INTERVISTA A HERTA MULLER: “PUTIN HA RIPORTATO LA RUSSIA AI TEMPI BUI DEL KGB”
IL NOBEL PER LA LETTERATURA: “I SERVIZI SEGRETI SONO TORNATI A FAR FUORI GLI AVVERSARI POLITICI, IL PAESE E’ DI NUOVO IL REGNO DELLA PAURA”… UN QUADRO DEL NUOVO MITO DEI FINTI-DESTRI NOSTRANI
Ero preoccupata all’idea di intervistare Herta Mà¼ller, premio Nobel per la letteratura.
La immaginavo chiusa, diffidente.
Noi giornalisti possiamo dare l’idea di essere invadenti, ostili, pur senza esserlo minimamente. L’intervista quindi è anche un atto di fiducia tra persone che non si conoscono. Ma la scrittrice è venuta, ha visto e ha parlato.
Ancora un assassinio politico in Russia e Putin promette che risolverà il caso. La morte di Boris Nemtsov per molti è segno chiarissimo che la Russia si sta avviando a tempi cupi. Avrebbe mai pensato che il nazionalismo populista rialzasse la testa?
«Che Putin intenda occuparsi personalmente del caso e che abbia assegnato a uno dei suoi fedelissimi la guida delle indagini è in effetti la conferma ufficiale che a Mosca non esiste una giustizia indipendente, oltre a indicare che il movente dell’omicidio è inquinato da falsi indizi. Far fuori gli avversari politici è di nuovo un ferro del mestiere dei servizi segreti russi in patria e all’estero. Le morti di Natalja Estemirova, Alexander Litvinenko e forse anche di Boris Berezovskij, trovato impiccato, non sono state finora chiarite. Anche se Putin non ne è stato l’esecutore materiale questo omicidio è il risultato della sua folle propaganda nazionalista, sempre più sfrenata da quando ha dato il via alla guerra in Ucraina».
Putin recentemente ha dichiarato che in Ucraina orientale sarebbe in corso un genocidio ai danni dei russi.
«Non c’è limite all’assurdità delle menzogne della propaganda del Cremlino. Oltre alla guerra contro l’Ucraina Putin conduce anche una guerra di propaganda contro l’Occidente. In certi casi le sue bugie sono sbalorditive: ma lo sa Putin che i soldati di Hitler della “Legione Condor“ sono arrivati in Spagna travestiti da turisti sulle navi da crociera dell’organizzazione ricreativa “Kraft-durch-Freude“ e quando hanno bombardato Guernica si sono staccati le mostrine dalle uniformi? A dispetto di tutti gli accordi di Minsk non credo proprio che Putin interromperà la guerra. Gli serve Mariupol e l’accesso di terra alla penisola di Crimea. E poi farà ancora una puntata in Transnistria. Putin non la finirà mai con l’Ucraina — ha deciso di demolirla lentamente e progressivamente, è un progetto che ha nel cassetto. Nessun accordo di pace e nessun dialogo diplomatico cambieranno le cose. Putin non si darà per vinto».
In che modo riuscirà a ottenere quello che vuole?
«Perchè l’Occidente è impotente e lo manifesta costantemente. La soluzione all’aggressione di Putin non può essere militare, è naturale, ma non c’è mica bisogno di dirlo in continuazione! La gente dell’Europa dell’Est che ha vissuto per decenni sotto l’occupazione russa sa bene che i dittatori della risma di Putin rispondono solo alla forza. La ragionevolezza e il dialogo sono interpretate come debolezze. Eppure Angela Merkel conosceva la Ddr e il Kgb. La sua disciplina diplomatica agli occhi di Putin ha sempre una parvenza conciliatoria. Le sanzioni hanno quindi la massima importanza, sono attualmente l’unico strumento a nostra disposizione per mostrarsi decisi e prendere le distanze. Sarebbe bene prospettare a Putin sempre un ulteriore possibile inasprimento delle sanzioni. Invece non si fa altro che sottolineare l’intenzione di ristabilire al più presto i rapporti presistenti».
In che epoca vive l’Ucraina, nel passato o nel presente? E ha un futuro?
«Per Putin l’Ucraina appartiene a un passato che nelle sue intenzioni sarà il futuro. Ha usato la stessa tattica per impadronirsi della Abkhazia, dell’ Ossezia e della Transnistria. Neppure l’Ucraina uscirà da questa stretta. L’obiettivo di Putin è mandare in rovina l’Ucraina. Con vessazioni quotidiane, il blocco delle forniture di gas, la distruzione delle infrastrutture, la morte di migliaia di ucraini. È la punizione perchè l’Ucraina ha osato guardare a Ovest. Putin punisce l’Ucraina per tutto quello che è successo nei paesi esteuropei dopo il 1989»
E’ espressione di debolezza o di forza?
«Credo che in questo caso debolezza e forza non siano antonimi. Anche il culto della personalità è espressione di forza e di debolezza. È un misto di diffidenza infinita e di potere infinito. E’ da lì che nasce il terribile potere assoluto la presunta onnipotenza. Lo conosco dalla Romania di Ceaucescu. Nessuno del suo entourage contraddice più il dittatore ».
Recentemente ha detto che Putin la fa star male.
«Sì. La sua politica mi fa star male. Mi umilia come persona. Offende la mia intelligenza. Offende ogni giorno l’intelligenza di noi tutti, sempre con la stessa faccia tosta. È già stato smascherato centinaia di volte, ogni sua bugia viene scoperta, ma continua ugualmente a mentire. In questo modo mi offende. E’ come una presa in giro. E non ci si può far nulla»
Gli esperti non fanno che ripetere che la Russia esige rispetto. Vuole essere riconosciuta come grande potenza.
«Per Putin avere rispetto significa tremare, come in passato nell’ Europa dell’Est si tremava davanti ai russi. Ma a Putin non importa l’opinione che si ha di lui. Odia gli Usa e l’Europa e si rende conto di essere sempre più isolato. Mi fanno pena i russi, qualche anno fa hanno creduto di andare in direzione della libertà , ma subiranno una nuova delusione, torneranno a vivere gli incubi del passato, i tempi in cui si ha paura di dire ciò che si pensa. Siamo tornati ai tempi della fuga e dell’esilio».
Che cosa dobbiamo all’Ucraina?
«Non le dobbiamo nulla. Ma dovremmo prendere sul serio la nostra società e fare il possibile perchè la gente in Ucraina possa vivere come noi. Non dobbiamo permettere che l’Ucraina venga distrutta. Non dobbiamo permettere alla Russia di impedirci di aiutare l’Ucraina. Tra l’Ucraina e la Ue deve instaurarsi uno stretto legame economico e politico».
Dovremo convivere con Putin ancora per qualche anno.
«Probabilmente. Non credo che Putin possa cadere alle urne. Credo che non gli servano neppure brogli elettorali, perchè una parte delle persone lo sceglie per vecchia consuetudine e un’altra parte è ammutolita da una paura nuova. Sono entrambe forme di opportunismo, un adeguarsi nella quotidianità spinti dalla paura. E’ il ritorno del socialismo, anche se è un concetto che non si usa più. E la paura è stata l’unica produzione che nel socialismo ha realizzato il suo piano. Durante la Perestroika si sarebbe dovuto sciogliere il Kgb dichiarandolo organizzazione criminale. Così non avremmeo al vertice un uomo del Kgb, un Putin. Invece oggi i Servizi segreti governano l’intero paese».
Andrea Seibel
da “Die Welt”
traduzione di Emilia Benghi
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