DRAGHI STRIGLIA DI NUOVO I LEADER EUROPEI AL VERTICE DI ALDEN BIESEN E RIFILA L’ENNESIMO AVVERTIMENTO: “L’ECONOMIA PEGGIORA, È URGENTE AGIRE”
L’EX PRESIDENTE DELLA BCE HA SUGGERITO DI PROCEDERE CON UN’EUROPA A DUE VELOCITÀ PER “ANDARE PIÙ RAPIDAMENTE” IN ALCUNI SETTORI STRATEGICI. HA RICHIAMATO ALLA NECESSITÀ DI INVESTIMENTI EUROPEI (ALLINEANDOSI A MACRON) E ALLA RIFORMA DEL PROCESSO DECISIONALE DELL’UE. L’ALTERNATIVA? “UNA LENTA AGONIA” DEL CONTINENTE”
Nel suo intervento davanti ai leader europei Mario Draghi “ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l’urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione”. E’ quanto riferisce un funzionario Ue.
L’ex premier italiano “si è concentrato su diversi temi chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale, con la possibilità di ricorrere — se necessario — alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier, come previsto dai trattati”, spiega ancora la fonte.
Dopo l’intervento di Draghi è seguito un confronto che viene definito “molto sostanziale” con i leader, che hanno posto domande su questioni quali “le sfide agli investimenti, l’Unione dei risparmi e degli investimenti, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell’euro”.
Nel suo confronto con i leader Ue, l’ex premier Mario Draghi è intervenuto con forza per almeno un quarto d’ora sui temi degli investimenti. E’ quanto riferiscono fonti diplomatiche, evidenziando come già nel report Draghi fosse ben evidenziata la necessità di investimenti e di agire con il debito comune.
Non è più un semplice rapporto, uno studio. Il Piano Draghi, con il pre-summit di ieri, si è spostato dal piano semplicemente tecnico. Non è ancora un progetto: la natura informale dell’incontro con i leader europei ha però permesso una discussione più libera e insieme già politica, e prepara il passo successivo, che non esclude un’Europa a due velocità anche su competitività e investimenti.
Le fonti diplomatiche sentite da agenzie e siti politici che seguono le vicende europee riferiscono un invito di Mario Draghi a esplorare un’Europa a due velocità per «andare più rapidamente», soprattutto nei settori strategici.
L’ipotesi sarebbe quella di usare la cooperazione rafforzata, prevista dai trattati, che consente a un gruppo più ristretto di Stati membri di avviare iniziative separate, che non richiedano l’unanimità. Come è avvenuto – primo caso in politica estera – per il prestito da 90 miliardi all’Ucraina, al quale non hanno partecipato Ungheria, Slovacchia e Cechia.
L’ex presidente della Bce, raccontano le fonti, «ha evidenziato il deterioramento del quadro economico da quando ha presentato il suo rapporto e l’urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quel momento».
Draghi si è quindi concentrato, oltre che sul processo decisionale «su diversi temi chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori».
L’alternativa, ha detto l’ex presidente del Consiglio italiano, è «una lenta agonia» del continente europeo.
(da agenzie)
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