Destra di Popolo.net

CLASSI SOVRAFFOLLATE, DISABILI PENALIZZATI: ECCO I VERI NUMERI DELLA GESTIONE GELMINI

Dicembre 14th, 2011 Riccardo Fucile

IL CRITERIO DI TRASPARENZA REINTRODOTTO DAL MINISTRO PROFUMO FA EMERGERE LE REALI PROPORZIONI DI QUANTO ACCADUTO NEGLI ULTIMI TRE ANNI… NEL 2008-2009 LE CLASSI CON OLTRE 25 ALUNNI ERANO L’11,6%, OGGI SONO IL 17,3%… QUELLE CON UN PORTATORE DI HANDICAP SONO PASSATE DAL 6 AL 7%

Classi pollaio, disabili stipati in aule superaffollate e anche in più d’uno per classe. Ecco i numeri che inchiodano la Gelmini.
Dal 2008 le proteste di insegnanti e genitori contro le misure del governo Berlusconi contro la “scuola” sono state un crescendo – classi stracolme di alunni e disabili penalizzati – ma dopo ogni “caso” scoperto dalla stampa, puntualmente, arrivava la smentita del ministero che recitava sempre lo stesso copione e parlava di accuse “destituite di ogni fondamento”.
Nel frattempo, però, i numeri venivano meticolosamente occultati: niente più “sintesi dei dati” sulla scuola e niente più pubblicazioni con numeri, grafici e tabelle che potessero svelare il reale impatto della cosiddetta riforma Gelmini sulla scuola italiana.
Si andava avanti solo con dichiarazioni dell’ufficio stampa.
“Non è prevista l’abrogazione del tetto per il numero degli alunni nelle classi con studenti disabili. Il limite era, e resta, di 20 alunni per classe”, recita la Gelmini lo scorso 30 giugno.
Ma le denunce di aule strapiene, disabili in classi troppo numerose e spesso in compagnia di altri portatori di handicap nella stessa aula continuavano.
Situazioni che in teoria la normativa vigente non ammette. Ma che per racimolare qualche posto in organico tutti tolleravano: il ministero, i direttori regionali e i provveditori.
Gli unici che pativano erano gli stessi alunni e gli insegnanti, costretti a gestire situazioni molto complesse.
Ma senza i numeri nessuno poteva parlare. La recente glasnost avviata dal ministro Francesco Profumo svela le reali proporzioni dell’intervento gelminiano sulla scuola nostrana.
Quest’anno, le classi sono mediamente più affollate di tre anni fa e quelle fuorilegge sono in rapida ascesa.
Una norma del 1992 stabilisce che per assicurare una adeguata sicurezza in caso di incendio l’affollamento massimo delle classi deve essere di 26 persone: 25 alunni e un insegnante.
Nell’anno scolastico 2008/2009 le classi con più di 25 alunni erano l’11,6 per cento. Tre anni dopo, nel 2011/2012, le classi sovraffollate ammontano al 17,3 per cento: quasi sei punti in   più.
Nella scuola dell’infanzia una classe su tre è over 25, al superiore si scende a una su quattro.
E i disabili?
La normativa stabilisce, come del resto ha recentemente chiarito l’ex ministra, che nelle classi con un portatore di handicap il numero degli alunni dovrebbe al massimo essere pari a 20.
Il motivo è semplice: in classi sovraffollate l’inserimento degli alunni disabili diventa più complicato.
Tre anni fa, le classi con un disabile e con più di 20 alunni erano poco meno di 11 su cento: il 10,8 per cento.
Tre anni dopo, il tasso sale al 13,4 per cento con record alla scuola media, che fa segnare un 23 per cento abbondante.
La normativa appena citata non contempla neppure l’ipotesi di infilare in una classe più di un disabile.
E non c’è bisogno di spiegarne il motivo. Eppure le situazioni che vedono due e tre portatori di handicap nella stessa classe sono più frequenti di quanto si pensi, specialmente da quando in viale Trastevere è passata la ministra di Leno.
Dal 6 per cento dell’anno 2008/2009 si è passati al 7 per cento: qualcosa come 25 mila classi in cui un solo insegnante di sostegno spesso non basta.

Salvo Intravaia
(da “La Repubblica“)

argomento: Costume, denuncia, Gelmini, scuola | Commenta »

SICUREZZA NELLE SCUOLE, FONDI BLOCCATI: “SONO 42.000 GLI EDIFICI SU CUI INTERVENIRE”

Novembre 30th, 2011 Riccardo Fucile

A TRE ANNI DALLA TRAGEDIA DEL LICEO DARWIN DI RIVOLI, SI ASPETTA ANCORA IL PRIMO STRALCIO DI 358 MILIONI DELLA CIFRA DI 1 MILIARDO DEI FONDI CIPE PER L’EDILIZIA SCOLASTICA… GUARINIELLO: “LE NORME CI SONO, MA MANCANO I CONTROLLI”

Tutto fermo. I soldi per la sicurezza delle scuole sono bloccati.
A tre anni esatti dal disastro del liceo Darwin di Rivoli (Torino), dove un controsoffitto crollò uccidendo lo studente Vito Scafidi, “il primo stralcio di 358 milioni di euro del miliardo dei fondi Cipe per l’edilizia scolastica pare non essere arrivato ancora a destinazione”, denuncia Legambiente.
Lo fa in occasione di un incontro organizzato da Libera, Acmos e Benvenuti in Italia, “Scuole sicure: un obiettivo per salvaguardare il futuro”, tenuto proprio nel liceo Darwin.
Lo scopo? Ricordare Scafidi, le 27 vittime decedute nella scuola elementare di San Giuliano di Puglia e i giovani della Casa dello Studente de L’Aquila, ma anche tenere alta l’attenzione sul tema.
“L’unico motivo per cui siamo qui questa mattina — ha affermato Cinzia Caggiano, madre del ragazzo — è cambiare le cose per altri ragazzi”.
Tuttavia la situazione è ancora lontana dal cambiamento: “Sono 42mila gli edifici che hanno bisogno di interventi — ha affermato Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione -. Molti edifici sono stati costruiti prima del 1974, cioè prima della legge antisismica, e tanti edifici che ospitano gli alunni sono in deroga, come lo era la scuola di San Giuliano. Vito è una vittima dell’incuria del nostro paese”.
Non sembra essere un problema di leggi, quindi, ma di fondi e di controllo, come ha affermato il sostituto procuratore Raffaele Guariniello, che ha condotto l’indagine sul crollo e il processo con cui è stato condannato un funzionario della Provincia di Torino: “Le norme ci sono e sono buone, ma sono difficili da applicare perchè mancano i controlli”.
Quindi è una questione di decisioni delle amministrazioni: “C’è bisogno di risposte certe dalla politica, altrimenti noi società  civile potremmo solo organizzare commemorazioni mentre vorremmo avere soluzioni”, ha dichiarato Davide Mattiello, presidente del think tank “Benvenuti in Italia”.
A tre anni dalla tragedia si torna quindi a parlare di sicurezza nelle scuole: “Non si riesce a uscire dall’emergenza — ha detto Pallucchi -. Gli enti locali, strozzati fra il patto di stabilità  e il mancato trasferimento di fondi dallo Stato, non riescono più a stanziare sufficienti finanziamenti per la manutenzione delle scuole e il livello di qualità  dei servizi scolastici, come mette in evidenza il nostro rapporto”.
I lavori non sono stati avviati, stando alla delibera del Cipe del 3 agosto (pubblicata il 18 novembre).
Per colpa dei ritardi nelle autorizzazioni e nella firma dei contratti non sono partiti gli interventi dei due programmi del piano straordinario per la sicurezza, il primo di un valore di 18 milioni di euro (“pari all’11 per cento dell’importo complessivo”) e il secondo da 91,2 milioni di euro (“30 per cento dell’importo complessivo”).
Solo poche settimane fa il presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni Graziano Delrio e il presidente dell’Unione delle Province Giuseppe Castiglione avevano scritto ai ministri Raffaele Fitto e Giulio Tremonti di “adottare le necessarie iniziative affinchè, nei tempi utili e prima della chiusura del bilancio, sia completata l’assegnazione dei 358 milioni al ministero delle Infrastrutture” per “dar seguito agli interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici”. Eppure gli interventi erano stati decisi nella primavera del 2010.
Il primo piano straordinario aveva assegnato 358 milioni di euro direttamente a Comuni e Province per mettere in sicurezza 1.706 istituti scolastici sull’intero territorio nazionale.
Delle circa 1.600 convenzioni stipulate tra enti locali e governo “il Ministero delle Infrastrutture ha potuto approvare e impegnare risorse solo per 770 convenzioni, poichè la disponibilità  di cassa di cui dispone non consente di dare seguito alle altre convenzioni”, segnalavano Delrio e Castiglio.
Appello tardivo, caduto nel vuoto con il governo.

argomento: scuola, Sicurezza | Commenta »

L’ALLUVIONE DI GENOVA: FUORI DA SCUOLA L’APPUNTAMENTO CON LA MORTE

Novembre 5th, 2011 Riccardo Fucile

GIOIA E JANISSE DI 8 E 1 ANNO NON CI SONO PIU’, TRAVOLTE DALL’ONDATA DI ACQUA E FANGO CHE HA DEVASTATO GENOVA, MA ANCHE VITTIME DELLA CATTIVA GESTIONE DELL’EMERGENZA…LA RABBIA DEL PERSONALE DELLA SCUOLA

L’inferno di acqua, fango e detriti ancora negli occhi. Lacrime che scorrono sulle guance.
«È una nostra bambina, Gioia, veniva a scuola qui e ora non c’è più», si dicono insegnanti, bidelli e amministrativi nell’atrio della Giovanni XXIII, materna, elementari e medie, in piazza Ferraris, alla fine di via Fereggiano, nel cuore della tragedia.
Gioia, otto anni, ieri mattina era al sicuro nella sua classe, la III B.
Ma la mamma, Shiprese Djala, 28 anni, albanese, preoccupata per quell’apocalisse di pioggia, è corsa a scuola a prenderla, con la piccola Janissa, un anno, tra le braccia.
Tutte e tre sono morte nell’androne di un palazzo a pochi metri dalla scuola, travolte dall’onda di piena.
Alla Giovanni XXIII non si danno pace. «Arrivavano i genitori lividi dalla paura e dall’apprensione per i loro bambini. Cercavamo di convincerli a restare, di trattenerli, ma molti temevano di rimanere bloccati – racconta il segretario della scuola, Tommaso Pezzano -, allora per non lasciarli andare li mandavamo dai vigili urbani, lì fuori, che fossero loro a persuaderli. Altri invece si sono fermati con noi, abbiamo raccolto i panini e l’acqua che c’erano ancora nel refettorio e lo abbiamo diviso. Un papà  ha racimolato tre candele e con quelle ci siamo aiutati fino a sera quando la cinquantina di persone, adulti e bambini che erano rimasti qui sono stati portati via dai soccorritori».
«Un padre – ricorda Pezzano con gli occhi che si riempiono di lacrime – è venuto a piedi da Nervi, chilometri di marcia sotto la pioggia, mi ha guardato con il terrore negli occhi: la mia bambina?, mi ha chiesto. L’ho rassicurato, la piccola era con noi, ai piani alti della scuola. Quel pover’uomo ha camminato per due ore per la sua bambina».
Ma tra il personale della scuola c’è anche tanta rabbia.
«Ci hanno mandato una nota dal Comune – racconta Pezzano -, poche righe: stato di allerta meteo, ma che cosa significa? Tutto e nulla. E noi cosa avremmo dovuto fare?. Nessuno ci dava indicazioni».
Nella comunicazione scritta del Comune di Genova, testualmente, «si invitano pertanto le famiglie a connettersi tempestivamente con i mezzi di comunicazione pubblici per acquisire informazioni su eventuali provvedimenti adottati a tutela della pubblica incolumità ».
«Si’, peccato che alle 11 luce e quindi tv e internet sono saltati, neppure i cellulari funzionavano e anche per questo molti genitori sono corsi a scuola per prendere i loro bambini, per portarli a casa, per averli sotto gli occhi – dice Pezzano amaramente -. Abbiamo deciso noi autonomamente di tenere i bambini rimasti e di accogliere quelli che volevano entrare. Ma nessuno per ore e ore si è presentato per chiederci come andava. Eppure noi eravamo al centro dell’inferno. Solo alle 13 una vigilessa, disperata perchè aveva perso il suo collega e non riusciva a trovarlo, è entrata nella scuola e ci ha detto di andare ai piani alti per metterci in salvo».
All’interno della scuola, dunque, i bimbi erano effettivamente sicuri ma molti sono convinti che la chiusura degli istituti avrebbe potuto evitare la tragedia, «dando ai cittadini – dice un insegnante – il vero senso dell’allarme e della preoccupazione delle autorità ».

(da “Il Secolo XIX”)

argomento: Ambiente, Comune, denuncia, emergenza, Genova, Giustizia, Politica, radici e valori, scuola, Sicurezza, Vincenzi | Commenta »

CALANO GLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI ITALIANI (- 1%) MENTRE IN EUROPA CRESCONO DEL 7%

Ottobre 16th, 2011 Riccardo Fucile

LE PALLE DELLA GELMINI SULLA   RIFORMA DELLA SCUOLA CHE AVREBBE DOVUTO PREMIARE I DOCENTI…BASSA LA SPESA PER L’ISTRUZIONE, APPENA IL 4,8% DEL PIL: SIAMO AL 29 POSTO SU 34 NAZIONI…MANCANO ISPEZIONI E VALUTAZIONI

Italia fanalino di coda per la spesa nella scuola, gli stipendi degli insegnanti e il numero di laureati, ma ai primi posti per le ore passate sui banchi e anche per le ridotte dimensioni delle classi, per lo meno sulla base del rapporto allievi/insegnanti.
È la fotografia fatta dall’Ocse nello studio sul sistema scolastico dei principali Paesi che l’organizzazione stila annualmente.
Gli stipendi di prof e maestri italiani sono notoriamente tra i più bassi d’Europa.
Ma il guaio è che la situazione non accenna a migliorare. Anzi.
Mentre gli stipendi dei colleghi degli altri paesi aumentano, quelli degli insegnanti del Belpaese diminuiscono.
Dal 2000 al 2009 – rileva il rapporto sull’educazione diffuso dall’Ocse – gli stipendi nella scuola italiana sono diminuiti dell’1%, mentre nel resto dei paesi Ocse hanno registrato aumenti medi del 7%.
Non solo. Un insegnante della scuola media nel Belpaese deve attendere 35 anni di servizio per ottenere il massimo salariale, quando la media Ocse ne prevede invece 24.
E comunque, in generale, i docenti italiani guadagnano il 40% in meno rispetto ad altri connazionali con lo stesso grado di istruzione.
Un maestro alle prime armi guadagna poco più di 25mila dollari l’anno, quando la media Ocse si attesta sui 26.512 dollari.
A fine carriera guadagnerà  37mila dollari (42.784 media Ocse).
Ammontano a 27.358 dollari invece gli stipendi annuali dei prof delle scuole medie (28.262 media Ocse) e superiori (29.472).
A fine servizio questi docenti possono aspirare al massimo a 41.040 dollari l’anno o a 42.908 dollari a seconda che insegnino alle medie o alle superiori.
Una cifra decisamente inferiore alla media Ocse, che rispettivamente si attesta a 45.664 e 47.740 dollari.
I docenti però continuano a essere tanti: in Italia c’è un insegnante ogni 11 alunni, il rapporto medio dei Paesi Ocse è 1 a 16.
Quanto alla spesa destinata all’istruzione, nel 2008 in Italia era pari al 4,8% del Pil: 1,3 punti percentuali sotto la media Ocse (6,1%).
Un dato che posiziona il nostro Paese al 29esimo posto sui 34 Paesi che aderiscono all’Organizzazione.
Tra l’altro, solo l’8,6% della spesa totale in istituti di istruzione è stata fornita da fonti private, la metà  rispetto alla media Ocse.
Tra il 2000 e il 2008, la spesa nella Penisola per la scuola primaria, secondaria e post-secondaria non universitaria è aumentata solo del 6% contro la media Ocse del 34%, facendo segnare il penultimo incremento tra i Paesi avanzati.
Il numero di giorni di istruzione (172) è tuttavia inferiore alla media Ocse (185), così come le ore di insegnamento (757 contro 779 alle elementari e 619 alle medie contro 701).
Al tempo stesso con un totale di 8.316 di ore di istruzione previste per il ciclo dell’obbligo l’Italia è al primo posto contro una media Ocse attorno a 6.800 ore.
Inoltre le classi in proporzione al numero di insegnanti sono piccole (10,7 alunni per maestro contro 16 alla scuola primaria e 11 studenti per prof contro 13,5 alle medie). L’Ocse sottolinea anche che la Penisola è uno dei rari Paesi a non richiedere ispezioni nelle scuole o auto-valutazioni (solo Messico, Grecia e Lussemburgo fanno altrettanto) e quindi ha meno meccanismi per assicurare la qualità  degli istituti, i punti di forza e di debolezza.
Il rapporto evidenzia anche la scarsità  di laureati: sono il 14% della popolazione adulta (solo Turchia e Brasile ne hanno meno) e il 20% della fascia di età  25-34 anni contro 37% della media Ocse (il che relega l’Italia al 34esimo posto su un totale di 37 Paesi considerati).
Il loro tasso di occupazione è del 79% contro l’84% Ocse, ma è di 28 punti più alto rispetto a chi non ha concluso gli studi superiori.
Nel corso della sua vita, inoltre, un laureato in Italia può guadagnare oltre 300mila dollari in più rispetto a un diplomato (contro la media Ocse di 175mila dollari), uno dei livelli massimi dell’Ocse (va meglio solo a portoghesi e americani).
La laurea insomma «paga» in Italia.
Basta non essere donne, perchè in questo caso, nella Penisola come in Brasile, le laureate guadagnano solo il 65%, se non meno, dello stipendio dei colleghi. .

argomento: denuncia, Gelmini, governo, Politica, radici e valori, scuola | Commenta »

PIOVONO SOLDI PER LE SCUOLE PRIVATE, SCIPPATI 800 MILIONI ALLA BANDA LARGA

Ottobre 14th, 2011 Riccardo Fucile

LA FINANZIARIA REDISTRIBUISCE 4,8 MILIARDI A VARI SETTORI

Nel caos provocato dalla bocciatura del Rendiconto generale dello Stato, si fa largo la legge di Stabilità  (la ex Finanziaria) la cui approvazione è prevista nella riunione del governo.
Un testo striminzito, a saldo zero, di soli nove articoli, ma ampiamente anticipato dalla doppia manovra triennale d’estate dal valore di 59 miliardi.
La «Finanziaria», in attesa del prossimo decreto «sviluppo», è bastata tuttavia per far emergere un nuovo braccio di ferro nel governo per la destinazione degli 800 milioni provenienti dall’asta delle frequenze 4G: le risorse erano destinate, dalla Finanziaria per quest’anno, alla banda larga e così ha chiesto fino all’ultimo il ministro per lo Sviluppo Romani, ma il Tesoro ha vinto la partita e i fondi sono stati ridistribuiti per far fronte alle necessità  più urgenti dei vari ministeri e in parte (800 milioni) andranno all’ammortamento dei titoli di Stato.
Raschiando il barile la nuova legge di Stabilità  è riuscita a recuperare 4,8 miliardi per finanziare una serie di interventi urgenti e non, facendo conto anche su un taglio del Fondo speciale di Palazzo Chigi.
Tra le voci più significative ci sono i fondi per scuole private (262 milioni più 20 per gli atenei privati) e le università  pubbliche (400 milioni); la copertura per 400 milioni del 5 per mille; la proroga al primo semestre 2012 delle missioni internazionali per 700 milioni mentre 36,4 milioni vanno alle assunzioni per Forze armate e Polizia.
Risorse per 400 milioni sono state recuperate anche per il settore dell’autotrasporto. Da segnalare il «pacchetto lavoro»: prorogati al 2012 gli sgravi per i salari di produttività  (400 milioni) dei lavoratori con un tetto di 40 mila euro di remunerazione e arriva un miliardo per gli ammortizzatori in deroga per il 2011.
Su alcune disposizioni sarà  battaglia fino all’ultima ora.
E’ il caso del taglio ai ministeri che, stabiliti con il decreto del 23 settembre, ora devono essere recepiti nelle tabelle della legge di Stabilità : sono ancora in corso serrate trattative tra i tecnici dei diversi dicasteri e la Ragioneria.
Per ora si profila un parziale allentamento della gestione della spesa da parte dei ministri che avranno maggiore flessibilità  interna: una misura accompagnata tuttavia dalla minaccia di «ulteriori correttivi» per i dicasteri che «non hanno raggiunto gli obiettivi» stabiliti dalle manovre d’agosto.

Roberto Petrini
(da “La Repubblica“)

argomento: finanziaria, governo, scuola | Commenta »

SORPRESA, CALANO I BOCCIATI: COSI’ LA GELMINI HA NASCOSTO IL FLOP DELLA LINEA DURA

Ottobre 5th, 2011 Riccardo Fucile

SMENTITI I COMUNICATI DEL MINISTERO: DAL 2008 SEMPRE IN FLESSIONE… SUL SITO DEL MIUR POCHE NOTE STRINGATE INVECE DEI RISULTATI INTEGRALI DEGLI SCRUTINI

Calano i respinti alle scuole superiori: dal giugno 2008 al giugno 2011 sono scesi quasi del due per cento.
La “linea della severità ” annunciata da Mariastella Gelmini esce ridimensionata dalle scelte dei professori, lo si scopre leggendo i dati dell’ultima stagione approdati in viale Trastevere, mai resi pubblici e ora consultati da Repubblica.
È dal 2008 che il Miur non ha più pubblicato ufficialmente, ovvero sul sito del ministero, i risultati integrali degli scrutini di fine anno limitandosi a stringati comunicati stampa. Adesso si scopre che negli anni del Governo Berlusconi non c’è mai stata alcuna crescita dei bocciati alle medie superiori: niente pugno di ferro dei professori contro gli studenti riottosi e pelandroni.
È una storia travagliata e piena di censure quella degli scrutini di fine anno ai tempi della Gelmini.
L’ultima pubblicazione completa e senza errori sugli esiti di fine anno risale al luglio del 2007, quando a Palazzo della Minerva sedeva Giuseppe Fioroni.
L’anno dopo, con il cambio del ministro, arriva la prima sorpresa: un clamoroso refuso aritmetico fa schizzare in alto il numero complessivo dei bocciati.
Il 13 settembre del 2008, quattro mesi dopo l’insediamento della Gelmini, il ministero comunica infatti che “dopo le verifiche di fine agosto il totale degli studenti non promossi per l’anno 2007-2008 si attesta al 16,2 per cento del totale, mentre nell’anno scolastico 2006-2007 i bocciati furono il 14,2 per cento”.
Nel conteggio, già  allora, c’era qualcosa che non quadrava.
“A giugno – spiegava il comunicato ufficiale – gli studenti promossi sono stati il 59,4 per cento del totale, i non ammessi sono stati il 13,8 per cento e quelli con giudizio sospeso il 26,8 per cento”.
Proseguiva la nota: “Circa il 6 per cento degli studenti che hanno effettuato le prove di verifica a fine agosto sono stati bocciati portando la percentuale dei non ammessi al 16,2 per cento”.
Però il 5,9 per cento – che è quel “circa il 6 per cento” – di bocciati a settembre sul 26,8 di rimandati a giugno determina l’1,6 per cento di respinti.
Se si somma questa quota al 13,8 dei bocciati a giugno la percentuale complessiva di respinti arriva al 15,4 per cento. E non al 16,2.
In quella stagione di partenza, ecco, i dati già  non tornavano e, comunque, erano inferiori di uno 0,8 per cento a quelli dichiarati.
L’anno successivo, il 23 giugno 2009, il ministero lancia un comunicato che riporta i dati delle bocciature di fine stagione nelle prime quattro classi delle superiori: 13,6 per cento. E nel 2010, il 12 giugno, si torna a parlare dell’argomento.
“Scuola, Miur: primi dati su esito scrutini, più severità “, recita una nota ministeriale.
Si legge: “Per quanto riguarda i risultati degli scrutini relativamente alle prime quattro classi delle scuole superiori, i dati disponibili segnalano un incremento significativo dei non ammessi. Rispetto all’11,7 per cento dei non ammessi alla classe successiva del precedente anno scolastico, quest’anno nelle stesse scuole la percentuale sale al 13,1 per cento”.
Ma l’anno prima, in verità , si parlava di un 13,6 per cento.
Errore anche questo?
Infine, il dato dei bocciati di giugno del 2010-2011 nelle prime quattro classi delle medie superiori, mai reso pubblico da viale Trastevere.
Parla dell’11,9 per cento di non promossi a giugno.
Sono quasi due punti percentuali (1,9%) in meno rispetto al 2007-2008, il primo anno di insediamento della Gelmini.
E da allora i dati dei bocciati a giugno sono sempre stati in calo progressivo.

Salvo Intravaia
(da “La Repubblica”)

argomento: Costume, denuncia, Gelmini, governo, Politica, scuola | Commenta »

BERLUSCONI SFUGGE ANCHE AGLI STUDENTI, NON SOLO AI GIUDICI

Settembre 21st, 2011 Riccardo Fucile

IL PREMIER ERA ATTESO ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “REGINA MARGHERITA” A VILLA REALE A MONZA, MA LA CONTESTAZIONE GLI HA FATTO CAMBIARE IDEA…ALL’ISTITUTO D’ARTE MANCANO LE AULE, MENTRE GIRANO A VUOTO GLI UFFICI DESTINATI AI MINISTERI TAROCCO DELLA LEGA

Avrebbe dovuto essere l’ospite d’onore al taglio del nastro della mostra “Regina Margherita” inaugurata lunedì, in pompa magna, alla Villa Reale di Monza, nelle sale a fianco dei famosi ministeri decentrati voluti dalla Lega Nord.
Ma il premier Silvio Berlusconi alla fine non si è presentato.
Una mossa astuta, dopo che è rimbalzato il tamtam della protesta che alcuni studenti monzesi avevano preparato davanti ai cancelli per l’occasione.
Troppo ghiotta per i ragazzi dell’Istituto d’arte di Monza si presentava, infatti, l’opportunità  di contestare il presidente del Consiglio.
Ma lui è stato più furbo e si è tenuto lontano, evitando di diventare oggetto della loro rabbia.
I giovani, del resto, ce l’hanno con i ministeri perchè “hanno occupato delle aule che potevano essere dedicate alla scuola — spiega il rappresentante degli studenti Paolo Buccino — e così adesso abbiamo degli uffici inutilizzati e all’istituto mancano otto aule».
Gli allievi della famosa scuola d’arte (la stessa in cui ha studiato lo stilista Stefano Gabbana) da settimane protestano perchè nella reggia di Monza i ministri sono stati collocati con tutti gli onori all’ex Cavallerizza, mentre alcune aule del loro istituto, nell’ala retrostante, sono state dichiarate inagibili perchè rischiano di crollare.
Oltre al danno insomma, la beffa, dato che quelle stesse sale dove oggi si riuniscono i padani, un tempo ospitavano proprio una parte dell’istituto stesso.
“Rischiamo di fare lezione in oratorio, gli unici spazi che il Comune ha reperito a Monza per la scuola, oppure alternandoci con i doppi turni perchè non abbiamo aule a sufficienza”, hanno gridato ieri, striscioni alla mano, davanti alla Reggia.
Si aspettavano il premier. “Ci hanno detto che arriva, vogliamo farci ascoltare”, hanno spiegato.
Erano una quarantina a reggere un lungo cartellone: “Più artisti meno ministri”. Hanno guardato dentro ogni auto blu in arrivo, sperando di intercettare Berlusconi, ma alla fine sono rimasti delusi.
Dopo quaranta minuti di attesa, la mostra è stata inaugurata dall’assessore regionale lombardo alla Cultura Massimo Buscemi, presente insieme alla vicepresidente della Commissione cultura della Camera dei deputati Paola Frassinetti e all’eurodeputato Carlo Fidanza.
“Berlusconi non arriverà ”, la notizia rimbalzata nella sfarzosa sala della villa neoclassica.
Eppure Dnart, la fondazione che ha organizzato la mostra, aveva data per certa la sua presenza, comunicandola anche al Comune di Monza.
Non a caso il premier, come noto, si trovava al Tribunale di Milano ieri mattina e invece di tornare subito a Roma si è fermato a Villa San Martino.
Tanto che, intorno a mezzogiorno, ha deciso di fare un giro tra le bancarelle del mercato della «sua» Arcore, dove ha stretto qualche mano, visitato un paio di stand di antiquariato e fatto qualche acquisto.
Un’uscita pubblica filata liscia.
Non gli sarebbe andata così bene se invece si fosse presentato nel pomeriggio in Villa Reale.

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, governo, Politica, radici e valori, scuola | Commenta »

OTTO MILIONI DI STUDENTI RITORNANO A SCUOLA: SONO 9.000 GLI ISTITUTI SCOLASTICI SPARSI PER L’ITALIA

Settembre 13th, 2011 Riccardo Fucile

MOLTI GLI ACCOPAMENTI E I CONSEGUENTI TAGLI E DISAGI… TUTTE LE NOVITà€ DEL NUOVO ANNO

Ieri è iniziato il grande ritorno a scuola di 7 milioni 830 mila alunni divisi in circa 9.500 istituti, un avvio «regolare», «con tutti i docenti in cattedra» e con «un aumento del tempo pieno» promette il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Molte le novità  che quest’anno porterà  a gran parte di loro.
Scuola cancellate
Soprattutto chi frequenta le elementari al sud, potrebbe trovare il proprio istituto accorpato: infatti 900 delle attuali 10.500 istituzioni scolastiche verranno unite a sedi scolastiche con almeno 500 alunni.
Secondo i calcoli di «Tutto Scuola» sarà  eliminato il 30% dell’organico di dirigente scolastico.
Salterà  anche l’11% dei posti di direttore amministrativo (1.130 posti) e verranno tagliati 1.100 posti di assistente amministrativo.
Istituti tecnici
Da quest’anno sono operativi gli Istituti tecnici superiori (Its): sono 59 in tutt’Italia, e si tratta di corsi biennali di livello postsecondario, quindi da svolgere dopo il diploma.
Stranier
Confermato il no deciso alle classi ghetto: la percentuale massima di alunni stranieri per classe potrà  essere del 30%.
Una disposizione, però, che non potrà  essere applicata in tutti i casi: nei poli industriali e nelle città  con un’alta densità  di famiglie di origini non italiane la presenza di alunni stranieri sarà  inevitabilmente alta.
Secondo la fondazione Migrantes almeno in 2 mila casi il loro numero supererà  il tetto del 30%.
Caro-libr
Il Codacons ha calcolato un aumento medio di spesa per famiglia di circa l’8 per cento rispetto al 2010.
Più contenuto l’aumento per l’osservatorio di Federconsumatori secondo cui l’aumento dei libri di testo si fermerebbe al 3 per cento, con una spesa di 481 euro (era di 468 nel 2010).
Il Ministero ha inoltre ritoccato al rialzo i tetti di spesa in percentuale variabile tra l’1,4 e il 3,8% a seconda della scuola.
L’aumento non può non avere effetti.
Per quest’anno uno studente su due comprerà  testi, scolastici o universitari, usati come appare da una ricerca condotta nella prima settimana di settembre, da Krls Network of Business Ethics per «Contribuenti.it».
Libri digitali
Per la prima volta, obbligatoriamente per legge, i libri che saranno adottati quest’anno per il prossimo anno scolastico dovranno essere testi anche in formato elettronico. Oltre alla comodità , la misura adottata dal governo dovrebbe garantire un consistente risparmio alle famiglie.
Zaini e accessori
Unica nota positiva per le tasche degli italiani è l’aumento più contenuto, in linea con l’inflazione, del corredo scolastico: +2 per cento rispetto allo scorso anno.
Il Consiglio superiore di Sanità  però raccomanda un limite di peso dello zaino del 10-15% del peso corporeo.
Borse di studi
Il Miur ha bandito borse di studio da 10mila euro, per un totale di 30milioni.
La partecipazione alle prove sarà  volontaria, ma potranno essere sostenute solo dagli studenti che conseguiranno alla maturità  un punteggio di almeno 80/100.
I test saranno elaborati dall’Invalsi e non valuteranno la preparazione strettamente scolastica degli studenti ma le competenze di base, dalla comprensione del testo alla logica.
Maturità  con test
Con il prossimo anno scolastico partirà  la sperimentazione dei test Invalsi all’Esame di Stato.
I test si svolgeranno in alcune scuole campione, su base volontaria. L’Invalsi inoltre rivedrà , a campione, anche i temi d’italiano della esame di Stato.

argomento: scuola | Commenta »

STANGATA SUI LIBRI DI TESTO, LA SPESA SUPERA DEL 30-40% IL TETTO FISSATO

Settembre 4th, 2011 Riccardo Fucile

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PROTESTANO: “C’E’ UNO STRAPOTERE DELLE CASE EDITRICI”… IL MINISTERO CERCA DI MINIMIZZARE

Buona parte delle scuole italiane sfora ampiamente i tetti ministeriali delle spese dei libri di testo.
Le famiglie sono costrette a pagare più di quanto previsto per legge e, a settembre, si ritrovano una mini-stangata anche per l’inizio dell’anno scolastico.
Un’indagine Adiconsum rivela come il fenomeno sia diffuso soprattutto al Nord, dove sfora il 62% delle classi, contro il 47,5% al Centro e il 52,5% al Sud.
Secondo l’associazione si tratta di spese maggiori che vanno ben al di sopra del 10% tollerato dalla legge.
Ad esempio per un quinto anno di istituto magistrale del Nord si spendono circa 400 euro invece che i previsti 264, e per un secondo anno di un liceo scientifico nel Sud si spende circa 374 euro invece dei permessi 200.
Insomma, stando ai dati dell’associazione e facendo un rapido calcolo, la spesa va dal 30 al 45% in più di quanto permesso.
E dire che i tetti, introdotti con decreto ministeriale n. 43 del 2008, dovevano servire proprio ad evitare il solito salasso che aspetta le famiglie italiane al rientro dalle vacanze e all’inizio della scuola.
L’indagine Adiconsum ha preso in considerazione un campione di 10 classi (dal I al V anno) di 48 istituti equamente distribuiti sul territorio nazionale, per un totale di 480 classi.
Il risultato è che al nord 100 classi su 160 non rispettano i limiti di spesa, al centro 82 su 160 e al sud 84 su 160.
Questi dati smentiscono sia quanto affermato dal Ministero dell’Istruzione (Miur) sul rispetto dei tetti di spesa da parte delle scuole, sia le parole dello stesso ministro Gelmini, che il 26 agosto ha dichiarato che le scuole che hanno sforato il tetto di spesa “non sono certo la maggioranza. Per ora siamo al 5% e, generalmente, lo sforamento non supera il 10% del tetto di spesa”.
Sempre l’indagine Adiconsum svela inoltre i poco corretti “escamotage” messi in atto da qualche istituto scolastico che per aggirare i famigerati tetti di spesa, come ad esempio inserire tra i libri “consigliati” testi invece fondamentali che gli studenti sono costretti ad acquistare.
“Chiediamo al Miur di aprire al più presto un tavolo per la verifica dello sforamento dei tetti spesa”, chiede Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum.
Puntuali le assicurazioni da parte del Ministero che promette provvedimenti contro chi continuasse a trasgredire la legge.
La Gelmini in persona ha tuonato che è pronta ad inviare “gli ispettori nelle scuole che sforano pesantemente i tetti di spesa”.
Si potrebbe prenderla sul serio, se questo copione non fosse ripetuto ogni anno.
Ogni settembre, infatti quando inizia la scuola, le famiglie italiane si trovano a dover sborsare sempre di più, nonostante leggi e decreti i libri non bastano mai e chi di dovere, immancabile, promette che “dall’anno prossimo si cambia musica”.
Tant’è che l’unica vera novità  di quest’anno è il flop proprio dei tetti ministeriali di spesa introdotti in pompa magna nel 2008.
Questi tetti prevedono spese massime per i libri di testo delle scuole secondarie di I grado (290 euro per il 1° anno, 115 per il 2° e 130 per il 3°), per le scuole secondarie di II grado (ad esempio 330 e 190 euro per i primi due anni di liceo classico, 315 e 220 per gli istituti tecnici ad indirizzo tecnologico e 250 e 160 per gli istituti professionali ad indirizzo commerciale) e per le scuole secondarie di II grado a vecchio ordinamento (ad esempio 305 euro per l’ultimo anno di un liceo scientifico, 157 per un istituto d’arte e 223 per un istituto tecnico commerciale).
Ma il problema, uno dei tanti a dire il vero, è che “non ci sono controlli sulle dichiarazioni delle scuole al ministero, nemmeno a campione”, attacca Pietro Giordano.
Il risultato è che i tetti vengono ignorati, la spesa dei libri continua ad aumentare di anno in anno, e le famiglie non possono fare a meno che aprire il portafogli.
“Case editrici, ministero, consumatori, è un rimpallo di responsabilità  che alla fine non comporta nessun beneficio pratico a chi si accinge a sborsare anche 600 euro per poter comperare i libri”, attacca Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori.
“C’è bisogno di stabilire regole che non possano essere aggirate nè dagli insegnanti nè dalle case editrici, solo così sarà  possibile agire concretamente per risolvere la questione”.
La grande soluzione doveva essere, nel 2009 come oggi, l’introduzione dei libri elettronici, i cosiddetti “ebooks”.
La circolare del Ministero dell’Istruzione del 10 febbraio 2009 puntava proprio sulle nuove tecnologie per evitare il consueto salasso settembrino alle famiglie italiane, aprire un nuovo mercato, risparmiare carta e diminuire anche il peso degli zaini dei ragazzini. Ma dopo più di due anni sono solo una ventina in tutta Italia le scuole che ne fanno uso, come l’istituto Majorana di Brindisi, l’istituto professionale Scarambone di Lecce e il Fermi di Francavilla Fontana sempre in Salento.
“La verità  è che gli ebooks non convengono a nessuno, nè alle case editrici nè a tanti professori, appartenenti ad una generazione che di informatico ha davvero poco”, sostiene Giordano.
Gli ebooks, secondo stime ministeriali, farebbero risparmiare alle famiglie minimo il 30% della spesa annuale per i libri, ma questo si ripercuoterebbe giocoforza sugli incassi delle case editrici, molto restie a mollare un mercato sicuro in un Paese come l’Italia dove i libri si vendono davvero poco.
“È importante ridare alla cultura il suo peso e pensare che i testi di scuola sono un investimento, uno strumento culturale e non solo una spesa”, ha recentemente dichiarato il Ministro Gelmini.
Ma a pagare restano le famiglie italiane.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: denuncia, economia, emergenza, scuola | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.789)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (493)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • DONALD, ORA APRI IL PORTAFOGLI. I RICORSI PRESENTATI DA GENNAIO CONTRO I DAZI DI TRUMP, ORA DICHIARATI ILLEGITTIMI DALLA CORTE SUPREMA, SONO CIRCA 1500. SI PARLA DI OLTRE 130 MILIARDI DI DOLLARI DI RIMBORSI, MA SECONDO ALCUNE STIME IN BALLO CI SAREBBERO OLTRE 175 MILIARDI DI DOLLARI
    • SALVINI NON NE IMBROCCA PIÙ UNA NEANCHE PER SBAGLIO: ANCHE SULLA VICENDA DI ROGOREDO, DOVE IL POLIZIOTTO CARMELO CINTURRINO HA UCCISO UNO SPACCIATORE, IL LEADER DELLA LEGA HA PESTATO UN MERDONE
    • VI SIETE MAI CHIESTI PERCHE’ TRUMP E MELONI CE L’HANNO TANTO CON I GIUDICI?
    • IL GIOVANE CHE HA CERCATO DI UCCIDERE IL PRESIDENTE “ERA UN TRUMPIANO OSSESSIONATO DAGLI EPSTEIN FILES”
    • IL POLIZIOTTO CINTURRINO IN STATO DI FERMO PER L’OMICIDIO DI ROGOREDO: “HA SPARATO A MANSOURI QUANDO STAVA PER SCAPPARE”
    • LA CORRUZIONE PREOCCUPA, MA LE ISTITUZIONI FANNO POCO PER COMBATTERLA SUL SERIO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA