DELMASTRO SOCIO DELLA FIGLIA DI UN PRESTANOME DELLA CAMORRA, LE COSE SONO DUE: O SPIEGHI O TI DIMETTI
COME FACEVA IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA A NON SAPERE DI ESSERE SOCIO CON LA FIGLIA DEL PRESTANOME DEL BOSS MICHELE SENESE?… SE ERA SOCIO DELLA FIGLIA COME MAI CONOSCEVA COSI’ BENE SOLO IL PADRE?
Quindi, fateci capire bene. C’è un Paese alla vigilia di un referendum costituzionale in cui il
governo chiede, in estrema sintesi, di poter liberare la giustizia dal giogo della politica. E in quel Paese c’è un sottosegretario alla giustizia con delega al sistema carcerario, che si chiama Andrea Delmastro, già condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio a causa della divulgazione delle intercettazioni del militante anarchico Alfredo Cospito in carcere.
E quel sottosegretario, quando già è al governo, nel 2023, entra in società con una ragazza di diciotto anni appena compiuti, tale Miriam Caroccia, per gestire una bistecchiera a Roma.
E quella ragazza è la figlia di un signore che si chiama Mauro Caroccia, che nel 2026 è stato condannato in via definitiva a quattro anni di carcere per essere il prestanome del boss della camorra Michele Senese, detto ‘O Pazz, considerato il sovrano assoluto della criminalità organizzata romana.
E quel sottosegretario con delega al sistema carcerario, dice che non sapeva di essere socio di un boss in carcere, ma solo di una ragazza di diciotto anni, che però pare nemmeno sapesse che faccia aveva.
E quel sottosegretario, però, sapeva benissimo che faccia avesse il padre, tanto che La Repubblica ha mostrato una foto che li ritrae assieme, sorridenti e abbracciati.
E ancora quel sottosegretario, però, a quanto pare, ignorava che quell’uomo fosse già stato indagato e condannato in primo grado per concorso interno in associazione mafiosa. E quando l’ha scoperto si è subito sfilato dalla società , “per il rispetto etico e morale – dice – che mi contraddistingue”. Non denunciando pubblicamente il tutto, sia chiaro, ma cedendo le sue quote proprio alla figlia di quel prestanome del boss della camorra.
Sarà, però tre domandine ce le faremmo, se permettete.
Primo: com’è possibile che il sottosegretario alla giustizia, che si occupa di carceri, non sapesse di essere in società con la figlia del prestanome del più potente boss della camorra di Roma?
Secondo: com’è possibile che Delmastro dica di essere socio di una ragazza con cui nemmeno si conosce, quando invece si fa ritrarre abbracciato e sorridente con suo padre, il prestanome del boss della camorra?
Terzo, soprattutto: quali sono le circostanze per cui Delmastro è finito per entrare in società con il prestanome di un boss della camorra? Come l’ha conosciuto? Con che motivazioni ha deciso di costituire questa società mentre già era sottosegretario con delega al sistema carcerario nel ministero di grazia e giustizia?
Non vogliamo precorrere i tempi delle indagini, e ovviamente ci aspettiamo che il sottosegretario Delmastro chiarisca tutto.
Ecco: se questo è un sottosegretario alla giustizia, quello che paragonano i magistrati a dei mafiosi, salvo poi non riconoscere un mafioso vero quando ce l’ha davanti, forse è il caso che risponda subito a queste domande. Oppure che vada a casa all’istante, se c’è ancora un limite alla decenza.
(dea Fanpage)
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