L’ECONOMIST: “CHI PUO’ SALVARE L’ITALIA?”. IL MIGLIOR RISULTATO DELLE ELEZIONI? “MONTI PREMIER”, IL PEGGIORE? “BERLUSCONI PRESIDENTE”
LA TERZA VIA “AMPIAMENTE ACCETTABILE” SAREBBE QUELLA DI BERSANI PREMIER E MONTI SUPERMINISTRO ALL’ECONOMIA
“Chi può salvare l’Italia?”
È quanto scrive The Economist nel numero oggi in edicola dedicato, con tanto di copertina, alle prossime elezioni in Italia.
IL MIGLIOR RISULTATO
«Il miglior risultato sarebbe che Monti restasse come primo ministro», afferma il magazine inglese.
Sta correndo con un programma per le riforme sostenuto da una coalizione di partiti di centro, ricorda il settimanale sottolineando però che «purtroppo il Professore è più abile a governare che a fare campagna elettorale»: i sondaggi lo fotografano difficilmente sopra il 15%, al quarto posto tra le coalizioni in corsa.
IL PEGGIOR RISULTATO
Ma il «peggior risultato» della prossima tornata elettorale italiana sarebbe la «vittoria di Berlusconi», scrive The Economist, tenendo a precisare che «per una serie di ragioni personali e politiche, questo giornale continua a considerare il magnate dei media non adatto» a guidare l’Italia.
«Non è riuscito a riformare il paese in oltre otto anni al potere e il suo partito, a differenza dei suoi colleghi di centro-destra in altri paesi europei in crisi» conduce una campagna con un programma che «ignora le riforme».
da dove?
«È incredibile che gli italiani ancora lo sostengano», aggiunge il settimanale commentando i sondaggi che vedono ridursi il divario con il centro-sinistra in Pier Luigi Bersani.
IL RISULTATO ACCETTABILE
E parlando del leader del Pd, The Economist ricorda che «i suoi sostenitori sono ex comunisti e ha un partner di coalizione dall’estrema sinistra» ma anche un ruolo di «riformatore nei governi passati».
Se vincesse, ma senza la maggioranza al Senato, dovrebbe fare un’alleanza con Monti che – rileva il settimanale – potrebbe usare il suo potere contrattuale per chiedere un ruolo di super-ministro dell’economia.
Ed un governo «guidato da Bersani, con Monti responsabile dell’ economia, sarebbe un risultato accettabile per l’Italia» è la sintesi del ragionamento: «avrebbe la fiducia dei mercati e delle istituzioni internazionali» e «si potrebbe seriamente riformare un’economia che, se si procedesse invece come fatto sotto la premiership Berlusconi, finirà per crollare trascinando con sè l’euro».
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