“IL MONDO NON CAPISCE QUANTO È STUPIDO TRUMP”: EMERGONO NUOVI PARTICOLARI NEGLI EPSTEIN FILES SUL TYCOON, NEL 2017 IL FINANZIERE PEDOFILO CRITICÒ “THE DONALD” INDICATO DA UNA VITTIMA COME L’ORGANIZZATORE NEL RESORT DI MAR-A-LAGO DI “ASTE SESSUALI” CON RAGAZZINE DI TREDICI ANNI
C’E’ ANCHE IL NOME DI KEVIN WARSH, NUOVO PRESIDENTE DELLA FED, TRA GLI OSPITI DI UNA FESTA AI CARAIBI. C’E’ CHI SOSPETTA CHE IL PRESIDENTE USA POTREBBE USARE I FILE IN POSSESSO AL SUO GOVERNO, E ANCORA SECRETATI, PER IMPORRE AL FUTURO CAPO DELLA FEDERAL RESERVE LA SUA LINEA
Il nome di Kevin Warsh, nuovo presidente della Fed, la Banca centrale americana, è indicato tra gli ospiti di una festa che il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019, aveva organizzato ai Caraibi. È quanto emerso dagli oltre tre milioni di file resi pubblici venerdì dal dipartimento di Giustizia.
Non ci sono prove che Warsh sia andato alla festa, ma la coincidenza dei tempi – poche ore prima della pubblicazione dei file, Warsh era stato annunciato da Trump come nuovo capo della Fed – ha gettato ombre non solo sul passato, ma sul futuro degli Stati Uniti.
Quale impatto potrebbero avere eventuali nuove rivelazioni? C’è chi sospetta che il presidente Donald Trump potrebbe usare i file in possesso al suo governo, e ancora secretati, per imporre al futuro capo della Federal Reserve la sua linea.
Il passato di Warsh, come quello di ogni candidato, è stato setacciato dall’Fbi, che era già a conoscenza della sua presenza nei file, eppure niente è cambiato. E ci sono ancora tre milioni di documenti che potrebbero non vedere mai la luce, ufficialmente per “proteggere le vittime”, ma molti sono convinti che serva a tutelare nomi eccellenti.
«Chi state proteggendo?», ha chiesto Danielle Bensky, una delle vittime. «A questo punto abbiamo pochissima fiducia nel dipartimento», ha aggiunto. I democratici hanno chiesto di poter accedere a tutti i file, inclusi quelli secretati, e aspettano l’audizione della ministra della Giustizia, Pam Bondi, attesa alla Camera l’11 febbraio.
Intanto emergono nuovi particolari su Trump. Secondo The Mirror, nel 2017 Epstein criticò il tycoon in uno scambio di email con l’ex segretario al Tesoro Larry Summers, al tempo del primo mandato presidenziale. «Il mondo non capisce quanto è stupido Trump», aveva scritto Epstein. Il finanziere e Summers avevano parlato della possibilità che la Russia avesse aiutato il tycoon a vincere le elezioni. «Quanto è colpevole Donald?», chiedeva Summers, per poi ammettere che la possibilità era «plausibile ma non certa».
Trump ha sempre negato il coinvolgimento di Mosca. Retroscena che si aggiungono alla testimonianza di una vittima che aveva indicato Trump come l’organizzatore nel resort di Mar-a-Lago di “aste sessuali” con ragazzine di tredici anni. Nei documenti sono stati citati anche il suo segretario al Commercio, Howard
Lutnick, lo stratega Steve Bannon, il maggior finanziatore del tycoon, Elon Musk, e Sergey Brin, co-fondatore di Google e altro donatore generoso del presidente.
(da La Repubblica)
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