’oggetto (niente prendi due e paghi uno), non deve violare l’obbligo del segreto professionale, non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria.
Proprio questo è uno dei passaggi più delicati, perchè la pubblicità  comparativa è quanto di più irritante esista nel mondo professionale.
Esiste già  un precedente eclatante in tal senso: nel 2008 divenne possibile effettuare cessioni di quote di società  a responsabilità  anche presso i commercialisti e non più soltanto presso gli studi dei notai.
Questi ultimi pensarono a una reazione mediatica e il mezzo fu una pubblicità  con questo slogan «Con il notaio più sicurezza meno costi; senza il notaio più costi meno sicurezza».
La reazione non si fece attendere: i commercialisti si sentirono chiamati in causa e fecero ricorso all’Antitrust che, in un primo momento, chiuse il procedimento senza sanzioni. I commercialisti fecero poi ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, che multò di 5 mila euro i notai.
Uno scontro all’arma bianca che poi sfociò in una pace diplomatica sancita da Claudio Siciliotti (presidente dei commercialisti) e Giancarlo Laurini (presidente dei notai). Un caso emblematico di quanto la pubblicità  possa trasformarsi in un terreno esplosivo quando viene utilizzata dal mondo professionale.
Però adesso che il via libera è definitivo, vedremo se si scatenerà  la corsa alle proposte competitive stravolgendo un approccio culturale fatto di diffidenza e litigiosità .
Non a caso sono in tanti a prevedere che l’aumento delle pubblicità  sarà  proporzionale a quello delle controversie.
E chissà  che magari anche gli utenti non traggano beneficio da un mercato, magari più litigioso ma più fluido e conveniente.

Isidoro Trovato

argomento: Lavoro | Commenta »

IL SISTEMA DI PRESSIONE DELL’ILVA: “L’ISPEZIONE DEL MINISTERO VA PILOTATA”

Agosto 6th, 2012 Riccardo Fucile

LA DIREZIONE DI TARANTO VOLEVA CONDIZIONARE LE VALUTAZIONI DEI TECNICI ARPA, QUELLE DEL GOVERNO E DEI GIORNALISTI

Al quartier generale dell’Ilva avevano un’ ossessione: controllare tutto.
I tecnici dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, quelli del ministero, e i giornali.
Regista dell’operazione era il dottor Girolamo Archinà , l’uomo delle pubbliche relazioni della famiglia Riva.
E’ lui che parlando con un consulente nel 2010, vanta amicizie eccellenti negli uffici della Regione a Bari, e più in alto, al ministero dell’Ambiente. “Corrado Clini (all’epoca direttore generale del ministero) è un uomo nostro”.
Ma al lavoro per l’Ilva c’era anche un esercito di legali, consulenti ed esperti.
E’ il 9 giugno del 2010 quando a scendere in campo è l’avvocato Perli, di Milano, in buoni rapporti, a quanto risulta dalle intercettazioni della Guardia di Finanza, con i vertici del ministero dell’Ambiente.
In ballo c’è il rilascio dell’autorizzazione Aia, essenziale per il funzionamento dello stabilimento.
L’avvocato Perli chiama Fabio Riva, il padre Emilio è agli arresti domiciliari per il disastro ambientale di Taranto, e gli preannuncia un incontro con Luigi Pelaggi, capodipartimento del ministero dell’Ambiente.
L’avvocato informa Riva junior che l’alto funzionario “ha dato disposizione a Ticali di parlare con Assennato”.
Il primo è un ingegnere esperto in pavimentazioni stradali nominato dall’allora ministro Stefania Prestigiacomo presidente della Ipcc, la commissione che concede l’Aia.
Il secondo è il presidente dell’Arpa Puglia. L’avvocato Perli è raggiante e tranquillizza Fabio Riva: “Non avremo sorprese e comunque la visita della Commissione allo stabilimento va un po’ pilotata”.
Un ostacolo al lavoro dell’apparato Ilva, può essere costituito dal direttore dell’Arpa. “Quello si comporta così perchè ha ambizioni politiche”.
Poveri tarantini che affidavano la loro salute agli organi di controllo.
“Il fatto che la commissione Ipcc debba essere pilotata — scrive la Guardia di Finanza di Taranto — e che, comunque, sia stata in un certo qual modo in parte avvicinata”, si rileva anche da altre intercettazioni telefoniche.
Quale sia stata la scelta della famiglia Riva di fronte a controlli, articoli di giornali, minacce di referendum degli ambientalisti, lo si capisce da questa intercettazione del luglio 2010.
Girolamo Archinà , l’uomo delle pubbliche relazioni, parla con Ivo Allegrini, ex membro del Cnr e consulente Ilva. Allegrini: “Le amministrazioni pubbliche fanno il loro dovere, pure gli ambientalisti, ma quando si esagera si esagera”.
Archinà  detta la linea: “Ivo, il discorso è questo, se noi siamo convinti di avere di fronte i tribunali, il Tar, io sono il primo a dire facciamo la guerra a tutto spiano”.
E quando i giornali danno fastidio, scrivono, danno voce alla gente di Tamburi stanca di respirare veleni (“fanno da cassa di risonanza” alle inchieste, per il manager Ilva), lui sa come fare. “Bisogna pagare la stampa per tagliargli la lingua. Cioè pagare la stampa per non parlare”.
È questa la democrazia a Taranto dell’impero Riva intollerante ai controlli.
Quando l’Arpa calca la mano su una relazione che descrive le quantità  di benzoapirene emesso dall’Ilva, Archinà  alza il telefono e chiama il professor Giorgio Assennato. Lo rimprovera.
Le emissioni sono sopra il limite, “potrà  rilevarsi necessaria imporre altre misure di riduzione”, dice Assennato. “Lo so, lo so, ma questo ci crea grossi problemi. Così chiudiamo” .
Uomo dalla stazza massiccia, Archinà , quando non poteva comprarseli giornali e giornalisti (ieri l’Ordine della Puglia ha chiesto di acquisire tutti gli atti della procura), gli strappava il microfono.
È successo nel 2009, Luigi Abate, cronista di una tv locale, sta tentando di parlare di morti e tumori con il vecchio Riva.
“Ve li inventate voi, i morti”, risponde infastidito il patron, a quel punto interviene Archinà , strappa il microfono al giornalista, lo butta via e si piazza come un armadio davanti alle telecamere.
L’uomo delle pubbliche relazioni, indagato per corruzione in atti giudiziari, non sarà  più la voce dell’Ilva. Licenziato.
“Clini è nostro” è la frase che ha scatenato polemiche feroci.
In una durissima nota Clini giudica il deposito dell’intercettazione “una grave violazione della deontologia processuale”.
Il ministro “non si è mai occupato della procedura Aia dello stabilimento Ilva, come risulta anche dall’istruttoria pluriennale condotta dal Ministero, nè ha mai avuto a tal proposito rapporti con la dirigenza Ilva”.
Perchè si pubblica una intercettazione “irrilevante ai fini del procedimento, nel momento in cui il Ministro Clini è impegnato a nome del Governo a ricercare soluzioni positive per il risanamento ambientale di Ilva, la continuazione produttiva dello stabilimento e la salvaguardia dell’occupazione?”.
Il ministro, “ha segnalato la situazione al Presidente della Repubblica ed al Ministro della Giustizia”.
Durezza che non ha impressionato più di tanto la procura.
Il procuratore Franco Sebastio, in una nota si è limitato a dire che “in nessuna di tali intercettazioni risulta, direttamente o indirettamente, il nome del ministro Clini”. Polemica chiusa?
Forse, perchè stando a rumors e indiscrezioni, ci sarebbero altri fascicoli aperti sul “sistema Ilva”.
La città  aspetta.
Mercoledì il Tribunale del Riesame deciderà  se confermare gli arresti di Riva padre e figlio e il sequestro degli impianti.

Enrico Fierro
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Ambiente, Lavoro | Commenta »

IL MANIFESTO DELLA “GENERAZIONE PERDUTA” : I TRENTA-QUARANTENNI VOGLIONO ESSERE UNA RISORSA DEL PAESE

Agosto 6th, 2012 Riccardo Fucile

SU INTERNET E’ PARTITA UNA INTERESSANTE INIZIATIVA TUTTA WEB E SOCIAL PER RISPONDERE CON UNO SCATTO D’ORGOGLIO AL DIBATTITO SUL DESTINO DI UNA GENERAZIONE… “GENERAZIONE PERDUTA” E’ UNA PIATTAFORMA-MANIFESTO DI COLORO CHE NON SI ARRENDONO

La generazione “perduta” dei trenta-quarantenni coinvolge ben dieci milioni di cittadini, più o meno un sesto della popolazione: Monti ha dichiarato che il governo per loro potrebbe solo sforzarsi di “limitare i danni”.
“Generazione Perduta” vorrebbe facilitare il confronto fra tutti coloro che si sentono, al contrario, una risorsa per il Paese.
Chi c’è dietro questo appello?
I promotori sono i seguenti 24, tutti presenti su Twitter: Stefano Epifani, Ernesto Belisario, Guido Scorza, Roberto Scano, Alessandra Poggiani, Vincenzo Capozzoli, Marco Pierani, Francesca Comunello, Alessio Jacona, Diletta Parlangeli, Sergio Ragone, Andreas Voigt, Domitilla Ferrari, Maurizio Pesce, Mirko Lalli, Matteo Fantuzzi, Andrea Fama, Gianluca Sgueo, Nicola Ballotta, Francesco Paolo Micozzi, Alessandra Farabegoli, Gianluca Diegoli, Mariangela Vaglio, Valentina Spotti.
Ma stanno già  fioccando centinaia di firme che sottoscrivono.

Ecco il Manifesto:
“Noi siamo la generazione perduta. Quei 30-40enni italiani per i quali — come ha di recente confermato il Presidente Monti — lo Stato non potrebbe far altro che limitare i danni.
Perchè è ormai troppo tardi per offrirci speranze e futuro.
Siamo consapevoli — e ce lo ha ricordato lo stesso Premier — che le responsabilità  di questa situazione sono di un’altra generazione: quella alla quale appartiene buona parte della classe dirigente che negli ultimi venti anni ha guidato questo Paese.
Oggi i quasi dieci milioni di italiani che appartengono alla nostra generazione vengono considerati “perduti” ed invitati ad accettare con rassegnazione un destino senza speranze nè futuro. E padri senza futuro non possono generare figli capaci di averne.
Praticamente, il risultato di un esperimento dall’esito fallimentare, che ha avuto per laboratorio il Paese intero e noi come cavie. Dieci milioni di vittime sono un bilancio inaccettabile per il Paese, rispetto al quale è necessario interrogarsi sulle reali responsabilità  di chi ha prodotto questo disastro.
Eppure non ci sentiamo “perduti”. Nè abbiamo voglia di rassegnarci ad un destino che altri hanno scritto per noi, anche se siamo consapevoli che molti di noi per troppo tempo hanno atteso che ‘altri’ si occupassero dei nostri problemi.
Per questo motivo, siamo convinti che non possono essere gli stessi che ci hanno condotto sin qui a farci uscire da questo guado, soprattutto se la loro più elevata ambizione è quella di ‘limitare i danni’.
È arrivato il momento, prima che sia davvero troppo tardi, di ritrovarci, contarci edaggregarci attorno ad alcune parole chiave, cinque tag dai quali ripartire.
La nostra non è una iniziativa finalizzata a creare un’associazione o un movimento politico. Nè cerchiamo o vogliamo padrini di alcun tipo.
Siamo professionisti, dirigenti, giornalisti, docenti, ricercatori, imprenditori, cocopro, che non vogliono — e, visti i risultati, non possono — delegare ancora ad altri il compito di scrivere il proprio futuro e quello dell’Italia.
Vogliamo impegnarci, ciascuno nel proprio ambito di competenza, a scrivere per noi e per il Paese un destino diverso rispetto a quello al quale chi ci ha governato sin qui ci vorrebbe inesorabilemnte condannati, perchè siamo convinti di essere una risorsa per il Paese troppo a lungo ignorata e sacrificata.
Servono, probabilmente, poche parole, tanta buona volontà , speranze ed ottimismo. Doti che, evidentemente, non appartengono più a chi ci vorrebbe convincere che il miglior futuro possibile per noi sia la limitazione dei danni.
Ecco le parole per raccontare quello che vogliamo e che faremo.
1. Rispetto
È innanzi tutto quello che chiediamo a chi ci ha condotto a questa situazione ed oggi pretende di tenerci ancora ai margini delle decisioni che riguardano il nostro presente ed il nostro futuro, e quindi quello del Paese, raccontando che per noi è troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Rispetto è quello che diamo e promettiamo alle generazioni che ci hanno preceduto, ma alle quali chiediamo ora di passare il testimone. Senza ‘guerre generazionali’ ma seguendo il normale ordine delle cose.
2. Merito
Non chiediamo favori o ‘quote giovani’ che tanti danni hanno già  fatto al Paese. Vogliamo impegnarci per l’affermazione di una vera cultura del merito che premi i migliori e porti con sè un’etica delle responsabilità  per la quale essere giovani non debba essere un vantaggio, ma non rappresenti nemmeno un ostacolo. Un Paese che non si doti delle necessarie regole per garantire il merito, oggi rinuncia alle migliori energie ed idee che ha a disposizione. Non perde solo una generazione, ma perde sè stesso.
3. Impegno
Vogliamo recuperare la dimensione perduta dell’impegno. Quella dimensione che ci porta ad essere cittadini attivi nel lavoro, nella società , nella famiglia. È una dimensione troppo spesso dimenticata in questo Paese in favore proprio di quei disvalori (clientelismo, corruzione, lottizzazioni) che ci hanno condotto nella situazione attuale.
4. Progetto
Abbiamo voglia di recuperare progettualità  individuale e collettiva. La prima che ci permetta di avere un mutuo, comprare casa, fare figli. La seconda che ci consenta di disegnare il Paese che vogliamo: più moderno, solidale, competitivo. In grado di superare le contingenze guardando sempre al proprio futuro con un obiettivo chiaro.
5. Fiducia
Siamo stanchi di facili disfattismi e diagnosi che, sottraendoci la speranza, ci negano la possibilità  di progettare e sognare. Abbiamo deciso di avere fiducia in noi stessi perchè siamo convinti di essere una risorsa per il Paese e chiediamo fiducia per non essere considerati prima eterni ragazzi che non sono ancora pronti, e poi errori di percorso da non ripetere e che basta dare per persi.”

argomento: Lavoro, radici e valori | Commenta »

POLITICI, SINDACALISTI E PRELATI: TUTTI ALLA CORTE DELL’UOMO FORTE DELL’ILVA

Agosto 5th, 2012 Riccardo Fucile

IL SISTEMA DI POTERE MESSO IN PIEDI DAL DIRIGENTE DEL SIDERURGICO ARCHINA’… LA FINANZA SPULCIA IN NOVE MESI DI INTERCETTAZIONI

La “repubblica indipendente dell’Ilva” tutto vedeva e a tutti provvedeva.
Dagli uomini politici ai sindacalisti, dagli alti prelati ai giornalisti.
Tremano gli operai, perchè i magistrati sequestrano l’area “a caldo” del più grande centro siderurgico d’Europa.
Ma adesso trema anche tutta Taranto, perchè dalle carte di un’altra inchiesta penale tuttora coperta dal segreto istruttorio potrebbe saltare fuori l’immagine di una città  più o meno compromessa col re dell’acciaio, Emilio Riva.
L’indagine la coordina il pm Remo Epifani, che chiede sei mesi di proroga.
Il reato è quello di corruzione in atti giudiziari.
Si tratta della stessa indagine da cui il procuratore Franco Sebastio e il sostituto Mariano Buccoliero stralciano tra le dieci e le quindici intercettazioni per dimostrare che gli otto indagati accusati di disastro ambientale devono rimanere ai domiciliari perchè potrebbero continuare, se fossero in libertà , a inquinare le prove.
Ma ci sono altre decine di telefonate ascoltate dagli investigatori della Finanza e tuttora riservate, che raccontano della capacità  di Ilva di tessere una impareggiabile rete di rapporti, ma pure dell’insistenza di chi dall’Ilva reclama piaceri, favori, un occhio di riguardo o solo un’attenzione particolare.
Uomini politici che favorirebbero assunzioni, sindacalisti o ex sindacalisti che non disdegnerebbero promozioni aziendali o l’assegnazione di premi di produzione, preti altolocati che porgerebbero l’altra guancia se riuscissero a ottenere il contributo richiesto, cronisti disposti a diventare malleabili.
Nei documenti nascosti di un processo destinato a prendere forma, si materializza lo spaccato di una comunità  ostaggio nel bene come nel male dei “padroni delle ferriere”.
Tutto ruoterebbe attorno alla figura di Girolamo Archinà , da ieri ex responsabile delle relazioni istituzionali di Ilva nel capoluogo ionico.
Era, perfino inevitabilmente, arruolato per chiacchierare con tutti.
Ma non per questo autorizzato ad alzare la voce, come fa invece col direttore generale dell’Arpa, il professor Giorgio Assennato: protesta dopo l’uscita di un dossier dell’agenzia per l’ambiente che “a suo dire porterebbe alla chiusura dello stabilimento” annotano le fiamme gialle.
La conversazione telefonica risale al 21 giugno del 2010.
Dodici giorni prima, un avvocato dell’Ilva, Francesco Perli, spiegava a Fabio Riva che la visita della commissione istruttoria l’autorizzazione ambientale integrata “va un po’ pilotata” e che la pignoleria di Assennato “è dettata da ambizioni politiche”.
Tutto parte proprio dall’eclettico Archinà , filmato mentre consegna all’ombra di una stazione di servizio di Acquaviva delle Fonti una busta bianca al professore universitario Lorenzo Liberti. Non un professore qualsiasi, ma il consulente della procura ingaggiato per mettere a nudo presunti giochi di prestigio dell’Ilva lungo il fronte della tutela ambientale.
Lo sospettano tuttavia di avere intascato denaro per 10mila euro.
Comincia così questa storia, tenuta insieme dalle maledette-benedette intercettazioni andate avanti per nove mesi, nel 2010.
Due anni più tardi Bruno Ferrante, nuovo presidente di Ilva, taglia la testa al toro: “La società  ha interrotto ogni rapporto di lavoro con il signor Girolamo Archinà  che pertanto in alcun modo e in nessuna sede può rappresentare la società  stessa”.
E’ la linea riveduta e corretta impressa alla multinazionale dall’ex prefetto di Milano: patti chiari e amicizia lunga.
Con tutti.
Per “abbassare i toni e essere meno conflittuali”.

Lello Parise
(da “La Repubblica”)

argomento: Ambiente, Lavoro | Commenta »

FORNERO: “IL RIGORE DA SOLO NON BASTA, BISOGNA PENSARE AI PIU’ DEBOLI”

Agosto 5th, 2012 Riccardo Fucile

“LA POLITICA DEVE MOSTRARSI CREDIBILE E FARE SCELTE LUNGIMIRANTI”… “IN FUTURO BISOGNA RIDISTRIBUIRE IL CARICO FISCALE, E’ UN’IDEA ANCHE DI HOLLANDE”

Esattamente un anno fa, il 5 agosto del 2011, la Banca centrale europea recapitava al governo italiano la lettera che contribuirà  a cambiare il corso degli eventi.
Quando chiediamo a Elsa Fornero un bilancio di questo anno di governo interrompe stupita: «Anno? Spesso si dimentica che abbiamo giurato il 16 novembre».
Il ministro del Lavoro si sta concedendo un week-end al mare prima di rientrare a Roma per l’ultimo consiglio.
Poi, mercati permettendo, una breve pausa ferragostana. Fornero scherza: «Tutti dobbiamo sperare che ci sia. Perchè se fossimo costretti al lavoro anche in quei giorni non sarebbe una buona notizia per nessuno».
Ministro, per quanto breve sia l’esperienza del governo Monti, sulle sue spalle sono state riposte aspettative enormi, in Italia e nel mondo. Lei è soddisfatta?
«Nessuno ha la bacchetta magica. Ma dico abbastanza soddisfatta».
Le cito il passaggio della lettera firmata da Mario Draghi dedicata alla riforma del mercato del lavoro: «Dovrebbe essere adottata un’accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e di politiche attive che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e i settori più competitivi». La vostra riforma soddisfa questa richiesta?
«Questa riforma, che nessuno ha mai pensato potesse essere la migliore possibile, è un buon equilibrio fra interessi sostanzialmente contrapposti, soprattutto nel breve periodo: quelli delle imprese e dei lavoratori. E non lo dico solo io, ma l’Europa e l’Ocse. Fino a poche settimane fa, dopo la decisione del governo di presentarla in Parlamento come disegno di legge, tutti mi dicevano: Elsa, vedrai, faranno finta di discuterne ma non l’approveranno mai. Dal 18 luglio è legge dello Stato. A questa riforma ora dobbiamo dare il tempo di vivere».
La critica più ricorrente: troppo morbida la modifica dell’articolo 18 sul diritto al licenziamento. Di più: in nome della lotta alla precarietà  si è irrigidito l’ingresso al lavoro dei più giovani. Cosa risponde?
«Ha ragione: mi criticano in molti. C’è chi auspica deregolamentazioni, altri parlano di una riforma a metà . Nessuno però mi dice: questa specifica norma non va bene, dovresti cambiarla così».
L’idea di affidare ad un giudice l’applicazione o meno dell’articolo 18 non equivale a non cambiare nulla?
«Su questo punto c’è un pregiudizio negativo, quello secondo il quale il giudice del lavoro non è in grado di valutare correttamente e rapidamente eventuali ricorsi. E poi: se avessimo fatto una scelta più drastica, ammettendo il ricorso per meri motivi discriminatori, lei crede che il numero delle istanze di fronte al giudice sarebbe stato diverso?»
Insomma, lei chiede tempo per giudicare la qualità  della riforma. E’ così?
«Proprio oggi, a venti giorni dalla sua entrata in vigore, mi hanno informata di un accordo firmato alla Golden Lady. Le mille operaie assunte come associate in partecipazione – uno dei tanti sistemi di cattiva flessibilità  usata dagli imprenditori per eludere gli obblighidi legge – verranno assunte quasi tutte a tempo indeterminato. A me questo sembra un bell’esempio di norma che migliora i comportamenti. Ciò detto, nessuno considera la riforma intoccabile, siamo pragmatici, e pronti a modificarla in qualunque momento. Ci sono ancora diverse deleghe da attuare, e sto costruendo un sistema di monitoraggio che resterà  a disposizione del mio successore. Io credo che questa sia una buona riforma, e sono convinta sia anche l’opinione della gran parte degli italiani».
Lei si dice soddisfatta di quanto fatto in questi nove mesi. Se il metro del giudizio è il livello di spread fra Btp e Bund, quello dei mercati invece è negativo. Perchè secondo lei?
«Il metro del giudizio degli investitori è la sostenibilità  del debito pubblico. Se lo ritengono sostenibile, anche se alto non costituisce un problema. Per ottenere tutto questo la politica deve mostrarsi credibile, fare scelte lungimiranti e non ripiegate sul presente».
In questa fase della crisi c’è una responsabilità  delle scelte politiche dell’Europa?
«La crisi finanziaria si è imposta come tema dominante e vincolo stringente. Ma per quanto inevitabile, oggi non è facile spiegare alle persone che si aiuta il sistema bancario spagnolo per salvare il sogno europeo e l’euro. Nelle riunioni con i colleghi europei discuto spesso della necessità  di spostare maggiormente l’attenzione sulle politiche sociali, il lavoro, le famiglie. Per quanto importante, imporre il rigore per garantire la sopravvivenza di una moneta non è sufficiente».
Ministro, risorse da distribuire non ce ne sono. Dunque?
«Il sentiero è stretto, ma occorre guardare a una qualche forma di redistribuzione del carico fiscale. Il primo passo per noi è una maggiore lotta all’evasione. Bisogna pensare a una riduzione del carico fiscale sui più deboli, o all’introduzione di un reddito di cittadinanza, presente in molti Paesi europei. Oggi le condizioni non ci sono, ma una volta superata l’emergenza la prospettiva deve essere questa. Non è un mio pensiero estemporaneo, ma è anche una posizione autorevolmente sostenuta dal presidente Monti e mi pare anche da Francois Hollande».
Per via dell’alto spread l’Italia rischia di essere costretta a chiedere l’attivazione di un meccanismo di aiuti e la sottoscrizione di ulteriori impegni con l’Europa. Molti sostengono che questo equivale a un «commissariamento della politica», che costringerà  ad un nuovo governo di larga coalizione dopo le elezioni. L’Europa a trazione tedesca comprime la democrazia?
«No, non lo credo. Il problema è che abbiamo ancora molte cose da fare, molte riforme da attuare. L’unico disegno pericoloso è quello di chi pensa si possa uscire dall’euro. Allora sì che prevarrebbero idee poco democratiche».

Alessandro Barbera
(da “La Stampa”)

argomento: Lavoro | Commenta »

ILVA, INTERCETTAZIONI CHOC: “DOBBIAMO PAGARE TUTTA LA STAMPA”

Agosto 4th, 2012 Riccardo Fucile

COME SI MUOVEVA LA DIRIGENZA DELL’ILVA… I PM: “COSI’ L’AZIENDA HA TENTATO DI ALTERARE I DATI DEL’INQUINAMENTO AMBIENTALE”

Un dirigente dice a un altro: «La stampa dobbiamo pagarla tutta».
I pm si presentano con un faldone di intercettazioni. Che compromettono pesantemente le posizioni degli indagati, lo staff dell’Ilva di patron Emilio Riva.
Che dimostrano l’inquinamento probatorio, e cioè il tentativo di alterazione dei dati sulla emissione dei veleni prodotti dallo stabilimento.
Ci sono intercettazioni in cui l’Ilva chiede conto al direttore dell’Arpa, Giorgio Assennato, dei risultati di una campagna di rilevamenti.
Questo avviene nel giorno in cui l’Ilva si presenta al Riesame (con il suo nuovo presidente Bruno Ferrante) perchè vuole contestare le conclusioni a cui è giunta l’accusa.
L’udienza fiume iniziata alle 9 del mattino in un clima surreale, con il Tribunale completamente isolato dalle forze dell’ordine, e un corteo “solidale” con gli imputati bloccato dallo stesso presidente Ferrante che non intende più «manovrare» i suoi dipendenti, e si è conclusa alle 9 di sera.
I giudici hanno tempo fino al 9 agosto prima di decidere sulla scarcerazione degli indagati e sul dissequestro degli impianti.
Udienza drammatica di un’inchiesta giudiziaria dagli esiti imprevedibili, perchè il Riesame potrebbe confermare il sequestro degli impianti e far accelerare le procedure di spegnimento degli impianti, rompendo così quell’«armonia» costruita tra Bari e Roma di attiva convergenza tra governo, regione, azienda ed enti locali.
Nel giorno in cui Palazzo Chigi nomina un commissario per bonificare Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa rischia la chiusura se la proprietà  non rispetterà  le prescrizioni stabilite dal gip Todisco.
«Non ci dormo la notte al pensiero che 20.000 persone rischiano di non lavorare più». Francesco Sebastio, procuratore di Taranto, in una pausa del Riesame, risponde alle domande dei giornalisti.
Mentre un legale degli imputati commenta amaro: «Dopo sei ore di discussione, le posizioni sono cristallizzate. Non si fanno passi avanti».
I legali dell’Ilva si presentano con le memorie e controperizie da depositare: «Lo stabilimento Ilva di Taranto esercisce nel pieno e indiscusso rispetto di una legittima Autorizzazione integrata ambientale, emessa dalla competente pubblica amministrazione nell’agosto 2011. Anche le contestazioni elevate in passato non hanno mai individuato presunti sfondamenti dei limiti di emissione. Dal 1998 al 2011 lo Stabilimento Ilva di Taranto ha investito, solo in tecnologie finalizzate alla tutela dell’ambiente e della salute, circa un miliardo e centouno milioni e 299 mila euro, pari al 24% degli investimenti totali. Le polveri? I livelli di Taranto sono considerevolmente inferiori a quelli medi annui registrati nelle aree urbane del Nord Italia, e anche a Firenze o Roma».
Insomma, una radicale contrapposizione rispetto ai dati emersi dall’incidente probatorio, i cui esiti, dice il procuratore Sebastio, sono ormai «una prova del processo».
Naturalmente il «processo» avviene nell’aula del Tribunale del Riesame.
E le affermazioni di accusa e difesa raccolte nei corridoi del Tribunale ne sono una fedele rappresentazione.
Sebastio sostiene che la ricostruzione della memoria dell’accusa fatta ai giudici dal pm Buccoliero è molto netta: «L’Ilva sostiene di aver rispettato i parametri indicati dall’Aia, dall’Autorizzazione integrata ambientale. In realtà  l’Aia fa riferimento alle emissioni convogliate, cioè quelle che escono dal camino E 312. Ma noi invece abbiamo dimostrato che il problema è rappresentato dalle emissioni diffuse (parchi minerari) e fuggitive. In un anno i controlli effettuati sono stati soltanto tre e preavvisati. Occorrono campionamenti continui. Dove sono stati scaricati i sacchi di diossina presi e caricati a spalle?».
Il procuratore aggiunto Pietro Argentino aveva presentato un’istanza per spostare a metà  settembre la decisione sul sequestro dello stabilimento.
Istanza respinta dal Riesame per gli evidenti «rilevanti interessi socio economici» che impongono una decisione immediata.
L’accusa si è rivolta ai giudici del Riesame con un quesito: «A Genova è sorto lo stesso problema di Taranto. Tra il 2002 e il 2005 l’area a caldo è stata sequestrata (ottenendo le conferme del Riesame e della Cassazione) ed è stata trasformata in area a freddo. Perchè non si può fare la stessa cosa a Taranto?».
La nuova Ilva di Bruno Ferrante è ottimista.
Anche se quelle intercettazioni telefoniche depositate ieri mattina sono compromettenti, l’importante è guardare al futuro, voltare pagina.
Che ha deciso di ritirarsi da tutti i contenziosi sollevati, e con la presenza del suo presidente Ferrante nell’aula del Riesame conferma la volontà  di difendersi «nel processo e non dal processo».

Guido Ruotolo
(da “La Stampa”)

argomento: Ambiente, Lavoro, Politica, sanità, Sicurezza, sindacati | Commenta »

GIOVANI E OCCUPAZIONE: GRAZIE AGLI INCENTIVI DEL GOVERNO ASSUNTI 11.000 UNDER 35, MA I DISOCCUPATI SONO 836.000

Agosto 2nd, 2012 Riccardo Fucile

IL DECRETO SALVA-ITALIA E GLI SGRAVI IRAP: CIRCA 3.000 AZIENDE HANNO RICHIESTO IL BENEFICIO

Ricordate il decreto Salva-Italia?
Tra i numerosi interventi di stimolo all’economia, il governo Monti ha introdotto, nel dicembre 2011, aiuti fiscali alle imprese che avrebbero assunto giovani under 35.
Si trattava di un intervento che prevedeva la deducibilità  integrale delle imposte dirette dell’Irap, relativa alla quota imponibile per le spese per il personale.
In pratica si cercava di dare una spinta all’occupazione giovanile riducendo in modo consistente, e diretto, sia le tasse che il costo del lavoro per chi assumeva gli under 35.
A sette mesi dal decreto Salva-Italia, secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro, solo 3.085 aziende hanno richiesto (e ottenuto) il beneficio per un numero totale di assunzioni pari a 11 mila 442.
Una goccia nell’oceano se si pensa che i disoccupati dai 25 ai 34 anni, secondo l’Istat, nel primo trimestre 2012 si sono attestati a 836 mila unità .
Ma che cosa è cambiato dopo la manovra, per le imprese che vogliono assumere i giovani? Prima del Salva-Italia le deduzioni erano fissate a 4600 euro (che diventavano 9200 nel caso di lavoratori impiegati nelle regioni del Mezzogiorno).
Con il decreto, invece, gli importi sono stati aumentati a 10.600 euro (15.200 euro per i lavoratori del Mezzogiorno).
Una deducibilità  che riguarda solo i lavoratori di età  inferiore a 35 anni assunti a tempo indeterminato.
«Questi sgravi non sono sufficienti – commenta Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro all’Università  Bocconi – e questi dati lo dimostrano. Per sbloccare l’occupazione giovanile ci vuole una manovra decisiva, uno sgravio del costo del lavoro del 22% per arrivare a un’aliquota secca per tutti del 10%. Dal 2008 al 2011 – aggiunge il professore – sono spariti dalla dichiarazione dei redditi 200 mila giovani. È necessario un intervento choc per invertire la rotta e rendere veramente vantaggiosa l’assunzione dei giovani. Qualsiasi altro timido intervento non produrrà  risultati. Il rischio, oggi, è che si perda una generazione che non troverà  chance occupazionali in tutti questi anni».

Corinna De Cesare
(da “Il Corriere della Sera”)

argomento: Lavoro | Commenta »

ILVA, LA DENUNCIA DELL’EMATOLOGA: “I MIEI 400 PAZIENTI CHE PER UN LAVORO RISCHIANO LA VITA”

Luglio 30th, 2012 Riccardo Fucile

“QUI MUOIONO COME MOSCHE E VEDONO MORIRE I LORO FIGLI. EPPURE CERCANO UNA “SISTEMAZIONE” ALL’ILVA O ALL’ENI… E’ LA DANNAZIONE DI QUESTA TERRA: NON PENSARE AL FUTURO”

Se li ricorda uno ad uno i suoi 400 pazienti ammalati di linfoma.
Le storie, i nomi, la loro indole. Perfino il carattere. Per lei non sono mai un numero. Anche perchè nella città  più inquinata d’Italia, fino a poco tempo fa non c’era un registro tumori.
“Una vergogna”, è l’unica parola dura che usa Barbara Amurri, 56 anni, gli ultimi dieci trascorsi tra le mura del reparto di Ematologia dell’Ospedale Moscati di Taranto, che ha fondato nel 1993 insieme all’allora primario Patrizio Mazza, ora consigliere regionale.
Quando torna a casa, nel quartiere San Vito, quartiere della marina, e il vento gira, “è come respirare direttamente con la canna del gas in bocca”.
Come si può vivere lì?
L’accento marchigiano cede alla cadenza dolce delle vocali aperte del tarantino solo quando pronuncia la parola “casa”.
E si capisce che Taranto è la sua “missione”, come quelle che ogni estate porta avanti in Sudamerica.
Perchè non va via? Sorride. “à‰ la mia vita. La mia battaglia culturale, la mia trincea, la mia responsabilità , che mi porto dietro 24 ore su 24. Non voglio tirarmi indietro. Qui muoiono come mosche e vedono morire i loro figli, eppure cercano una ‘sistemazione’ all’Ilva o all’Eni o alla Cementir anche per loro. à‰ la dannazione di questa terra: il non pensare al futuro. Si vive cercando di allontanare il problema, poi domani il problema torna, ma l’importante è respingerlo adesso”.
L’Italsider prima, l’Ilva poi, sono state per gli operai una fonte di benessere reale.
“Se uno aveva voglia di lavorare, poteva fare anche tre o quattro turni di seguito e con gli straordinari venivano fuori stipendi più alti di quello un primario, di un professionista. Dov’erano allora i sindacati, l’Ispettorato del lavoro? Chi agiva in armonia con la società  riversando nel mare, la notte, i veleni?”.
Poi quel benessere ha cominciato a vacillare, perchè la diossina, il pcb, hanno la capacità  — spiega — di agire a livello cromosomico, per cui la dottoressa Amurri e il suoi colleghi hanno cominciato a registrare un dato inquietante: sono i figli e i nipoti degli operai ad ammalarsi sempre più spesso.
L’Ilva è entrata dentro di loro fino a divenirne parte.
Enza, è la prima bimba ad ammalarsi di leucemia.
Abitava nel quartiere Tamburi, a 500 metri dalla fabbrica. Aveva cinque anni e l’età  di sua figlia, che portava spesso in ospedale, nel difficile gioco di equilibrismi di tutte le donne per conciliare il lavoro e la famiglia.
Enza era debole e non riusciva a tirarsi su per le scale, troppo piccola anche per arrivare al passamano: “Non ti preoccupare, tu sei sana, come me. Anch’io ho fiatone — la incoraggiava la sua compagna di giochi — Un gradino alla volta e ce la fai”.
Un gradino alla volta.
à‰ la rivoluzione culturale che Amurri cerca di incuneare in un background culturale fatto di rassegnazione: “Quando sanno di essere ammalati, soprattutto gli anziani, danno per scontata la morte. Invece ci sono degli obiettivi intermedi che è giusto raggiungere, per migliorare la qualità  della vita”.
I più giovani dei suoi pazienti, cresciuti sotto un cielo plumbeo dai fumi, hanno come obiettivo intermedio la bellezza, l’armonia.
Un ragazzo appena saputo del sequestro ha pubblicato su facebook una foto dell’Ilva trasformata in un parco dei divertimenti: dalle ciminiere uscivano fuochi d’artificio. Una foto che ha strappato più di un applauso in reparto.
L’obiettivo intermedio di Paola, 35 anni, è decorare torte. Si è ammalata di linfoma di Hodgkin dopo aver avuto il suo primo bimbo: “Proporrei alla cittadinanza di fare un giro al padiglione oncologico e di ematologia dell’ospedale Moscati. Siamo tutti preoccupati per questi lavoratori, ma io come tanti ho pagato e stiamo pagando a caro prezzo le atrocità  di quella che per decenni è stata una forma di pseudo ancora di salvezza per tante famiglie tarantine”.
Leandra è “il nostro orgoglio”, afferma trionfante Amurri. A 14 anni è stata curata da una leucemia che non lasciava scampo.
Ora ha 24 anni, il 16 giugno si è sposata.
Di chi invece non ce l’ha fatta, la dottoressa preferisce non parlare.
“Se ne cito uno mi sembrerebbe far torto agli altri”, sembra parlare di eroi, di caduti in guerra cui si deve memoria. Però una le è rimasta nel cuore. Gianna. Aveva 19 anni, era sola.
Una situazione famigliare drammatica. Rimane incinta e subito dopo scoprono la malattia. Gianna decide di tenere il bambino, per cui viene sottoposta ad una chemioterapia mirata in base allo sviluppo del feto.
“Era una ribelle, una scugnizza”, ricorda Amurri. “Mi prendeva in giro, saltava gli appuntamenti, diceva le bugie sulle medicine, che non prendeva.
Io interpretavo questa spavalderia come un’espressione della sua vitalità , la sua anima che reagiva”. Poi il bimbo è nato, a sette mesi.
E Gianna dopo poco se ne è andata, quando il suo fisico non ha più retto alle intemperanze della sua anima.
à‰ accaduto due anni fa.
Ma il ricordo brucia, sotto le polveri di Tamburi.

Maria Luisa Mastrogiovanni
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Ambiente, Lavoro | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.826)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (530)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • MEDICI CUBANI IN CALABRIA, GLI USA MINACCIANO SANZIONI PER CHI LI FA ARRIVARE, OCCHIUTO CEDE E RINUNCIA A CHIEDERNE ALTRI
    • VANNACCI VA A BRACCETTO CON LE SVASTICHELLE TEDESCHE ED ENTRA NEL GRUPPO EUROPEO “ESN”, LA FAMIGLIA FONDATA DALL’AFD: “MI RICONOSCO TOTALMENTE NEI PRINCIPI E NEGLI IDEALI DI QUESTO GRUPPO” (QUALI PRINCIPI? IL RITORNO AL NAZISMO?)
    • SLOGAN, “MELE MARCE” E FIGURE DI MERDA: DA SALVINI A MELONI FINO A PIANTEDOSI, DOPO L’UCCISIONE DEL PUSHER MANSOURI, NEL GOVERNO ERANO SUBITO CORSI AD ATTACCARE I MAGISTRATI CHE AVEVANO INDAGATO L’AGENTE. ORA CHE CINTURRINO È STATO ARRESTATO, È UNA CORSA IMBARAZZATA A CANCELLARE POST E FARE DIETROFRONT
    • TRA NEBBIA, NEVE E PARA’, COSI’ LE BRIGATE D’ASSALTO UCRAINE STANNO SORPRENDENDO IL MONDO
    • QUANDO TRUMP CHIAMA, GIORGIA MELONI BATTE I TACCHI: A DICEMBRE LA DUCETTA SI SCHIERÒ CON LA FRONDA CONTRARIA ALL’USO DEI BENI CONGELATI SOLO DOPO UNA CHIAMATA CON IL PRESIDENTE AMERICANO
    • ZELENSKY NON PIACE AGLI OCCIDENTALI PERCHÉ RICORDA LORO IL PREZZO DELLA LIBERTÀ: “HA COSTRETTO L’OCCIDENTE A GUARDARE LA GUERRA OGNI GIORNO. ADESSO COSTRINGE L’OCCIDENTE A GUARDARE SÉ STESSO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA