DELIVEROO COMMISSARIATA PER CAPORALATO: “RIDER PAGATI SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’”
CONTROLLI ANCHE DA MC DONALD’S, BURGER KING ED ESSELUNGA
Dopo il caso Glovo, il pm Paolo Storari dispone l’amministrazione coatta per il colosso del
food delivery. Indagato l’amministratore unico: migliaia di lavoratori sfruttati con retribuzioni «contrarie alla Costituzione»
La scure della Procura di Milano si abbatte nuovamente sul mondo delle piattaforme di consegna a domicilio. Dopo il provvedimento contro Glovo della scorsa settimana, il pm Paolo Storari ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza per Deliveroo Italy srl. L’accusa è quella di caporalato: la società avrebbe sfruttato sistematicamente migliaia di rider, approfittando del loro stato di bisogno e corrispondendo retribuzioni che, in alcuni casi, risultavano inferiori fino al 90% rispetto alla soglia di povertà e a quanto previsto dalla contrattazione collettiva. La società intanto assicura massima collaborazione con le autorità: «Deliveroo sta esaminando la documentazione ricevuta dalle Autorità e la società sta collaborando alle indagini». Intanto guai (forse) in arrivo anche per Mc Donald’s, Burger King ed Esselunga.
Un sistema di sfruttamento su scala nazionale
L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, scatta una fotografia inquietante sulla gestione dei lavoratori del colosso del delivery. Sono coinvolti circa 3.000 rider a Milano e oltre 20.000 su tutto il territorio nazionale. Secondo il magistrato, le somme versate ai fattorini violano l’articolo 36 della Costituzione, non essendo sufficienti a garantire una «esistenza libera e dignitosa». Nel provvedimento di 60 pagine, il pm Storari è durissimo nei confronti dei vertici aziendali: Deliveroo e il suo amministratore unico, Andrea Giuseppe Zocchi (ora indagato), avrebbero adottato una «politica di impresa che rinnega esplicitamente le
esigenze di rispetto della legalità». Lo sfruttamento non sarebbe un incidente di percorso, ma una pratica «perpetrata da anni» che deve «cessare al più presto».
L’arrivo dell’amministratore giudiziario
Per sanare questa situazione di illegalità diffusa, la Procura ha nominato come amministratore giudiziario Massimiliano Poppi. Il suo compito sarà quello di affiancare il management di Deliveroo Italy per procedere alla regolarizzazione dei lavoratori. L’obiettivo è trasformare quel regime di finta autonomia in un inquadramento che rispetti i diritti e le tutele dei dipendenti, garantendo paghe dignitose. Il provvedimento, emesso in via d’urgenza, dovrà ora essere valutato e convalidato da un gip, seguendo lo stesso iter che lo scorso 19 febbraio ha confermato il controllo giudiziario per Foodinho (Glovo).
Il meccanismo contestato
Questa operazione si inserisce in un filone d’indagine più ampio che la Procura di Milano sta portando avanti da tempo nei settori della logistica, dei trasporti e della moda. Il meccanismo contestato è quasi sempre lo stesso: la frammentazione del lavoro e l’uso di contratti irregolari per abbattere i costi a discapito dei soggetti più fragili. Nel caso del delivery, i lavoratori vengono formalmente considerati autonomi in regime forfettario, ma per l’accusa sono a tutti gli effetti lavoratori dipendenti privi di ogni protezione sociale.
I controlli da Mc Donald’s, Burger King e Esselunga
Intanto i carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro, agendo su input del pm Paolo Storari, hanno esteso gli accertamenti dell’inchiesta anche ai principali partner commerciali di Deliveroo. I militari si sono recati nelle sedi di sette grandi società — tra cui McDonald’s Italia, Burger King Restaurants Italia ed Esselunga spa — per acquisire documentazione relativa ai contratti e ai modelli organizzativi. Le aziende coinvolte, che al momento non risultano indagate, sono tutte in rapporti d’affari con il colosso del delivery e «si avvalgono dei medesimi rider per effettuare le consegne». L’obiettivo degli investigatori è analizzare nel dettaglio i «modelli di organizzazione» e i «sistemi di controllo interni» per verificare come venisse gestito il lavoro dei fattorini anche all’interno di questa filiera.
(da agenzie)
Leave a Reply