INIZIA IL TIRO AL BERSAGLIO CONTRO SILVIA SALIS: C’E’ UN CAMPO PROGRESSISTA DI MANEGGIONI CHE VUOLE FAR VINCERE LA MELONI? ACCOMODATEVI, MA NON CONTATE SUL NOSTRO VOTO
LE ACCUSE DELIRANTI CONTRO SILVIA: “E’ CALATA DALL’ALTO”, “NON E’ DI SINISTRA”, “E’ UNA CREATURA DI RENZI”… “E’ UNA INVENZIONE DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE”… LA NOSTRA RISPOSTA A QUESTI CIALTRONI
Facciamo una premessa: da tempo sosteniamo che Silvia Salis sia l’unica che può battere alle elezioni politiche Giorgia Meloni per una serie di ragioni che ripeteremo anche in questa nota. Abbiamo pronosticato che sarebbe diventata sindaca di Genova quando tutti davano per scontata la riconferma del sindaco sovranista, ne siamo stati certi dopo averne seguito la campagna elettorale. Se ora la riteniamo la carta vincente per una candidatura a premier non è certo per campanilismo, per capirci. Abbiamo seguito anche Vittoria Ferdinandi nella sua corsa a sindaca di Perugia e non abbiamo sbagliato. Ci sono sensazioni, analisi e dettagli che chi ha fatto politica per decenni coglie, analizza e da cui determina convinzioni.
Da qualche giorno, più i sondaggi tra l’elettorato del campo largo premiano Silvia come candidata alle primarie (nonostante lei abbia più volte negato la possibilità di parteciparvi) si è messa in moto la “macchina della disinformazione” dei media vicina a certi ambienti non solo sovranisti (come era normale aspettarsi, visto che se la fanno addosso al pensiero di una sua candidatura “fuori schema”), ma anche “progressisti”, diciamo quelli “maneggioni” e correntizi.
Vediamo le accuse
“E’ una creatura di Renzi”
Una balla colossale, Salis non ha mai avuto tessere di partito, quando il Pd a Genova (non faccio i nomi) le ha proposto la candidatura perché ogni corrente aveva il proprio candidato e non c’era accordo su nulla, lei ha detto chiaramente: “Accetto a una condizione: che aderiscano tutte le componenti dell’area progressista, da Avs ad Azione, dal PD al M5S, fino alle Liste civiche comprendenti Italia Viva, altrimenti grazie e vi saluto”. Questa è Silvia, altro che succube dei partiti.
In campagna elettorale ha accolto tutti i leader, poi ha voluto chiudere la campagna elettorale da sola davanti a migliaia di genovesi in Piazza della Vittoria come non si vedeva da anni. Ha fatto una campagna elettorale con il suo staff macinando centinaia di chilometri, quartiere per quartiere, mercato per mercato, con umiltà e carisma, con una qualità: l’ascolto.
Viene da sorridere poi che l’accusa di essere “renziana” venga proprio da coloro che hanno fatto da zerbino a Renzi quando era premier, salvo disconoscerlo quando non era più in auge. Noi possiamo dirlo: abbiamo attaccato Renzi per anni per la sua politica economica, centinaia di articoli lo attestano.
“E’ stata calata dall’alto”
Silvia Salis non ha mai brigato per diventare sindaca di Genova, come peraltro Draghi o Monti per diventare premier. Gli è stato chiesto se era disponibile, altra cosa. L’unico leader calato dall’alto è Conte, “imposto” da Grillo alla base Cinquestelle. Elly Schlein è stata espressione sia della base che dell’elettorato Pd e ha vinto le primarie (anche in questo caso lo avevamo pronosticato quando Bonaccini era dato in netto vantaggio su Elly) proprio perché rappresentava il “nuovo” e la sensibilità al tema dei diritti civili. E ha riportato il Pd a buone percentuali. La riteniamo una ottima segretaria di partito.
“Non è di sinistra”
Accusa esilarante. Una sindaca che ha guidato i cortei in città per gli aiuti umanitari a Gaza, che ha lottato in prima linea con la Fiom per il futuro dell’Ilva visitando i presidi dei metalmeccanici e difendendoli dalle cariche della polizia, andando a battere i pugni sul tavolo a Roma, che ha ridato protagonismo ai municipi delle periferie, che lancia progetti per la viabilità della Valbisagno, per ristrutturare lo stadio per gli Europei, che ha rilanciato l’immagine turistica di Genova nel mondo, riportando migliaia di giovani in piazza ai concerti e tassando persino le grandi compagnie crocieristiche (applicando una norma del governo “dimenticata” dai sovranisti locali).
Non so se quanto sopra sia di “sinistra”, sicuramente per una “destra sociale” è la norma, attendiamo che qualche “critico della Salis” ci spieghi cosa vuol dire “essere di sinistra”, visto che noi su certi temi siamo più a sinistra di loro.
Conclusione
I sondaggi che indicano il campo largo appaiato al centrodestra non tengono conto di una cosa: Vannacci alla fine sarà ammesso alla coalizione, quindi il centrodestra avrà un 2-3% di vantaggio. Per colmare il divario occorre anche (ma non solo) un candidato premier che rappresenti “una scossa”, una novità, una speranza. Che sappia far ritornare al voto gli scazzati, mettendoci la faccia con personalità e carisma. Non servono politici “invisi” a una parte dell’elettorato o “poco coerenti” nel loro percorso istituzionale.
Immaginate un confronto tra Meloni e Schlein o Conte: potete già darlo per scontato per quanto direbbero.
Non potete immaginare un confronto Meloni con Salis, Giorgia sarebbe in grande difficoltà perché Silvia è spiazzante e sa fare male con una battuta e uno sguardo. E’ così che si recupera quel 2% di divario, non con litanie e politichese.
Se poi qualcuno vuole giocare a perdere, liberi di farlo. Ma non contate sul nostro voto.
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