LA SOLITA PALLA SU FACEBOOK: “EBOLA A LAMPEDUSA”. “CHIEDEREMO 10 MILIONI DI DANNI”. MA IN GALERA MAI?
LA FALSA NOTIZIA POSTATA HA AVUTO COME CONSEGUENZA UNA PIOGGIA DI DISDETTE ALLE STRUTTURE ALBERGHIERE… LE ASSOCIAZIONI DECISE A MUOVERE UN’AZIONE GIUDIZIALE CIVILE E PENALE
“Allarme Ebola a Lampedusa“. La notizia era circolata sui social network, era stata condivisa 26mila
volte e aveva portato a una pioggia di disdette alle strutture alberghiere. Ma si trattava di una bufala.
Per smentirla era intervenuto anche il governo in un question time. Ma, nonostante questo, i danni sono stati ingenti.
Tanto che le associazioni del territorio di Lampedusa e Linosa e in particolare la ‘Comunità di Lampedusa’, Federalberghi e il consorzio albergatori, hanno deciso di muovere un’azione giudiziale civile e penale contro chi l’aveva diffusa, dopo “l’ennesima diffusione di false notizie denigratorie e allarmistiche“.
La richiesta di risarcimento contro l’autore della notizia, già identificato e denunciato dalla polizia Postale, potrebbe valere dieci milioni di euro.
”A fronte di una popolazione che da più di un decennio si è spesa in termini di accoglienza e solidarietà dinanzi al gravissimo flusso migratorio — dice il presidente di Federalberghi isole Pelagie, Giovanni Damiamo Lombardo – c’è un’identificazione degli aspetti negativi del fenomeno con l’isola di Lampedusa e Linosa. L’ennesima bufala che ha trovato un’irresponsabile cassa di risonanza sui social network rappresenta l’ennesimo attentato alla fragile economia di questo territorio già provato”.
In Italia ci sono stati alcuni allarmi per possibili casi di Ebola ma si sono rivelati tutti infondati.
“In queste ultime ore le strutture del Sistema sanitario nazionale, in collaborazione con gli uffici ministeriali e con l’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani — fa sapere il ministero della Salute – hanno gestito alcune segnalazioni di possibili casi di importazione di malattia di Ebola poi non confermate dalle analisi svolte”.
Per le procedure sono stati applicati i protocolli stabiliti nelle circolari diramate a suo tempo.
“Tutte le strutture sanitarie di frontiera e di ricovero continuano a vigilare costantemente — spiega la nota — pur nella consapevolezza che la situazione per quanto riguarda l’Italia e l’Europa resta assolutamente sotto controllo. L’individuazione dei casi sospetti dimostra l’efficacia della vigilanza italiana”.
Commento del nostro direttore
Non è la prima volta che tramite il web vengono diffuse notizie false o atte a creare allarme sociale.
Per non parlare delle campagne di mera diffamazione contro avversari politici o atte a istigare all’odio razziale.
Vi sono soggetti che ogni giorno sistematicamente scrivono palesi falsità e diffondono fotomontaggi tarocco.
Il nostro punto di vista è ben noto: si tratta di vera e propria associazione a delinquere, non di fatti isolati o di matti in libera circolazione.
E il disegno criminale è evidente: aumentare il livello di intolleranza e destabilizzare le istituzioni, concetto che va al di là di chi governa in questo o quel momento e che pertanto riguarda l’intera comunità nazionale.
Nei confronti di questa feccia uno Stato di diritto dovrebbe solo applicare la legge e aprire le patrie galere.
E per i casi più gravi c’è sempre la possibilità di un T.S.O. di lunga durata.
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