DELMASTRO DEVE RINGRAZIARE DI ESSERE UN POLITICO: UN AGENTE PENITENZIARIO SAREBBE GIÀ SOTTO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PER LA FREQUENTAZIONE OCCASIONALE DI MAURO CAROCCIA, CONDANNATO COME PRESTANOME DEL CLAN SENESE. FIGURARSI SE FOSSE STATO PURE SOCIO
“IL FATTO”: “IN UN CASO COME QUELLO DI DELMASTRO, UN AGENTE MINIMO RISCHIEREBBE LA ‘DEPLORAZIONE’, MA POTREBBE ANCHE ESSERE SOSPESO. DELMASTRO, INVECE, RESTA AL SUO POSTO PROTETTO DA GIORGIA MELONI, CHE HA DEFINITO IL RAPPORTO CON CAROCCIA ‘UNA LEGGEREZZA’”
Le amicizie pericolose del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro non hanno portato
né alle dimissioni, per opportunità, né alla cacciata dal governo, sempre per opportunità.
Delmastro ha la delega al Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. Da quando è lui il referente politico, non si muove foglia al Dap, dicono gli insider, che Delmastro non voglia e così nessuno vuole parlare.
Una cosa, però, è certa: se Delmastro invece di essere il sottosegretario con delega alle carceri fosse un agente della polizia penitenziaria, sarebbe sotto procedimento disciplinare solo per la frequentazione occasionale di Mauro Caroccia, condannato come prestanome del clan Senese.
Figuriamoci se un agente della polizia penitenziaria fosse stato pure – come Delmastro, fino a poco tempo fa – socio al 25% della srl “Le 5 forchette” che gestisce il ristorante “Bisteccherie d’Italia”, la cui amministratrice è proprio la figlia di Caroccia, Miriam, nonostante abbia solo 19 anni.
Niente di illegale ma di altamente sconveniente sì e la normativa sugli illeciti disciplinari per la penitenziaria è tassativa.
In un caso come quello di Delmastro, un agente minimo rischierebbe la “deplorazione”, ma potrebbe anche essere sospeso da funzioni e stipendio. Per capirci, “deplorazione” e “sospensione” sono rispettivamente la terzultima e la penultima sanzione prima della destituzione. Le cattive frequentazioni sono regolate dall’articolo 4 della normativa, che prevede la “deplorazione”.
Ma se, per esempio, lo stesso agente di polizia penitenziaria continua a mettere a rischio la reputazione del Corpo, come sembra il caso del sottosegretario Delmastro, finisce di nuovo sotto procedimento disciplinare e se condannato subisce la sospensione dal servizio e dallo stipendio per “recidiva entro sei mesi delle infrazioni già punite con la deplorazione”. La sospensione è prevista, inoltre, per “assidua frequenza, senza necessità di servizio, di persone dedite ad attività illecite o di pregiudicati”.
(da il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply