IL DOGE È SEMPRE E SOLO ZAIA: DALLE OLIMPIADI DI MILANO CORTINA AI SOCIAL, L’EX PRESIDENTE DEL VENETO SI MUOVE COME SE FOSSE ANCORA IN CARICA, OSCURANDO IL SUO SUCCESSORE, L’INVISIBILE STEFANI
PER ORA SALVINI RIDIMENSIONA LE SUE SPERANZE DI DIVENTARE VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: “OGNI COSA A SUO TEMPO”
La frase con cui Matteo Salvini ridimensiona le speranze di Luca Zaia di diventare
vicesegretario della Lega, e magari — ma non sembra crederci più nessuno — di scalarla, è un capolavoro di perfidia. Ogni cosa a suo tempo, dice il leader.
A proposito di un ex presidente di Regione che ha governato quindici anni, che è nella Lega da oltre trenta, che si è visto passare davanti personaggi come Roberto Vannacci e Silvia Sardone. Loro sì, diventati vicesegretari praticamente seduta stante.
Per capire da dove derivi tanta cautela nei confronti di Zaia, però, bisogna osservare quel che succede in Veneto. Dove all’allora presidente è stato impedito di correre per un terzo mandato che sarebbe stato — in realtà — il quarto, ma pare che lui non se ne sia accorto.
Se aprite i suoi social, o la tv, o scrollate video su Tik Tok, o ascoltate i passaggi alla radio, il campione di preferenze Luca Zaia, subito eletto presidente del Consiglio regionale con una sorta di mesto premio di consolazione, è ovunque. A rincorrere se non a oscurare il nuovo presidente Alberto Stefani: giovane, salviniano di ferro anche se radicalmente diverso dal suo padrino politico, religioso, attento ai temi sociali, ma visibilmente in difficoltà davanti a tanto attivismo.
Stefani va al pranzo di Natale di Sant’Egidio, due giorni dopo Zaia è in visita al
carcere di Padova a parlare con i detenuti di reinserimento lavorativo. Stefani visita un ospedale, Zaia si fa operatore di call center e risponde a una vecchietta che deve prenotare una Tac: «Lo faccio io!». All’inaugurazione del carcere minorile di Rovigo si ritrovano in due, e non si sa bene chi è che debba tagliare il nastro.
Ci sono le Olimpiadi a Cortina, da oltre un mese Zaia posta immagini di quando il Cio le ha assegnate all’Italia. «Sono qui grazie a me», rivendica parlando con chi gli chiede le ragioni di una presenza così assidua. Registra un podcast, Il fienile: primo ospite Giovanni Malagò.
Su Twitter ha cominciato il conto alla rovescia con 34 giorni di anticipo. Da allora, è un aggiornamento continuo. Su Instagram, un video lo mostra mentre guarda — in diretta da bordo pista — la discesa di Federica Brignone. Si volta verso la telecamera. Prevede: «Vince. Guardate come scia». Segue esultanza istituzionale, mentre Stefani è altrove, eclissato. «Mi sto occupando di ospedali e case di comunità», racconta a chi gli domanda dove sia finito.
E quindi, ecco Zaia accanto a Mattarella; Zaia che stringe la mano a J.D. Vance; Zaia con la presidente del Consiglio Meloni e con quella del Cio. Cortina è il suo regno, il suo mondo, la sua ribalta e — per ora — la sua rivalsa. Così come lo è Venezia quando c’è la mostra del Cinema. E occhio a Sanremo, potrebbe fare un salto
La certezza è che se la telecronaca inaugurale fosse stata affidata a lui, sarebbe andato molto meglio del direttore di RaiNews Petrecca tanto appare preparato. Intorno a lui e al suo successore c’è chi si meraviglia, chi si infastidisce, chi dice: “Se continua così, finirà male”. Ma il governatore che non avrebbe mai voluto smettere, non ci fa caso.
Respinge gli inviti di Salvini a candidarsi alla guida di Venezia, che certo è più di una città, ma insomma, “nessuno può mettere Luca in un angolo”, avrebbe detto Patrick Swayze in Dirty Dancing. E infatti, lui ha fatto capire che per il collegio lasciato libero da Stefani alla Camera per quel che resta della legislatura non è proprio il caso di cercarlo.
Meglio prepararsi, con il massimo della visibilità possibile, per le politiche del 2027. E puntare a bersagli più grossi. Certo, la Lega incarnata da Zaia — e per
paradossale verità anche da Stefani — è molto diversa da quella di Salvini. Ma questi son dettagli che fin qui, nessuno sembra intenzionato ad approfondire. Chissà se fino al prossimo sondaggio, con Vannacci in possibile ascesa, o fino alle prossime elezioni.
(da “la Repubblica”)
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