Destra di Popolo.net

IN LOMBARDIA IL PDL APRE LE FOGNE: ANCORA ALLEANZA CON LA LEGA E APPOGGIO ALLA CANDIDATURA DELL’IMPRESENTABILE SALVINI

Ottobre 15th, 2012 Riccardo Fucile

MAI UN UOMO DI DESTRA POTREBBE VOTARE UN FIGURO DEL GENERE, ANTI-ITALIANO E RAZZISTA… IL PDL PAGHERA’ CARA UNA SCELTA DA PERENNE SERVO DI UN PICCOLO PARTITO DEL 5%, CON PLURI-INQUISITI CHE FANNO PURE LA MORALE AGLI ALTRI

E’ un altro ventennio che va in soffitta, quello dell’eterno Celeste alla guida del modello Lombardia gettato in faccia alla Nazione con arroganza e ostentazione oscena del potere.
Dopo una lunga notte di conciliaboli e telefonate concitate, alle fine anche l’ultima zattera che restava in mano a Formigoni è venuta meno; Alfano ha annunciato l’intenzione del Pdl di sfilarsi dal sostegno ad oltranza del governatore che, tuttavia, piloterà  la crisi fino alle elezioni di cui lui deciderà  “autonomamente” la data; un modo per non lasciare la gestione del passaggio in mano al Carroccio, anche se l’asse Pdl-Lega resta solido.
Nel nome di un accordo ad orologeria che, tuttavia, già  guarda all’alleanza nel dopo Formigoni.
Che dovrà  portare un leghista — nelle intenzioni- alla guida di Palazzo Lombardia.
Ma non sarà  Maroni.
E’ stato ieri sera, a Lecco, che i fantasmi della sconfitta definitiva a lungo temuti del Celeste si sono materializzati in una folla che gridava “buffone, dimettiti”.
Poco prima, Maroni si era trovato l’intero consiglio federale della Lega a fargli una sorta di processo, capitanato da Matteo Salvini, che sventolava i titoli dei giornali della mattina: “La Lega salva Formigoni”.
Un’onta che il nuovo Carroccio non poteva tollerare.
Così Maroni, sentito Bossi, ha cambiato la corrente degli eventi attaccandosi a quella data di chiusura della legislatura lombarda che mai era stata sottoscritta durante il vertice di giovedì a Roma e ha chiesto a Formigoni il famoso passo indietro: “Si va a votare ad aprile”.
La linea Salvini ha vinto su tutto, ma Maroni, prima di darla vinta al suo arrogante luogotenente, aveva sentito Alfano, concordando la linea da tenere in futuro.
Formigoni avrà  probabilmente un seggio al Senato, nel listino blindato di quello che sarà  il Pdl alle politiche; una candidatura che verrà  sostenuta anche dalla Lega, per non rinnegare “l’ottimo lavoro fatto in Regione fino ad oggi”.
Se il Celeste accetterà  questa ciambella di salvataggio lo si vedrà  poi. Intanto, però, governerà  lui la crisi decidendo anche la data delle elezioni, cosa che Salvini, invece, non voleva in alcun modo concedere.
In cambio, il Pdl non metterà  a rischio la tenuta delle due regioni leghiste, Piemonte e Veneto, ma non appena verrà  stabilita la data del voto l’asse Pdl e Lega tornerà  ad rinsaldarsi sul nome del successore di Formigoni che, con ogni probabilità  sarà  proprio Matteo Salvini.
Maroni sembra continuare a voler ritagliare per sè il ruolo di “traghettatore” della Lega 2.0. che ha bisogno ancora di un lungo lavoro di ricostruzione prima di poter pensare di rivolgersi nuovamente all’elettorato nazionale senza temere di restare sotto lo sbarramento più basso, quello del 4% in coalizione. L’accordo che chiude il ventennio ciellino alla guida del Pirellone è stato quindi siglato nella notte.
Poi, stamattina, una lunga telefonata tra Alfano e Formigoni e quindi l’annuncio, durante la convention dei Democristiani di Rotondi a Saint-Vincent.
Niente “accanimenti terapeutici”, andare alle elezioni “per il bene della Lombardia”.
Alfano, dunque, ha scaricato Formigoni (anche se lui ha parlato maliziosamente di “lettura malevola della vicenda”) pur di non perdere il più fedele alleato e cominciare a ricostruire, fin da subito, un “dopo” che possa soddisfare entrambi.
D’altra parte, l’alleanza tra Pdl e Lega è stata la colonna portante del ventennio e ora la parte più nuova di questa ossatura politica (la Lega di Salvini, non certo quella di un Maroni ancora troppo compromesso con il passato e interessato anche dall’inchiesta Finmeccanica) prova a rinascere dalle ceneri del suo alleato.
La Lombardia è stata il modello di efficienza e sviluppo che il centrodestra offriva al resto del Paese reale.
Appena pochi mesi fa Formigoni era considerato una possibile alternativa alla leadership nazionale di Berlusconi, e rivendicava le primarie per prenderne il posto.
Invece, il Celeste ha molte responsabilità  personali, a partire dalla negazione dell’evidenza.
E cioè che la ‘ndrangheta dettava legge a Milano, comprava e vendeva voti, infiltrandosi ovunque, nel suo partito e altrove.
Come sempre ci si chiederà , ora più che prima, come poteva “non sapere” tutto questo Formigoni; la storia giudiziaria racconterà  il resto.
Domani, dunque, sarà  davvero un altro giorno per la Regione Lombardia.
Ma chissà  quanto migliore.

Sara Nicoli
(da “Il Fatto Quotidiano”)

Il commento del ns. direttore

Formigoni doveva dimettersi da tempo, i vertici del Pdl avrebbero dovuto convincerlo a rassegnarle prima che la situazione precipitasse.
Ma che vengano a fare la morale i compagni di merenda di Boni e Belsito, ovvero colui che, secondo gli inquirenti, aveva rapporti con la ‘ndrangheta, è davvero il massimo della sconcezza politica.
Se Formigoni “non poteva non sapere” del suo assessore che pagava 50 euro a voto, il metro di giudizio deve valere anche per Maroni e Salvini che “non potevano non sapere” dei soldi in Tanzania e dei lingotti d’oro.
Salvo che non si auto-accusino di essere dei coglioni, il che non deporrebbe in ogni caso a loro favore.
Berlusconi e Alfano, dopo aver minacciato di far cadere le giunte di Piemonte e Veneto, si sono calati le braghe, anche perchè nessun assessore del Pdl in quelle due regioni avrebbe mai mollato la poltrona.
E’ il prezzo che si paga ad aggregare soggetti senza ideali.
E’ risaputo che, all’interno della Lega, molti esponenti di rilievo hanno da sempre considerato Maroni “un traditore” potenziale: se ha tradito Bossi, quale scrupolo volete che abbia avuto a venir meno alla parola data a Formigoni.
Dopo aver subito ricatti per anni, i vertici del Pdl dimostrano di non aver compreso ancora la lezione: ora pare che sarebbero disposti a cedere a un partito del 5%, allo sfascio più del loro, la presidenza anche della Lombardia. E non a una persona che almeno non rutti a tavola, ma al peggiore becerume esistente in via Bellerio, l’anti-italiano Salvini.
Il famoso sobrio cantante dai cori razzisti secondo cui “i napoletani puzzano”.
Un soggetto che se in Italia venisse perseguito il reato di istigazione alla discriminazione razziale si potrebbe presentare solo alle primarie di San Vittore, ma che pare molto gradito alla fogna padagna del 5%.
Bene, presentatelo come candidato governatore in Lombardia e tanti uomini e donne di destra vera, non quella becera o dei conti in Tanzania, non quella imputata di corruzione o che trasforma i soldi pubblici in lingotti, saprà  come regolarsi.
Chiunque sarà  l’avversario di Salvini, fosse anche il Pisapia di turno, il nostro voto sarà  per chi non rutta corruzione, divisione del Paese   e razzismo.
Per Salvini la Padania non è l’Italia?
Bene, fuori dai coglioni allora: torni in Tanzania a contare i soldi di Belsito.

argomento: Berlusconi, Formigoni, LegaNord, Maroni, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

BERLUSCONI E ALFANO ABBANDONANO FORMIGONI: ORA POSSONO PERDERE LE ELEZIONI INSIEME ALLA LEGA

Ottobre 14th, 2012 Riccardo Fucile

“COTA E ZAIA NON RISCHIANO” SI AFFRETTANO A PRECISARE A PALAZZO GRAZIOLI, ANCHE PERCHE’ IN PIEMONTE E IN VENETO NEL PDL NON SI DIMETTEREBBE NESSUNO… MARONI FA LA FIGURA DEL PIRLA E CADE NELLA TRAPPOLA DI BOSSI

La battaglia è perduta, forse pure la guerra.
Per cui nessuno nel Pdl (tantomeno il Cavaliere) si accanisce nel difendere l’Indifendibile, cioè Formigoni.
Quattro righe di sostegno da parte del coordinatore nazionale La Russa, davvero il minimo sindacale.
Senza seguito la disperata minaccia lanciata dal Governatore, una bomba nucleare con le polveri bagnate: se la Lega mi farà  cadere noi per ritorsione manderemo a casa i leghisti Zaia in Veneto e Cota in Piemonte…
Facile a dirsi, impossibile in pratica (e Maroni figurarsi se ci può cascare). Primo, perchè se da Roma partisse l’ordine «dimettetevi dalle giunte delle due Regioni», nessun assessore Pdl obbedirebbe.
Di questi tempi si tengono stretta la loro poltrona e, alcuni insinuano, anche lo stipendio.
Dunque i governatori della Lega non rischiano nulla.
In ogni caso, se pure loro venissero travolti da una vendetta trasversale, quale concreto vantaggio ne ricaverebbe il Pdl?
Zero, spiegano sconsolati ai piani alti del partito.
Anzi, un gravissimo danno. Perchè nelle due Regioni si andrebbe alle urne e il centrodestra non avrebbe alcuna speranza di vincere.
Sconfitta sicura.
Invece aspettando la normale scadenza del 2015, magari, mai dire mai…
E poi c’è una terza singlare considerazione che aleggia, sebbene a via dell’Umiltà  ne parlino malvolentieri: la Lega in fondo non ha «tradito».
Mica si sta buttando a sinistra.
Semplicemente prende atto che Formigoni e la sua giunta non si reggono in piedi per un cumulo di fatti giudiziari.
Per il timore (secondo alcuni la certezza) che altre inchieste si aggiungano e per la conseguente ansia di fuggire prima del crollo.
Maroni ha cambiato le carte in tavola, è l’accusa di alcuni, aveva preso accordi diversi con Alfano salvo rimangiarseli, di lui non ci si può più fidare. Per altri che sono la maggioranza, invece, il segretario della Lega è stato lui stesso vittima della vecchia volpe Bossi, che prima ha consigliato a Formigoni di resistere, salvo pugnalarlo non appena Bobo e Angelino si sono stretti la mano.
Così va la politica.
Nel giudizio dei vertici Pdl, Maroni e la Lega possono ancora tornare utili in prospettiva, sbagliatissimo rompere.
Semmai il timore dei quadri dirigenti è che con la Lega Berlusconi possa rivelarsi troppo generoso.
Al punto che se il Carroccio chiedesse di esprimere il candidato presidente della Lombardia, offrendo in cambio un’alleanza nazionale, l’ex-premier non esiterebbe a metterci la firma.
Con il solo 5 per cento dei voti, ragiona perplesso il piemontese Osvaldo Napoli, «Maroni allungherebbe le mani sulle tre più grandi regioni del Nord». Ma prima il fato di Formigoni si deve compiere fino in fondo.
Deve togliersi di mezzo. L
a Santanchè glielo consigliava da tempo, «si dimetta prima che la Lega gli dia gli 8 giorni». Il mutismo del Cavaliere alimenta i sospetti che, in cuor suo, l’esito non gli sia così sgradito.
Tre sere fa Berlusconi si è informato distrattamente con Alfano sul suo colloquio con Maroni, lungo tutto il corso della giornata non aveva nemmeno avuto la curiosità  di chiamare.
Ieri Berlusconi aveva un diavolo per capello.
Non per la Lombardia, bensì per certi articoli di giornale che lo dipingono più alto grazie ai tacchi e gli attribuiscono come fidanzata la giovane e piacente deputata Pascale.
Ma soprattutto si è sdegnato con il presidente del Palermo calcio Zamparini, secondo il quale Silvio si fa «la punturina» laddove una pillola basterebbe per restituirgli nuova linfa.
C’è un’ultima interpretazione, ancora più tremenda, del silenzio berlusconiano: come per Formigoni, pure per il Pdl l’ex padre padrone sta adottando la tattica del «laissez-faire».
Non si cura di quanto accade sul territorio, delle roccaforti perdute una dopo l’altra, del senso di un generale «rompete le righe», dei sondaggi in caduta libera ormai sotto il 15 per cento, delle sirene centriste e di Italia futura che cominciano a far breccia tra i gerarchi, del modello lombardo tanto decantato che rischia di rovesciarsi nel suo contrario…
Il Cavaliere osserva silenzioso in quanto convinto che non ci sia più speranza di salvare il partito.
Sta progettando di farne uno nuovo sotto forma di lista civica, dunque lascia che quello vecchio vada alla deriva per poter dire al momento buono: «Basta, si ricomincia. Da me».

Ugo Magri
(da “La Stampa”)

argomento: Formigoni, Maroni | Commenta »

IL SASSOFONISTA MARONI SBAGLIA SPARTITO, IL SOBRIO CANTANTE ANTIPUZZA SALVINI VINCE IL FESTIVAL DEI DISPERATI: VIA FORMIGONI, ELEZIONI IN LOMBARDIA

Ottobre 13th, 2012 Riccardo Fucile

DAL PALCO DI VIA BELLERIO ESCE SCONFITTA LA STRATEGIA CONCILIANTE DI MARONI DI MANTENERE IN VITA IL GOVERNATORE FORMIGONI E BECCARSI TRE ASSESSORI SU OTTO… VINCE LA LINEA PERDENTE DI SALVINI: ORA CON NUOVE ELEZIONI FINALMENTE LA LEGA FINIRA’ FORA DAI BALL IN LOMBARDIA

”Un unico election-day ad aprile” per le politiche e le regionali, dopo aver approvato la legge elettorale regionale e quella di bilancio “entro Natale”. Questa la decisione uscita dal consiglio federale della Lega per la Regione Lombardia che ha chiesto le dimissioni immediate dal loro mandato di tutti i consiglieri regionali rinviati a giudizio.
Che si tradurrebbe poi nelle sole dimissioni di Massimo Ponzoni, non certo del compagno di merende leghista Boni.
Una linea che, ha spiegato il segretario nazionale lombardo Matteo Salvini a TgCom24, “sarà  sottoposta a referendum il 20 e il 21 ottobre”, dove in “1500 gazebo nelle piazze lombarde” verrà  chiesto ai cittadini “se condividono scelta di votare in aprile e chi vorrebbero come governatore della Lombardia” (ma come, se lo chiede ancora? Certamente il cantante con la birra in mano che ulula contro i napoletani che puzzano…n.d.r.)
Dopo un’ampia discussione, il consiglio ha inoltre dato mandato al segretario federale Roberto Maroni e a Salvini, di gestire la questione riguardante il Pirellone, sia per quanto riguarda il nuovo assetto, sia per quanto riguarda la durata dell’attuale legislatura.
Ennesimo dietrofront, quindi, da parte del Carroccio, che al momento vede prevalere la linea di Salvini e Bossi, mentre giovedì a Roma aveva per bocca di Maroni dato il via al nuovo corso di Roberto Formigoni.
E proprio stamattina il presidente della Lombardia ha detto di essere pregiudizialmente contrario ad una giunta “a tempo” creata per durare solo qualche mese e non fino alla fine della legislatura.
“Certamente, le giunte nascono per eseguire un programma e questo vale per tutta la legislatura”.
Dopo l’arresto dell’ormai ex assessore Domenico Zambetti con l’accusa di aver comperato voti dalla ‘ndrangheta, infatti, Formigoni, aveva dichiarato di volere rimanere alla guida del Pirellone fino al 2015, limitandosi a dare un “forte segno di discontinuità ” e dandosi 10 giorni di tempo per il rimpasto della giunta.
Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di 8 assessori, di cui 5 del Pdl e 3 della Lega, con l’eliminazione di   tutti gli uomini considerati vicini a Bossi.
Come in tutti i festival tarocco non è detta l’ultima parola, dipende dalla legge della domanda e dell’offerta, ora si attende la contromossa di Formigoni.
Una cosa è certa: il partitino di Boni e Belsito, ormai ridotto ben sotto il 10% in Lombardia cerca di riaccreditarsi come l’emblema del “rinnovamento”.
Ben venga il voto ad aprile, così “fora dai ball” ci andrà  l’accolita di padagni.
Se poi Alfano avesse le palle (che non ha) e facesse cadere anche Cota e Zaia, sai che risate…

argomento: LegaNord, Maroni | Commenta »

LE IMBARAZZANTI INTERCETTAZIONI TRA ORSI (FINMECCANICA) E MARONI: “SONO QUI GRAZIE A TE”

Ottobre 13th, 2012 Riccardo Fucile

APPENA NOMINATO A CAPO DELL ‘AZIENDA DI STATO, RINGRAZIA IL SUO SPONSOR LEGHISTA E GLI OFFRE CASA PER LE FERIE..E’ LA NUOVA LEGA 2.0

Quando Il Fatto Quotidiano aveva raccontato che tra Giuseppe Orsi, presidente di Finmeccanica, e Roberto Maroni, leader della Lega, ci sono rapporti confidenziali, entrambi avevano reagito piccati.
Una posizione comprensibile visto il contesto: l’ex direttore centrale di Finmeccanica Lorenzo Borgogni ha raccontato ai pm Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli di avere appreso da una sua fonte che proprio Orsi, allora amministratore di Agusta Westland, avrebbe ordinato nel 2010 ai suoi consulenti di creare la provvista da 10 milioni di euro per pagare mazzette alla Lega Nord in occasione dell’affare della vendita degli elicotteri all’India.
Il procuratore capo di Busto Arsizio Eugenio Fusco, dove l’indagine è nel frattempo finita, dovrà  verificare le accuse contro Orsi che è indagato per corruzione e riciclaggio.
Oggi Il Fatto pubblica in esclusiva le intercettazioni di tre telefonate che — pur non scalfendo la presunzione di innocenza che si deve a Orsi — dimostrano i reali rapporti con Maroni.
Orsi ringrazia Maroni nel giorno della nomina per tutto quello che ha fatto per lui il 3 aprile 2011, quando è diventato am-ministratore delegato di Finmeccanica, cominciando la sua scalata completata proprio il giorno della telefonata intercettata con la nomina a presidente.
È il primo dicembre del 2011 quando alle 8 di sera Maroni chiama Orsi per complimentarsi.
MARONI (M): Non so se è la fine del calvario o se comincia adesso …
ORSI (O) Io credo che cominci adesso, caro Roberto …
M: Però volevo farti i complimenti, ti ho seguito con sofferenza in questi giorni, perchè è stata una cosa … ignobile c’era da aspettarselo perchè … però mi sembra che sia andata nel modo migliore
O: Sì, sì …è un po’ pesante tutte e due assieme (presidente e amministratore Ndr)… però …. qualcuno ingombrante o non allineato, meglio così
M: Esatto … esatto …
O: Però alla fine quella domenica (il 3 aprile 2011 Ndr), la telefonata l’hai fatta tu
M:. E si infatti … per cui sono molto soddisfatto … .
O: Adesso non so … se sono soddisfatti non so se ringraziarti o volertene …inc … certamente te ne vuole … dai ci vediamo presto, qui a Roma o dove ti capita …
M: Va bene (…)
O: dai ci vediamo presto e grazie comunque del tuo supporto …
Il 21 dicembre Orsi richiama Maroni e parlano dell’appoggio ottenuto nel nuovo Governo Monti.
MARONI (M): “Come va .. Infatti. Io avevo parlato con Passera per altre cose e lui mi ha detto che era stato lui a insistere non solo per la tua riconferma ma anche per l’estensione a .. poi non so se è vero o no.
O: Sì, sì.
M: “Ma perchè poi a cose fatte tutti si accreditano la vittoria poi la sconfitta sono orfani però insomma è meglio”.
Le vacanze di Natale però sono vicinissime e Maroni si lamenta scherzando con Orsi sul lavoro eccessivo per sua moglie, dipendente Alenia.
Maroni (M): mia moglie lavora .. .la fate lavorare anche durante le vacanze di Natale”
Orsi (O): è Caporaletti (presidente Alenia Ndr), chiamalo (rido- no).
Poi Orsi offre all’ex ministro la sua casa di Corvara, sulle Dolomiti in Val Badia.
Maroni non rifiuta ma poi tutto salta per i suoi impegni.
Orsi: No perchè io ho una casa a Corvara che rimane vuota perchè non c’andiamo quindi vabbè. Senti facciamo così, sentiamoci in quei giorni lì.
Maroni: Sì, sì volentieri.
Orsi: Io, con miei figli, vado su due o tre giorni.
Maroni: Bene bene
Orsi: Poi per il resto rimane rimane vuota.
Maroni: Ti ringrazio .
Orsi: Se vuoi andare su due o tre giorni, è bellissimo .. è un albergo è un (…) quindi.
Maroni: ahahah
Orsi: Io c’ho 15 giorni, dal 23 al al.. dal 23 al 6.
Maroni: Ah fantastico.
Orsi: In genere una settimana riusciamo a farla e invece no. Se poi vuoi andare su proprio il 26, 27 e 28
Maroni: Ah … ti ringrazio davvero, va bene va bene”.
Poi Orsi richiama ma Maroni non può: “Ti ringrazio, io credo di non riuscire ad andare perchè c’ho una cosa qui devo andare a Bergamo per la Lega”.

Marco Lillo
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: la casta, LegaNord, Maroni, radici e valori | Commenta »

CACASOTTO MARONI SI INCHINA A FORMIGONI: GIUNTA AZZERATA E RIMPASTO

Ottobre 11th, 2012 Riccardo Fucile

I PAROLAI PADAGNI NEL TIMORE DI PERDERE PIEMONTE E VENETO ACCETTANO ANCHE CHE LA ‘NDRANGHETA SIA ENTRATA NELLA GIUNTA REGIONALE

Come avevamo previsto, li conosciamo troppo bene: alla fine la Lega punto 2 benedice Formigoni.
“Voto ad aprile in Lombardia? Io non l’ho mai detto”. Con queste parole cacasotto Roberto Maroni ha dato l’ok al nuovo corso del governatore dopo lo scandalo dell’arresto dell’assessore alla Casa per voto di scambio.
Di più.
Il leader del Carroccio ha ritrattato le previsioni fatte mercoledì sera da uomini del suo partito: “Comunque vada — aveva detto in serata Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda — il voto nella prossima primavera è molto probabile”.
Niente da fare.
Maroni ha elogiato “l’eccellenza lombarda” portata avanti dalle giunte del ‘Celeste’ ed è rimasto al suo fianco, insieme ad Angelino Alfano, per tutta la conferenza stampa.
”La Giunta della Lombardia è azzerata, ora provvederò al rimpasto, sempre con uomini Pdl e Lega”, ha esordito Roberto Formigoni in conferenza stampa a via Dell’Umiltà , dopo il lungo vertice romano.
Quindi poltrone garantite anche ai padagni.
Nessun passo indietro del governatore, dunque, a conferma di quanto trapelato nel pomeriggio anche da ambienti del Carroccio.
“Prendo atto — ha detto Formigoni — delle dimissioni dei miei assessori leghisti e quindi azzero la squadra. Nei prossimi giorni ne formeremo una nuova”. Una scelta approvata da Maroni.
Ma il suo partito è in subbuglio, proprio Salvini, da Milano, prova a tenere il punto e rilascia dichiarazioni in rotta di collisione con il suo leader: “Può essere che il consiglio federale decida di far saltare il tavolo (ma quando mai…n.d.r.) Serve far saltare il tavolo adesso? Siamo dispostissimi. Se qualcuno ci dice ‘salta il Piemonte e il Veneto’ chissenefrega”.
Sembra vero… a giudicare dal pallore dei visi di Cota e Zaia oggi si può intuire la tempra dei due rivoluzionari padagni.
Angelino Alfano, durante la conferenza stampa, ha spiegato perchè, a suo modo di vedere, non si può dire basta a Formigoni: “Abbiamo fiducia in Formigoni, la sua è una scelta di rottura rispetto ai casi gravi accaduti, ma anche di continuità  con il buon governo”.
In ogni caso, il segretario del Pdl smentisce il governatore: “Non c’è alcuna correlazione tra Piemonte e Veneto, non abbiamo mai minacciato lo scioglimento di quelle giunte”.
In realtà , l’autodifesa efficace di Formigoni da mercoledì sera era basata proprio su questo “ricatto” verso la Lega “.
Presente alla conferenza stampa anche il segretario leghista Maroni, che ha pure il coraggio di cantare vittoria: “La Lega ha ottenuto quanto chiesto. Nelle mie valutazioni ho tenuto conto dell’eccellenza di questa regione in tutti i settori di competenza”.
Da Maroni alla fine arriva una sorprendente smentita di parole pronunciate, se non direttamente e pubblicamente dall’ex ministro, da buona parte dei suoi compagni di partito a lui vicini: ”Non ho mai chiesto il voto ad aprile”.
Ma come, la Isabella era cos’ impegnata che non gli ha neppure passato la rassegna stampa?
Insomma in via Bellerio con Maroni tutto finisce sempre in farsa: ora sappiamo che per la Lega 2.sottozero avere in giunta la ‘ndrangheta non è motivo per far cadere il Celeste.
Ps Confermiamo che in serata le guanciotte di Cota avevano ripreso un certo colorito.

argomento: Maroni | Commenta »

MARONI OSCURA BOSSI, TACE SU ALLEANZE ED ELEZIONI, MA LA PIAZZA NON LO PREMIA

Ottobre 8th, 2012 Riccardo Fucile

A VENEZIA SI PRESENTANO IN 12.000 AD ASCOLTARE IL NUOVO SEGRETARIO: I TEMPI DI 50.000 PRESENZE SONO LONTANI… TRA UN PASSATO SCOMODO, UN PRESENTE INCERTO E UN FUTURO SENZA UNA STRATEGIA DI ALLEANZE

«Guardatelo questo popolo meraviglioso, mai visto tanta gente, militanti che solo noi abbiamo. Vi voglio bene!». Roberto Maroni, dal palco, suona una musica dolce. Quanti siete, quanti siamo. L’orgoglio padano si commuove, Maroni anche.
E si capisce che dev’esser stato un incubo, questo raduno veneziano.
Il primo con Maroni segretario della Lega, il primo con Umberto Bossi che se ne sta in disparte, rispetterà  i patti e 20 minuti di microfono li avrà  pure lui: il tempo per chiamare qualche fischio contro Giorgio Napolitano e lucidare una delle sue frasi più logore e stanche: «Sta venendo il tempo della grande battaglia…».
E invece sta arrivando il tempo delle elezioni e la Lega non sa cosa mettersi.
Non ne parlerà  nessuno, nemmeno Maroni.
Meglio consolarsi sul quanti siamo, anche se sui numeri c’è qualche pasticcio. 12 mila, dice l’agenzia Ansa.
«Il 20% più dell’anno scorso», precisano dalla Lega.
Solo che nel 2011 ne avevano annunciati ben 50 mila, e dunque meglio lasciar perdere.
Rimane che il gran ripetere «una piazza così piena non l’ho mai vista» (Roberto Calderoli) magari si scontra con la buona memoria di un vecchio parlamentare leghista come il veronese Enzo Flego: «Una volta qui non entrava più uno spillo, ora c’è posto per tutti».
È che forse è proprio vero, la grande paura è passata. «La Lega c’è, è viva, è pronta a combattere», può concludere Maroni.
E allora avanti con l’elenco delle medaglie e dei nemici. «Siamo l’unica forza politica che si oppone al governo di FalliMonti», «La riforma della lacrimevole ministro Fornero è un obbrobrio che va cancellato», «Siamo il Paese con la più alta pressione fiscale», «Non vorrei che questo governo volesse mandare dei Podestà  al posto dei Prefetti», «Mandare 900 milioni di euro per ripianare i debiti della Sicilia è uno scandalo», «Roma è contro il Nord, mette il freno a mano e inserisce la retromarcia».
L’altra settimana Maroni era al Lingotto di Torino, a parlare con gli imprenditori. Adesso, in Riva dei Sette Martiri, ha una platea ben diversa, c’è sempre l’allegrone con le corna, la vamp romagnola tutta di verde vestita, quello che ha perso qualche puntata e grida «Secessione!».
E poi, sul palco, ci sono i maggiorenti della Lega, magari gli stessi che un anno fa l’avrebbero buttato in Laguna, Maroni.
Sarà  anche per questo che una delle frasi più ripetute, e da Bossi e da Maroni, è «la Lega deve restare unita, niente risse interne, compattezza massima».
Ma se è così unita che bisogno c’è di insistere tanto?
È la «Festa dei Popoli Padani», è l’anniversario della Battaglia di Lepanto, 1571, quando la flotta della «Serenissima» fermò il Turco invasore.
I leghisti veneti hanno tanta nostalgia.
«La Lega è nata a Lepanto», arriva a dire Giampaolo Gobbo, il sindaco di Treviso. Flavio Tosi, sindaco di Verona, se la prende con «i ladri di Roma, quei figli di puttana che hanno sempre governato e fanno le feste con la faccia da maiali».
Luca Zaia, il Governatore è più soave: «Non mi scandalizzo se i veneti vogliono un referendum sulla loro autonomia. Io non ho mai incontrato un veneto che mi dice di essere innamorato di Roma…».
Così il pontile all’attracco su Riva degli Schiavoni diventa la passerella per la collezione autunno-inverno della Lega.
I modelli, per la verità , non sono nuovissimi.
Come il referendum sull’Euroregione a statuto speciale che si trattiene il 75% delle tasse.
Oppure «via Equitalia dal Nord», «e i nostri sindaci dovranno passare ad azioni di protesta fiscale, alla disobbedienza civile». E «Coraggio, riprendiamoci il futuro!».
Al tempo, però: «Ne parleremo con i nostri sindaci entro un mese, qui in Veneto», dice Maroni, forse dimenticando d’averlo già  annunciato a luglio, quando il vecchio Bossi è diventato un ex segretario in pensione.
Anche quella di Maroni resta una Lega che parla al futuro.
Il passato è scomodo: quante ne hanno dette, e non ne hanno fatte.
Il presente è incerto: ha solo sfiorato l’argomento elezioni, Maroni, invitando a diffidare di «personaggi che sono in politica da quando la Lega non c’era».
È sembrato un riferimento all’allor giovine democristiano Matteo Renzi.
Un guaio, se vincesse le primarie Pd.
Sarebbe per tutti una sfida tra il nuovo e il vecchio, e per i leghisti che sono in Parlamento da più di 20 anni sarebbe il si salvi chi può.
Ma tanto, come dicono da 16 anni da questo palco, «a noi le cadreghe non interessano».
O no?

Giovanni Cerruti
(da “La Stampa”)

argomento: LegaNord, Maroni | Commenta »

GLI STATI GENERALI DEL CARROCCIO A TORINO SEGNANO IL NUOVO CORSO DEL PARTITO, A CACCIA DEGLI SCONTENTI DEL PDL, MA LA BASE LEGHISTA RESTA SCONCERTATA

Settembre 30th, 2012 Riccardo Fucile

LA NUOVA LEGA IN DOPPIOPETTO DI MARONI IN CERCA DEL VOTO PDL

Come bambini al pranzo di Natale.
Composti, vestiti bene, timorosi di non fare bella figura.
Apparivano così i pochi leghisti che si sono affacciati nella sala del Lingotto di Torino, dove il movimento politico di Roberto Maroni ha organizzato gli stati generali del Nord.
Pochi minuti di apparizione, tra imprenditori e sindacalisti, luminari ed economisti, tra i cosiddetti poteri forti che hanno partecipato ai “workshop” tematici.
Poi via, cento metri oltre il Lingotto, a rilassarsi alla festa della Lega piemontese.
I vari Roberto Calderoli, Roberto Cota, Andrea Gibelli.
Li vedi arrivare sornioni, in quello che fino all’anno scorso era l’unico appuntamento torinese del Carroccio e ora è una sorta di parcheggio: qui i leghisti d’un tempo, quelli con camicie verdi e sogni indipendentisti, dentro al Lingotto i presentabili, il volto nuovo che Maroni cerca di mostrare nel tentativo di conquistare principalmente i delusi dal Pdl.
Ma poi vengono alla festa leghista, sul prato dove per venti anni Umberto Bossi è stato Capo, leader indiscusso.
E li vedi finalmente rilassati. A mangiare nei soliti piatti di carta improponibili bistecche, anche se poi controvoglia salutano i vecchi militanti amici per raggiungere il nuovo segretario al “dinner” organizzato al ristorante la pista.
Sistemano il nodo alla cravatta, rimettono la giacca e via, di nuovo a tavola, ma con i “grandi”. E salutando quasi gli scappa una lacrimuccia.
Maroni qui metterà  piede oggi, alle sette e trenta del mattino perchè alle otto e trenta deve salire sul palco al Lingotto per il “question time” con Corrado Passera, l’ormai ex odiatissimo banchiere del governo dei banchieri. Alle 9.30 assisterà  al dibattito tra Antonio Tajani (uomo di riferimento dei vari De Romanis che Renata Polverini ha cacciato dopo lo scandalo Fiorito), Giuseppe Scopelliti (governatore della Calabria, condannato nel 2009 a risarcire un milione 300 mila euro all’erario e, fra l’altro, rinviato a giudizio nel luglio 2012 per abuso d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico), Roberto Cota e Luca Zaia. Poi ci saranno gli incontri con Raffaele Bonanni, Giuseppe Guzzetti, Giovanni Quaglia e Giorgio Squinzi. Già  ieri sera, alle 19, Maroni, chiusa in meno di mezz’ora la conferenza stampa che avrebbe dovuto raccontare l’esito dei tavoli di lavoro, si è rifugiato nella hall dell’hotel per accogliere Scopelliti, arrivato con tre auto blu, una delle quali con lampeggiante e scorta. Oneri del padrone di casa. il rischio, sempre più evidente, che il tentativo di ampliare la propria base comporti la perdita di quella storica e vera del Carroccio.
Sono sempre più numerosi infatti i critici, anche tra i maroniani soprattutto quelli della prima ora.
Che però, come ai tempi dell’egemonia di Bossi, non parlano e bofonchiano lamentele da anonimi.
Ieri si è esposto Giancarlo Galan, indicato pochi giorni fa da Flavio Tosi come possibile candidato leghista.
L’ex presidente della regione Veneto ha sintetizzato l’opinioine di molti: questi stati generali del Nord non bastano a risollevare il movimento dalla crisi in cui è caduto.
Non solo.
La Lega Nord “dovrà  spiegare al Paese perchè quando è stata al Governo è riuscita soltanto a portare a casa un federalismo che oggi non esiste, una legge sulle ronde che non è mai stata applicata, e i ministeri al nord, che non ci sono”.
Dal canto suo, Maroni evita le polemiche, veste i panni del rinnovatore e si lascia scivolare addosso i malumori di quanti pur avendolo sostenuto non sono stati coinvolti.
La due giorni torinese è stata totalmente appaltata all’esterno, ufficio stampa compreso.
Gli stati generali sembrano la cerimonia funebre della Lega.
Bossi   lo ripete all’amico Leonardo Carioni e ai pochi che non l’hanno mai abbandonato: “Aspettiamo e vediamo”.
Maroni lo conosce bene, sa che non può prescindere dal vecchio Capo.
E ieri si è quasi scusato: “Siamo orgogliosi della nostra storia, ma come nella vita, ci sono fasi in cui occorre cambiare perchè cambia il mondo”.
Domani sera si rilasserà  anche lui alla festa della Lega piemontese, chiuso il Lingotto e gli stati generali, allentata la cravatta e salutato l’ormai amico Scopellitti, qualcuno tra i vecchi militanti amici forse gli chiederà : sicuro che sia la strada giusta?

Davide Vecchi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Maroni | Commenta »

LA LEGA DI MARONI PROVA A METTERSI IL DOPPIOPETTO

Settembre 28th, 2012 Riccardo Fucile

CAMBIO DI PELLE A UN ANNO FA VENEZIA E IL DIO PO, MENTRE BOSSI E REGUZZONI SONO SEMPRE PIU’ ISOLATI

Venerdì e sabato la Lega prova a mettersi il doppiopetto.
A Torino, al Lingotto, terrà  i suoi «Stati generali». Il primo giorno sono previsti seminari a porte chiuse, nel secondo si tirano le somme con personaggi del calibro di Corrado Passera e Giorgio Squinzi, gente che non sarebbe neanche stato ipotizzabile vedere sul palco di Pontida o di Riva degli Schiavoni.
È passato un anno dall’ultimo rito dell’ampolla, ma sembra un’era geologica.
Maroni confida di avere faticato per spazzare via gli orpelli un po’ buzzurri di un tempo. Ma, a pochi mesi dal grande ribaltone, ormai regna sul movimento come un monarca assoluto.
Anche nel Varesotto, dove la Lega e Bossi sono sempre stati una sola cosa: basta poco per dimenticare.
Il vecchio capo vive abbandonato dal mondo, soprattutto dal suo mondo, nella casa di Gemonio, quella che ha fatto scandalo per la ristrutturazione a spese del partito ma che resta una villetta come tante altre, per di più con vista su un orribile cementificio. Solo fino a pochi mesi fa colonnelli e governatori facevano a gara per stare al suo fianco sui palchi dei comizi.
Anche se sempre più vecchio e stanco, il Senatur restava il capo indiscusso.
Più di quanto fosse Berlusconi per i suoi elettori. Era un Perà³n padano al quale tutto si perdonava, pure vent’anni di promesse non mantenute.
Oggi anche qui nella sua terra può contare appena su un manipolo di fedelissimi. Bossiana è rimasta la sezione di Busto Arsizio.
Il segretario si chiama Alessio Rudoni ma di fatto, dicono, comanda Paola Reguzzoni, sorella di Marco, ex capogruppo alla Camera fatto fuori dai maroniani.
Detestato dai suoi rivali di partito, che lo accusavano di gestire con arroganza il potere che Bossi, e soprattutto la moglie di Bossi, gli avevano delegato,
Reguzzoni ha però mostrato schiena diritta evitando di tentar di salire sul carro dei vincitori.
È vero che per uno come lui, che faceva parte del «cerchio magico», un saltafosso non sarebbe stato facile. Però molti bossiani l’hanno fatto, o perlomeno tentato. Lui no.
È rimasto deputato ma non ha più incarichi nel partito e si dedica alla sua azienda, la Biocell di Busto Arsizio, che fa ricerca sulle cellule staminali.
Bossiana è rimasta anche Rosi Mauro, che i maroniani chiamavano «la mamma Ebe della Lega» o, quando erano in vena di gentilezze, «la badante».
Non la si vede più accompagnare il vecchio capo tenendolo sotto braccio.
Ma continua a lavorare in una sorta di repubblica sociale leghista sognando la rivincita.
La Lega l’ha espulsa, insieme all’indegno tesoriere Belsito, un altro del cerchio magico.
Ma l’ha lasciata segretaria del Sin.Pa, il sindacato padano, e questo potrebbe rivelarsi, alla lunga, un errore.
Perchè in qualità  di capo del Sin.Pa la pur espulsa Rosi Mauro ha mantenuto un ufficio in via Bellerio, dove qualcuno teme che agisca da serpe in seno.
Di certo lei non se ne sta con le mani in mano e ha già  fondato, con il senatore Lorenzo Bodega, un nuovo partito.
Il nome sembra quello di una ditta di elettronica o di meccanica: SGC. Ma vuol dire «Siamo gente comune». La sede, per ora, è a Lecco, e al nuovo partito ha aderito anche una tale Arianna Miotti, che è consigliere comunale qui ad Arcisate, provincia di Varese.
E gli altri?
Di tutti gli altri che gridavano «Bossi-Bossi» ai comizi, chi è rimasto con «l’Umberto»?
Dei sindaci di qui, solo due: Maurilio Canton di Cadrezzate e Graziella Giacon di Laveno Mombello, dove davanti al porticciolo c’è un bar nel quale Bossi ogni tanto si fa vedere e fa due chiacchiere con Renato Pozzetto.
Poi è sempre bossiano Carlo Crosti, ex sindaco di Induno Olona, uno della prima ora. Ma dopo basta.
Giancarlo Giorgetti ha difeso Bossi fino all’ultimo, ma ora è lì, un po’ nel mezzo, a tentare di ricucire.
Gli altri via, tutti.
Quando si perde il potere si perdono anche molti amici.
Allora non resta che sperare in un più o meno impossibile ritorno. Magari ascoltando i primi mal di pancia contro Maroni.
Come ad esempio quelli di chi vede in Isabella Votino, ex portavoce al ministero degli Interni, una specie di nuova Rosi Mauro: troppo presente e troppo potente.
E i mal di pancia di chi vede strane analogie fra il congresso provinciale varesino del 9 ottobre 2011, quello in cui scoppiò la rivolta anti-Bossi, e quello in programma per domenica prossima.
Un anno fa gli iscritti insorsero perchè Bossi aveva imposto un candidato unico, il suo fido Maurilio Canton.
Ebbene, anche quest’anno il congresso ha un candidato unico, Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone: solo che è maroniano.
Dicono che qualche settimana fa, a Busto Arsizio, Bossi abbia detto ai suoi: «Maroni è bravo quando deve fare una cosa sola. Ad esempio il ministro. Ma se deve pensare a a quattro o cinque cose insieme, va nel pallone».
Come a dire che non è un segretario.
E che prove (o illusioni) di rivincita sono in corso.

Michele Brambilla
(da “La Stampa”)

argomento: Maroni | Commenta »

LE CONTAMINAZIONI DELLA NUOVA LEGA

Settembre 26th, 2012 Riccardo Fucile

VENERDI’ A TORINO CON GLI STATI GENERALI DEL NORD VA IN ONDA LA NUOVA LEGA IMBORGHESITA DI MARONI… SOCIETA’ DI CONSULENZA ALLE SPALLE, OSPITI MINISTRI E INDUSTRIALI: D’OBBLIGO METTERSI IL VESTITO BUONO PER ENTRARE NEI SALOTTI

Venerdì 28 a Torino con l’avvio degli Stati generali del Nord la nuova Lega targata Maroni tenterà  di cambiar pelle.
Di parlare del Nord più che della Padania.
L’esperimento – sono gli stessi leader del Carroccio a usare questo termine – si presenta impegnativo perchè da una parte bisognerà  dare corpo a una discontinuità  con le vecchie giaculatorie bossiane e dall’altra evitare che la base possa pensare a una cessione della primogenitura padana in cambio del solito piatto di lenticchie. L’obiettivo finale di Maroni è quello di aggiornare sia l’analisi del territorio e della crisi sia di formulare nuove proposte di intervento.
«A un ragazzo che resta disoccupato da anni non possiamo proporre solo di venire a Pontida» è la battuta che fotografa meglio il cambio di approccio.
Anche spulciando nei lavori preparatori dell’appuntamento torinese è possibile scorgere più di qualche elemento di novità .
Ad esempio il coinvolgimento nella preparazione del convegno di una società  di consulenza, l’inglese Ernst & Young, una delle big four del settore.
Ma soprattutto la presenza sul palco del Lingotto di almeno quattro ospiti esterni del calibro di Corrado Passera, Raffaele Bonanni, Giuseppe Guzzetti e Giorgio Squinzi, nessuno dei quali probabilmente avrebbe mai preso la parola ai tempi del Senatur.
La differenza è che se in passato la Lega tendeva a costruirsi in casa le rappresentanze (il sindacato padano, l’associazione dei commercianti padani), ora vuole dialogare e contaminarsi con i soggetti reali, si chiamino essi Confindustria, Rete Imprese Italia o Cisl.
Maroni ha scelto di andare agli Stati Generali senza un documento a tesi ma presenterà  alla platea il suo Manifesto dopo averlo testato nella prima giornata in sei gruppi di lavoro misti dove siederanno, gli uni accanto agli altri, leghisti e non leghisti.
Si abbassano dunque i ponti levatoi e la Lega si dichiara pronta a mettersi in gioco con un solo obiettivo irrinunciabile: il Nord e la salvaguardia della vocazione industriale del Paese.
Vedremo se l’esperimento funzionerà  e se il nuovo gruppo dirigente leghista riuscirà  a parlare non solo ai «padani ideologici» bensì a tutti coloro che considerano centrale la questione settentrionale.
In attesa del manifesto di Maroni qualche traccia sui nuovi orientamenti programmatici della Lega la si può cogliere qua e là .
Prendiamo il tema delle banche e del loro salvataggio.
I maroniani spingono per la soluzione adottata con la Royal Bank of Scotland, se lo Stato mette i soldi – anche via Tremonti bond – deve diventare azionista, nominare un management autonomo e controllare che la banca (leggi Monte dei Paschi) non faccia mancare il credito alle imprese.
Sul caso Marchionne la Lega non milita certo tra i supporter della Fiat e promette di vigilare contro la concessione di qualsiasi tipo di aiuto e incentivo ad hoc. «Se date i soldi alla Fiat dovete darli a tutti».
Infine le novità  più interessanti stanno maturando sul tema delle piccole imprese.
La Lega sta riconsiderando la sua posizione «museale», orientata alla pura e semplice conservazione dell’esistente.
Si comincia, anche se cautamente, a parlare di aggregazioni tra Pmi, di specializzazione produttiva, di innovazione.
Per chi ha avuto modo di frequentare le assemblee dei Piccoli la discontinuità  è lampante visto che gli interventi dei rappresentanti del Carroccio finivano sempre per esaltare l’individualismo degli artigiani senza spendere mai una parola a favore delle reti di impresa.
Se l’esperimento torinese riuscirà  Maroni affronterà  la campagna elettorale con le mani libere per cercare di recuperare sul terreno del consenso.
Perchè oggi il Carroccio deve difendersi da due nuovi concorrenti che possono ambire a influenzare l’elettorato ex-Bossi, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e la nuova formazione politica annunciata da Giulio Tremonti.
Non a caso tutti e tre i capi (Maroni, Grillo e Tremonti) nelle ultime settimane si sono contesi, almeno a parole, l’idea del referendum sull’euro.
Materia incandescente quanto elettoralmente appetibile.

Dario Di Vico
(da “Il Corriere della Sera“)

argomento: LegaNord, Maroni | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.103)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (190)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Feb    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • NON DITE A MANTOVANO CHE I MISSIONARI COMBONIANI IN UNA LETTERA INVIATA A TUTTE LE PARROCCHIE ITALIANE INVITANO A VOTARE NO AL REFERENDUM “PERCHÉ QUESTA RIFORMA RISCHIA DI INDEBOLIRE QUEI MECCANISMI DI EQUILIBRIO E CONTROLLO CHE LA COSTITUZIONE HA COSTRUITO PER GARANTIRE LA GIUSTIZIA”
    • “NELLA GUERRA ALL’IRAN USA E ISRAELE HANNO OBIETTIVI DIVERSI”. L’AMBASCIATORE ETTORE SEQUI METTE IN EVIDENZA LE DIVERGENZE TRA TRUMP E NETANYAHU: “WASHINGTON VUOLE CANCELLARE LA MINACCIA IRANIANA E USCIRE DAL CONFLITTO, ISRAELE PUNTA A SPEZZARE IN MODO DEFINITIVO IL REGIME”
    • IL MONDO SI È IN-GOLFATO: OLTRE 900 MERCANTILI SONO BLOCCATI, IN ATTESA DI POTER PASSARE PER LO STRETTO DI HORMUZ, PASSAGGIO CRUCIALE PER IL COMMERCIO DI PETROLIO E GAS NATURALE LIQUEFATTO, ORA SOTTO IL CONTROLLO DEI PASDARAN
    • VUOI RINNOVARE IL PASSAPORTO? VOTA “SÌ” AL REFERENDUM. NEL DISTRETTO CONSOLARE DI BARCELLONA MOLTI ITALIANI CHE HANNO FATTO DOMANDA PER AVERE LA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA O IL PASSAPORTO HANNO RICEVUTO INDICAZIONI PER SOSTENERE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ATTRAVERSO LA CHAT WHATSAPP DEL “LISTA AZZURRA” CHE FA PROPAGANDA PER FDI
    • LE ACCISE MOBILI IMMAGINATE DA GIORGIA MELONI SONO POCO PIÙ CHE UN PANNICELLO CALDO: SI TRATTA DI UN SISTEMA FARRAGINOSO, CHE REINDIRIZZA IN AUMOATICO L’EXTRAGETTITO IVA SULLA RIDUZIONE DELLE TASSE SUL CARBURANTE. MA IL RISPARMIO CHE POTRÀ PORTARE È RIDICOLO: CIRCA 2,2 CENTESIMI DI RIDUZIONE OGNI DIECI DI AUMENTO ALLA POMPA
    • TRUMP SI È INFILATO IN UN NUOVO VIETNAM? DIFFICILE PREVEDERE QUANDO DURERA’ QUESTA GUERRA CHE HA INCENDIATO IL MEDIO ORIENTE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA