IL SINDACO DI COMERIO OSPITA SEI PROFUGHI A CASA SUA E LA LEGA HA UNA CRISI ISTERICA
DOPO AVER DETTO “OSPITATELI A CASA VOSTRA”, QUANDO UNO LO FA NON GLI VA BENE LO STESSO… MA SALVINI QUANDO SI DECIDE A OSPITARE A CASA SUA UN POVERO ITALIANO?
“Troppo facile continuare a ripetere il ritornello di ospitare i profughi a casa propria senza fare
nulla. L’emergenza immigrazione c’è, inutile negarlo. Bisogna reagire con i fatti”.
Silvio Aimetti, 49 anni, è il sindaco di Comerio, paese di 2800 anime sul lago di Varese.
È stato eletto con una lista civica di centrosinistra e tra un paio di settimane ospiterà sei richiedenti asilo in un appartamento di sua proprietà .
Un caso eccezionale in questo pezzo di Lombardia, dove quasi ovunque splende il sole delle Alpi della Lega Nord e i primi cittadini di molti comuni, Varese in testa, si oppongono all’accoglienza dei profughi.
“Sono semplicemente andato incontro alle richieste del prefetto Giorgio Zanzi —racconta Aimetti all’Huffpost —. Ma l’ho fatto anche pensando ai miei cittadini”.
Il sindaco ha messo a disposizione il suo appartamento, bagno cucina e tre camere, a titolo gratuito.
In cambio ha chiesto alla cooperativa che gestirà l’accoglienza di devolvere la cifra dell’affitto, circa 800 euro al mese, a un progetto di reinserimento lavorativo per i comeriesi disoccupati.
Il Comune aveva a disposizione anche un appartamento di proprietà , ma Aimetti ha preferito lasciarlo ai residenti bisognosi.
“Le difficoltà non hanno nazione, cittadinanza o colore della pelle — commenta -. È giusto aiutare tutti. Ospitando chi fugge da guerre e miseria possiamo fare qualcosa anche per noi”.
I migranti saranno coinvolti in attività di volontariato e pubblica utilità .
Daranno una mano per gli attraversamenti nell’orario di inizio e fine delle lezioni scolastiche o durante le messe della domenica.
“Cose semplici, ma importanti in un piccolo comune — spiega Aimetti – . Lo scorso anno abbiamo promosso un bando per reclutare volontari tra i comeriesi, ma nessuno ha riposto”.
“Il parroco e le maestre hanno già dato la loro disponibilità per sostenere le attività — prosegue il primo cittadino -. Questa potrebbe essere anche una bella occasione per spiegare meglio ai bambini il dramma dell’immigrazione”.
In consiglio comunale l’opposizione guidata dai leghisti ha inscenato una protesta con cartelli e slogan come “Prima i comeriesi” o “Ora un miliardo di africani sanno che diamo le nostre case”.
Ma questa volta rimediano una brutta figura: sia perchè il sindaco ha pensato di devolvere l’affitto proprio ai comeriesi, sia perchè fino a ieri agitavano lo slogan “ospitateli a casa vostra” e quando ora uno lo fa lo criticano lo stesso.
A dimostrazione di quanta sia superficiale e xenofoba la polemica anti-profughi.
Aimetti garantisce che i cittadini sono pronti ad accogliere i nuovi ospiti con entusiasmo. Il primo cittadino non si scompone e a quelli che temono un innalzamento delle tasse per la gestione dei migranti ribatte con orgoglio: “Il progetto è a costo zero e ricordo che a Comerio dal 2014 non si paga nemmeno la Tasi. I migranti poi non resteranno qui a vita, ma per il temponecessario a valutare le loro richieste di asilo”.
A Silvio Aimetti scivolano addosso anche le accuse di demagogia e buonismo. “Non rispondo, non mi piacciono le polemiche. Ognuno pensi quello che vuole, io guardo ai fatti. La mia non è un’iniziativa eccezionale, ma un aiuto di buon senso. Nel varesotto ci sono 130 comuni: se ognuno desse ospitalità a massimo cinque/sei persone, non certo numeri folli, l’emergenza immigrazione avrebbe una portata ben diversa”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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