CHI E’ IL LUCA TRAINI, IL LEGHISTA INFAME CHE HA SPARATO A MACERATA
CANDIDATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI CORRIDONIA E SUL PALCO CON SALVINI, IL SUO PROFETA
Si chiama Luca Traini, ha 28 anni è incensurato e risiede a Tolentino, il giovane che ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri.
Alle elezioni del 2017, Traini era stato candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15mila abitanti nel Maceratese, prese zero preferenze.
In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra.
Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma c’era anche il “controllo degli extracomunitari”.
Traini, testa rasata, un metro e 80, fisico atletico, dopo gli spari e una folle corsa per le vie della città è sceso dall’auto, si è tolto il giubbotto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del monumento a Caduti.
Si è poi girato verso la piazza e, prima di essere bloccato dai carabinieri ha fatto il saluto fascista. Al momento dell’arresto ha ammesso di essere l’autore del ferimento degli immigrati.
Prima di candidarsi con la Lega Nord Luca Traini negli anni scorsi era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys di Tolentino frequentata dallo sparatore di Macerata, che lo conosceva da molto tempo. “Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – aggiunge – gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?”.
Clerico ha rivelato che Traini “era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato ‘border line'”.
Una dimostrazione della quale “lui quasi era orgoglioso, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo – dice Clerico, che sostiene di conoscere Traini da una decina d’anni – Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco – dice Clerico – Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro”.
Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro: “Lo abbiamo cacciato dalla palestra a ottobre, aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E poi da tempo so che aveva una pistola”, ha aggiunto Clerico.
(da agenzie)
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