GLI ITALIANI A DUBAI VOGLIONO PRIVATIZZARE L’UTILE E COLLETTIVIZZARE IL COSTO: SE NE SONO ANDATI NEL GOLFO PER NON PAGARE LE TASSE NEL NOSTRO PAESE MA, ORA CHE PIOVONO MISSILI, CHIEDONO ALL’ITALIA DI ESSERE RIMPATRIATI (SPERANDO CHE PAGHI PANTALONE)
TRA LORO CI SONO “INFLUENCER” E STELLINE DI ONLYFANS CHE SCAPPANO, SPERANDO DI TROVARE UN VOLO PER L’ITALIA
Sotto i missili ad Abu Dhabi; avvertiti dagli altoparlanti che l’aeroporto di Doha, dov’erano appena giunti da Bangkok in attesa di ripartire per Malpensa, era da evacuare di corsa per via di un attacco iraniano; rimpatriati grazie a un non preventivato viaggio in corriera nel deserto arabo o con un’imprevista «triangolazione» aerea che dalla Thailandia li catapulterà a Pechino; fermi in Vietnam, negli atolli alle Maldive o nello Sri Lanka. Dentro un albergo o in una nave da crociera. Rimborsati da vettori e tour operator, ma più spesso costretti a pagare di tasca loro.
È la situazione degli italiani bloccati in quei Paesi, dal Medio Oriente sino al Sud Est asiatico, toccati dalle conseguenze dell’attacco americano all’Iran. La Farnesina
si sta adoperando per loro. «Spero che entro oggi si possano superare le 10 mila persone che avranno lasciato le zone più a rischio» sintetizza il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’idea più efficace? Il tradizionale torpedone. Una app è stata inviata dalla Farnesina agli italiani a Doha. Conteneva l’elenco dei pullman diretti a Riyad, la capitale della confinante Arabia Saudita dove lo spazio aereo non è chiuso. Poi è stato l’ambasciatore in Qatar Paolo Toschi ad allestire un convoglio composto da tre corriere partito ieri mattina con 140 nostri connazionali e qualche straniero raccolto e aiutato lì per lì.
A bordo di uno dei tre bus, Luca, 37 anni, milanese, prende tutto con serenità: «Alla fine è stata un’ottima soluzione, per il biglietto ho pagato circa 50 euro ma so di corse in taxi da 500 euro; prezzi comprensibili visto quel che sta succedendo» dice al Corriere in serata, mentre mancano pochi chilometri all’arrivo. [
Altre testimonianze sono più agitate. Per esempio quella di Martina Corrieno, ventenne capotreno toscana in vacanza in Thailandia con il suo fidanzato, Christian Antonelli, agente immobiliare di 23: «Stavamo rientrando da Bangkok quando a Doha, dov’eravamo in transito per Malpensa, la sera del 28 — racconta — ci hanno detto che lo spazio aereo era stato chiuso».
Coincidenza saltata, notte trascorsa nell’incertezza al terminal ma alle 7 del mattina fuga «velocissima» dal terminal dopo che «un caposcalo della Qatar ci ha detto che l’aeroporto era sotto attacco. Ora siamo ospiti della compagnia in albergo, attendiamo che i voli riprendano, forse venerdì».
Incertezza non diversa nello Sri Lanka dove sono almeno 100 i connazionali che non sanno come rientrare. «Soluzioni alternative allo scalo a Dubai — dice all’ Adn Fiona Legnani —, tipo transitare per l’India, sono incerte e costosissime». Non diverse le testimonianze dalla Thailandia dove tanti — chi rimborsato dai tour operator e chi no — si stanno rassegnando a tornare passando per la Cina.
(da agenzie)
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