GRAZIE SILVIO: LA SINISTRA ITALIANA TI SARA’ GRATA DI AVERLA FATTA RESUSCITARE
IL PROBLEMA NON E’ L’ASPETTO GIUDIZIARIO, MA QUELLO POLITICO: UN LEADER POLITICO NON SI ATTACCA AL TELEFONO PER FAR CHIUDERE TRASMISSIONI SCOMODE, NEGLI USA SAREBBE COSTRETTO A DIMETTERSI… LA DESTRA ITALIANA DOVREBBE CITARLO PER DANNI, ALTRO CHE REGGERGLI LO STRASCICO
Ci rendiamo conto che solo un 30% degli elettori di centrodestra pensa
sommessamente quello che invece noi diciamo apertamente: in Italia il conformismo impera da secoli, così come il trasformismo.
Finchè vinci e trascini i mediocri ai posti di potere, troverai intorno a te solo una corte di miracolati e di signorsì, pronti a decantare le epiche gesta del condottiero.
Alla prima sconfitta, molti di costoro saranno i primi a criticarti in nome del “io lo avevo detto che ci avrebbe trascinato nella rovina”.
Poi ci sono gli uomini scomodi, quelli che vanno controcorrente e criticano con lealtà e a tempo debito: spesso finiscono con una corda al collo prima di poter vedere avverate le loro profezie.
Qualche volta gli va bene e vengono addidati come saggi a futura memoria. Essendo tra coloro che sono a destra da una vita, senza bisogno di leggere il libro sul comunismo di Berlusconi e neanche gli scoop di Novella 2000, non essendosi forgiati alle teorie dei neoconservatori a stelle e a strisce e neanche seguendo gli insegnamenti di Signorini, ma essendo uomini di destra “liberi”, non amiamo essere intruppati in armate Brancaleone e rivendichiamo il diritto a chiedere i danni al premier.
Per una volta Berlusconi non si potrebbe appellare ai giudici comunisti: preferiamo un tribunale del popolo elettore di centrodestra per la nostra causa.
Perchè il quadro post-Prodi era ideale per risanare l’Italia sia dal punto di vista etico che sociale, sia da quello istitituzionale che economico.
Una strada spianata dallo sfascio che avevano lasciato le divisioni della sinistra, un susseguirsi di segretari che duravano lo spazio di pochi mesi, un vuoto politico che si sarebbe colmato solo dopo anni.
Eppure Silvio e i suoi esegeti sono riusciti nell’impresa impossibile.
Che non è quella di aver saputo gestire il terremoto dell’Aquila, che in realtà è stato pieno di errori.
“Nessuno al mondo avrebbe potuto fare meglio e più di me”: in questo caso concordiamo, nessun leader politico sarebbe riuscito nell’impresa, dopo solo due anni di governo, di resuscitare i defunti della sinistra italiana dai sepolcri in cui riposavano.
Un misto di presunzione e di arroganza in crescendo quoridiano, una corte di lecchini intemerati, una gestione dei media che rivaluta i cineluce del ventennio.
In mezzo il “ciarpame senza pudore” di una gestione della vita privata su cui non avremmo nulla da dire se riguardasse il presidente di Mediaset (sarebbero affari suoi), ma che diventa insostenibile se riguarda invece un presidente del Consiglio (diventano affari nostri).
Tanti amici puttanieri del centrodestra ammiccano: “in fondo sono cose personali”.
Non è così: non è Berlusconi che ci fa l’onore di governare, sono gli elettori che hanno assegnato a lui l’onore di rappresentarli.
Il distinguo non è da poco, in questo caso.
La destra non ha bisogno di capi da beatificare, ma solo di leader seri e illuminati, capaci di porsi al servizio del Paese con umiltà e senza interessi personali.
Invece da mesi , tra una serie innumerevole di errori politici su cui ci dilunghiamo sovente, dalla sicurezza alla scuola, dall’economia alle riforme, dallle misure sociali alle scelte etiche, dalla riduzione dei costi della Casta all’abbandono del sud, la “questio” più importante è sempre rappresentata dalle vicende giudiziarie del premier.
E come non bastassero le leggi ad personam per tamponare quelle precedenti, ecco che se ne vanno a cercare delle nuove.
Persecuzione della magistratura comunista? Ma non diciamo sciocchezze . Qualora qualcuno non lo sapesse, il pm di Trani che ha accusato di concussione e minacce il premier ha recentemente fatto arrestare un esponente di Rifondazione comunista per una vicenda di discariche.
Non ci sembra proprio l’atteggiamento di una toga rossa.
Certo, se qualcuno al telefono fa indebite pressione su un componente dell’Agcom per far chiudere tutte le trasmissioni che non gli piacciono e in dodici telefonate, di giorno e di notte, maltratta tale Innocenzi perchè non riesce a far tacere Santoro, la colpa è del pm o di chi di non sa tacere?
Lo ribadiamo, una destra seria avrebbe convocato Santoro e gli avrebbe detto: “Guarda, invece che una trasmissione la settimana, ti vogliamo dare i mezzi per farne due”.
Perchè chi governa deve trovare pungoli dall’opposizione, di qualsiasi colore sia.
Perchè una destra seria non ha paura delle proprie idee e del confronto.
Ecco perchè molti elettori diserteranno le urne il 28 marzo: c’è gente umile a destra ce non ama l’arroganza, ci sono persone che non si sentono rappresentate da questo governo monocolore leghista, c’è gente che esige che chi ha responsabilità sia di esempio agli italiani, anche nella vita privata. Perchè a destra non ci si sta per convenienza, per interesse o per gusto del potere.
A destra si sta con l’orgoglio delle proprie idee, del proprio stile di vita, delle proprie concezioni della legalità , con il rispetto delle istitituzioni, dell’amore verso il proprio popolo, unito da Bolzano a capo Passero.
Un leader di destra deve essere di esempio: vogliamo vederlo impegnato a costruire case popolari alle giovani coppie, non ammiccare a chi vuole ampliare i sette vani della villa.
Vogliamo vederlo una notte girare sulle volanti dei ragazzi delle forze dell’ordine che per 1.300 euro al mese rischiano la pelle, non saperlo intrattenere fanciulle in tubino nero e poco trucco a Palazzo Grazioli. Vogliamo vederlo tra le casalinghe dei mercati rionali e tra gli operai delle fabbriche, non tra negozi di antiquari a comprare tartarughine per le ospti serali.
Non è “Anno zero” di Santoro il problema degli italiani, è il rischio che qualcuno ci trascini all’anno zero della destra italiana.
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