FRATELLI D’ITALIA, IL FEUDO DEI BIELLESI UN INTRECCIO POLITICA-AFFARI
NELLA CITTA’ I POLITICI DEL PARTITO DI MELONI SONO TUTTI COLLEGATI TRA LORO
Perché scegliere uno studio notarile di Biella per costituire la società che dovrà gestire un ristorante a Roma? Perché Biella è il feudo di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia e socio di quella società insieme ad altri volti noti di Fratelli d’Italia. Tutti tranne una: Miriam Caroccia, appena diciottenne all’epoca della firma, figlia di Mauro, in carcere con una condanna definitiva a quattro anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Quali sono i rapporti fra i Caroccia e Delmastro? Nessuno lo dice ufficialmente, né a Biella né a Torino. Anzi, tutti lasciano intendere che non sapevano chi fosse quella ragazzina con cui i quattro politici piemontesi si erano messi in società nel 2024. Tanto da dichiarare di essere usciti «immediatamente dalla società nel momento stesso in cui siamo venuti a conoscenza della posizione relativa al padre della giovane ex socia, che risulta tuttora incensurata».
Questa frase è firmata dai tre personaggi secondari di questa trama da libro giallo, soci con Delmastro e Caroccia ne Le 5 Forchette srl, società con un capitale di 10mila euro: Elena Chiorino, vice presidente della Regione Piemonte e assessora con delega al Lavoro; Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore comunale ai Lavori pubblici a Biella; Davide Eugenio Zappalà, consigliere regionale, anche lui del partito della premier Giorgia Meloni. A loro si aggiunge Donatella Pelle, moglie di Domenico Monteleone, noto avvocato calabrese ma residente a Biella da tanti anni.
Tutti e tre hanno scelto di parlare con una nota subito dopo le dichiarazioni pubbliche di Delmastro, quasi a voler rispettare una sorta di gerarchia in questo momento di particolare imbarazzo per il partito. Una volta che il vertice ha rotto il
silenzio, si sono espressi anche loro. Senza però sciogliere il dubbio principale di questo giallo dai contorni tutti da definire: che interesse avevano quei politici piemontesi a investire in una società con interessi a 700 chilometri di distanza? La domanda rimane sospesa visto che l’ordine, in Fratelli d’Italia, è limitarsi alla frase di Delmastro e alla nota inviata poco dopo dagli altri politici piemontesi.
Di certo c’è l’ennesimo coinvolgimento di Delmastro in una vicenda delicata: basti ricordare il caso di Emanuele Pozzolo, deputato di Fdi, condannato a un anno e tre mesi per i fatti di Capodanno 2024, quando un proiettile colpì uno dei partecipanti a una festa alla pro loco del paesino di Rosazza, in provincia di Biella. Un veglione organizzato proprio dal sottosegretario alla Giustizia.
Stavolta Pozzolo, espulso dopo quei fatti e ora passato a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, non c’entra nulla. Ma basta scavare fra le sedi delle partecipazioni nelle società per scoprire che, a Biella, i politici FdI sono tutti collegati in qualche modo fra loro. Non solo per il partito ma anche per gli affari: in via Pietro Micca 8, “casa” delle Le 5 Forchette, ha sede anche la G&G srl, al 100% di Delmastro. Ma anche lo studio da commercialista di Amedeo Paraggio, assessore al Bilancio del Comune di Biella. Anche lui di Fratelli d’Italia, ovviamente.
(da Repubblica)
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