IL TRUMPISMO NON È SERVITO A UN CAZZO, “SE C’ERA TUTTO QUESTO AMORE TRA MELONI E TRUMP, PERCHÉ DURANTE QUESTO AMORE GLI INVESTIMENTI AMERICANI IN ITALIA NON SONO AUMENTATI?”
“PERCHÉ DURANTE QUESTO AMORE IL CLIMA NON SOLAMENTE POLITICO, MA ANCHE MILITARE, NELL’ALLEANZA ATLANTICA È PRECIPITATO? PERCHÉ, INSOMMA, SEMBRA TUTTO STERILE NEL RAPPORTO FRA IL NOSTRO PAESE E QUELLO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA?”
Trascrizione dell’intervento di Lucio Caracciolo a “Otto e Mezzo”
Lucio Caracciolo: Credo che tutto ciò che dice Trump è da prendere con le molle, anzi lui stesso ce lo dice, perché si contraddice almeno tre o quattro volte nello stesso giro di frase. Quindi questo inseguimento alle dichiarazioni di Trump è abbastanza insensato.
Credo che sia una persona che vada giudicata sui fatti, sugli atti e non sulle parole, che valgono zero. Parole che però sono pesanti, perché un signore che si permette di dire di essere Gesù Cristo, o meglio di disegnarlo, oggi ha ripubblicato la famosa vignetta
Ma il problema è che in questo momento, essendo comunque gli Stati Uniti al centro dei giochi internazionali, chi è che può seriamente negoziare con questo signore quando si tratta di pace e di guerra?
Con un signore che dice che in una notte vuole distruggere un’intera civiltà e questo può anche succedere, ci sono i matti, ma quello che trovo più pericoloso è che nel suo stesso paese tutta questa cosa venga presa così come un gioco politico e invece
in realtà è un dramma, perché quando il perno del sistema internazionale è in queste condizioni, ne soffriamo tutti, certamente ne soffrono anche gli americani, ne soffre per fortuna Trump, il quale credo non finirà il suo mandato.
LILLI GRUBER: Ma perché Giorgia Meloni vuole ricucire con Donald Trump? Non ne ha abbastanza, non ha imparato ancora a conoscere questo soggetto, non so neanche come definirlo, che comunque è il presidente degli Stati Uniti d’America?
Lucio Caracciolo: Allora, una cosa sono i rapporti personali e questi non sono affari miei, un’altra cosa sono i rapporti fra stati che sono incarnati in questa fase da Trump e da Meloni e che ovviamente sono molto importanti.
Io valuto il silenzio di Giorgia Meloni, cioè il silenzio vuol dire che in questa fase quantomeno non ha voglia di ricucire nulla, però che cosa vuol dire poi ricucire?
Perché il rapporto personale vale in quanto poi si riflette nelle relazioni fra Italia e Stati Uniti. Allora, se c’era tutto questo amore, perché, per esempio, dico banalità, durante questo amore gli investimenti americani in Italia non sono aumentati?
Perché durante questo amore il clima non solamente politico, ma anche militare nell’alleanza atlantica è precipitato? Perché, insomma, sembra tutto sterile nel rapporto fra il nostro paese e quello degli Stati Uniti d’America?
Quindi, insomma, guardiamo ancora una volta ai fatti concreti e prepariamoci al peggio perché stiamo per entrare in una fase critica in cui si deciderà della pace e della guerra nei prossimi anni.
LILLI GRUBER: Caracciolo, tu prima hai detto che non è detto che Trump finirà il suo mandato. Ti riferisci al fatto che perderà probabilmente le elezioni di medio termine e che a quel punto ci sarà un impeachment. A cosa ti riferisci?
Lucio Caracciolo: Mi riferisco al fatto che molti del suo stesso partito e dello stesso movimento Maga sostengono che lui sia incapace di svolgere il suo mandato.
E questo potrebbe evocare il 25o emendamento della Costituzione americana, di cui risparmio la lettura perché è estremamente barocco e quasi incomprensibile, ma il punto è che si comincia seriamente a discutere del fatto che questo presidente possa essere mandato a casa forse anche prima delle elezioni di novembre, ma comunque prima della fine del suo mandato perché rischia di fare un disastro.
Gli americani hanno avuto gli ultimi due presidenti di cui il primo, purtroppo, è stato diagnosticato il ritardo e ha fatto perdere le elezioni a Kamala Harris. Questo signore che, diciamo, ha qualche malessere ben più grave, a quanto pare può restare in carica a tempo indeterminato, o meglio fino alla fine del mandato. Io non credo, penso che qualcosa succederà.
(da agenzie)
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