GERMANIA E AUSTRIA APRONO I CONFINI. MERKEL: “NO LIMITI A RICHIESTE DI ASILO”
“BENVENUTI”: IL SALUTO DEI VIENNESI IN STAZIONE… IL PREMIER FINLANDESE OFFRE LA SUA CASA AI PROFUGHI.. DOPO LA POLONIA, ANCHE LO SLOVACCHIA SI SMARCA, XENOFOBI SEMPRE PIU’ ISOLATI
Berlino e Vienna hanno aperto i confini ai migranti provenienti dall’Ungheria. Nella notte le migliaia di persone rimaste bloccate per giorni sono state fatte salire sui pullman noleggiati dal governo per portarle al confine con l’Austria, che insieme alla Germania ha detto che concederà loro l’ingresso nel Paese.
“Non c’è un limite legale al numero di richiedenti asilo che può ricevere la Germania”, ha detto la cancelliera Angela Merkel in un’intervista al consorzio di giornali Funke.
“In quanto Paese forte, economicamente sano abbiamo la forza di fare quanto è necessario”, ha aggiunto.
In ogni caso Berlino non ha intenzione di rinunciare al pareggio di bilancio: “Non possiamo dire semplicemente: poichè abbiamo un compito difficile, adesso le questioni del pareggio di bilancio e dell’indebitamento non si pongono più”, ha affermato la cancelliera nel suo video-podcast settimanale.
Merkel ha comunque ribadito la posizione del suo governo, sottolineando che i migranti che non hanno una concreta possibilità di ricevere il permesso per rimanere devono tornare nei loro Paesi.
Il governo ungherese ha predisposto 100 bus e ha offerto il trasporto per i migranti in marcia a piedi verso il confine austriaco, che nella tarda serata di ieri avevano raggiunto il 27° chilometro dell’autostrada per Vienna. Altri sono stati presi alla stazione Keleti a Budapest. Zoltan Kovacson, portavoce del governo, ha fatto sapere che non partiranno altri autobus dalla stazione Keleti di Budapest per trasportare profughi sul confine austriaco. “La misura è stata unica ed eccezionale, resa possibile da una concertazione fra il premier Viktor Orban e il cancelliere austriaco Werner Faymann“, ha detto.
Intanto la stazione di Keleti è tornata a riempirsi di migranti diretti in Austria e in Germania. Lo riferisce la televisione locale. Le immagini mostrano diverse centinaia di persone che si affollano sulle banchine.
Altre centinaia di rifugiati, poi, sono in cammino oggi dalla stazione ferroviaria Keleti di Budapest verso il confine con l’Austria. Secondo i media ungheresi si tratta di 300-400 persone, tra nuovi arrivi a Keleti e migranti che non sono riusciti a prendere gli autobus messi a disposizione dalle autorità la notte scorsa.
Berlino: “Attesi 10mila arrivi”
Il primo pullman è arrivato sul confine austriaco a Hegyeshalom dopo le 2 di notte. La polizia austriaca riferisce che gli autobus vengono fermati da parte ungherese e che i profughi devono attraversare il confine a piedi, nonostante la disponibilità austriaca a farli arrivare direttamente ai treni o ai campi di accoglienza. Le autorità di Vienna hanno fatto sapere di aspettarsi per oggi 10mila arrivi. Berlino parla di un numero di arrivi “tra i 5 e i 10 mila“.
L’accoglienza alla stazione di Vienna: “Benvenuti”
La polizia regionale austriaca ha precisato che 4mila migranti hanno attraversato il confine. Il portavoce della polizia, Helmut Marban, ha spiegato: “Stimiamo che ne siano arrivati già 4mila, ma non credo sia finita così. I numeri potrebbero raddoppiare, se non qualcosa di più”.
I primi migranti sono giunti a Vienna in treno dove sono stati accolti da volontari e da normali cittadini che gridavano “Welcome”.
Alla stazione c’era anche un piccolo gruppo di amici che li attendeva. Una donna austriaca ha tirato fuori dalla borsa un paio di stivaletti di gomma e li ha dati ad una donna che aveva con sè un bambino.
Il migrante a Nickelsdorf: “Mi sento a casa”
“Mi sento a casa… Questa è una grande terra: bella gente, bel governo”, le prime parole di Ayaz Morad, uno dei primi migranti arrivati in Austria dall’Ungheria. Ad attenderli hanno trovato cibo e bevande calde servite in bicchieri di plastica da una cucina all’aperto, mentre altre immagini mostravano i poliziotti mentre spiegavano loro cosa fare.
Più tardi, tutti sono stati accompagnati nelle strutture di accoglienza, allestite con file di brandine verdi, dove è stato servito altro cibo.
Un altro migrante, un siriano di nome Mohammad, ha detto di essere contento di aver lasciato il suo Paese, ma ha sconsigliato i suoi concittadini di passare per l’Ungheria perchè lì — ha sottolineato — c’è una “brutta” situazione.
Premier finlandese: “Offro la mia casa ai migranti”
Il primo ministro finlandese Juha Sipila ha offerto la sua casa ai profughi dal 1° gennaio 2016. Intervistato stamani dalla tv YLE, Sipila ha detto che la sua famiglia possiede una casa nel centro del Paese, che loro non usano da quando si sono trasferiti ad Helsinki. Il premier non ha specificato quante persone può ospitare la casa.
Slovacchia apre alle quote: “Ma non siano decise da Ue”
Intanto sul fronte politico una prima apertura in direzione dell’accoglienza arriva dalla Slovacchia, uno dei 4 paesi del gruppo di Visegrad, finora contrario alle quote obbligatorie per i Paesi dell’Unione in tema di ricollocamenti: “In realtà — ha detto il ministro degli esteri Miroslav Lajcak — noi siamo anche a favore delle quote, ma non devono essere arbitrarie decisioni di qualche euroburocrate”.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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