IL MURALE DI LAIKA DEDICATO A PAOLA EGONU VANDALIZZATO DOPO UN GIORNO DAI SOLITI DELINQUENTI RAZZISTI
“ITALIANITA'”: CANCELLATO IL VOLTO E AGGIUNTO IL ROSA AL COLORE DELLA PELLE…L’ARTISTA: “IL RAZZISMO E’ UN CANCRO DA CUI L’ITALIA DEVE GUARIRE”… BASTA BUONISMO, SI APPLICHINO LE LEGGI, VANNO CERCATI FOGNA PER FOGNA, IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO
È durato solo un giorno il murale “Italianità” di Laika dedicato alla pallavolista italiana Paola Egonu, fresca di un oro olimpico con la squadra femminile a Parigi 2024. L’opera, realizzata davanti alla sede del Coni a Roma, era stata pubblicizzata dall’artista sui propri canali social lunedì 12 agosto. I vandali hanno cancellato il volto della giocatrice e hanno sostituito il nero, il colore della pelle della pallavolista figlia di genitori di nazionalità nigeriana, con il rosa. La street artist ha commentato con delle storie su Instagram: «Il razzismo è un cancro brutto da cui l’Italia deve guarire».
«Il futuro è nostro. Voi razzisti sarete un brutto ricordo»
Sui responsabili del grave gesto non ci sono ancora notizie. Ma Laika, nome d’arte della graffitista, non ha voluto trascinare chi la segue sui social nello sconforto, anzi, ha rilanciato la sfida a chi ha deturpato il murale con un chiaro intento razzista: «Il futuro è nostro. Voi razzisti sarete solo un brutto ricordo».
Il significato di “Italianità”
Parole d’altronde che si sposano in maniera perfetta con il significato di “Italianità”, l’opera realizzata, e con il messaggio che la writer aveva lanciato in un suo post. Egonu è ritratta mentre compie il gesto di una schiacciata. Le linee vettoriali che accompagnano l’atto atletico hanno i colori della bandiera tricolore, mentre sul pallone c’è scritto «Stop», da correlare alle altre parole «Racism, Xenophobia, Hate». Al collo l’atleta porta il recente oro olimpico vinto nella finale contro gli Stati Uniti. Il messaggio è limpido ed è la stessa Laika a illustrarlo: «Nel nostro paese non c’è più spazio per xenofobia, razzismo, odio ed intolleranza. Il razzismo è una piaga sociale che va sconfitta. Farlo anche attraverso lo sport è importantissimo. Credo in un futuro di inclusività, di accoglienza e di rispetto dei diritti umani. Essere rappresentat* da atlete come Paola Egonu, Myriam Sylla, Ekaterina Antropova è un onore. Vederle con la medaglia più preziosa dei giochi olimpici al collo, mentre cantano commosse l’inno italiano è una gioia immensa. Dedico questo poster a tutti gli Italiani non riconosciuti come tali dal nostro stato». Non è la prima volta per l’artista che una sua opera venga vandalizzata. Era già successo con il murale dedicato a Patrick Zacki.
(da agenzie)
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