Novembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
“RIMETTIAMO L’INDIVIDUO AL CENTRO, VOGLIAMO RAPPRESENTARE QUELL’ITALIA CHE RAGIONA CON LA TESTA”… “NON SIAMO UN PARTITO E NON CI INTERESSA CREARLO, E’ LA POLITICA CHE DEVE CAMBIARE TRASMETTENDO VALORI POSITIVI”
“Noi non inseguiamo Salvini, è lui che ha bisogno di venirci dietro. In piazza abbiamo dimostrato di saperlo battere. Siamo stufi della rappresentazione di un mondo semplicistico, la società è complessa e vogliamo contribuire a migliorarla. Rimettiamo l’individuo al centro. L’elettore ha una responsabilità . Noi nuovo partito? Smettetela di vedere ogni volta nei neo-movimenti dal basso come il nostro l’opportunità di una rinascita per il vostro vuoto politico e per i vostri fallimenti. Non siamo un fenomeno di moda: vi garantisco che c’è un’intera generazione che oggi vede nelle Sardine un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi. Ma non chiamatemi leader, io sono ‘solo’ Mattia”
Mattia Santori, 32 anni, può essere considerato l’ideatore delle Sardine. Sono stati lui e altri tre ragazzi a organizzare in pochi giorni il primo mega-raduno del popolo “che non si Lega”: quello del 14 novembre 2019 in piazza Maggiore a Bologna. E ora il movimento si è allargato a tutta Italia: da 6mila a 200mila manifestanti, uniti contro la “cultura dell’odio portata avanti da Matteo Salvini”.
È proprio nel cuore di Bologna, seduti a un tavolo nello storico ristorante “Ballotta”, che si svolge l’intervista di TPI a Santori.
“Il vuoto che abbiamo scoperto esserci in Emilia Romagna e anche a livello nazionale, e la risposta e l’energia che abbiamo provocato, sono molto più grandi di quel che ci aspettassimo. È una bella responsabilità ”, osserva Mattia.
Dai quattro ragazzi di partenza oggi il coordinamento delle Sardine, sede a Bologna, è composto da una ventina di persone: “Cerchiamo di avere persone fidate — spiega il leader — perchè gestiamo dati sensibili e dobbiamo verificare che non venga snaturato il messaggio partito da piazza Maggiore: siamo al 99 per cento persone pienamente coinvolte ma dobbiamo tutelarci da quell’1 per cento che ha doppi fini”.
Nell’intervista Santori chiarisce qual è la vera natura del movimento: “Non siamo un partito e non è nostra intenzione formarlo. C’è una parte di Italia che preferisce ragionare con la pancia e una parte che preferisce ragionare con la testa. Noi abbiamo cercato di dare una risposta e una identità a chi cercherebbe di ragionare con la testa ma in questi anni non ha avuto nessun interlocutore”.
“Abbiamo riaffermato l’importanza della coscienza politica prima della politica in senso stretto”, aggiunge. “Bisogna riaffermare la centralità dell’individuo: viene prima la persona rispetto alla campagna elettorale”.
Salvini? “Lo abbiamo già sconfitto. O meglio: abbiamo sconfitto il messaggio che viene dalla sua parte politica. Noi siamo nati parlando di lui per convogliare un’energia contro un nemico comune e ora la situazione si è ribaltata: loro tutti i giorni parlano delle Sardine e cercano di riaffermare quanto sono diversi da noi”.
Nelle Sardine, dice Mattia Santori, “rivedo un messaggio quasi evangelico di libertà ”. “Sono cattolico, cerco di avere un percorso di fede”, racconta.
Infine, un messaggio: “Le piazze delle Sardine sono nate con uno slogan molto preciso: l’Italia non abbocca. Il messaggio è che la politica e la società sono qualcosa di molto più complesso di quello che vogliono farci credere, torniamo a riappropiarci di uno spazio fisico, come la piazza, e anche intellettuale per fare in modo che la politica cambi“.
(da TPI)
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Novembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
CONDANNATO A CINQUE ANNI SOLO PER AVER MANIFESTATO IN PIAZZA CONTRO L’ANNESSIONE DELLA CRIMEA…I SOVRANISTI CHE VOGLIONO VENDERE L’ITALIA AI RUSSI NON POSSONO INIMICARSI IL LORO PADRONE
Dopo cinque anni di detenzione in Russia, il regista e attivista ucraino Oleg Sentsov ha
potuto finalmente ritirare di persona il Premio Sacharov che l’Unione Europea gli ha assegnato l’anno scorso.
Oggi Sentsov, arrestato per aver protestato in Piazza Indipendenza a Kiev contro l’annessione della sua nativa Crimea alla Russia, ha ritirato il premio a Strasburgo dove l’Europarlamento è riunito in plenaria. Assenti dall’aula al momento della consegna del premio, tutti gli eurodeputati leghisti e gran parte dei loro colleghi sovranisti del gruppo “Identità e democrazia”.
Spiegazione ufficiale dalla delegazione del partito di Salvini: altri impegni pregressi hanno impedito agli europarlamentari del Carroccio di partecipare. Ma in aula non ce n’era nemmeno uno e questo all’Europarlamento ha alimentato gli interrogativi su un’assenza non casuale ma voluta, per non partecipare alla premiazione di un dissidente anti-Putin, dati i legami della Lega con Mosca.
Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, così chiamato in onore del fisico e dissidente politico sovietico Andrei Sacharov, viene assegnato annualmente dal 1988 a persone e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali.
“E’ un grande onore e una grande responsabilità ricevere questo premio — ha detto Sentsov quando il presidente dell’Europarlamento David Sassoli gli ha consegnato il premio – Lo accetto non come un onore personale ma come un premio a tutti i prigionieri politici ucraini che sono passati dalle prigioni russe o che ci si trovano tuttora”.
I russi, ha aggiunto, “non vogliono la pace nel Donbass, non vogliono la pace per l’Ucraina, vogliono che viviamo in ginocchio, vogliono controllare la politica europea secondo i loro metodi e non possiamo permetterlo”.
“Lei è rimasto saldo nei suoi principi e nelle sue convinzioni e ha pagato per questo. Nessuno dovrebbe pagare un prezzo per la propria libertà — sono le parole di Sassoli – Sentsov è stato rilasciato ma molti altri, fra cui giornalisti e blogger come Stanislav Aseyev, sono tuttora tenuti in ostaggio in Ucraina orientale. Chiediamo insieme che vengano liberati”.
Condannato a 20 anni di reclusione per “aver tramato atti terroristici” contro il governo de facto russo in Crimea, Sentsov è stato rilasciato il 7 settembre 2019 come parte di un accordo di scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.
Amnesty International ha descritto il suo processo come “un processo ingiusto di fronte a un tribunale militare”.
Il regista è diventato un simbolo per i circa 70 cittadini ucraini illegalmente arrestati e condannati a sentenze molto severe dalle forze di occupazione russe nella penisola di Crimea. Sentsov ha fatto uno sciopero della fame da metà maggio 2018 al 6 ottobre 2018, quando l’ha concluso sotto la minaccia di venire alimentato con la forza.
(da “Huffingtonpost”)
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Novembre 25th, 2019 Riccardo Fucile
PADRE FORTUNATO: “ACCOGLIAMO L’APPELLO DI UNICEF ITALIA”
“Non possiamo girarci dall’altra parte”. Dopo il salvataggio di 149 migranti, fra cui un bimbo di neanche un anno e un ipovedente, il Direttore Sala Stampa Sacro Convento Assisi, Padre Enzo Fortunato, chiede che sia la Guardia costiera sia candidata al premio Nobel per la pace.
“Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta di non vedere – si legge nella nota – Gli uomini della Guardia Costiera sempre pronti ad intervenire e a lanciarsi in mare pur di salvare una vita mettendo a rischio la propria. Accolgo l’appello dell’amico Andrea Iacomini, Portavoce Unicef Italia, a candidare la Guardia Costiera a Premio Nobel per la pace. In questi giorni di preparazione al Natale dove san Francesco volle vedere con gli occhi i disagi dell’umanità , questa tragica pagina apra la mente e il cuore di ogni uomo. Non giriamoci dall’altra parte”.
(da agenzie)
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Novembre 25th, 2019 Riccardo Fucile
“LA SUA ABNEGAZIONE PER IL LAVORO ERA MASSIMA, VENIVA ANCHE CON LA NEVE”… HA LASCIATO L’AUTO PER RAGGIUNGERE A PIEDI LA STRUTTURA, MA E’ STATA TRAVOLTA DAL BORMIDA
“Era una nostra dipendente da 11 anni, una persona preziosa, perbene, solare. La sua
abnegazione per il lavoro era massima, veniva sempre al lavoro anche con la neve” così il direttore della casa di riposo di Sezzadio, nell’Alessandrino, ha voluto ricordare Rosanna Parodi, la donna di 52 anni vittima del maltempo che domenica si è scatenato sul Piemonte.
Una dedizione al lavoro che Rosanna ha dimostrato fino all’ultimo domenica mattina quando, nonostante il fortissimo maltempo, è uscita di casa per recarsi al lavoro e, di fronte a una strada chiusa al traffico per la piena del fiume, ha deciso di parcheggiare la sua auto per proseguire a piedi e raggiunge la struttura dove ad attenderla c’erano gli anziani che lei accudiva con amore e passione.
La forza dell’acqua però l’ha sorpresa nel mezzo del guado e l’ha travolta e trascinata via per sempre.
Ad assistere alla scena altre due persone che avevano attraversato il passaggio in auto poco prima ed erano poi rimaste bloccate nell’acqua alta. I due automobilisti sono riusciti ad aggrapparsi ai rami di un albero dove hanno assistito impotenti alla scena prima di essere salvati dai vigili del fuoco.
Rossana in pochi attimi invece è sparita, risucchiata dall’acqua del fiume Bormida in piena. Per ore è stata considerata dispersa.
Fino all’ultimo tutti auspicavano di poterla ritrovare in vita ma purtroppo le speranze erano molto poche. Poi nel pomeriggio la notizia che nessun voleva ricevere.
Il corpo senza vita di Rosanna Parodi è stato rinvenuto dai vigili del fuoco. Una notizia che ha sconvolto la comunità locale e la famiglia della donna che lascia marito e figlio. “L’Amministrazione Comunale di Sezzadio e i suoi cittadini si stringono intorno alla famiglia di Rosanna Parodi, al marito ed al figlio, in questo momento di profondo dolore per la tragedia che li ha colpiti” scrivono dal comune.
“In questi giorni ho ricevuto molte telefonate di dipendenti che non potevano venire in struttura per le pessime condizioni meteo ma lei era partita comunque. Ci mancherà molto, è una grossa perdita per tutti noi, ospiti compresi. Tutti siamo molto vicini al marito e al figlio” ha dichiarato il direttore del casa di riposo.
Commosso il ricordo anche dei tanti colleghi che negli anni hanno lavorato con lei. “Una collega, una Oss con quale io ho imparato tanto, una bellissima persona che come tutte noi anche se è brutto tempo ci prepariamo per andare al nostro lavoro, con la paura però dedite al lavoro. Rosanna stava andando in una Struttura a Sezzadio dove abbiamo lavorato insieme ma questa volta non ha fatto più ritorno dai suoi cari.. Condoglianze alla Famiglia” ha scritto una collega.
(da Fanpage)
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Novembre 25th, 2019 Riccardo Fucile
IL RACCONTO COMMOSSO DEL NOSTRO GIOVANE MARINAIO
Nel video della Guardia Costiera vediamo il salvataggio della piccola Faven, grazie ai soccorritori che si sono buttati in mare a Lampedusa per salvarla.
Racconta Repubblica in un articolo a firma di Alessandra Ziniti
«Ero in acqua, cercando di mettere in sicurezza un gruppo di migranti a cui dalla motovedetta erano stati lanciati dispositivi di sicurezza, quando nel buio ho sentito piangere. Il mare era grosso, non si vedeva granchè, c’erano 150 persone in acqua, ma quel pianto prolungato di un bambino così piccolo mi ha fatto prendere la decisione al volo — racconta il marinaio -. Ho lasciato quelle persone e ho nuotato in direzione di quel pianto per un centinaio di metri. Il bimbo era al centro di un piccolo cerchio di migranti che si aggrappavano a qualsiasi cosa galleggiasse e sorreggevano il papà che cercava di tenere in braccio il bimbo. L’ho preso al volo, ho nuotato il più rapidamente possibile verso la motovedetta tenendolo in alto per evitare che bevesse troppa acqua, cercando di seguire la direzione del mare e del vento. Minuti interminabili in cui cerchi solo di mantenere la calma e salvare una vita».
Solo dopo, quando ha affidato ad un collega a bordo il suo prezioso “fagotto”, quel marinaio si è commosso e solo ore dopo, tornato a terra, ha saputo che si trattava di una bambina che, nel frattempo, era stata riconsegnata alla mamma.
Un commovente abbraccio quello tra la giovane donna eritrea, lunga gonna nera e felpa arancione, portata a terra nel secondo gruppo dei 149 superstiti del naufragio.
(da agenzie)
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Novembre 25th, 2019 Riccardo Fucile
SUL CORRIERE RACCONTA IL SUCCESSO, LA MALATTIA, IL MONDO CHE CAMBIA E IL DISPIACERE PER L’ITALIA
Lo stupore e l’euforia per gli ultimi anni, che hanno confermato e consolidato il successo di una
lunga carriera. Il dispiacere e la delusione per l’Italia di oggi.
C’è tanto Vasco Rossi nell’intervista al Corriere della Sera, in cui il rocker guarda indietro agli oltre 40 anni di carriera, suggellati nel 2017 con il mega-show di ModenaPark – “basterebbe solo quello a dare un senso agli ultimi dieci anni” – e ai prossimi appuntamenti, con le due tappe romane al Circo Massimo.
Nell’ultimo decennio, racconta Vasco, “sono stati anni formidabili, con un ritorno di entusiasmo artistico da parte mia decisamente inaspettato. Considera che sono ormai quattro i decenni che mi vedono impegnato a scrivere canzoni che arrivino direttamente al cuore della gente”.
Sul fronte privato, la malattia: “Se guardo indietro vedo l’incontro traumatico col Reale della sofferenza e il lento e duro lavoro su me stesso per tornare sul palco. Il cambio di prospettiva dello sguardo su tutto quello che mi sono ritrovato intorno. Adesso le consapevolezze, che non consolano, sono decisamente aumentate”.
Il mondo nel frattempo è cambiato. Gli Usa con il passaggio da Barack Obama a Donald Trump – “Un preoccupante ritorno al passato. Forse questa è la vera faccia dell’America” – il fenomeno delle migrazioni – “Sta facendo saltare gli equilibri delle nostre fragili democrazie” – e l’esplosione dei social network – “La cosa meno peggio di tutte le altre. Almeno ci fanno divertire, incontrare e passare il tempo”.
E poi c’è la politica italiana: “Mi dispiace che il nostro meraviglioso Paese sia cosi preda di rabbie e paure fagocitate da irresponsabili politici in cerca di consenso e potere”.
(da agenzie)
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Novembre 23rd, 2019 Riccardo Fucile
IL VIMINALE AUTORIZZA LA OCEAN VIKING A SBARCARE A MESSINA, INTESA EUROPEA SULLA RICOLLOCAZIONE… L’ITALIA TORNA QUASI CIVILE DOPO UN PERIODO CRIMINALE
Viminale assegna alla Ocean Viking il porto di Messina e, per la prima volta insieme, Italia,
Malta, Francia e Germania chiedono all’Europa la ricollocazione dei migranti
Naufragio davanti all’isola di Lampedusa. Un grosso barcone con circa 150 migranti si è rovesciato di fronte all’isola dei Conigli.
In 143 sono stati salvati e portati a terra dalle motovedette della Guardia costiera che stanno continuando le ricerche di eventuali dispersi.
Smentita la notizia del recupero di cadaveri ma all’appello mancano diverse persone. Due uomini tra quelli portati a terra non trovano più le loro mogli che erano a bordo con loro. Sono un giovane eritreo ed un libico.
Al molo di Lampedusa c’è al momento un solo medico dell’ambulatorio dell’isola, che fa avanti e indietro dal porto alla struttura sanitaria per accompagnare in ambulanza i naufraghi che hanno bisogno di cure. Una mano la stanno dando i medici Cisom dell’Ordine di Malta
Per trasportare i migranti salvati – coi vestiti fradici e infreddoliti – attualmente c’è un solo pulmino di dieci posti.
Nel pomeriggio un cittadino aveva segnalato alla guardia costiera di Lampedusa di aver avvistato un peschereccio di circa dieci metri in difficoltà a meno di un miglio dalla costa. L’imbarcazione è stata subito individuata dalle quattro motovedette inviate sul posto e si è ribaltata per il mare grosso proprio sotto gli occhi dei soccorritori che sono riusciti a trarre in salvo 143 persone immediatamente portate a terra.
Con l’ausilio di un pattugliatore della Guardia di finanza e di due aerei di Frontex e della Marina militare continuano le ricerche di eventuali dispersi
Il mare è in tempesta, con onde alte quattro metri, e anche le tre navi umanitarie con 365 migranti a bordo sono in difficoltà .
Il Viminale ha deciso di assegnare alla Ocean Viking, che ha 215 persone a bordo, il porto di Messina ma la nave di Sos Mediterranèe e Msf si è offerta di dare una mano nella ricerca di eventuali dispersi del naufragio.
“Italia, Germania, Francia e Malta hanno congiuntamente richiesto alla commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti a bordo della Ocean Viking. È La prima volta che accade: l’intervento europeo viene sollecitato da tutti i paesi che hanno condiviso il pre-accordo de La Valletta. È un passo significativo in vista di una gestione realmente solidale dei flussi migratori che interessano la rotta mediterranea. Sulla scorta di tale richiesta è stato individuato in Messina il porto di sbarco”, fa sapere il Viminale.
La Open Arms e la Aita Mari stanno invece ridossate alle coste della Sicilia orientale. Entrambe hanno chiesto a Italia e Malta un porto dove approdare dopo aver rifiutato quello di Tripoli ma non hanno ricevuto risposta e le condizioni a bordo sono estremamente difficili.
(da agenzie)
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Novembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
DOBBIAMO COLORARE LE CITTA’, SCRIVERE STORIE NUOVE, SOGNARE NUOVI SCENARI: LA CONSERVAZIONE NON PUO’ ESSERE FINE A SE STESSA
Ho letto una recentissima intervista a Marcello Veneziani sempre più impegnato nella salvaguardia dell’azione politica dei conservatori
«L’Italia ha bisogno di conservazione ma, ancora di più, ha bisogno di chi sappia conservare. È questo il messaggio che è emerso da “L’Italia dei conservatori” evento voluto e organizzato da Nazione Futura»: così si legge nella parte introduttiva dell’articolo/intervista in parola..
Ed ancora: «I conservatori servono a conservare, cioè a salvaguardare la memoria, il patrimonio artistico, ambientale e letterario di un Paese. I conservatori servono a porre l’attenzione sulla salvaguardia di ciò che io chiamo la gioia durevole delle cose: i principi che restano, la continuità tra le generazioni, i valori che non tramontano, la continuità tra passato, presente e futuro. I conservatori hanno una doppia funzionalità , sia pratica che teorica”…
Un primo dato va sottolineato ed anche a più riprese: i presunti attivisti del neo-conservatorismo Italiano, a ben vedere, non sono altro che gli stessi teorici del Sovranismo.
Non c’è nulla di male nel sostenere l’idea del Sovranismo: è un modo come un altro per darsi un tono, per dare l’idea di battersi per qualcosa di solido, anche se è pur sempre necessario stabilire fino a che punto ci sia onestà intellettuale in una data posizione…
Si “invoca il popolo sovrano”; si attacca l’Europa che vorrebbe ridurre la sovranità degli Stati-Nazione a mero “cagnolino scodinzolante” del potere Comunitario; si dipinge uno scenario di presunta conquista da parte dei “nuovi Italiani” (o presunti tali) ed il gioco è fatto.
Dal punto di vista del marketing politico tutto fa brodo. Potrebbe far brodo anche immaginare che senza una “politica dei conservatori” non ci sarebbe chi si batterebbe per “salvaguardare la memoria, il patrimonio artistico, ambientale e letterario di un Paese” assicurando la continuità “spirituale tra le varie generazioni”.
L’esigenza c’è. Esiste. È reale. Ma immaginare che sia prerogativa soltanto dei conservatori – che, per ciò stesso, sarebbero necessari – non mi sembrerebbe corretto.
Ogni Paese ha la sua storia e la sua dimensione filosofico-culturale.
Ogni Paese ha l’assoluta necessità di tramandare la storia dei “padri” proiettandola nel presente dei “propri figli”.
Ogni Paese, però, è anche tutto ciò verso cui si indirizza.
Conoscere la storia, saper ricostruire nel miglior modo possibile, fatti, accadimenti e personaggi, non è la mera conservazione statica del passato ma, per chi ne è davvero capace, una riflessione profonda sulla stessa umanità in movimento; una riflessione che sarà davvero meritevole soltanto se sorretta dal coraggio di andare avanti, non per dimenticare la lezione dei padri ma per portarla avanti, cercando di perfezionarla…
Non “ho fede” nel Sovranismo, ed ancor meno nel Conservatorismo fine a se stesso. “Panta rei”, diceva un filosofo… Il mondo è un continuo divenire. Cambiano le regole del gioco. La scienza fa scoperte sempre più rivoluzionarie. Gli stessi assiomi di un tempo vengono travolti dallo studio attento di scienziati che non si fermano all’apparenza pur di trovare la scaturigine ultima di fenomeni che, per quanto siano stati sempre vissuti come “dato scontato”, a ben vedere, tutto sono tranne che quello…
È un dovere conservare la propria storia ed anche la propria identità : noi siamo il riflesso della nostra educazione, dei valori che ci hanno insegnato e tramandato. Siamo i figli di ciò che ci ha preceduto. Ma, oltre a quello, siamo anche “i pittori (potenziali) del nuovo mondo”. Possiamo colorare le città , scrivere storie nuove, immaginare nuovi contesti e nuovi scenari.
La storia, insomma, siamo chiamati addirittura a farla…
Sono un Napoletano. Forse, per “vocazione naturale”, uno dei tantissimi soggetti tenacemente attaccati alla propria storia ed alla propria identità . Ma nella bellezza di questa terra baciata dal sole, non c’è soltanto “conservazione” di una bellezza unica al mondo: c’è anche voglia di avvenire e, con essa, una “vulcanica voglia dell’ignoto”.
Ci sarebbero da scrivere fiumi di parole sui concetti di Patria, Nazione, identità nazionale ed uguaglianza. E lo si potrebbe fare sia da “sinistra” che da “destra”. Anzi, sarebbe più corretto dire che lo si potrebbe fare da variegate posizioni, sia di sinistra che di destra.
Per ora, mi limiterò a riprodurre un “pezzo” che ho letto sui social…
Nessuno possiede la verità assoluta. Nessuno! Proprio per questo, battersi democraticamente per la propria idea non sarà mai un delitto, a condizione di non ignorare le conquiste scientifiche per ridurre il tutto ad una mera lettura religiosa della vita che è sì legittima, ma non più di chi immagina e propugna che lo Stato debba agire laicamente, senza imporre nessun credo, nessuna divisione inaccettabile tra le persone, ed ancor meno l’odio tra i popoli.
Salvatore Totò Castello
Right BLU – La Destra liberale
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Novembre 20th, 2019 Riccardo Fucile
L’ANIMA DEL COTTOLENGO E EX CONSIGLIERA DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO: “RAGIONI GIUSTE, BASTA MENZOGNE E SARCASMO”
«Sono pronta ad andare in piazza», dice suor Giuliana Galli, presidente dell’Associazione
torinese Mamre, ex consigliera di amministrazione della Compagnia di San Paolo e tra le anime del Cottolengo.
Da tempo attiva sui social tanto da aver captato rapidamente la novità dell’Arcipelago di Sardine che si sta diffondendo in tutta Italia.
Il suo messaggio su Facebook e la sua adesione alle Sardine di Torino ha suscitato molti consensi e qualche critica
Suor Giuliana, se ci sarà il flash mob darà la sua adesione per partecipare?
«Sì, credo proprio di sì. Credo che se si organizzerà un evento a Torino ci sarò. Condivido le ragioni di questo movimento, trovo giuste le ragioni che lo ispirano».
Lei si è iscritta, una delle prime, al gruppo di Torino con un post ironico. Perchè le piacciono le sardine?
«Ho scritto un messaggio che voleva essere divertente, per sdrammatizzare un po’: “Mi piace la trota, mi piace il salmone e mi piacciono anche le alici e anche le sardine. E a voi?”. Era un modo leggero per sollecitare una discussione»
Scherzi a parte, ci racconta perchè le piace questa nuova onda civica anti-leghista?
«La mia disponibilità non è contro qualcuno, ma a favore di qualcosa. In questo momento penso sia il caso di sollecitare un nuovo modo di parlare, dire quello che si pensa senza menzogne e senza atteggiamenti sarcastici»
Contro l’odio dei social qual è la ricetta?
«Se posso usare degli aggettivi direi “buono”, “pacifico”. Queste dovrebbero essere le caratteristiche di questa ondata che, ripeto, io non intendo “contro” qualcuno, anche Salvini. Serve invece un nuovo linguaggio, è importante cercare la verità »
Pensa che questo sia un fenomeno destinato a durare?
«Non so, ma trovo divertente che sia nato così spontaneamente e che in poco tempo abbia creato un movimento così partecipato. Persone diverse, ma spero con un obiettivo che mi sento di condividere”.
Non la intimorisce una piazza di sardine?
«Proprio no, questo non mi spaventa affatto. Ogni occasione per condividere buoni principi è benvenuta».
(da agenzie)
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