IN PROVINCIA E’ IMPORTANTE LA CONOSCENZA E L’USO DELLA LINGUA
TRADIZIONALMENTE AMANTE DEI LECCHINI DI CORTE, LA PROVINCIA DI GENOVA UFFICIALIZZA LE AGEVOLAZIONI A DIRIGENTI E DIPENDENTI PER LA FREQUENZA AI CORSI DI LINGUA … ASSEGNA A CIASCUNO UN CONTRIBUTO UGUALE (UNA MISERIA), COME SE UNO STIPENDIO DI 1.200 EURO FOSSE LO STESSO DI CHI GUADAGNA 5.000 EURO… MA UNA VOLTA LA SINISTRA NON ERA PER I PIU’ POVERI?
Da diversi anni la Giunta di sinistra della Provincia di Genova, cosciente di quanto sia necessario nella Pubblica Amministrazione l’uso proprio e improprio della lingua, non solo madre, ma anche straniera all’occorrenza, per indicare ai dipendenti la strada di una brillante carriera interna all’Ente, ha predisposto appositi corsi, dai tempi della giunta della Marta per arrivare a questa repettiana.
In tempi passati, quando si poteva scialacquare a volontà , i corsi erano gratuiti e i dipendenti venivano rimborsati interamente.
Addirittura i corsi di lingua si potevano svolgere in orario di ufficio. Poi sono arrivati i momenti delle restrizioni e del coprifuoco e si è ripiegato verso uno stanziamento una tantum da suddividere tra coloro, dirigenti o dipendenti semplici, che si iscrivono a un corso esterno presso una scuola o associazione riconosciuta.
A tal fine è stato istituito il ” fondo per l’incentivazione della formazione nelle lingue europee”, sotto l’egida dell’area 2 dell’Amministrazione provinciale che invita all’uso anche della lingua inglese, francese, tedesca e spagnola, basta che di buon uso della lingua si tratti.
Stanziata la cifra totale di 4.000 eurini, si procede come segue.
Il dipendente si trova da solo privatamente il corso di lingua che più gli si addice, paga, si iscrive e porta la ricevuta all’Ufficio Formazione e Organizzazione e presenta domanda di rimborso.
La Provincia rimborserà il 50% della spesa di iscrizione, per una cifra massima di 300 euro a testa. Se si iscrivessero in troppi diminuirebbe la cifra massima per ogni singolo dipendente. Considerando che molti dirigenti hanno avuto già modo di dimostrare che la lingua la sanno usare bene e nelle dovute occasioni, potrebbe anche bastare l’elemosina fissata.
Se dovessero aderire al progetto linguistico un 70 dipendenti ad es. a ciascuno spetterebbe un “ricco” contributo, pari a 60 eurini a capoccia.
Diciamo che un rumeno che chiede l’elemosina all’incrocio, in una giornata è stato certificato che ne guadagna di più, almeno 80.
Diciamo altresì che una consulenza della Provincia, assegnata a qualche “favorita di corte”, costa la stessa cifra in un solo mese.
Diciamo ancora che per stampare l’elenco telefonico delle iniziative sul territorio qualcuno si pappa la stessa somma in trenta giorni, e potremmo continuare a lungo…
Insomma la Provincia vuole dipendenti che conoscano e siano sciolti nell’uso delle lingue, ma investe poco nel settore, cosciente che è interesse dei dipendenti perfezionarsi da soli per poi mostrare privatamente le loro attitudini linguistiche.
Diciamo che la Giunta crea lo “stimolo” all’apprendimento e il dipendente si esercita a usarla nelle varie espressioni ( inglesi, francesi, spagnole e tedesche).
Una sola cosa ci lascia a bocca aperta ( ma lingua sotto controllo, tranquilli): il fatto che una giunta di sinistra non abbia previsto una differenziazione nei contributi.
Ma come, vogliamo dare una elemosina uguale al dirigente come all’ultimo dei dipendenti? A uno che guadagna 5.000 euro al mese come a uno che ne percepisce 1.200?
Ma dove è finita la giustizia sociale, compagni e fior di margheriti? Dove abbiamo lasciato i sogni giovanili di una società più equa? Dove abbiamo appeso il soprabito delle lotte a favore dei più deboli?
Ecco dove siamo finiti, a dare 60 euro sia al ricco che al povero, che triste fine… E’ il caso di dire forse che la lingua batte dove il dente duole…
Allora, caro Presidente, sa cosa le dico? Che era meglio che si mettesse a sfogliare la Margherita… e staccasse delicatamente i petali per ogni dipendente… “diamo o non diamo…” il contributo?… coadiuvato dalla sua corte di esperti in lingue e dalle sue abili collaboratrici che si interrogano “la diamo o non la diamo…?” la sovvenzione…
Una piccola casta poliglotta che sull’abile uso della lingua ha notoriamente costruito la propria solida carriera…
Leave a Reply