Novembre 4th, 2013 Riccardo Fucile
ED E’ POLEMICA CON I RENZIANI: “DATI FALSI”…MENTRE CONTINUANO LE ACCUSE INCROCIATE SUI TRUCCHI NEL TESSERAMENTO
Dopo aver preso visione dei primi dati dai congressi provinciali, il Comitato per Cuperlo canta vittoria: su 260mila iscritti che hanno votato, oltre il 50%, il loro candidato per le primarie del Pd è davanti a Matteo Renzi, sostenuto da 49 segretari vincitori dei congressi contro i 35 schierati per il sindaco di Firenze, mentre un segretario sostiene Pippo Civati e sette non si sono espressi.
Il Comitato diffonde la “classifica provvisoria” e innesca così una nuova polemica con i renziani, mentre è sempre viva la polemica su trucchi e giochi di prestigio in fase di tesseramento.
“Ma a chi giova dare dati falsi?” attacca Luca Lotti, deputato del Pd vicino a Renzi, “si aspettino il risultato definitivo e i dati veri”. “Ricordo tra l’altro – aggiunge Lotti – che lo stesso Renzi a Firenze ha votato per un segretario provinciale che sostiene Cuperlo. Dunque a chi giova stabilire un’inesistente relazione tra i segretari? E poi, oltre ai numeri dei candidati segretari, perchè non vengono resi noti anche i loro nomi? Siamo molto curiosi di leggerli”.
Dicendosi “sorpreso” dalla reazione, risponde il coordinatore del Comitato nazionale a sostegno di Cuperlo, Patrizio Mecacci: “Non è nostra intenzione alimentare polemiche, nè scatenare risse. Quei numeri, che noi abbiamo semplicemente aggregato, sono pubblici, noti in tutte le realtà che hanno votato e disposizione di tutti”.
La guerra delle tessere.
Sulla guerra di posizione che si sta combattendo sul tesseramento Pd, toccherà a Guglielmo Epifani dire quel che pensa nel corso della segreteria convocata al Nazareno, dove si riunirà anche la commissione dei garanti guidata da Luigi Berlinguer.
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Novembre 4th, 2013 Riccardo Fucile
CHITI: “A EMPOLI TESSERE VENDUTE A CENTINAIA DI IMMIGRATI”…AD ASTI FILE DI ALBANESI PER RENZI ….SUL RINVIO ORA CUPERLO FRENA
Toccherà a Guglielmo Epifani, domani, dire quel che pensa della guerra di posizione che si sta
combattendo sul tesseramento pd.
La segreteria è convocata al Nazareno, dove si riunirà anche la commissione dei garanti guidata da Luigi Berlinguer. C’è da capire se le irregolarità denunciate durante i congressi provinciali sono diffuse o circoscritte.
Se si può parlare di tesseramento falsato, o di problemi fisiologici legati alla fretta e all’avvicinarsi delle primarie dell’8 dicembre.
C’è da capire – soprattutto – se alcuni mentono quando dicono che gli avversari hanno truccato le carte per vincere.
O se è vero che a Cosenza c’è un congresso falsato da dirigenti vicini all’area Cuperlo (e da garanti non imparziali), ad Asti da file di albanesi per Renzi, e così via in un incrocio di accuse riempite ogni giorno da nuovi particolari.
Vannino Chiti denunciava ieri file sospette di immigrati al congresso provinciale di Empoli, e si lanciava contro «compravendite vergognose frutto di regole assurde». Quella di far votare ai gazebo delle primarie anche i non iscritti, quella di non chiudere il tesseramento mesi prima del congresso «per compiacere quanti non sopportano militanti che ogni giorno lavorano per il Pd, volendolo ridurre a comitato elettorale».
Pippo Civati, pur in disaccordo con l’idea di fermare il tesseramento, rivendica a SkyTg24: «Il problema l’avevo denunciato io 15 giorni fa e avevo chiesto agli altri candidati di schierarsi con me. È successo tutto puntualmente. Diamo l’immagine di un partito in cui la corsa per il potere è più importante del rispetto delle regole. Spero che si prendano provvedimenti e si annullino i congressi nelle situazioni più drammatiche».
Parla di «coperture politiche», lo sfidante di Renzi e Cuperlo, ricorda: «Io l’ho detto ai miei, il primo che becco lo caccio a calci nel sedere».
Così, mentre i renziani continuano a dire – su mandato del sindaco – che di chiudere il tesseramento non se ne parla, che le commissioni di garanzia hanno il compito di verificare le irregolarità , ma non bisogna approfittare dei casi sospetti per bloccare la partecipazione, Gianni Cuperlo non demorde.
Dopo un comunicato in cui il suo comitato garantiva che «le regole si possono cambiare quando c’è condivisione, non saremo certo noi a impuntarci o a chiedere forzature», il candidato da Ferrara – sembrava smentire: «Sul discorso tessere non mi arrendo, non è una polemica mossa nei confronti di qualcuno, è un fatto che riguarda tutti noi e ne va dell’autorevolezza e della dignità del partito».
(da “La Repubblica“)
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Novembre 4th, 2013 Riccardo Fucile
NELLA CAPITALE BOTTE E INSULTI NEI CIRCOLI… CINQUEMILA NUOVE TESSERE IN DIECI GIORNI, PROTESTE E ACCUSE INCROCIATE TRA CORRENTI… E C’È CHI INVOCA L’INTERVENTO DEL NAZARENO
A Roma qualcuno gonfia il tesseramento, qualcun altro prova a “gonfiarsi”.
Tradotto dal vernacolare, significa picchiarsi. Tradotto in termini politici, vuol dire che nei congressi romani del Pd si è andati oltre il limite.
Dalle recriminazioni e dai ricorsi si è passati alle risse.
Il corollario della corsa per la segreteria, con quattro candidati e una folla di correnti e sotto-correnti a combattersi con ogni mezzo, tra pacchetti di nuove tessere (5mila in dieci giorni, secondo il reggente Eugenio Patanè) e circoli “fantasma”.
Ombre che sono lo sfondo dei congressi in mezza Italia.
A Roma la partita è principalmente a due: da una parte l’ex senatore Lionello Cosentino, sostenuto dal demiurgo del Pd romano, Goffredo Bettini, e da un fronte che va dai franceschiani ai popolari, per arrivare a gran parte degli zingarettiani, legati al governatore del Lazio.
Dall’altra il consigliere municipale Tommaso Giuntella, uno dei tre “giovani” della squadra di Bersani nelle scorse primarie, appoggiato dai dalemiani e da qualche zingarettiano malpancista, come l’ex segretario romano Marco Miccoli.
Gli outsider, il renziano Tobia Zevi e Lucia Zabatta (Civati).
So è già votato in oltre metà dei circoli, e per ora Cosentino è avanti con il 41 per cento, mentre Giuntella al 36.
Salvo sorprese, sarà decisiva l’assemblea del 9 novembre. E forse l’ago della bilancia saranno i voti di Zevi, che viaggia sopra il 16 per cento.
Un discreto caos sulla carta, ma molto peggio nella realtà .
Lunedì scorso, nel circolo Pd di Vigne Nuove, nella periferia nord-est, sono arrivati la polizia e due ambulanze. Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del III Municipio, è finito in ospedale per trauma cranico, con 5 giorni di prognosi.
Sostiene di essere stato aggredito da Claudio Maria Ricozzi, presidente dell’assemblea municipale Pd, che nega e parla di “montatura”.
La certezza è che hanno discusso ad altissima voce. Corbucci, sostenitore di Giuntella, ha chiesto di invalidare il congresso locale, bollando Vigne Nuove come uno dei (non pochi) circoli fantasma: sempre inattivi, tranne quando c’è da raccogliere voti.
Ricozzi, pro Cosentino, ha replicato a tono. Bufera,e alla fine il presunto scontro. Corbucci ha battuto la testa: “sono stato picchiato” ripete.
Ricozzi, sentito dal giornale on line Roma Post, replica: “Mi sono avvicinato mettendogli due dita davanti alla bocca per fargli capire che doveva smetterla . E lui è caduto all’indietro: io ho anche cercato di trattenerlo”.
Il caso potrebbe tracimare in tribunale (“Ho presentato una denuncia” fa sapere Corbucci). Nervi più che tesi anche nel circolo Pd di Cinecittà , dove il congresso è stato rinviato a martedì.
Secondo il blog Monitore Romano, sarebbe scoppiata una guerra interna sul controllo di un centinaio di tessere.
Mercoledì scorso alcuni iscritti hanno occupato per protesta l’ingresso del circolo, e sono stati insulti e e spintoni.
Problemi anche in un altro circolo di peso, quello di Trastevere, dove sono volati stracci tra renziani. Ma tutti accusano tutti, nel Pd romano.
La deputata Bonaccorsi, vicina al fu rottamtore, ha fatto notare che “in 7 circoli Cosentino ha preso il 100 per cento”.
L’ex capogruppo in Comune replica: “Si è svolto tutto secondo le regole”. Ieri la Zabatta ha parlato di circoli “invasi dalle truppe cammellate di questo e di quel candidato”, per poi invocare: “Chi di dovere intervenga al più presto”.
A margine, il giudizio (anonimo) di un maturo dirigente: “Le tessere gonfiate le usano tutti, la guerra è guerra”.
Ieri sera dibattito congressuale al circolo Pd Aurelio Cavalleggeri (Roma Nord). Sala piccola e stracolma: età media piuttosto alta, tante donne, molti con il blocchetto degli appunti.
A presentare le mozioni Cosentino, Zevi e i rappresentanti degli altri due candidati (il consigliere regionale Mario Ciarla per Giuntella, l’ex parlamentare Vincenzo Vita per Zabatta). Quattro discorsi con un punto in comune: le regole per le primarie sono sbagliate. Ovvero, “non ci si può iscrivere e votare nello stesso giorno”.
Nel circolo gli iscritti sono raddoppiati: da 150 a oltre 300. “Ma non devi pensare male, molte sono ex iscritti che si erano allontanati in questi anni” spiega Gianna, a sinistra “dai tempi del primo manifesto”.
Sostiene: “Stiamo sempre a votare, tra primarie di ogni tipo. Non facciamo politica, così è una conta continua”. Accanto a lei un signore: “Se mi sta passando la voglia? No, l’idea vale più di tutto”.
In sala, i candidati ammettono: “Siamo sui giornali solo per le tessere e le botte, è un segnale di allarme”. I militanti annuiscono, una signora sussurra: “Sono qui perchè sono di sinistra, ma iscrivermi a questo Pd, mai”.
Enrico Berlinguer la scruta da un vecchio quadro.
Luca De Carolis
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Novembre 1st, 2013 Riccardo Fucile
TENSIONI DA TORINO A CATANIA, CUPERLO DOPPIA RENZI
Ci sono i circoli in cui è finita a sberle, quelli in cui sono arrivate frotte di «militanti» coi pullman, altri nei quali i parenti di esponenti politici non vengono fatti iscrivere. Cronache dai congressi locali del Pd, che rimbalzano un po’ da tutta Italia.
Il primo, a denunciare possibili problemi, era stato Pippo Civati – uno dei quattro in corsa per la segreteria – che si riferiva al caso Sicilia.
Poi, mano a mano, sono arrivate diverse segnalazioni: tessere gonfiate, irregolarità , veri e propri litigi, ricorsi e denunce.
Una «bufera» che investe anche la Capitale, dove si affrontano Lionello Cosentino, Tommaso Giuntella, Tobia Zevi e Lucia Zabatta.
In un circolo di Roma nord due esponenti locali sono stati portati in ospedale, dopo una discussione molto accesa.
A Monte Mario, alla suocera dell’eurodeputato Roberto Gualtieri è stato impedito di votare: «Ci dispiace, il tesseramento è chiuso», la risposta.
Nelle aziende pubbliche ci sono «movimenti» sospetti: al Cotral (società regionale dei trasporti) è arrivato un pullman con 60 persone sopra, tutte di fuori Roma, e la segretaria che doveva registrare il voto se n’è andata.
Mentre all’Acea (la multiutility, quotata in Borsa, di acqua e luce) la garante ha interrotto le operazioni di voto.
A Cosenza, i Giovani democratici scrivono a Renzi, denunciando «la compravendita delle tessere».
Ma episodi più o meno analoghi si registrano su e giù per la Penisola: in Puglia, a Milano, a Napoli e dintorni, nel Nord.
Con i soliti «avvistamenti» di file di stranieri, o di anziani, reclutati dai Democratici.
Civati, un po’ sconsolato, assiste: «Adesso, a posteriori, se ne accorgono tutti. Purtroppo questa è una forma mentis, difficile da scalfire».
Lui, l’outsider tra Matteo Renzi e Gianni Cuperlo, lo dice chiaramente: «Con i miei sono stato chiaro: se becco uno che fa queste cose, lo prendo a calci nel sedere… E poi, a che serve?».
Le tessere, in realtà , portano a un risultato: la vittoria nei congressi provinciali. E qualcuno, nelle segreterie dei principali sfidanti, fa già i conti: per Cuperlo sono 49 (tra questi c’è anche Crisafulli, «disconosciuto» dal candidato segretario), per Renzi 25.
Sempre Civati: «Mi sembra poco elegante questo calcolo. Ma come, non avevamo detto apposta di separare i congressi locali da quello nazionale?».
Il clima è questo, un po’ ovunque: a Catania e Taranto le votazioni sono sospese, in Puglia e Campania ci sono verifiche in corso, anche a Torino ci sono state denunce. Paolo Gentiloni, renziano, vecchio lupo di mare, ne ha viste molte: «Non assolvo, anzi. Per me tolleranza zero. Ma questa deriva non è di oggi, anche se tenere il tesseramento aperto fino all’ultimo è stato un errore. Così si generano mostriciattoli : specie nel Sud, infatti, prevalgono i notabilati locali».
Non è la prima volta, non sarà l’ultima: capitò anche con le primarie per il sindaco di Roma, quando vinse Marino, con le foto dei rom in fila ai gazebo.
E i due principali sfidanti? Secondo Cuperlo «la metà dei votanti è con me».
Per Renzi «deciderà il voto nei gazebo l’8 dicembre: sceglieranno i cittadini».
Nicola Zingaretti si chiama fuori da future corse a premier: «Da anni mi candidano a tutto, ma io faccio le mie scelte da solo, spesso contro i capicorrente del Pd. Faccio il presidente della Regione Lazio, la mia attività politica e tutto il mio tempo sono concentrati su questo impegno. Quando lo avrò portato a termine valuterò. In autonomia e senza padrini politici».
Massimo D’Alema ripete di «non sostenere alcun candidato premier del centrosinistra, anche perchè le elezioni politiche non ci sono. Ed è probabile e auspicabile che non vi siano per un periodo prolungato, dato che siamo tutti interessati alla stabilità del governo guidato da Enrico Letta, che deve completare la sua missione realizzando gli obiettivi di riforme che si è dato. Quando verrà il momento chi vorrà candidarsi lo farà e ognuno valuterà le candidature in campo. In questo momento l’unica candidatura che sostengo è quella di Cuperlo alla segreteria del Pd».
Renzi intanto pensa alla sua «rivoluzioncina»: «Terminata l’era berlusconiana – dice il sindaco di Firenze – è l’ora di una radicale riforma della giustizia che disciplini la responsabilità civile dei magistrati».
Altra carne sul fuoco, nella corsa alla segreteria.
Ernesto Menicucci
(da “il Corriere della Sera”)
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Novembre 1st, 2013 Riccardo Fucile
“UN SPIRALE DA FERMARE” COSA E’ SUCCESSO CITTA’ PER CITTA’
Tessramenti gonfiati, equilibri decisi da pattuglie di stranieri appena iscritti al partito, congressi
azzerati.
La battaglia per la conquista del Pd è anche questo, uno scontro all’ultimo sangue macchiato – in alcuni casi – dal sospetto di congressi locali taroccati.
Una sfida che si arricchisce, ora dopo ora, di nuovi casi imbarazzanti.
I candidati, per adesso, preferiscono maneggiare con cura il tema.
Gianni Cuperlo, ad esempio: «Polemiche tra candidati? Assolutamente da evitare. Anzi, fermiamo questo processo o danneggiamo il partito e perdiamo credibilità . Sono pronto a prendere pubblicamente posizione. Insieme agli altri candidati? Non ho nessun problema a farlo».
Eppure, il veleno circola copioso nelle vene dem. Un renziano come Ernesto Carbone non usa giri di parole: «Cuperlo rivendica 49 segretari provinciali, sicuramente è con lui Crisafulli. Una cosa è certa, le nostre sono liste “decrisafullizzate”».
Da Torino a Bari, passando per Roma e Rovigo, ecco una panoramica del caos tesseramento. Per dirla con Paolo Gentiloni, «questi episodi sono il segno di una degenerazione, alla quale spero che la segreteria di Renzi porrà rimedio»
ROMA
Copre tutta la Penisola, il pasticcio del tesseramento Pd. Finti iscritti, denunce e congressi fantasma accompagnano la sfida per la conquista della segreteria. Un evento democratico, uno sforzo imponente. Ma con alcuni incidenti di percorso.
TORINO E LE TESSERE PAGATE
Uno dei primi casi al centro delle polemiche. Sollevato dal parlamentare Stefano Esposito, che ha raccontato di aver visto due anziani ricevere i soldi per il tesseramento. E ora Esposito rincara la dose: «L’atteggiamento di chi dice di evitare polemiche sui congressi assomiglia a quei sindaci siciliani che di fronte alle prime denunce contro il pizzo dicevano che così si gettava discredito sui loro paesi ». Le polemiche riguardano soprattutto i massicci pacchetti di tessere nelle mani di alcune famiglie, in particolare di quella di un ex esponente del Psi subalpino.
ASTI E GLI ALBANESI
Altro caso limite è quello di Asti. La stragrande maggioranza dei nuovi iscritti al partito è albanese. Centinaia di nuove tessere in poche ore, due su tre andate a cittadini extracomunitari. Un boom che alimenta sospetti. Ora il caso è nelle mani della commissione che vigila sul regolare andamento del congresso.
LO SCONTO A MILANO
Tutto regolare per la commissione di garanzia, ma nel Pd milanese la tensione è alle stelle. Per il segretario provinciale in due circoli si è registrata un’affluenza record: i renziani, accusano gli amici di Cuperlo, hanno fatto decine di tessere nuove con lo sconto, 15 euro invece di 30. Altri problemi a Pantigliate (Milano Sud), dove il circolo ha negato la tessera al sindaco dem Lidia Rozzoni. È dovuto intervenire il segretario uscente per fornirle la sospirata tessera.
ROVIGO NEL CAOS
Tessere gonfiate, iscrizioni pilotate, violenti scambi d’accuse. È bufera sul Pd veneto, costretto a sospendere il congresso provinciale di Rovigo e alcuni di quelli previsti nel Polesine. Renziani e bersaniani, in lotta per la segreteria, si accusano a vicenda di ogni sorta di scorrettezze: da gruppi di stranieri tesserati per alterare gli equilibri a iscritti raddoppiati da un giorno all’altro. Polemiche anche a Treviso: in alcune sezioni si segnala l’impennata di iscritti, fino al 200% in più.
BOOM A FIRENZE
A Grosseto una raffica di ricorsi per iscrizioni contestate mette a repentaglio il regolare svolgimento del congresso. Problemi anche a Viareggio. Secondo le prime stime, i conti del partito toscano dovrebbero registrare alla fine un aumento di iscritti del 15 per cento. Del 30% a Firenze, con ottocento nuovi iscritti.
RISSA A ROMA
Caotica anche la situazione nella Capitale. Rissa nel circolo di Vigne Nuove, dove due dirigenti — Claudio Ricozzi e Riccardo Corbucci — sono finiti all’ospedale. Sospeso il congresso del circolo Cotral, mentre quello di Cinecittà è slittato di alcuni giorni. A causa, pare, di un tesseramento gonfiato che ha fatto lievitare gli iscritti di 150 unità . È alta la tensione tra Tommaso Giuntella e Lionello Cosentino, entrambi vicini a Gianni Cuperlo. Il candidato alla segreteria li ha convocati per cercare di abbassare i toni.
RICORSI A NAPOLI
Il segretario uscente Gino Cimmino, al 33% dei consensi, ha presentato ricorsi a Vico Equense e nei quartieri napoletani di Vomero e Soccavo. A Portici molti votanti sono stati rinviati a casa, con contestazioni sulla loro iscrizione. Contestazioni sui verbali anche a Giugliano, dove fra l’altro erano state chieste oltre 800 nuove tessere. Al Vomero, poi, mancava addirittura l’anagrafe degli iscritti. A Casoria invece il congresso è stato addirittura cancellato.
LE TESSERE DI AVELLINO
Pioggia di ricorsi ad Avellino, dovuti soprattutto alla crescita abnorme degli iscritti: si contano 1.900 nuove tessere. Matteo Orfini ha segnalato ben quattro situazioni di votanti fantasma. La più clamorosa ad Avellino città , con una truppa di 600 voti arrivati l’ultimo giorno.
INTIMIDAZIONI A SALERNO
Due dei candidati alla segreteria provinciale, Vincenzo Pedace e Sergio Annunziata, hanno segnalato nei congressi cittadini episodi di intimidazione e di tessere acquistate in blocco e distribuite davanti ai seggi a cittadini ignari chiamati a votare.
CASERTA, LITE SULLA DATA
Si litiga ancora sulla data. I sostenitori del renziano Peppe Roseto, fra cui Pina Picierno, non riconoscono il comitato dei garanti e hanno chiesto che il voto non si tenga prima del 9 novembre. L’altro fronte, che comprende giovani e cuperliani, ha denunciato il tentativo dilatorio degli avversari, ottenendo dalla direzione regionale l’indizione del congresso per domenica prossima.
RESET CATANIA
Congresso annullato nel capoluogo etneo. Gli sfidanti hanno fatto a gara per conquistare più iscritti. Ora tocca alla commissione verificare denunce e ricorsi.
IL MIRACOLO DI PARMA
Boom di iscritti a Pellegrino Parmense. Tre iscritti al Pd nel 2012, cinquanta quest’anno. Tutti compatti per sostenere uno dei tre candidati alla segreteria provinciale, Alessandro Cardinali. Risultato: 50-0. Una autentica “macchina da guerra”.
Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica“)
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Ottobre 31st, 2013 Riccardo Fucile
NON VOTANO ANCORA GLI ELETTORI DEL PDL… E C’E’ CHI GONGOLA: “NON STA ANDANDO COME CREDEVANO”
Se non è proprio definibile euforia, perchè la partita delle primarie si sa come finirà , la sensazione che pervade i maggiorenti pro-Cuperlo è quella di chi vede la luce di un pareggio strappato alla prima in classifica.
Sì perchè a detta di entrambe le tifoserie, pure quella renziana lo ammette, la partita dei congressi provinciali che si celebra in questi giorni «finirà fifty fifty», cioè cinquanta a cinquanta.
Tutti convengono, fatte sempre le doverose premesse: che molti segretari di federazione sono sostenuti da «larghe intese» locali, dove il renziano magari è votato dai cuperliani o viceversa; che i casi in cui si andrà al ballottaggio sono tanti e ancora il pallottoliere è incompleto.
Per ora i dati sbandierati dal comitato di Cuperlo riportano i risultati di 76 congressi su 100, con 48 candidati vincenti che fanno capo a Cuperlo e 28 a Renzi, calcolati anche quando le coalizioni sono bipartisan quindi unitarie.
E un sorriso compiaciuto sboccia sul volto di Pierluigi Bersani alla buvette della Camera, «non sta andando come credevano loro, su questi qui finirà pari, forse qualcosina in più per i nostri…», dice.
Lo sa pure lui che «molte sono coalizioni unitarie che rispondono a dinamiche territoriali. Ma anche il voto tra gli iscritti non andrà male…», è la sua previsione.
I cuperliani, se pur elettrizzati, si fanno però poche illusioni sull’esito della guerra di trincea. «Siamo avanti di poco noi nelle province è vero, dunque l’argine tiene, ma perderemo tra gli iscritti e saremo travolti l’8 dicembre», ragiona uno dei più disincantati big insieme ai suoi sodali.
I quali non concordano, ma sanno la potenza di fuoco che stanno mettendo gli uomini di Renzi in questa partita, concentrando gli sforzi specie sul voto tra gli iscritti che si celebrerà tra il 7 e il 17 novembre
L’altra sera all’assemblea dei 160 parlamentari che lo sostengono, il rottamatore in due precisi passaggi ha fatto capire che le liste collegate alla sua candidatura, quelle votate l’8 dicembre che esprimeranno gli organi dirigenti, saranno stilate solo dopo il 17 novembre: quando tutti i deputati, doc e new entry, avranno dimostrato quanti voti degli iscritti riescono a drenare casa per casa col loro impegno.
Dall’altra parte, quella dello sfidante, c’è una rete capillare che vede all’opera non solo i dalemian-bersaniani uniti nella lotta, ma anche bindiani di peso e quei lettiani che hanno scelto di sostenere Cuperlo, come sta facendo in Emilia la parlamentare Paola De Micheli.
Un altro lettiano come Francesco Boccia si vanta di aver vinto con il suo candidato renziano 8 comuni su 10 di Barletta, perchè sa che sul terreno pugliese sono schierati con Cuperlo il segretario regionale Blasi, Mario Loizzo, storico segretario della Cgil pugliese e deputati con un loro seguito come Dario Ginefra o Michele Bordo.
In Sardegna, dove si voterà più avanti, sono anche gli uomini di Franco Marini a dare le carte, come Salvatore Ladu nel nuorese, ma anche il sottosegretario alla sanità Paolo Fadda e uno dei capi della campagna di Cuperlo, Tore Corona.
Vicinissimo a Nico Stumpo, l’ex responsabile organizzazione e ora crocevia delle notizie che arrivano dai territori.
Compresa la sua Calabria, dove può contare sull’aiuto di Gigi Meduri, bindiano e parlamentare per diverse legislature, o di Mario Oliverio, presidente della provincia di Cosenza. In Toscana ci sono l’ex segretario regionale, Andrea Manciulli, l’attuale, Ivan Ferrucci e il presidente della regione, Enrico Rossi, sul sito «ilsignorrossi.it» dove troneggia «Perchè Renzi non m’ha convinto».
In Veneto giocano Zanonato e Zoggia nell’area di Venezia, la bindiana Miotto in quel di Padova; in Sicilia uomini come Cracolici, Capodicasa, Crisafulli; in Molise e Campania i segretari regionali dalemiani Leva e Amendola, a Napoli l’ex bassoliniano Andrea Cozzolino.
Carlo Bertini
(da “La Stampa”)
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Ottobre 30th, 2013 Riccardo Fucile
NUOVO ALLARME SUL BOOM DELLE TESSERE
Un sms in piena Leopolda, domenica: «Matteo, abbiamo vinto noi nel circolo di Migliavacca».
Maurizio Migliavacca è stato il capo della segreteria di Bersani, un carrarmato in fatto di organizzazione. E a cantare vittoria è un renziano della prima ora, Roberto Reggi.
La mappa ha ancora molte caselle vuote, ma arrivano alla spicciolata i risultati su chi vince nelle federazioni del Pd: è il primo test.
Renziani in testa nelle grandi città , più che soddisfatti di quello che succede in Sicilia, in Toscana, in Emilia.
Ma nel quartiere generale di Gianni Cuperlo, lo sfidante del superfavorito Matteo Renzi, in serata elaborano i primi dati: su 74 segretari provinciali, 45 sono cuperliani.
Insomma la partita è aperta
I dati affluiscono, insieme con le polemiche sulle tessere last minute. Ci sono boom di iscritti quasi dappertutto. Sospetti di tesseramenti gonfiati.
Roberto Morassut denuncia: «Questo congresso è una rincorsa delle tessere, non va bene. Non lo dico in difesa dell’uno o dell’altro candidato alle primarie nazionali, ma per lanciare un allarme: il Pd non può essere un partito ridotto a comitato elettorale e a cordate».
Ecco un lungo elenco di situazioni anomale: a Lecce, 4.700 iscritti nel 2012 e ora sono stata inviate dal nazionale 16 mila tessere, di cui 12 mila sarebbero già distribuite; a Caserta gli iscritti erano 5 mila e ora 13 mila tessere sono state richieste (bisognerà vedere quante saranno sottoscritte); a Catania è stato bloccato tutto per i ricorsi.
Ricorsi anche a Grosseto. Nel suo piccolo, pure Piacenza è in tilt: si è passati da 479 a 800 iscritti in una giornata sola.
In pratica domenica ben 384 piacentini hanno scoperto di volere diventare democratici.
Il renziano Reggi ha minimizzato; Paola De Micheli, lettiana, schierata con Cuperlo, ha detto invece che va fatta chiarezza e che saranno presentati una sfilza di ricorsi.
E intanto i renziani piazzano alcune bandierine e esultano in Toscana dove passano da 2 a 6 segretari provinciali: a Pistoia, a Siena (Niccolò Guicciardini, ex bersaniano, ha il 78%); Lucca, Empoli, Firenze città , Viareggio (dove però si va al ballottaggio).
Patrizio Mecacci, coordinatore della campagna di Cuperlo, non è d’accordo: «Per essere degli inseguitori le cose sono per noi confortanti».
Cita Bologna, dove ha vinto Raffaele Donini, che ha messo tutti d’accordo dai bersaniani ai renziani. A Genova, segretario è il cuperliano Alessandro Terrile. A Roma al ballottaggio in testa è Lionello Cosentino, vicino a Goffredo Bettini, che sfiderà Tommaso Giuntella, ex coordinatore del comitato Bersani e sostenuto tra gli altri dai “giovani turchi”, mentre a Torino in vantaggio al ballottaggio è Fabrizio Morri, ex senatore, fassiniano di ferro e quindi pro Renzi. A Milano avanti sempre in vista dello spareggio è Pietro Bussolati, renziano.
Poi c’è la Sicilia. Un capitolo a parte.
Il “caso Crisafulli” crea tensione. Crisafulli, eletto segretario a Enna, è in quota Cuperlo, benchè escluso dalle “liste pulite” alle politiche.
A Palermo è diventato segretario, Carmelo Miceli, un renziano, sponsorizzato da Davide Faraone. Miceli è avvocato di parte civile nel processo contro Matteo Messina Denaro, e per Faraone sono insensati i ricorsi che stanno agitando il partito.
Ad Agrigento ha vinto Giuseppe Zambuto, candidato unitario come il neo segretario di Caltanissetta, Giuseppe Gallè. A Trapani renziano in testa.
Cambio di mano anche a Napoli, dove Venanzio Carpentieri sindaco di Melito, renziano (ma anche l’area Cuperlo lo ha appoggiato) sta per diventare segretario provinciale al posto di Gino Cimmino, ricandidatosi e sconfitto.
C’è dappertutto voglia di cambiamento da un lato, dall’altro molti dirigenti locali sono passati sul carro del superfavorito Renzi.
A Monza ha la meglio il candidato di Pippo Civati.
A Roma altre tensioni per il tesseramento gonfiato e pioggia di ricorsi.
Giovanna Casadio
(“da “La Repubblica”)
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Ottobre 28th, 2013 Riccardo Fucile
CENTINAIA DI NUOVI ADERENTI AL PD, TRA ILLAZIONI E SOSPETTI
«Ti rendi conto che hai battuto la Cgil?», gli hanno chiesto l’altra sera a sezioni ormai
vuote. Pietro Bussolati ha 31 anni, è un renziano e la prima tessera che s’è messa in tasca è quella del Pd, quattro anni fa.
Oggi è a un passo dal diventare segretario provinciale di Milano.
È il candidato che ha raccolto più voti (il 33 per cento, con punte da maggioranza assoluta in alcuni circoli milanesi) tra i quattro che si sfidavano. E partiva da sfavorito.
Vuoi perchè era una sfida «di partito» (votavano solo gli iscritti), vuoi perchè i «competitor» (lui li chiama così) erano volti e nomi conosciuti nel partitone milanese. Con Arianna Cavicchioli, per dire, la candidata bersanian-cuperliana, s’erano schierati i sindaci dell’hinterland rosso e, sotto traccia, pure la potentissima Camera del Lavoro.
Risultato? Il giovane renziano davanti, Cavicchioli dietro di 300 voti e gli altri a seguire a distanza
Sabato, a Milano, si sono staccate centinaia di nuove tessere del Pd.
Tanto che uno dei candidati sconfitti ha denunciato che tante nuove adesioni sarebbero arrivate a prezzi di saldo (15 euro).
Quello delle tessere dell’ultimo minuto è però un caso nazionale.
A Roma, al circolo di Trastevere, in trenta hanno chiesto l’iscrizione a pochi minuti dalla chiusura del seggio.
Tra tensioni e scambi d’accuse.
In Calabria è accaduto il contrario: respinti dalle sezioni gli elettori senza tessera in tasca.
A Catania l’elezione provinciale è stata addirittura sospesa per eccesso di polemiche. Roberto Morassut, a nome della commissione congressuale, ha lanciato l’allarme: «In tanti, troppi circoli si verificano situazioni di irregolarità ».
«Quando c’è un congresso bisogna essere rigorosi nell’applicazione delle regole», il commento di Gianni Cuperlo
Chi sono i nuovi iscritti al Pd? In gran parte elettori democratici che avevano partecipato alle primarie impegnandosi nei comitati per Renzi.
Popolo di centrosinistra che ha poi assistito in silenzio alla «non vittoria» elettorale, ai 101 traditori di Prodi, e via fino alle larghe intese.
E che sabato si è messo in fila in una sezione, dove magari non aveva mai messo piede prima, per prendere la tessera e votare.
Votare per gli ex rottamatori, in massima parte
È andata così a Milano e nel resto della Lombardia.
A Varese, quelli della «ditta», gli ex bersaniani, sono stati sconfitti da Samuele Astuti. Uno che di Renzi sembra la fotocopia biografica: sindaco anche lui (di Malnate), stessa età (38 anni), stessi trascorsi negli scout cattolici.
È lui, dicono, ad aver inventato la battuta che Matteo ripete spesso, quella della sindrome della sinistra italiana che deve smettere d’assomigliare alla nazionale di bob giamaicana: simpatica ma perdente.
Chi è invece Pietro Bussolati? Un trentenne come tanti, a Milano.
Liceo scientifico, laurea in Economia a Pavia e master in Bocconi e poi un contratto in Eni.
Nel frattempo tanti viaggi, la cooperazione internazionale, una passioncella per il Chiapas e il comandante Marcos.
Ieri Bussolati era alla Leopolda: «Ho parlato di Milano come città delle differenze e delle opportunità . E ho ricordato che le innovazioni politiche partono sempre da qui».
Andrea Senesi
(da “il Corriere della Sera“)
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Ottobre 28th, 2013 Riccardo Fucile
LE STRANE COSE CHE ACCADONO A TORINO DOVE PIOVONO TESSERE NUOVE LAST MINUTE…E DOVE RENZI VINCE
Fabrizio Morri, il candidato alla segreteria torinese del Pd e testimonial del patto tra Piero Fassino e Matteo Renzi, potrebbe essere eletto al primo turno.
Certo, al conteggio finale mancano ancora i voti di due circoli di Torino (San Salvario e Lingotto) e di Nichelino ma l’ex parlamentare del Pd ad oggi dovrebbe avere in mano il 56 per cento dei delegati e la spinta decisiva potrebbe arrivare dal circolo dell’hinterland dove gioca un ruolo chiave il sindaco, Pino Catizone, renziano della prima ora.
Va detto che si tratta di un’assegnazione provvisoria calcolata su poco più di 5500 voti registrati in 59 delle 98 sezioni provinciali.
Morri va meglio nei circoli della città e peggio nel resto della provincia e a spingerlo verso il ballottaggio potrebbero essere i delegati che saranno riassegnati con il recupero proporzionale. E poi ci sono i ricorsi.
Matteo Franceschini Beghini ne ha presentato uno per contestare il congresso di Barriera di Milano e ne presenterà un’altro per quello di Venaria.
Senza dimenticare la denuncia del senatore del Pd, Stefano Esposito, sostenitore di Cuperlo e di Aldo Corgiat: “ho visto una persona, credo iscritta al circolo di Santa Rita consegnare i soldi per la tessera a due signori che poi hanno votato”
La denunci
Esposito affida a Facebook il suo racconto/denuncia della coda per votare. Venti minuti che definisce «davvero istruttivi».
Il cuore del racconto è questo: «Due signori, in coda per fare la tessera alla richiesta dei 15 euro necessari per l’iscrizioni sbottano: “ma come devo anche pagare?”.
Escono dal circolo e io incuriosito li seguo e vedo che girato l’angolo di Via Giacomo Dina, un signore, credo iscritto al circolo, gli dà i 15 euro, loro rientrano, rimettendosi in coda per iscriversi al Pd».
E commenta: «Solo nelle giornata di ieri i nuovi iscritti al Circolo sono stati 111! In 27 anni di militanza politica non avevo mai assistito a niente di paragonabile»
La replica
Il senatore non fa i nomi dei protagonisti di questa vicenda ma è chiaro se si vanno a vedere i risultati del voto in quel circolo si scopre che Morri ha stravinto. In quel circolo il punto di riferimento è il consigliere regionale Andrea Stara che è stato anche presidente della Circoscrizione. Il suo è un racconto completamente diverso: «Chi ha fatto queste affermazioni se ne dovrà assumere tutta la responsabilità perchè le sue affermazioni sono gravi. Io personalmente ho visto un film completamente diverso, certo c’era una discreta affluenza anche di persone che sono ritornate a partecipare alla vita di partito».
E aggiunge: «E’ paradossale che invece di far mettere a verbale quanto accaduto e chiedere l’intervento del garante del partito si scelga di spargere veleno in modo gratuito su un congresso».
Il peso dei nuovi iscritt
Quel che è certo è che le regole dei congressi provinciali hanno portato al boom dei tesseramenti last minute. Un fenomeno preceduto nei giorni scorsi dall’allarme lanciato soprattutto da Aldo Corgiat, sindaco di Settimo: «Una volta tanti iscritti del partito erano dipendenti della Fiat, oggi lavorano per cooperative di servizi o società autostradali».
E alle polemiche è seguito il giallo risolto delle tessere fantasma. In ogni caso ieri in alcuni circoli della città e della provincia si è registrato una richiesta di nuove adesioni che i vecchi militanti non ricordano di aver visto.
Da Moncalieri a Settimo passando appunto anche per Santa Rita e Borgo Vittoria.
Malcontanti si può arrivare ad almeno 500 nuove adesioni, forse di più. Con boatos che raccontano di pacchetti di tessere custodite dentro uno zainetto, di password cambiate dall’oggi al domani, di extacomunitari in coda con moduli in bianco.
Tina Pepe, presidente della commissione elettorale, ha deciso di convocare nei primi giorni della prossima settimana tutti i commissari: «Farà fede quello scritto sui verbali. Abbiamo già ricevuto alcune segnalazioni che dovranno essere verificate».
Maurizio Tropeano
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