FRANCIA, LA SFIDA AI BALLOTTAGGI I SOCIALISTI «CERCANO» MÉLENCHON
A PARIGI E A MARSIGLIA I CANDIDATI SOCIALISTI IN TESTA HANNO SCELTO DI AFFRONTARE DA SOLI IL SECONDO TURNO DELLE MUNICIPALI, DOMENICA PROSSIMA… MA NEL RESTO DELLA FRANCIA, LA SINISTRA MODERATA SI STA ACCORDANDO CON L’ESTREMA SINISTRA
Nella capitale e a Marsiglia i candidati socialisti in testa hanno scelto di affrontare da soli il secondo turno delle municipali, domenica prossima. Ma nel resto della Francia, la sinistra moderata si sta accordando con l’estrema sinistra della France Insoumise, dopo polemiche, critiche e scontri nella gauche che non sono mai finiti dalle Europee e dalle successive Politiche anticipate del 2024, e che nelle ultime settimane sono cresciute di intensità con gli eccessi del leader radicale Jean-Luc Mélenchon.
Le grandi manovre a sinistra, ma anche nella destra e nel centro, attirano grande attenzione perché sembrano una prova generale di quel che accadrà in occasione del voto più importante, quello per l’Eliseo della primavera 2027.
La posta in gioco, per adesso, sono i sindaci delle grandi e medie città, mentre nella stragrande maggioranza dei municipi francesi tutto è già deciso: 33 mila 326 comuni, ovvero il 96 per cento del totale, hanno eletto il loro sindaco già nel primo turno della domenica appena passata; restano da eleggere solo 1.526 sindaci, ovvero il 4% del totale.
A Parigi il candidato socialista Emmanuel Grégoire ha rifiutato l’offerta di Sophia Chikirou della France insoumise, che evocava un’alleanza per frenare la destra, e spera di conservare comunque un municipio che da 25 anni è governato da socialisti (Delanoë poi Hidalgo). Ma i giochi restano aperti perché a destra Rachida Dati, ex ministra della Cultura arrivata seconda, ha trovato un accordo con il macronista Pierre-Yves Bournazel, nonostante gli attacchi delle scorse settimane.
Anche a Marsiglia il socialista sindaco uscente Benoît Payan arrivato primo ha rifiutato l’offerta del discusso melenchonista Sébastien Delogu, e cercherà di vincere da solo il testa a testa con il lepenista di origini piemontesi Franck Allisio,
che a sua volta non è riuscito a convincere la gollista Martine Vassal a passare dalla sua parte.
Ma a Tolosa, Nantes, Limoges, Avignone, Brest, Clermont-Ferrand, l’avanzata degli Insoumis ha spinto i socialisti a cercare un’intesa con il partito di Mélenchon. «Capisco perfettamente le scelte di questi candidati», ha detto ieri sera il segretario Olivier Faure, rifiutando di mettere sullo stesso piano le figure locali della France Insoumise con il leader Jean-Luc Mélenchon, e dopo avere escluso un’«intesa nazionale» con il rivale.
Il Rassemblement national conferma il suo nuovo radicamento locale con il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, confermato con il 51% dei voti già al primo turno, e Steeve Briois largamente rieletto nella roccaforte lepenista Hénin-Beaumont, così come David Rachline a Fréjus
(da Corriere della Sera)
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