LA RETROMARCIA DI PARISI NEL PEGGIOR MODO POSSIBILE: IL 4 MARZO, A VOTARE, NON (CI) ANDREMO PROPRIO
LA “RIVOLUZIONE LIBERALE” NON SI BARATTA PER 4 COLLEGI, TRADENDO L’IMPEGNO DI CHI CI AVEVA CREDUTO
E così, siamo stati costretti a doverci medicare “nuovamente le ferite”. A dover (nuovamente)
constatare il solito epilogo infausto. Da elettori, da cittadini che credono in determinati valori, ci dovremmo essere abituati, oramai, e invece…
Sono anni che speriamo di poterci “imbattere” in un progetto politico-culturale serio, coerente ed ambizioso.
Sono anni che, svanita Alleanza Nazionale, speriamo di poter avere “nuovamente un casa” nella quale sognare ed impegnarci…
Sono anni che speriamo di poterci “imbattere” nel progetto di una destra moderna, liberale, popolare ed europeista… Una destra del merito e della legalità scritte tutte in maiuscolo. Una destra della coerenza e dell’intransigenza autentica verso il futuro.
Oramai, mi sa, che è soltanto un sogno. Una speranza vuota. Un desiderio che non troverà mai più una “risposta”…
Nelle scorse settimane, il “buio” sembrava essere totale. Il centrodestra aveva sì presentato il suo programma elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, ma risultava essere — come in effetti è! — il peggiore di tutti i tempi, intriso di promesse di ogni specie, soprattutto di quelle irrealizzabili.
Saturo di contraddizioni, e sin dalla composizione della stessa coalizione.
Un progetto sostanzialmente greve, grigio, privo di sostanza autentica. Nulla di rivoluzionario. Nessuna sincera battaglia liberale.
Chiacchiere, chiacchiere ed ancora, soltanto chiacchiere.
Nel buio più pesto, però, una diversa possibilità di voto sembrava prendere sempre più consistenza… “Energie per l’Italia” e Stefano Parisi sembravano poter essere una sfida entusiasmante, sia dal punto di vista squisitamemnte elettorale che da quello di un possibile impegno civico territorialmente immaginato nel tempo. Qualcosa che ogni elettore idealista, destro-liberale e “democraticamente ribelle e rivoluzionario” avrebbe potuto sostenere.
Mi ero così entusiasmato che avevo scritto sia al “movimento” che allo stesso Parisi per dare, nell’ambito di un evidentissimo impegno civico, e per quanto “piccolo” esso potesse essere o risultare, sia la disponibilità personale che quella di questo piccolo gruppo di lavoro.
Poi, però, negli ultimi giorni, abbiamo dovuto assistere all’inspiegabile retromarcia di chi, lungi da voler effettivamente rappresentare una concreta ipotesi di “voto utile”; lungi dal voler portare avanti una battaglia di portata nazionale, ha (invece) accettato la candidatura a Presidente della Regione Lazio.
Stefano Parisi, insomma, ha fatto dietrofront e nel peggiore dei modi.
E’ stata una delusione profonda e cocente, perchè, per quanto sia vero che siamo liberi di scegliere ed anche di cambiare idea, non si potrà mai revocarsi in dubbio che c’è — sempre — “tempo e tempo” e “modo e modo” di fare le cose e, in questo caso, la “via scelta”, è stata la peggiore”
Comunque sia, ognuno è artefice del proprio destino. Noi elettori, noi cittadini “semplicemente impegnati” nella spinta ideale e nell’impegno civico, possiamo soltanto prenderne atto e tirare le somme.
Nei giorni scorsi avevamo già iniziato la nostra piccola azione di sostegno a favore di “Energie per l’Italia”. Il programma di governo era buono. Le idee si fondo sembravano essere addirittura migliori. Stefano Parisi era – ed è! – persona perbene e molto preparata. Ci sarà sfuggito qualcosa, però! Soltanto così può riuscire a spiegarsi quel profondo senso di delusione che abbiamo provato alloquando si è appreso della predetta, altrui abdicazione dall’impegno, dalla “lotta politico-nazionale” con contestuale ripiegamento su un “ridotto”, riduttivo e quasi certamente perdente “impegno territoriale”.
Pazienza. Ci eravamo illusi di aver finalmente (ri)trovato un posto dove poterci impegnare.
Ci eravamo illusi che un nuovo seme di “rivoluzione liberale” potesse far nascere una piantina destinata a diventare una quercia stupenda.
Ci eravamo illusi che si potesse finalmente ritornare a fare fatti e non più, soltanto, parole
Ma tant’è: il dado è tratto. In una delle più brutte campagne elettorali alle quali abbiamo assistito — e parlo di quella in essere, ovviamente — ne abbiamo viste, e lette, di tutti i tipi.
Amici ed amiche di “destra” che si sono buttati nel Movimento 5 Stelle, peraltro, non ottenendo nemmeno l’ammissione alla “parlamentarie”.
Sedicenti liberali che hanno, invece, sposato le “ragioni sovraniste” di Fratelli d’Italia. Presunti radicali che si sono alleati col PD.
Ex “aennini” che hanno ingrossato le liste della Lega.
Meridionali che si sono scoperti “Salviniani”.
Miseria valoriale in ogni dove, insomma. “Soprammobili” freddi ed incolore…
Da elettori ne prendiamo atto: il 4 marzo, a votare, non ci andremo proprio!
Nel continuare a non smettere mai, nè di sognare, nè di immaginare il futuro, “qualcosa” la terremo sempre bene a mente, comunque: “il futuro non appartiene a coloro che si accontentano dell’oggi, che sono apatici verso i problemi comuni e verso il prossimo, timidi e paurosi di fronte alle nuove idee e ai progetti audaci. Apparterrà piuttosto a coloro che sanno mescolare passioni, ragioni e coraggio” (Bob Kennedy)
Salvatore Castello
Right BLU -La Destra liberale
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