DIO TI GUARDA, BAFFONE? BOH
CHE SIGNIFICA CHE UN PARTITO TI LASCIA LIBERTA’ DI VOTO? OGNUNO SCEGLIE DI VOLTA IN VOLTA SECONDO IL PROPRIO GIUDIZIO, SENZA BISOGNO DI QUALCUNO CHE CI SPIEGHI COSA PENSIAMO… MA I PARTITI HANNO IL DOVERE DI PRENDERE UNA POSIZIONE: ESISTONO PER QUESTO, PER DECIDERE E PER INDICARE UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE SOCIALE
Un giorno, ero bambino, passeggiavo con mio padre e incontrammo il nostro vescovo,
il quale rivolgendosi al mio genitore gli disse “avvocato la esento dal baciamano” e lui, senza esitare, “la ringrazio eccellenza ma mi ero già esentato da solo”.
Ogni volta che sento un partito lasciare “libertà di voto” ai propri elettori ripenso istintivamente a quell’episodio.
Che cazzo significa libertà di voto? Che me la deve dare il partito per il quale ho deciso, pro-tempore, di votare la libertà di scegliere?
Io scelgo di volta in volta, secondo la circostanza, secondo il mio giudizio, secondo la mia legittima convenienza, mica perchè qualcuno “mi spiega che penso”.
Gli elettori sono sempre e comunque liberi di votare quel cavolo che gli pare.
Sono i partiti che non sono liberi!
Loro il dovere di prendere posizione ce l’hanno, sempre: esistono per questo.
I partiti esistono per decidere, per esprimere un punto di vista, per prendere un impegno e gli elettori possono scegliere di votarli facendo la media delle loro posizioni e delegando quello che li rappresenta meglio. Pro-tempore.
E più la questione divide, più ha conseguenze sull’organizzazione politica e sociale, più ha a che fare con la coscienza, più ha contenuto etico, più noi abbiamo il diritto di sapere come la pensano i partiti e, se ne facciamo parte (di un partito), contribuire a determinarla quella posizione, dividendoci, discutendo, protestando, al limite andandocene se proprio la riteniamo inaccettabile: mica ce l’ha ordinato il dottore di stare in un partito.
I partiti debbono scegliere. Magari solo per opportunità politica ma devono scegliere. Lo fecero Fanfani e Almirante: figurati che gli fregava a tutti e due di abrogare il divorzio, sostennero il “si” pensando di fregare le sinistre.
Sbagliarono, persero ma scelsero.
Il massimo dello sconcio è quando la libertà di voto è lasciata anche ai parlamentari. Ma allora chi stai a rappresentare tu li?
Puoi sempre votare in dissenso, ti prendi le tue responsabilità , ma non sei libero, tu.
Forse è anche per questo che la gente non vota più, tanto quando una questione spacca davvero non sai mai chi rappresenta cosa.
Essere a favore o contro il nucleare non è una questione personale, essere pro o contro il testamento biologico riguarda due diverse prospettive di organizzazione sociale, stare da una parte o dall’altra non è questione di libertà e io voglio scegliere chi andrà a sostenere questa o quella posizione.
Sennò che cosa resta? Una spartizione di posti.
Vorrei tanto lanciare una campagna contro le libertà di voto: costringiamo i partiti a prendere posizioni; magari quelle del nostro non ci piaceranno ma almeno sapremo con chi abbiamo a che fare.
Umberto Croppi
(da “Exnovo“)
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