IL PM DI SIRACUSA: “NESSUN LEGAME ONG-TRAFFICANTI” : CROLLA LA BALLA MEDIATICA DEGLI INFAMI
IN UNA COSA SBAGLIANO LE ONG: NEL NON CHIEDERE UN MILIARDO DI EURO DI DANNI , COSI’ POI CERTI RIFIUTI UMANI LI VEDRESTE MENDICARE AI BORDI DELLE STRADE
“E’ giusto che la Procura e la Magistratura siano vigili e assumano conoscenze sulla situazione attuale
nel Mediterraneo, perchè i migranti non siano doppiamente vittime. Però il fuoco politico indistintamente sulle nove Ong che operano nel Mediterraneo per salvare le vite umane – di fronte alle morti che sono passate a oltre 5 mila nel 2016 rispetto alle 3 mila del 2015 – con risorse di fondazioni bancarie e di privati, della società civile, è stato un atto ipocrita e vergognoso”. Così monsignor Giancarlo Perego, direttore di Migrantes, fondazione Cei.
Parole che pesano.
Proprio oggi si ricomincia e questa volta il dibattito sul ruolo delle navi delle Ong nelle operazioni di soccorso dei migranti nel Canale di Sicilia si sposta al Senato dove la quarta commissione, che aveva aperto un’indagine conoscitiva nei mesi scorsi dopo che Repubblica aveva anticipato l’esistenza di un’inchiesta alla Procura di Catania, proseguira’ nell’ultima tornata di audizioni che dovrebbe precedere le conclusioni che il presidente Nicola La Torre ha annunciato per la prossima settimana.
Con l’interesse riacceso dalla forte polemica politica riesplosa nei giorni scorsi dopo le nuove dichiarazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, si è ripreso con l’audizione di un altro magistrato, il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano, competente sugli sbarchi che avvengono nel primo porto italiano per numero di arrivi, quello di Augusta.
E Giordano smentisce seccamente l “certezze” di Zuccaro: “A noi come ufficio non risulta nulla per quanto riguarda presunti collegamenti obliqui o inquinanti tra ong o parti di esse con i trafficanti di migranti. Nessun elemento investigativo”:
Nel pomeriggio tocca ai rappresentanti di Medici senza frontiere, una delle Ong- insieme a Save the children – che per la lunga attivita’ e solidita’ a livello mondiale, il procuratore Zuccaro ha escluso dal novero dei sospetti.
“Chiediamo rispetto per le tante Ong che si sono spesso sostituite alle autorità pubbliche”, la “odiosa e strumentale polemica di queste settimane ci ha profondamente indignati, non per le accuse alle Ong, ma ci preoccupa l’avvelenamento del clima”.
Così il presidente di Medici senza Frontiere Onlus, Loris De Filippi, in audizione presso la commissione Difesa del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e l’impatto delle attività delle organizzazioni non governative.
“Che si indaghi, che sia fatta chiarezza. Ciò che stiamo facendo da tre anni è tutto trasparente, tutto tracciabile. Noi non abbiamo nulla da nascondere”, ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei programmi sulle migrazioni di Msf invitato alla Camera da Sinistra Italiana.
“Non sono le Ong a dover essere messe sul banco degli imputati ma i Paesi dell’Unione europa che non hanno saputo offrire alternative all’operazione Mare nostrum, quei Paesi che non sono stati capaci di affrontare il problema”, ha aggiunto ribadendo la necessità di aprire “canali sicuri e legali” per i migranti.
Argenziano ha assicurato che Medici senza frontiere “continuerà a fare quel che fa da anni in stretto coordinamento con la Guardia costiera.
“Non possiamo riportare i migranti soccorsi sulle coste libiche, altrimenti sarebbero respingimenti” secondo le convenzioni e gli accordi internazionali.
Cosi’ il responsabile advocacy di Medici senza Frontiere Onlus, Marco Bertotto, in audizione presso la commissione Difesa del Senato, rispondendo alle domande del parlamentare di Forza Italia, Maurizio Gasparri.
Per Gianni Rufini, direttore Amnesty International, inoltre, “le voci calunniose sulle Ong generano danni che rischiano di tradursi in una delle più grandi catastrofi umanitarie che il Mediterraneo abbia mai visto. Si sta cercando di togliere la solidarietà
Domani invece il piatto forte delle audizioni, nel pomeriggio davanti ai commissari siedera’ proprio il procuratore di Catania preceduto in mattinata dall’ammiraglio Donato Marzano, comandante della squadra navale.
Giovedi mattina invece tocchera’ all’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante generale delle Capitanerie di porto che coordinano tutte le attivita’ di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, una audizione da cui si attende una importante fonte di chiarezza sulle reali regole di ingaggio con cui si muovono le navi delle Ong.
Chiudera’ le audizioni fin qui programmate una delegazione del Moas, la Ong maltese, una di quelle su cui si accentrano gli accertamenti degli inquirenti.
Per la prossima settimana, il presidente della quarta comimissione La Torre ha preannunciato la relazione conclusiva
E se le ong sono indignate monsignor Perego dopo aver parlato di fuoco politico ipocrita e vergognoso, rincara la dose. “Sono troppi coloro che stiamo accogliendo? 175.000 persone se accolte in maniera diffusa negli ottomila comuni italiani, valorizzando percorsi personali di accompagnamento e di integrazione, utilizzando le risorse disponibili per un servizio nuovo e per figure – educatori, mediatori, ecc. – che possono essere utili per creare e favorire dialogo e inserimento sociale sul territorio credo sia un atto intelligente e di responsabilità . Tanto più in un Paese che sta morendo – nel 2016 150.000- morti in più rispetto alle nascite – e che può trovare un suo futuro in percorsi di ‘meticciato’, come più volte ha detto il cardinale Angelo Scola – come è sempre avvenuto nella storia italiana, questa volta in maniera pacifica”, ha aggiunto.”E’ chiaro che anche nell’accoglienza diffusa dei migranti l’Europa deve finalmente svegliarsi dal sonno e promuoverla in tutti i e 27 paesi europei”.
Per quanto riguarda infine “la situazione drammatica e instabile della Libia”, il direttore di Migrantes ha fatto presente che “l’ha creata l’Europa e le incaute scelte europee non possono essere pagate solo da coloro che oggi sono costretti a mettersi in mare e arrivano da noi, cioè i migranti.
(da agenzie)
Leave a Reply