Ottobre 20th, 2019 Riccardo Fucile
CHE PIACCIA O MENO, CHE CI RIESCA O MENO, INUTILE NEGARE CHE STA COLMANDO UN VUOTO… QUALCUNO SE LA PRENDA CON CHI LO QUEL VUOTO L’HA LASCIATO
Per curiosità , per capire meglio cosa stia accadendo, via web ho ascoltato l’intervento conclusivo di Matteo_Renzi alla Leopolda10.
Potrà piacere o meno. Potrà essere considerato un “bulletto” oppure no. Fatto sta che Renzi ha idee chiare che esprime benissimo..
Dal punto di vista della comunicazione, invero, rispetto a tutti altri leader in campo, Renzi è quello più efficace
La sua tecnica comunicativa è calda, avvolgente e ricca di accenti rotondi
Pur essendo veloce e sciolto, conserva un fraseggio sempre gradevole. Arriva, insomma..
Berlusconi, per esempio, è sempre più lento e ridondante. Salvini è lento e pesante. La Meloni à sguatissima. DiMaio sembra la valeriana a 10 secondi dall’effetto finale, quello di farti addormentare…
Ha carisma, Renzi, ed è un trascinatore…
Non ho idea cosa combinerà e dove arriverà con Italia Viva. Di sicuro ha centrato il punto della questione.
Nel Paese non c’è una prateria da conquistare, ma un bisogno da colmare: la ristrutturazione di un’area liberale, democratica, moderata, riformista.
Un’area capace di spingere il “sistema Paese” verso una sburocratizzazione degli iter favorendo (e puntando) alla competitività e competizione; che elevi il merito a virtù propugnando eguaglianza ma non egualitarismo; un sistema che dia rispetto e risposte al popolo delle partite IVA, al mondo delle imprese, del terzo settore ed a quello della ricerca e dello sviluppo tecnologico; un sistema capace di rispettare i “diritti naturali” dell’individuo sino al compiuto riconoscimento dei relativi diritti civili, ivi compresa la legittima pretesa al fine vita…
Un nuovo progetto a trazione Europea..
Ieri, a Roma, è finito il modello culturale del centrodestra così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 26 anni: il centrodestra liberale si è trasformato in centrodestra sovranista. Berlusconiani ha ceduto lo scettro a Salvini. Storia triste. Storia greve. L’incapacità di sapersi fare da parte per lasciare spazio ai giovani, ha consumato l’ennesimo “genocidio politico di piazza”.
Non ho idea cosa farà Forza Italia. Non ho idea cosa faranno personaggi come la Carfagna. Questo centrodestra è pessimo, però…
Bisognerà continuere a ripensarla in modo diversa quell’area. Ritornare ad immaginare il Paese da qui a 20 anni, superando la paranoia dell’odio e degli spot, perchè governare non è affatto un gioco. Farlo può significare, anzi deve significare, contribuire a fare la storia.
Che sia una storia di sana rivoluzione liberatoria: la “notte” lasciamola agli altri…
Salvatore Totò Castello
Right BLU – la Destra liberale
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Ottobre 20th, 2019 Riccardo Fucile
SECONDO PAGNONCELLI IL PARTITO DI RENZI STENTA A DECOLLARE
Negli orientamenti di voto oscilla tra il 4% e il 5% (4,8% nell’ultimo sondaggio Ipsos) e per 3
italiani su 4 (74%) non riuscirà a raccogliere molti consensi, rimanendo un partito marginale nella politica italiana.
Al contrario, solamente il 10% prevede che raccoglierà molti consensi e diventerà un punto di riferimento importante per gli elettori riformisti, moderati ed europeisti.
C’è di più: secondo un recente sondaggio Ipsos per Dimartedì, il nuovo progetto renziano viene considerato dal 69% degli italiani più motivato da ambizioni personali che dall’interesse per il Paese (8%).
A ciò si aggiunge l’opinione, largamente diffusa, che Renzi possa rappresentare una spina nel fianco del governo Conte il quale sta facendo registrare un graduale aumento del consenso: quasi due su tre (63%) pensano che il leader di Italia viva potrebbe presto abbandonare il sostegno all’esecutivo per un calcolo politico.
Di parere opposto il 12% degli italiani convinti che Renzi costituisca uno stimolo per il governo e possa contribuire con idee innovative alla sua azione. Le difficoltà ad accrescere il bacino di consenso di Italia viva sembrano dipendere da tre aspetti: innanzitutto il gradimento di Renzi si attesta su valori molto bassi(solo il 12% esprime un giudizio positivo su di lui).
In secondo luogo, non è ancora chiaro agli occhi degli elettori quale sia la proposta politica dell’ex premier, cioè quali siano le novità e l’idea di Paese.
Infine, lo stile comunicativo utilizzato da Renzi nel dibattito politico può apparire distante da quello dell’elettorato moderato a cui Italia viva intende rivolgersi.
(da agenzie)
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Ottobre 19th, 2019 Riccardo Fucile
TRA I TRE LOGHI SOTTOPOSTI AL VOTO, I SIMPATIZZANTI DELLA NUOVA CREATURA RENZIANA HANNO DECISO
Ecco il simbolo del nuovo partito di Matteo Renzi. 
Alla Leopolda sono stati tutti in attesa del disvelamento ufficiale
Promesso alle 17.30, era ancora bloccato dagli interventi de palco. Ma dietro le quinte il mistero è stato svelato.
Il simbolo è quello con il gabbiano in volo e sotto la scritta Italia Viva. Il numero due nella lista di tre scelte.
I colori sono il viola, l’arancione e il giallo. Da questo momento il partito nasce e questo simbolo sarà testato nei sondaggi.
(da agenzie)
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Ottobre 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA SPERANZA CHE ADERISCA AD ITALIA VIVA: “MARA FARA’ LE SUE SCELTE, NON VA TIRATA PER LA GIACCHETTA”
Quello di Maria Elena Boschi è un chiaro invito a Mara Carfagna: le porte di Italia Viva per la deputata di Forza Italia sono aperte.
In un’intervista al Foglio, la capogruppo alla Camere di Italia Viva non nega la stima per la sua collega azzurra, però non vuole affrettare i tempi: “Mara non va tirata per la giacchetta. Però capisco benissimo il suo imbarazzo ad andare domani (oggi, ndr) a Roma con Casapound”.
Carfagna “farà la sua scelta”, spiega Boschi parlando della possibile adesione al partito di Matteo Renzi.
Intanto, però, gli arrivi in casa renziana aumentano, anche se “il quadro completo ce l’ha Ettore Rosato”: “Io conosco alcune singole adesioni , quella del capogruppo del Pd regionale delle Marche, Fabio Urbinati, per esempio. Ieri si è aggiunto anche il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto. E poi c’è Isabella Conti”.
Boschi non nasconde le critiche al Pd, rispondendo a una provocazione dell’intervistatore che le chiede se è vero che Iv abbia ribattezzato i dem come Pdt, il partito delle tasse: “No — replica — anche se talvolta viene da pensarlo. Persino nei 5 Stelle ci sono quelli preoccupati per la pressione fiscale, guardate Luigi Di Maio”.
Di Maio che ultimamente sembra andare molto d’accordo con Matteo Renzi: “Stanno al governo insieme, è normale che si parlino. Contro l’aumento dell’Iva abbiamo condiviso una battaglia. Ma per noi il rapporto con il M5s è a tempo determinato. È il Pd che è orientato ad allearcisi”.
Renzi è argomento frequente di discussione durante l’intervista, in cui si parla anche del dualismo con Salvini: “Renzi è l’unico leader che ha una vera visione contrapposta a quella di Salvini. E a differenza di Salvini parla a un mondo più ampio, che possiamo convincere: elettori della Lega, del Pd, ma anche dei Cinque Stelle”.
Inoltre, secondo la deputata di Iv, “non tutta la Lega si identifica completamente in Salvini. C’è una Lega produttivista che soffre: Salvini parla al ceto medio, sì, ma poi lo tradisce. L’italianità si difende tornando protagonisti in Europa, facendo cose serie sulle partite Iva, sulle tasse, sul merito e le pari opportunità ”.
Gli ultimi scontri sulla manovra vengono confermati dalla deputata di Iv, che risponde sulla tenuta della maggioranza: “A questo governo crediamo. Il punto, però, è che bisogna fare cose buone per i cittadini. E non credo che quota 100 o mettere tasse sulle bevande zuccherate sia buono per i cittadini. Mancano le risorse? Le risorse si trovano negli sprechi pubblici. Non vanno cercate nelle tasche della gente”.
Poi Boschi conclude: “Non si sta al governo per fare ricatti. Ma è importante insistere sulle cose giuste”.
(da Fanpage)
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Ottobre 19th, 2019 Riccardo Fucile
FUORI SI SEGUE DA MAXI SCHERMI… OGGI LA PRESENTAZIONE DEL LOGO DI ITALIA VIVA
Alla Leopolda 10 è il giorno del battesimo di Italia Viva, con la presentazione del logo del nuovo partito. E
con il via al tesseramento, a partire dalle 18.
Una procedura “solo online” perchè “il tempo dei signori delle tessere è finito”, chiarisce subito Matteo Renzi aprendo la seconda giornata della convention, all’ex stazione ferroviaria.
“‘Ciao – ciao’ alle correnti. Mi dicono che voglio staccare la corrente al governo. No, voglio eliminare le correnti dal nuovo partito”, dove “non ci sarà spazio. Sarà il primo partito de-correntizzato”, puntualizza l’ex segretario del Pd.
Anche la seconda giornata sembra, a livello di presenze, la fotocopia della prima che ha fatto registrare record di accessi rispetto a tutte le precedenti edizioni: in tanti si sono messi in coda dalle 6,30. E due ore dopo, molto prima dell’inizio dei lavori, la Leopolda 10 era di nuovo sold out.
Sul palco la ministra per le pari opportunità e la famiglia del governo Conte, Elena Bonetti, ha presentato il Family Act: “Vogliamo introdurre un assegno universale per i figli, un contributo mensile. L’attività educativa è un’azione civica, non un fatto privato delle famiglie”, ha spiegato Bonetti annunciando che il suo dicastero sta lavorando anche “a congedi parentali anche per i papà perchè l’educazione dei figli richiede la partecipazione di tutti e due i genitori”.
Il provvedimento dovrebbe essere introdotto nel 2021 col collegato della manovra. “È un progetto volutamente incompiuto. Da qui diamoci un anno – precisa Bonetti – per una convocazione straordinaria nel paese in cui tutti parteciperemo per scegliere la concretezza delle idee. Lo faremo tutti insieme. Andiamo nei territori, chiamiamo gli imprenditori, le aziende, il volontariato, il terzo settore. Facciamoci dare delle idee”.
Subito dopo, come da programma, via ai 53 tavoli tematici, guidati tra gli altri da Ivan Scalfarotto e Lucia Annibali: i tavoli saranno la base di partenza per stilare il programma di Italia Viva, il nuovo movimento fondato da Renzi.
Poi, nel pomeriggio riprenderanno gli interventi dal palco, che andranno avanti fino alle 17.30, quando sarà svelato il simbolo del nuovo partito, scelto attraverso la consultazione online. “È tutto certificato dalla Casaleggio, che ci ha mandato una mail”, scherza Renzi avvertendo anche: “Domani (sabato, ndr) diremo due cose anche sulla Casaleggio”.
Oggi, sabato, sarà pure il giorno dell’attacco frontale a Conte e agli ex compagni di partito: un emendamento a firma di Italia Viva chiederà la cancellazione di quota 100 e il trasferimento delle risorse a famiglie e salari: “Quando diciamo che Quota 100 non va bene non stiamo attaccando gli anziani: dico che 20 miliardi di euro messi tutti insieme su centomila persone o centonovantamila come dice Salvini, venti miliardi per centocinquantamila persone sono un’assurdità “, ricorda l’ex segretario dem.
“Gli 80 euro valgono 10 miliardi e vanno a 10 milioni di persone, i 20 miliardi di Quota 100 vanno a centocinquantamila persone, ed è una ingiustizia”, ha osservato Renzi. “Nessun ultimatum al governo, noi facciamo proposte. Non penso che ci possono chiedere di essere silenti. Va bene essere leali come siamo, ma cerchiamo di dare un contributo positivo e mi sembra che le migliaia di persone che sono alla Leopolda lo stiano facendo senza proteste, senza alzare i toni, cercando di dare un contributo positivo. Però credo che sia anche un popolo che vada ascoltato perchè hanno proposte belle, interessanti”, ha rincarato la dose Maria Elena Boschi che ha anche lanciato un attacco al suo ex partito: “ll Partito Democratico sta diventando il partito delle tasse, e noi non siamo il partito delle tasse”
(da agenzie)
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Ottobre 19th, 2019 Riccardo Fucile
INGRESSO DA ROCKSTAR, BAGNO DI FOLLA, IL DECENNALE CELEBRA IL CULTO DEL CAPO… SUL GOVERNO RENZI TIRA LA CORDA MA SENZA SPEZZARLA
Eccolo sul palco, dopo un ingresso da rockstar, cinque minuti di camminata per attraversare tutta la Leopolda. Cinque minuti nella musica assordante, tra baci che sgualciscono, strette di mano, autografi, sotto la sapiente regia di Lucio Presta. Eccolo, compiaciuto e sorridente, Renzi sale sul palco, col suo Io ingombrante e la camicia scomposta.
È lì che capisci il gioco, perchè di questo si tratta, alla fine della giornata più tesa per il governo: “Leggo di strane idee che Renzi vuol fare cadere il governo. Sarebbe da ricovero, lo abbiamo fatto nascere un mese fa”.
Il gioco di chi tira la corda, ma non la spezza, perchè non è nelle condizioni, nei numeri e nel consenso per farlo, ma sceglie il governo come terreno su cui riaprire uno spazio pubblico e di consenso: “Noi — dice a Franceschini – lanciamo idee, non sono ultimatum. Confondere le idee con gli ultimatum è una resa al populismo”.
Leopolda piena, urne chissà perchè del gioco fa parte il non contarsi, almeno per ora, alle regionali ad esempio, con la rockstar polemicamente soddisfatta: “Altro che flop, amici della stampa, dei talk show e commentatori, figuratevi se era piena che casino”. Poi qualche battuta sul confronto tv con Salvini, perchè che belli i confronti con gli avversari, altro che con i “giornalisti” che “fanno da controparte”.
Applausi e peccato che, molto spesso, i giornalisti vengono invitati quando i politici i confronti non li vogliono fare, come accadeva anche al renzismo ai tempi del potere e non della ricerca della visibilità . Ma questo è un altro discorso.
Poi, finalmente, un momento di serietà , con il collegamento con la capitana delle truppe curde da Kobane, che, da un rifugio, si commuove per il calore che le tributa la stazione fiorentina.
Leopolda del decennale, che ha l’ambizione di un nuovo inizio, si diceva così anche gli altri anni, aperta dalla canzone di Jovanotti, sul Lungomare del mondo, quella che inizia con “da oggi chiudo i conti col passato”. Ma che, come sempre, racchiude passato, presente e futuro, nel culto del Capo. Che si presenta, già nel primo pomeriggio, per inaugurare una “mostra” di foto del suo fotografo Tiberio Barchielli, prematuramente scomparso.
Foto di Renzi negli anni di governo: al G20, con Obama e Michelle, scamiciato sull’aereo presidenziale, con Gabrielli e con Marchionne, insomma solo Renzi. “Altro che Salvini, lui sì che sa parlare con tutti”, commentano i militanti che sarebbe meglio chiamare fan. E ci risiamo, con quel lutto mai elaborato e l’orologio che, emotivamente, è fermo al 4 dicembre.
È la Leopolda dell’egolatria, forse ancora più degli altri anni, perchè più libera dell’“impiccio” del Pd, il Capo come tutto, porte aperte a chi si riconosce in lui, da destra o da sinistra. Lo chiamano Macron qui dentro, è il più classico trasformismo populista italico.
E di gente di centrodestra ce n’è parecchia. Ettore Rosato è circondato da un gruppo di calabresi. Uno di loro, Marcello, molto amico della forzista Jole Santelli dice: “Io vengo da Forza Italia, in Calabria è un fiume in piena”. Poco più un là c’è un ex consigliere campano, ex Udeur, Peppino Manzo: “Il rampantismo di Renzi mi piace, in fondo questo è un partito di centro, mi ci riconosco”. In fondo, la politica è anche questa, i vuoti non esistono, in Italia poi, si riempiono che è una meraviglia: “Io — dice Alfredo — cantavo ‘Menomale che Silvio c’è’, ma adesso Silvio non c’è più. E quindi…”.
Sul palco parla Marco Fortis, l’economista “ottimista”, già collaboratore di Tremonti, molto inserito nel mondo che conta tra finanza e industria sin da quando iniziò a collaborare con Carlo Sama, il famoso “Carlo il bello”, ex manager del gruppo Montedison e cognato di Raul Gardini. Poi nei cda di Edison, Eridania Beghin Say e Antibioticos, qualche anno fa Renzi lo voleva alla Consob, stoppato perchè non proprio super partes.
Ad applaudirlo, sotto il palco, c’è anche Catello Vitiello, ex Cinque stelle, ex massone “in sonno” del Grand’oriente d’Italia: “Questo progetto di Renzi mi piace, mi ci riconosco perchè non è nè di destra nè di sinistra”. Ecco. Di “nuovi” parlamentari ce ne sono pochi, di Pd nessuno. A un certo punto passa a fare un saluto l’europarlamentare Simona Bonafè, segretario del Pd in Toscana quando arriva, per un saluto, anche Dario Nardella: “Sono nel Pd, anzi sono e resto orgogliosamente nel Pd”.
A un certo punto viene spontaneo chiedersi quale sia il progetto politico, l’idea di paese, quale sistema di alleanze. Ti fai un giro in sala, e ti dicono tutti la stessa cosa. Tal Giuseppe, con una giacca simil militare, la mette giù così: “Conte è un deficiente, noi abbiam bisogno di crescere, poi…”. Annuisce un toscano vicino a lui: “Per un po’ dura, poi dopo che cresciamo, Matteo gli dà sue colpi di quelli boni”. Per fare cosa non si sa, perchè l’egolatria è questo, affidarsi, poi quando sarà , toccherà al Capo costruirci una teoria sopra e alla curva applaudire. Olè.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile
RENZI COMMOSSO ESULTA: “ALTRO CHE FLOP, QUI C’E’ TANTA GENTE LIBERA”… POI IL COLLEGAMENTO CON KOBANE CON LA COMANDANTE CURDA NASRIN ABDALLA
In duemila sono rimasti fuori. Creando anche qualche problema alla viabilità intorno alla zona di Porta al
Prato.
È una Leopolda da tutto esaurito quella che è iniziata questa sera all’ex stazione ferroviaria di Firenze. Dove Matteo Renzi, per il decimo anno consecutivo, ha radunato i suoi. Per la prima volta senza il Pd. Ma con un partito tutto suo, Italia Viva, di cui proprio durante questa tre giorni partirà il tesseramento.
“Davanti a questa esplosione di entusiasmo sono commosso e senza parole. Due ore prima dell’inizio la Leopolda 10 scoppia di gente. È bellissimo! Cerchiamo di far entrare tutti”, scrive su Facebook l’ex premier poco prima di salire sul palco.
Mentre in platea spunta Roberto Giachetti, la sala è stracolma e i cancelli sono già stati chiusi da tre ore. “Vi ricordate gli articoli che prevedevano il flop della Leopolda 10 nei giorni scorsi? Quanto sarà divertente smentire così anche i sondaggi” twitta poco dopo il deputato di Italia Luciano Nobili.
Tra la folla appare Simona Bonafè, eurodeputata Pd e segretario regionale dem della Toscana, che subito rassicura: “Resto nel partito ma sono venuta a salutare tanti amici”. “Gli avversari del Pd non sono qui dentro, anzi qui c’è una forza alleata al governo – ragiona Bonafè – una forza che anche alle prossime elezioni regionali può allargare il centrosinistra”.
Dal palco in stile concerto, allestito come un salotto di una casa tra arredi vintage e un grande albero di corbezzolo, l’ex premier rincara la dose e manda “un abbraccio a tutti quelli che hanno fatto propaganda perchè non venisse nessuno”.
“Se dieci anni fa ci avessero detto che la Leopolda è troppo piccola – ha aggiunto – ci avrebbero perso per matti, invece oggi dimostriamo che c’è un popolo e che se non fate i conti con questo popolo vivo, vero, sono problemi vostri”.
“Questo della Leopolda è un popolo che c’è, fatevene una ragione – ha ribadito rivolto a critici, avversari politici e giornalisti -. Dicevano che sarebbe stato un flop: figuriamoci se veniva gente…”.
E proprio su quel palco, con alle spalle un megaschermo con la scritta ‘Leopolda 10 – Italia Ventinove’, ci sarà di fatto il battesimo per il partito dell’ex premier, dopo la rottura con i dem.
Il collegamento con Kobane e il futuro del governo
Prima del collegamento via Skype con Kobane con Nasrin Abdalla, comandante curdo dell’Unità di Protezione delle Donne che sta combattendo contro l’aggressione turca, Renzi rassicura anche sul futuro del governo: “L’abbiamo fatto partire un mese fa, se lo facciamo cadere dopo un mese ti ricoverano per schizofrenia”.
“Se lanciamo delle idee non potete dirci che sono ultimatum: gli ultimatum li lanciano i populisti, se non si capisce la differenza vuol dire arrendersi al populismo”, ha aggiunto.
“Questo è un luogo di libertà , c’è tanta gente libera, che vuol provare a fare politica perchè non ne può più del populismo. A me piace l’idea che la Leopolda del decennale si sia aperta con la mostra dedicata a Tiberio, che è con noi”, ha spiegato Renzi ricordando il fotoreporter scomparso lo scorso novembre, al suo fianco durante gli anni di Palazzo Chigi. E a cui è dedicata la mostra che Renzi ha inaugurato nel pomeriggio.
Poi il ricordo di dieci anni di Leopolda: “Tra le tante persone che vorrei ricordare ne scelgo una: un magistrato che per anni ha lavorato con noi, Raffaele Cantone, che è stato per anni un esempio a livello internazionale. Oggi l’addio di Cantone è passato un pò in secondo piano – ha aggiunto Renzi – bene, vorrei che oggi, nel momento in cui Raffaele lascia, ci sia un grande applauso per lui e per chi fa politica, per chi lotta contro la corruzione”.
Tra i tanti interventi della prima serata anche quello del sindaco di Firenze Dario Nardella: “Sono orgogliosamente sindaco del Pd, ma alla Leopolda non ci sono avversari: gli avversari andate a cercarli nella destra sovranista di Salvini, noi siamo qui per confrontarci, per parlare di contenuti, idee, fatti, progetti”.
Il programma
Dopo l’inaugurazione di venerdì, sabato mattina sarà presentato il Family Act, con la ministra Elena Bonetti. E dalle 11 partiranno i lavori di una cinquantina di tavoli tematici, la base di partenza per il programma di Italia Viva.
Poi gli interventi dal palco, che andranno avanti fino alle 17.30, quando sarà svelato il simbolo del nuovo partito, scelto attraverso una consultazione online.
Ma sabato sarà anche il giorno dell’attacco frontale a Conte e agli ex compagni di partito: un emendamento a firma di Italia Viva chiederà la cancellazione di quota 100 e il trasferimento delle risorse a famiglie e salari.
Domenica, poi, spazio ad altri interventi prima del discorso di chiusura di Renzi previsto per le 13.
Chi ci sarà e chi no Se è assicurata la presenza dell’ex ministra Maria Elena Boschi, altrettanto annunciata è l’assenza di altri ex fedelissimi che daranno forfait: dal braccio destro Luca Lotti al vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il toscano (e renzianissimo) David Ermini. Fino alle ex ministre Roberta Pinotti e Marianna Madia.
Sul palco, invece, saliranno oltre alla ministra Bonetti anche la collega Teresa Bellanova, la deputata Maria Chiara Gadda che spiegherà il piano verde e la sindaca di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, possibile nuova coordinatrice nazionale di Italia Viva.
(da agenzie)
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Ottobre 18th, 2019 Riccardo Fucile
CONTINUA LA DISPUTA TRA CONTE E DI MAIO SU CONTANTE E PARTITE IVA
Luigi Di Maio sfida Giuseppe Conte sulla manovra approvata due gioni fa in consiglio dei ministri “salvo
intese”. Mentre Matteo Renzi annuncia un emendamento per eliminare quota 100. “Domattina partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perchè secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri”, scrive il leader di Italia Viva nella e-news di presentazione della Leopolda 10, che prenderà il via stasera.
Il ministro degli Esteri guida il Movimento 5 stelle su una linea barricadera. E chiede che il testo torni “lunedì” in cdm. La risposta di Conte è tranchant: il via libera già c’è stato, lunedì si esaminerà solo un decreto sul terremoto.
E da Bruxelles, prima di entrare al vertice Ue, aggiunge: “Non mi sottrarrò ad altre verifiche. L’obiettivo è abbassare le tasse, recuperando risorse dal sommerso”. Ma la questione non sembra affatto chiusa.
Il premier, che descrivono parecchio seccato dalle sortite di M5s e Iv, chiede “lealtà ” ai partiti di governo e li invita a “collaborare” nella lotta all’evasione.
Ma i pentastellati fanno trapelare molti malumori e la manovra diventa sempre più terreno di scontro su molti temi: dal tetto al contante alle multe per chi non installi pos, fino alla stretta sulle partite Iva.
Da parte sua il segretario del Pd Nicola Zingaretti, ospite di Sky tg 24, afferma: “Bata polemiche, la manovra stata votata dal Cdm e quindi non va rimessa in discussione”. Quanto alla ‘querelle’ sulle partite Iva, risponde: “Si vedrà nel dibattito parlamentare ma questo governo – sottolinea il segretario dem – ha ripreso ad ascoltare le parti sociali a palazzo Chigi. Si scommette su una prospettiva che possa riaccendere l’economia italiana”.
La Commissione europea potrebbe chiedere chiarimenti al governo, con una lettera, sulle coperture e i saldi della legge di bilancio: “Se serve li daremo, siamo molto sereni su questo”, ha detto Conte ieri al suo arrivo a Bruxelles per il Consiglio europeo.
Ma è il fronte interno a impensierire di più. Perchè da M5s e Iv fioccano distinguo e annunci di emendamenti alla manovra.
Sullo sfondo, è il sospetto che circola tra i parlamentari, ci sarebbe una partita di Di Maio e Renzi per sostituire Conte. Al Senato, dove Renzi è determinante, secondo fonti cinquestelle in caso di ribaltoni non solo rischierebbe di spaccarsi il gruppo M5s ma ci sarebbe una decina di senatori Fi pronti a venire in soccorso di Conte, magari con appoggio esterno. Ma tra renziani e 5s c’è chi osserva: “La legislatura è solida, il governo no”.
In mattinata Di Maio convocherà i ministri M5s al ritorno dagli Usa per ridiscutere le cose che non vanno, dalla stretta sulla flat tax per le partite Iva (con tetto al reddito e ai rimborsi), a tutto il pacchetto contro l’evasione fiscale.
“E’ una follia”, dichiara Stefano Buffagni, voler cambiare le norme sulle partite Iva. Quanto alla stretta anti evasione, i M5s denunciano il rischio che abbassare il tetto al contante da 3000 a 2000 euro e mettere multe per i commercianti che non usino il pos, penalizzi i piccoli. Al ministero già si lavora a una riduzione delle multe sui pos, ma Conte difende a spada tratta il suo pacchetto anti evasione, incluso il tetto al contante. E aggiunge che la manovra non aumenta le tasse, come sostiene l’opposizione: “C’è un aggravio selettivo ma la pressione fiscale cala, non aumentano le tasse per 10 miliardi perchè vengono contati 3,6 miliardi recuperati dalle frodi”.
L’accusa di volere nuove tasse viene anche da Iv. Il ministro Roberto Gualtieri annuncia una Sugar tax sulle bibite con zuccheri aggiunti. Esulta il ministro Lorenzo Fioramonti che vorrebbe anche una tassa sulle merendine e chiede di destinare i fondi alla scuola. Ma Luigi Marattin, a nome di Matteo Renzi, annuncia un emendamento per cancellare la tassa
Si litiga anche sul carcere agli evasori. Conte riunisce a Palazzo Chigi un tavolo sulle frodi fiscali, per concordare la norma da inserire nel decreto fiscale, dove c’è l’inasprimento della sola pena per la dichiarazione fraudolenta. Ci sono il ministro Alfonso Bonafede per il M5s, Michele Bordo per il Pd, Pietro Grasso e Maria Cecilia Guerra per Leu, Giuseppe Cucca per Iv.
Alla fine fonti governative M5s affermano che c’è una prima intesa di massima. Dal Pd spiegano che ci sono nodi come le soglie di punibilità dei reati (Renzi le alzò, M5s vorrebbe farle scendere). Ma Italia viva dice un altro no: nessuna intesa.
(da agenzie)
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Ottobre 12th, 2019 Riccardo Fucile
RENZI CHIAMA AL VOTO: “DECIDIAMO INSIEME IL SIMBOLO”
Prima chiamata al voto per gli elettori di Italia viva, il partito fondato da Matteo Renzi dopo la scissione dal Partito Democratico.
«Sabato prossimo alle 18 in punto il simbolo di Italia Viva sarà ufficialmente presentato alla Leopolda10 — annuncia Renzi sulla propria pagina di Facebook — Sarà un grande momento di festa. Già , ma quale sarà il simbolo? Facciamo una cosa diversa dagli altri partiti: decidiamo il logo tutti insieme!».
«Qui ci sono le tre proposte che abbiamo selezionato tra le tante arrivate in questi giorni. Per votare basta andare sul sito www.italiaviva.it e scegliere quella che preferite».
«Mi piace l’idea che questa nostra nuova Casa sia un luogo ricco di partecipazione. A cominciare dal simbolo che ci rappresenterà sulla scheda elettorale. In attesa di votare per Italia Viva, avete una settimana per votare il simbolo!», chiosa infine Renzi.
(da agenzie)
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